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domenica 30 maggio 2021

Recensione: Leggere anomalie di Andrea Mitri [Rating 7,5] - recensione a cura di Andrea Zanotti

 

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Opera: Leggere anomalie

Autori: Andrea Mitri

Editore: pubblicazione indipendente

Genere: narrativa contemporanea, antologia racconti

Prezzo: ebook 5,99 - cartaceo 12,35 

Rating: 7,5

Sinossi:

Un ragazzino a cui appare la Madonna e non la riconosce, un uomo che si innamora di un manifesto pubblicitario, un'amicizia senza parole che si sviluppa attraverso uno specchio stradale. Ma anche storie di padri e figli, di sportivi fragili e di teorie strampalate da dimostrare. 28 racconti brevi che provano a cogliere piccole anomalie nella realtà che ci circonda, negli eventi che possono palesarsi davanti ai nostri occhi.

Recensione:

Libro agile e dalla copertina minimalista questo “Leggere anomalie”, antologia di racconti brevi dell’autore Andrea Mitri. Si tratta di una pubblicazione indipendente, quindi come nostra abitudine partiamo con l’osservare a fondo il “prodotto libro”. 

Il nostro scopo è quello di non prestare il fianco a quanti critichino gli scrittori privi di casa editrice a prescindere, per quello siamo soliti fare le pulci ad ogni lavoro che ci giunge fra le mani. Rimaniamo convinti che nel mare magnum delle autoproduzioni si trovino delle chicche, o comunque dei buoni lavori. Di certo quello di Mitri si piazza fra questi, e visto che siamo certi che nessun denigratore della categoria dei self potrà trovare nulla da ridire sulla sua prosa, né sull’editing (in tutto il libro avrò trovato forse un paio di refusi), segnalo doverosamente la mancanza dei rientri. Aspetto che io stesso tendo a scordare, ma che i miei editor non mancano mai di segnalarmi. Consiglio al Mitri di eliminare anche questa pecca, assolutamente veniale, per poter presentare il suo “prodotto” in modo del tutto professionale. 

Detto questo, sono certo di aver colto nell’autore l’animo del creativo puro, che ha ben altro cui pensare che ai rientri del testo. La sua opera infatti è una raccolta di racconti molto differenti fra loro, ma sempre accomunati da una visione particolare della realtà circostante, dalla quale traspare chiara la sensibilità dell’autore. Uno sguardo attento, vigile e pronto a cogliere ogni piccola anomalia in una caccia al tesoro volta a stupirci con un sorriso improvviso, o con una nuova ruga sul viso, a causa di qualche verità che ci era sfuggita, e innanzi alla quale ora non potremo più far finta di nulla. 

A tratti il testo è più simile a poesia in prosa che a semplice racconto. Il Mitri è capace di trasporre la propria acutezza di sguardo e spiccata sensibilità in modo elegante, senza mai scadere nella stucchevolezza, anzi toccando nel profondo e sollecitando in modo naturale alla riflessione. 

I temi trattati sono molti, dall’autismo ai sempre tormentati rapporti fra genitori e figli, dall’immigrazione alla critica delle derive cui va incontro la moderna società. Menzione speciale meritano, a mio gusto personale, i racconti Risuolando, Brindisi a venire e Prima che si alzi la marea. Toccanti, e un barbaro come me non intende aggiungere altro.

Ho letto il testo in un baleno. Le 140 paginette sono scorse con leggiadria, toccando i vari temi con stoccate efficaci e pungenti. I personaggi, pur nella brevità delle vicende narrate, adempiono alla perfezione ai ruoli pensati per loro dall’autore e trasmettono tutta la carica emotiva necessaria a supportare i racconti e a renderli del tutto efficaci e coinvolgenti. 

Proprio una bella scoperta, insomma. Un autore che porta lustro a tutta la categoria delle pubblicazioni indipendenti e da non perdere di vista. 

