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mercoledì 15 settembre 2021

Disfida nr. 145: Lo stendardo di Giove di Emanuele Rizzardi VS Gore Vidal

 


Titolo opera: Lo stendardo di Giove

Autore: Emanuele Rizzardi

Editore: Pubblicazione indipendente

Formato (ebook e/o cartaceo): entrambi

Genere: storico/drammatico

Prezzo: 16,99, 2,99 ebook

Sinossi:
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Anno 392: l’Impero Romano è funestato dalla pressione dei barbari oltre il confine e da terribili lotte interne tra le forze pagane e l’astro nascente del potere cristiano.                           
 I conflitti religiosi sembrano essere il centro di un’importante svolta quando l’imperatore Teodosio dichiara la messa al bando di tutti gli antichi culti, ponendo il cristianesimo come l’unica religione ammissibile.                                            Mentre i templi e i luoghi di potere dei pagani vengono chiusi, un gruppo di senatori decide di opporre resistenza.           Approfittando dell’improvvisa morte di Valentiniano, il sovrano d’Occidente fantoccio di Costantinopoli, i congiurati prendono il potere a Roma e ottengono il supporto del magister Arbogaste, che comanda le legioni della Gallia; al suo fianco c’è Flavio Eugenio, uomo di palazzo di fede cristiana, ma dalle posizioni tolleranti, che rappresenta l’ultima speranza nell’imminente guerra contro Teodosio, in un crescendo di intrighi che porterà i pagani a dare un’ultima battaglia per la libertà nella gelida valle del fiume Frigido.

Note/commenti/finalità dell'Autore: l'unico romanzo che conosco con frasi in gallico tardoantico.

BIG da sfidare: 

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 Gore Vidal - Giuliano. Il romanzo racconta la vita privata e politica di Giuliano, l’imperatore romano del quarto secolo, nipote di Costantino, che durante i brevi anni del suo regno tentò di soffocare la diffusione del cristianesimo e di restaurare il culto degli dèi, passando per questo motivo alla storia con l’appellativo di “Apostata”. Morirà assassinato nel 363, tre anni dopo essere diventato imperatore, avendo completamente fallito la realizzazione del suo progetto. Il racconto di Vidal comincia diciassette anni dopo la morte di Giuliano e prende le mosse dalla corrispondenza tra due potenti e influenti uomini politici del tempo. Senza scrupoli, portati a privilegiare gli intrighi della politica e del potere, non esitano a farcire le loro lettere di osservazioni malevole, pettegolezzi e maliziose digressioni che interpolano al diario scritto dall’imperatore, destinato a essere la sua autobiografia. Nelle pagine di Giuliano troviamo così l’affascinante rappresentazione di un conflitto politico e religioso in cui già si profila il declino dell’Impero Romano; ma troviamo, soprattutto, il sentimento di un’epoca, raffigurato con maestria e con l’inconfondibile stile di Gore Vidal. Nella lotta senza speranza contro il cristianesimo ormai trionfante, nel tentativo – che egli stesso sa essere destinato a fallire – di restaurare una religione che lo spirito del tempo non sente più sua, si nasconde il tormento di un’anima spaventata e smarrita di fronte al futuro. Un sentimento che appartiene a ogni epoca e che fa della tragica parabola dell’imperatore romano una storia attuale anche ai giorni nostri.


Andrea Zanotti

domenica 12 settembre 2021

Recensione: Jerome La Crus: Il Mezzovivo di Daisy Franchetto [Rating 8] - recensione a cura di Andrea Zanotti

 



Opera: Opera: Jerome La Crus: Il Mezzovivo 

Autore: Daisy Franchetto

Genere: Fantasy, Urban Fantasy, Soprannaturale

Editore: DZ Edizioni

Rating: 8

Formato: ebook E 0,99 - cartaceo E 12,50

Sinossi:

È il frutto di un’unione formidabile, ma sta morendo.

Jerome La Crus è vivo solo per metà e le forze lo stanno abbandonando.

Braccato da nemici sconosciuti, viene trascinato in una Dimensione parallela governata da una creatura che ha piegato al suo volere il Tempo.

Per vivere, Jerome deve colmare il vuoto che porta dentro di sé e affrontare l’ostacolo più grande: la paura.

La dovrà incontrare in tutte le sue forme e manifestazioni, sino a scoprire la verità che si cela oltre la sua superficie terrificante.

La paura non si sconfigge una volta sola.

La paura non si sconfigge.


Recensione:

Oggi vi parlo di un volume corposo, un romanzo ricco di spunti di riflessione che non ha tradito le elevate aspettative che nutrivo nei suoi confronti. 

Parlando di Jerome la Crus di Daisy Franchetto, edito da DZ Edizioni. 