Voto 7,5. Consigliatissimo!   

Andrea Zanotti

mercoledì 26 maggio 2021

Recensione: Mucchio d'ossa di Stephen King

 

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Sinossi:

Mike Noonan - quarant'anni, autore di best-seller - è un privilegiato: un discreto successo, un buon conto in banca, la consapevolezza di sentirsi arrivato; tutte cose che ovviamente non hanno alcun senso se l'unica persona a cui tieni un giorno esce di casa e non ritorna più, folgorata per strada dalla morte. Quattro anni dopo è uno scrittore finito, afflitto da un'esistenza vuota. E' alla resa dei conti ma è anche angosciato dalla sensazione che "qualcos'altro", oltre a lui, non sappia rassegnarsi all'ineluttabile di un'esistenza troncata, qualcosa che si fa strada nella sua mente insinuando dubbi tormentosi, procurando incubi che travalicano i limiti del reale...


Recensione:

Mi chiedo cosa possa esserci di nuovo da scrivere quando ci si appresta a recensire l’ennesimo romanzo di Stephen King. Non è facile, visto che di questo autore si è detto oramai tutto. Aggiungiamo il fatto che il romanzo di turno quest’oggi non è certo fresco di stampa, risalendo al lontano 1998, ossia a più di ventanni fa, per quelli come me che stentano a tenere il conto degli anni che passano. 
Insomma, come avrete capito sto cercando di prendere tempo, guadagnare spazio, allungare il brodo e chi più ne ha, più ne metta, e buona notte al secchio. 
Ok, finiamola. 
C’è poco da dire in realtà, se non che “Mucchio d’ossa” risulta a mio avviso fra quella schiera di romanzi del Re ben riusciti, quelli nei quali l’autore è ispirato dal profondo, quelli che estrae carpendo direttamente dai Pensieri Abissali, o come scrive lui, quelli partoriti direttamente dal duro lavoro dei ragazzi in tutta blu, giù da basso, quelli che sguazzano nel torbido e che si guadagnano la paga con il sudore della fronte. 
Risulta quindi un vero piacere divorare le 600 pagine della quali si compone Mucchio d'Ossa. Almeno, questa è la mia impressione sull’autore di cui stiamo trattando, e che stimo infinitamente, solo che non sempre i suoi romanzi arrivano a toccare in modo parimenti significativo. Si può assistere a una bella storia, ci si può affezionare ai suoi personaggi, forse anche solo per la sua abilità oratoria e alla familiarità data dalla lunga compagnia che ci hanno tenuto. Questo nel peggiore dei casi. Oppure ci si può calare fino a sentirsi coinvolti in modo tale di rimanerne stupiti. In questo secondo caso, nel quale rientra Mucchio d’Ossa, si capisce come l’autore abbia colto in pieno il bersaglio, parlando direttamente al profondo del lettore. King a mio avviso è maestro in questo, una dote che non è facile da riscontrare e che mi riporta periodicamente ad attingere alla sua folta produzione. 
Quando si pesca bene, si trovano veramente delle perle preziose, come questa storia, capace di commuovere e far sognare, non fosse altro che per un ultra quarantenne con la passione della scrittura come il sottoscritto, che si trova a leggere la storia d’amore impossibile fra il protagonista scrittore quarantenne e la giovane mamma ventenne e l’applicazione ferrea di una delle leggi presentate nell’unico manuale di scrittura creativa che io abbia letto in vita mia: … Non posso spiegarvela per non rovinarvi le sorprese, ma per Bacco, i colpi di scena e il dramma raggiungeranno toni epici. Consigliatissimo!


domenica 23 maggio 2021

Recensione: Anomalia di Nicola Marco Camedda [Rating 7] - recensione a cura di Peg Fly

 

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Opera: Anomalia

Saga: Star Cluster Zero Saga (Vol. 1)