Era da tempo che puntavo a quest’opera, nello specifico da quando ho avuto contatti con l’autrice che, oltra a dedicarsi alla scrittura attiva, è anche Media Manager della DZ Edizioni. 

Ho trovato questi contatti molto stimolanti per cui il desiderio di leggere la sua creazione è sorto con grande naturalezza. Che dire quindi di questo romanzo? Si tratta di un’opera ambiziosa, quasi 600 pagine ricche di elementi pescati da diverse scuole di pensiero rivolte alla crescita personale, e reinterpretate in stile avventuroso, romanzesco e affascinante. 

Un lavoro per niente semplice, ma che mi sento di dire sia perfettamente riuscito all’autrice, grazie alle sue indubbie doti, sia tecniche che immaginative. Verremo infatti catapultati in una dimensione differente da quella che conosciamo, un non-luogo che rimane del tutto fedele all’ammonimento dell’Apollo delfico del “conosci te stesso”. 

Voglio togliervi subito il dubbio: possibile scrivere un romanzo “di formazione (spirituale)” senza renderlo tedioso? Assolutamente sì! 

La fantasia della Franchetto lascia basiti. Per chi si balocca con pratiche mistiche si potrebbe arrivare a dire che l’autrice si "rende canale" per regalarci visioni oniriche delle più variegate, sempre originali, azzeccate e di sicuro impatto. I personaggi stessi, dotati di poteri difficili da ammaestrare, sono uno più particolare dell’altro, così come le controparti, le ombre oscure che fungono da specchi/avversari/ostacoli sul cammino dei nostri eroi. 

Poco da dire, la storia mi è piaciuta molto, così come la prosa dell’autrice che si mantiene sempre pulita e di qualità, toccando a tratti un lirismo notevole. 

Un tomo che scorre veloce e rapido ma che lascia da riflettere, come detto. A volersi soffermare sulle diverse prove, sui differenti accadimenti che occorrono ai personaggi non si fatica a ritrovare gli insegnamenti di molte guide spirituali del passato e di oggi. Un valore aggiunto che nulla toglie al piacere di un’avventura che può essere tranquillamente affrontata tutta d’un fiato, godendo delle traversie e dei successi del Mezzovivo e di chi lo accompagna senza badare ad altro. 

Complimenti di cuore a Daisy Franchetto quindi: voto 8.

Andrea Zanotti 

mercoledì 8 settembre 2021

Recensione: Il codice, quando la genetica superò ogni limite di Giuliano Parisi [Rating 8] - recensione a cura di PegFly

 

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Opera: Il Codice: quando la genetica superò ogni limite

Autore: Parisi Giuliano

Genere: Fantascienza Apocalittica

Target: Young/adult

Editore: Pubblicazione indipendente.

Rating: 8

Formato: ebook Euro 2,49

Sinossi:

Per molti lustri gli astronauti osservarono l’inquinamento di alcune zone del pianeta terra dallo spazio. Non nel duemila e quarantacinque sul continente Europeo, un Eden densamente popolato senza soluzione di continuità, plasmato fortemente dalla green economy; le nazioni Europee prosperano come non mai, qui c’è la Felicità: È l’America. Questa civiltà orgoglio di ogni bravo cittadino assennato, è assediata da un male crudele ereditato dal passato, gli scienziati chiamano esso: Bioaccumulo da inquinanti. Questo fenomeno provoca patologie sanitarie gravissime e mortali a circa il trenta per cento dei nascituri di ogni nuova generazione, tuttavia questi bambini nonostante le loro malattie crescono e diventano adulti ... nonché ingranaggi degli ospedali, meccanismi di un’enorme macchina medica che li mantiene in vita. Nel duemila e quarantacinque un astronauta osserva l’Europa dallo spazio, non vede più i drappi di grigio smog a coprire la pianura padana Italiana, il south East Inglese o parte del Belgio e dei paesi bassi. Sembra tutto solamente bello, ma non lo è. Quei drappi si sono abbassati fino a toccare il terreno, l’acqua e il verde, ogni animale. Si sono infilati nella catena alimentare, scorrono nel nostro sangue.


Recensione:

Comincio con le descrizioni di alcuni personaggi, che sinceramente mi sono piaciute.

“Le ultime mammelle che guardo sono la quinta straripante della Caterina Rossi, due palloni da calcio capaci di dare la felicità a una specifica categoria di uomini, per i quali le tette grandissime sono oggetto di misticismo”. 

Non c’è che dire, il filo dell’intreccio viaggia a meraviglia, gli scenari apocalittici sono ben descritti, tanto che al lettore sembra di essere proiettato al loro interno. Ci sono alcuni errori ortografici come alcuni “po” senza apostrofo, alcuni “se” senza accento sulla “e”, ma poco importa se la storia avvince e ti rende partecipe sino alla parola fine.  Passiamo ora al registro linguistico: simpatico e colloquiale; infatti, l’autore sembra che parli con amici ai quali sta raccontando le sue vicissitudini. «Smettila di pigolare, sei giovane stai imparando ancora cosa vuoi dalla vita».

I pov dei personaggi sono ben delineati, ben modellati, - come avrebbe detto Leonardo da Vinci -, nella sua interezza, e soprattutto non ti rimangono sullo stomaco, ovvero, non risultano affatto antipatici. Questo, per un autore, è un grande traguardo. 

Ottimi i cambi di scena tra un passaggio e l’altro. Ottima la parte, dove l’autore spiega il meccanismo degli ingranaggi di un enorme macchina Biomedica, con la quale si riesce a tenere in vita le persone, neonati compresi, negli ospedali, perché affetti da patologie sanitarie gravissime e mortali, dovute dal Bioaccumulo degli inquinanti, plastica compresa... e la scena in cui due dei personaggi: Jessica e Riccardo spiegano elettrizzati agli altri il modo sublime in cui si riesce a fare all’amore in divani  simili a cubi di Rubik soprannominati del “coito”, perché, come riporta giustamente l’autore nella scena: “l'amore è arte”...

Ottima la spiegazione scientifica che l’autore da al lettore sulla genetica, come ad esempio il passaggio, in cui ci dice che: grazie alla scoperta scientifica dei geni attivatori presenti nel nostro corpo si è riusciti ad attivare il programma della nanomacchina virus, scatenando l'infezione virale, a differenza dei geni inibitori che rendono le nanomacchine innocue, letargiche, immondizia biologica da espellere tramite il sudore, l'urina o le feci. Ma ci dice anche, che purtroppo i geni inibitori sono rari, e quindi si è potuto solo ottenere dei codici genetici in grado di produrre una risposta immune costante nella persona, con la quale sono riusciti a far ammalare una parte della popolazione, non combattendo i virus con altri virus, ma producendo virus che dentro a determinate persone integrano il codice genetico della persona infettabile con informazioni genetiche che poi rendono quella stessa persona immune per sempre dall’azione della nanomacchina virus; che il protagonista e il suo capo, sono arrivati perfino alla malattia che immunizza grazie allo studio delle catene genomiche aventi delle parti uguali alle catene dei geni inibitori, così, quando i geni attivatori vengono sfruttati da una malattia distruttiva causata da nanomacchine virali e le nanomacchine virali prolificano nel corpo del malcapitato, la malattia autoimmune si scatena, annientando qualsiasi cosa di alloctono (in etnologia, essere umano nativo di un luogo differente del luogo in cui vive: sinonimo di straniero) vi sia in quel corpo umano. 

Comprese le spiegazioni delle mutazioni da esseri umani a mostri coperti di eczema putridi di colore violaceo in tutto il corpo; creature deformate orrendamente, mangiati dall'infezione, invecchiate di decenni in pochi minuti, soldati sbudellati etc. Pensiamo al coronavirus e tutte le sue varianti e ai vaccini che ci hanno somministrato per contrastarlo. Beh, non credete che l’autore abbia precorso i tempi e abbia azzeccato appieno la tematica, visto che il romanzo risale all'epoca pre-covid?

Io credo proprio di sì.

Spero solo, che anche su di noi, il coronavirus non possa avere la capacità di trasformarci in mostri, anche perché, alcune persone facenti parte della nostra specie, già dimostrano di esserlo!

Consiglio vivamente di leggere questo autore, che la sa lunga in fatto di narrazione di genere fantascientifico, dove comunque sono toccati temi politici, flussi economici territoriali, di legislazione, e di future catastrofi ambientali in modo intelligente, che si amalgamano ad altri argomenti più leggeri, tra i quali: sesso droga e Rock and Roll.

Nel libro sono riportati alcuni Link, che il lettore può andare a visitare, così, giusto per dare un’occhiata...

Voto: 8

Peg Fly 


domenica 5 settembre 2021

Recensione: Inno cannibale di Andrea Zanotti [Rating 7,5] - recensione a cura di Fantom Caligo

 

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Opera: Inno Cannibale

Autore: Andrea Zanotti 

Editore: DZ Edizioni

Genere: storico, weird western

Rating: 7,5

Formato: cartaceo 14,90

Sinossi:

Black Mamba, donna-medicina a capo della tribù dei Senza-lingua, ha convocato il cerchio degli Elders, gli anziani capi di tutte le genti pellerossa. Nuovi alleati sono disposti ad aiutare le tribù contro i visi pallidi, è sufficiente unirle per innalzare l’inno cannibale. Poco conta se l’intero ordine del creato verrà sconvolto dal rito, dato che Black Mamba vuole risvegliare Yužáža, «Colui che sgozza gli Dei». 