Autore: Nicola Marco Camedda

Editore: Multiplayer Edizioni

Genere: fantascienza

Target: Young/adult

Rating: 7

Prezzo: ebook Euro 3,19 - cartaceo 15,30

Sinossi:

Nell’Ammasso Stellare Zero, la civiltà prospera grazie ai sorprendenti progressi raggiunti dalla ricerca scientifica. Il sistema predittivo di Bionneq è il suo più riuscito traguardo ma qualcosa sta per cambiare… un’Anomalia, un elemento che sfugge agli algoritmi predittivi e che rischia di condurre la civiltà sull’orlo dell’ennesimo e stavolta definitivo Annientamento. 

Questo almeno è quello che sostengono le alte cariche governative. Ma chi si cela davvero dietro l’enigmatico Edward, potente consigliere che sembra orchestrare l’intero corso degli eventi? Qual è il reale scopo della task force antiterroristica da lui istituita? 

Un portentoso scenario futuristico in cui il peso del passato determina il presente, costringendo tutti i personaggi coinvolti a trovare il coraggio di rompere lo specchio delle apparenze per la ricerca della verità.


Trama:

Un brillante studente della Facoltà di Biomechatronica. Una misteriosa ribelle hackerpunk. Una giovane e intrepida donna che diventa capitano degli Assaltatori. Il più grande scienziato ed esperto in IA e robotica. Un uomo politico di successo e il suo potente consigliere. Le loro vite non saranno più le stesse quando un'anomalia nei sistemi predittivi della rete di supercomputer integrata nei pianeti dell'Ammasso Stellare Zero recherà con sé un'oscura minaccia.

Tesla Johnson è un brillante studente di indole pacifica che vive un rapporto di amore e odio verso la propria cultura di origine. Di punto in bianco si trova perseguitato per ragioni a lui oscure. Shanya Elistarth possiede un’intelligenza fuori dalla norma, ciò la rende un’affascinante quanto pericolosa ribelle. Ma le sue capacità di apprendimento potenziato non sono il frutto di una libera scelta. Si innamora di Tesla, tra loro nasce una storia sentimentale, tuttavia saranno costretti a separarsi pur di mettersi in salvo. Daigo Van Alesskher è un affermato uomo politico dotato di una propria etica. Sa quando è il momento di sporcarsi le mani in nome di un bene superiore. Ma stavolta si è fatto coinvolgere in qualcosa di più grande di lui. Lidya Taallher è una giovane donna capitano degli Assaltatori. Il suo carattere di guerriera nasconde cicatrici provenienti da un terribile passato. La divisa è la sua ancora di salvezza, la Flotta è la sua casa. Ma il tempo delle certezze sta per terminare. Il dottor Arkenhost è un geniale uomo di scienza a capo del progetto Bionneq (Bio Neural Network Quantum). La sua vita viene sconvolta dalla stessa spirale di eventi che ha condizionato quella degli altri personaggi. Caparbio e testardo cercherà di scoprire cosa sta realmente accadendo. È deciso ad andare fino in fondo. Edward è il potente consigliere governativo, nonché ideatore e capo indiscusso della task force clandestina. Nessuno conosce la sua reale identità. Ha deciso di scendere in campo per lottare in nome della sopravvivenza della civiltà. Con ogni mezzo necessario. Questi personaggi vivono e lottano nell’Ammasso Stellare Zero (Star.cluster_0).


Recensione:

Premessa. Per chi ancora non fosse informato, Multiplayer Edizioni è una realtà editoriale specializzata in narrativa videoludica. Ovvero, pubblica testi legati a universi narrativi tratti da videogames e saghe cinematografiche.

Addentrandomi nell’universo narrativo in cui è ambientato Anomalia, mi sono resa conto che la sua primaria caratteristica è la forte contrapposizione tra bene e male, tra chiaro e scuro.

Scrivere di un mondo fantascientifico non è impresa delle più facili. Narrare di essere umani proiettati nel futuro distopico guidato da intelligenze artificiali predittive, (in grado di consentire anticipazioni e previsioni) mentre l’altra vive, o per essere più precisi, sopravvive al di sotto dell’illegalità, il cui obiettivo è quello di essere liberi ma che nessun governo ha intenzione di accordare, è il passaggio clou dell’intero intreccio. A questo, si aggiunge una realtà temporale alternativa e parallela all’altra, dove si battono eroi del futuro; gladiatori i quali cercano una via di uscita per ottenere ciò che bramano, com’è ovvio che sia e come ogni essere umano desidera, perché nato libero.

Ho trovato il ritmo narrativo del testo rallentato, dovuto probabilmente al fatto che ci sono troppi inserimenti descrittivi.

Tuttavia devo ammettere, che anche se la location dove si svolgono le azioni dei personaggi non sia delle più originali, l’intreccio coinvolge e appassiona il lettore.

I pov dei personaggi, poi, a tratti sono magistralmente approfonditi, altri meno. 

La descrizione fisica di alcuni dei personaggi è un po’ troppo standardizzata e gli avvenimenti in alcuni passaggi non proseguono in maniera lineare.

I dialoghi credo che siano il punto forte del romanzo; ben strutturati, il cui registro è più che azzeccato. 

Per il resto, devo ammettere che l’autore ha scritto una storia fantascientifica ben delineata, per capirci: alla “Ray Bradbury”, - senza esagerare -.

Questo romanzo non sarà forse uno tra i migliori, o forse uno dei più importanti, ma di certo è stato scritto da un autore competente sul genere.

Come scriveva Shakespeare in questi due famosi versi dall’Amleto (1.5.167-8):

“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quanto ne sogni la tua filosofia”, e il nostro Shakespeare di certo di fantascienza sicuramente non è che ne sapesse molto. Ma diciamocela tutta, evidentemente chi legge di fantascienza conosce il significato della narrativa d’anticipazione.

Di narrativa dove i viaggi spazio/temporali sono all’ordine del giorno, che nelle storie di fantascienza c’è un mondo prestabilito nel quale far viaggiare la fantasia; e su questo non si discute. Dunque, ben vengano storie come questa di Marco Camedda.

Consigliato agli amanti del genere e non.

Voto: sette

Alla prossima! 

Peg Fly


mercoledì 19 maggio 2021

Disfida nr. 139: La voce del puparo di Matteo Marchisio VS Valerio Evangelisti

 




Titolo opera: La voce del puparo

Autore: Matteo Marchisio

Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: Avventura/storico

Prezzo: ebook 1,49€

Sinossi: 

Torino, 1901. Le voci parlano di un disertore piemontese fidanzato con la figlia del grande Kruger, presidente dello stato boero. 

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 Che siano vere? Un grattacapo per il sottosegretario Jung.  Bisogna indagare e di corsa. 

 Ma il viaggio verso il Sudafrica è un’odissea a cui pochi sopravvivono. 

Fortuna sua, è rientrato dal Siam l'agente perfetto: spietato, determinato ma soprattutto disperato. 

Bisognerà tenere duro per uscire dal Transvaal vivi e con un po' di verità tra le mani.


 Note/commenti/finalità dell'Autore: 

La voce del puparo vorrebbe ispirarsi, da lontano, ma proprio lontanissimissimo a Black Flag di Valerio Evangelisti

Una storia rapida, con tutta l'azione possibile, in grado di mescolare storia locale e grandi eventi in una manciata di capitoli. 

L'idea dell'avventura è nata per caso, infilandosi con arroganza tra altri progetti, dopo la scoperta che un albese partecipò davvero alle guerre boere con il grado di capitano. 

E poi, in fondo, lavorare a un'ambientazione storica lontana, sconosciuta, piena di guerriglieri a cavallo e dal retrogusto un po' western, era qualcosa da provare!