Le grandi manovre dei selvaggi non passano inosservate. Il colonnello Souther, gerente della Clinica psichiatrica federale nr. 51 sarà il primo ad accorgersene. Sta a lui risolvere il problema dei «musi rossi». Ma chi spedire in Sierra Nevada, nel covo della sciamana? 

La scelta cade su Marc Trementina De La Cruz, il suo compare Jo Occhiomoscio e il resto della loro improbabile banda di antieroi. Solo serpi di quella risma potranno resistere a ciò che li attende in quelle lande infestate: Wendigo, Skinwalker, Si-Te-Caha e tutte le leggende da incubo dei nativi, riportate in vita dalle malie di Black Mamba.

Recensione:

Se cercate un romanzo dove l’avventura la fa padrona, in un selvaggio west dove le sparatorie e risse si mischiano a pericolosi riti sciamanici, Inno Cannibale è il libro che fa per voi.

Marc Trementina De la Cruz e il suo socio Jo Occhiomoscio sono due banditi che si troveranno loro malgrado coinvolti nella lotta tra indiani e visi pallidi, obbligati in una missione speciale affibbiata loro dal colonello Souther. 

Il romanzo è un tipico plot driven dove avventure, combattimenti e intrighi sono il motore della vicenda. Molti sono i personaggi della compagnia che dovrà cercare di fermare Black Mamba e sebbene, come tipico dei romanzi plot driven, non siano molto approfonditi, ognuno ha una sua personalità riconoscibile e un ruolo all’interno della vicenda.

Il confine tra il bene e il male non è sempre così chiaro. Il romanzo ha inoltre il grande pregio di alternare momenti noir/horror e parti più comiche che si mischiano in maniera armoniosa tanto che nessuna delle due risulta fuori luogo.

Tra le righe si può leggere la tematica della colonizzazione e la brutalità delle guerre dove i combattenti si trasformano in mostri.

Perché questa è una delle caratteristiche che ho notato nel libro. Non preoccupatevi, le parti horror/spiritiche compariranno, ma leggendo il romanzo si ha l’impressione che i mostri non siano solo quelli evocati da Black Mamba. Il libro contiene scene crude, ma non descritte in maniera manicale.

Una difficoltà che ho avuto nella lettura è stato l’utilizzo di molti soprannomi per la stessa persona, cosa che all’inizio genera un po’ di confusione. Ma dopo pochi capitoli ho familiarizzato con i personaggi e ciò non mi ha più dato problemi.

Il finale lascia intuire che potrebbe esserci un seguito.

Consigliato agli amanti delle avventure ambientate nel west, cui si aggiunge l'elemento fantasy. Rating 7,5

Fantom Caligo


mercoledì 1 settembre 2021

Disfida nr. 144: Ramondo lo scudiero di Antonio Chirico VS Bernard Cornwell

 


Titolo opera: Ramondo lo scudiero

Autore: Antonio Chirico

Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: Romanzo storico, avventura

Prezzo: € 19 il cartaceo; € 4,99 l'ebook

Sinossi:

Siamo nel Regno di Napoli, a cavallo tra il 1300 e il 1400. Ramondello è il figlio cadetto del conte Orsini. Suo padre gli ha programmato una carriera ecclesiastica, ma lui è innamorato perso di una fanciulla destinata a diventare contessa e non si arrende a un destino che non vuole. 

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Trova una sponda amica in Ramondo del Balzo, fratello di sua nonna. 

Il pro-zio, che non ha avuto figli, gli risolve tutti i problemi designandolo suo successore. 

Unica condizione per ereditare le sue fortune è che Ramondello aggiunga al proprio cognome anche quello del suo benefattore. 

Ma le cose non vanno secondo i piani e il ragazzo si trova costretto a partire come scudiero per le crociate del Nord, senza nemmeno un ultimo saluto alla sua amata. 

Liberamente ispirata alla vita di Raimondello Orsini del Balzo, è una storia di amori, amicizie, tradimenti, conflitti familiari e battaglie avventurose.

 C'è spazio anche per delle incursioni nel mondo della cavalleria teutonica e nei misteri del Santo Graal. 

Il tutto, sullo sfondo storico della disputa tra due re pretendenti al trono di Napoli e dello scisma d'Occidente, con una Chiesa cattolica retta contemporaneamente da due papi in conflitto tra loro. Una storia antica ma con molte curiose analogie con la contemporaneità.


Note/commenti/finalità dell'Autore: 

Sono un avvocato civilista e questo è il mio romanzo d'esordio. Immagino che da un avvocato vi sareste aspettati un thriller giudiziario o un giallo, ma sono nato e cresciuto con i "cappa e spada" che amava mio padre e mi sono nutrito di cavalleria. Il risultato, perciò, non poteva essere che questo.


BIG da sfidare: 



BERNARD CORNWELL - L'arciere del Re                                                                                                                                                                                Link Acquisto Amazon





Andrea Zanotti