BIG da sfidare: 




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Andrea Zanotti

domenica 16 maggio 2021

Recensione: Fuoco sotto la terra di Giulia Esse [Rating 8] - recensione a cura di Peg Fly

 

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Opera: Fuoco sotto la Terra

Saga: Ciclo di Namhan

Autore: Giulia Esse

Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: fantasy

Target: Young/adult

Rating: 8

Prezzo: ebook Euro 1,5 - cartaceo 9,99

Sinossi:

Nell’inganno apprenderà l’arte della lealtà”
Dopo la misteriosa morte di suo padre, Yoon-ah viene eletta generale dell’esercito. Per salvare il regno di Nadong da una terribile profezia, Yoon-ah è costretta a inghiottire l’orgoglio e perdere la battaglia: il suo destino è essere trascinata in catene nel regno nemico, dove sarà prigioniera di Kang-jo, lo stratega dal cuore di ghiaccio. Lui è l’acqua, lei il fuoco. Entrambi sanno che la guerra non è mai finita: il gioco di seduzione che si instaura tra loro è un nuovo campo di battaglia. Sola in una terra straniera, odiata dai suoi soldati, Yoon-ah ha come unico alleato l’astuto Namgil, principe in ostaggio e sua vecchia conoscenza. Lavorando nell’ombra, i due possono ancora risollevare le sorti del loro regno. L’inganno lega Yoon-ah allo stratega. La lealtà la unisce al principe. La scelta, però, è vicina: sacrificherà se stessa o i propri ideali?
Guerra, strategia e amore. Un romanzo fantasy ispirato alla cultura coreana.

Il ROMANZO AUTOCONCLUSIVO E INDIPENDENTE


Recensione:

Fuoco sotto la terra”, di Giulia Esse, è un romanzo pubblicato in modo indipendente. L’autrice è stata capace di creare un romanzo epico fantasy incredibile. Descrive, in modo approfondito e naturale, un ambiente orientale che non leggevo e vedevo ai tempi dei film di Akira Kurosawa “I settesamurai”, per citarne uno.

È un mondo coinvolgente, eroico, i cui principi e leggi antiche scorrono nelle azioni dei personaggi senza alcun ripensamento. La scrittura narratologica dell’autrice è scorrevole e fervida, soprattutto in alcune scene, dove il pathos echeggia tra le sensuali frasi e atteggiamenti dei protagonisti. Un nostos all’interno di uno stile sobrio e leggero, la cui attenzione al periodo storico è quasi maniacale ma ben improntata.

La storia convince, ammalia e cattura il lettore come fa il serpente con le sue prede.

Ai POV dei personaggi, sebbene in un primo momento sembrino complessi, ci si affeziona all’istante, d’amblèe, proprio perché non appaiono vuoti manichini, ma vivi nella loro interezza psicofisica, magistralmente narrata e descritta dalla giovane autrice esordiente.

Il fascino orientale medievale, poi, rende tutto veramente sconfinato all’interno di un realismo magico, dove la spada di Damocle aleggia sulla testa dei protagonisti, pronti a tutto per riscattarsi lealmente e consapevolmente su ciò che concorre e vibra, esplodendo in emozioni quali l’amicizia, l’amore vissuto Da Yoon-ah, una soldatessa temprata  dalle battaglie e dalla lealtà verso il regno di Nadong, discendente, da parte di madre, di una tribù legata alla magia e, da parte di padre, di un clan guerriero, popolare per la sua fedeltà alla corona di Nadong, per Kang-jo, in eterno conflitto tra loro per non tradire i propri ideali. 

Un rincorressi di due nemici-amanti che sfianca ma pone l’accento su ciò che c’è di più meraviglioso: “L’amore”, che li lega e supera le barriere convenzionali di chi invece li vorrebbe eterni antagonisti. Perché sì: lui era acqua e lei il fuoco... ed entrambe, l’acqua, avrebbe voluto ardentemente scottarsi e il fuoco spegnersi... perché il loro destino è già segnato: si incrocerà sul campo di battaglia.

E tutto è magia, tutto è sensazione fantastica e al contempo reale, soprattutto nella seconda parte della storia, quando gli elementi fantastici si impossessano della narrazione.

L’inganno lega Yoon-ah a Kang-jo, un generale, figlio adottivo del primo ministro del regno di Haeju, forgiato fin da bambino da un padre assettato di potere, sprezzante e disposto a sacrificare tutto, perfino chi ama, per portare il clan a un’escalation di potere sempre più forte all’interno del suo regno. 

“Fuoco sotto la terra”, è un romanzo nel quale si odono le voci degli altrettanti narratori, voci narranti di personaggi forti e intensi, anche se quelle più spiccate sono quelle dei due protagonisti della vicenda. 

Yoon-ah e Kang-jo, in effetti, sono i due perni della storia e rappresentano, attraverso le loro azioni e passaggi dialogici, la contraddizione fatta persona, poiché sono due personaggi disposti a tutto poiché animati da un senso del dovere, che va oltre ogni emozione e senso morale, ma soprattutto, i due sono funestamente legati da un tradimento che incalza nelle loro vite, spesso annientandoli nell’anima. 

E qui non potevo non citare il drammaturgo inglese Shakespeare e le sue tragedie.

La vicenda di questo romanzo, mi riporta un po’ alle origini della tragedia shakespeariana, con le sue tante sfumature lugubri, dove l’amore contrastato “Romeo Giulietta” in primis, infondono alla storia quell’ombra scenica sui generi, di un romanzo che ha una marcia in più rispetto agli altri di genere storico/fantasy. 

L’ambientazione è letteralmente eccezionale. Descrivere una costruzione fisica del mondo in cui avviene la storia e in cui i personaggi vivono, non è solo semplice scenografia, o rappresentare la vegetazione, fauna ecc. È qualcosa di esterno e sottaciuto alla trama del romanzo, ma che le permette di funzionare. È la rete che connette tutti i codoli della storia.

E tutto questo può avvenire, solo se chi scrive conosce di cosa sta parlando, e in questo caso, devo affermare, che Giulia Esse è consapevole di cosa ci sta raccontando; non butta fumo negli occhi ai lettori, si evince che sia appassionata di vita orientale, che dietro c’è uno studio approfondito, perché nelle pagine del libro si respira aria di quella cultura mistica che solo l’oriente può donarti.

In ultimo, aggiungo che, è il sentimento come la lealtà che dimostra Yoon-ah ad unirla al principe. La scelta, però, è vicina: sacrificherà se stessa o i propri ideali?

Non vi resta altro, che leggerlo...

Consigliatissimo

Voto 8

Peg Fly

mercoledì 12 maggio 2021

Recensione: La piramide di fuoco di Arthur Machen

 




Descrizione:
“Le possibili definizioni di Machen sono assai meno importanti di certe singolarità che credo di percepire nella sua opera. Una è l'esistenza del Male, non come mera assenza del Bene, alla maniera di tante teodicee, ma come un'entità o una coalizione di entità che lotta incessantemente contro il suo opposto, e che ha la possibilità di vincere.” 
Jorge Luis Borges


Recensione:
Oggi vi presento La piramide di fuoco di Arthur Machen, breve antologia di tre novelle curata nientemeno che da Jorge Luis Borges. Ecco, già questa dovrebbe essere sufficiente come garanzia, ma se proprio non vi dovesse bastare, mi dilungherò in qualche ulteriore riga di commento. 
Si tratta di racconti legati dal tema della corruzione, spirituale e fisica, ad opera di poteri sovrannaturali di chiaro stampo demoniaco. Di Machen ho letto solo il romanzo Il grande dio Pan, ma devo ammettere che il Machen ritrovato in quest’antologia mi ha colpito maggiormente. Come sapete non amo molto i racconti e spesso non riesco a entrare in sintonia con questa tipologia di opere, invece l’autore in questo caso è riuscito a catturarmi e a catapultarmi nelle atmosfere descritte in modo del tutto naturale ed efficace. La presa sulla mia attenzione è stata graduale e gestita in maniera ottimale, calando gli eventi soprannaturali con gradualità e accortezza, lasciando lunghi tratti a disposizione delle ombre striscianti per invadere l’animo del lettore senza che questo riesca ad accorgersene razionalmente, sinché non è oramai troppo tardi per sfuggire all’inspiegabile. Verremo così trasportati dalle verdeggianti colline della campagna albionica, con le sue brume tanto evocative, direttamente al centro di sabba antichi quanto il mondo stesso. 
Lo stile di Machen è elegante e ci accompagna in quelle che divengono vere e proprie indagini in stile racconto giallo, ma con toni horror legati a riti, miti e leggende antiche. Insomma un ottimo lavoro e un'antologia assolutamente consigliata.





mercoledì 5 maggio 2021

Disfida nr. 138: L'uomo che affittava i libri di Giancarlo Catania VS Ernest Hemingway



Titolo: L'uomo che affittava i libri


Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: narrativa contemporanea

Prezzo: eBook € 0,50 - Cartaceo € 14,49

Sinossi:
Un dirigente lascia improvvisamente la splendida carriera per mettersi alla ricerca della sconosciuta dimensione ideale; acquista un motocarro destinato alla pressa, lo carica dei suoi tanti romanzi mai letti e inizia a girare per i piccoli paesi del circondario, fermandosi nelle piazze per affittare i libri. 

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Così scopre nuove realtà, ragiona sui sentimenti, sulle sensazioni e viene in contatto con tante caratteristiche umane: rabbia, ingenuità, indifferenza ma conosce anche l'amicizia, emozione quasi mai provata e l'amore, attentamente evitato nella sua vita precedente. 
Una fotografia dai toni morbidi sulla società contemporanea, prendendo spunto dagli eventi, dagli atteggiamenti, dalle situazioni che fanno così parte della vita quotidiana da essere quasi invisibili.

Note: 
Sono un genovese a riposo, dopo tanti anni passati nel porto di Genova come scaricatore. Le mie passioni sono la lettura, la fotografia, la musica bella, cioè tutta quella che merita d'essere ascoltata e, naturalmente, la scrittura, passione che occupa quasi tutto il mio tempo. 
Sono nuovamente sposato e felice d'averlo rifatto. Questo è il primo libro che pubblico.

Big da sfidare: 





Una sfida quasi impossibile da vincere, Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare - Link Acquisto Amazon







 

domenica 2 maggio 2021

Recensione: Il Messaggero dei Cinque di Niccolò Cortini [Rating 7] - recensione a cura di Peg Fly

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Opera: Il messaggero dei cinque

Autore: Niccolò Cortini

Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: Fantasy

Target: Young/adult

Rating: 7

Prezzo: cartaceo euro 9,99

Sinossi:

In un’isola sperduta in mezzo al Grande Blu del mare, gli uomini vivono tranquilli fin dall’inizio del tempo, non conoscendo altro all’infuori di quella terra. Il piccolo Mondo (Numba nella lingua antica) non ha mai conosciuto dolore, tristezza o malattia, ma solo serenità e abbondanza, grazie alla guida del Credo e alla protezione degli Antichi Dei.

Saviel è un “pescatore” dall’animo inquieto, che guarda l’acqua immensa che circonda la sua isola, e vede riflesso il mistero delle sue origini, oltre alla promessa di nuovi mondi. Agitato da una forte tensione spirituale, il giovane verrà scelto dal Maestro Janus per entrare nell’Accademia dei Messaggeri di Altovillaggio. Inizierà così un lungo percorso di maturazione e allenamento, che lo porterà ad eccellere sia nella Dolce Danza che nel Maneggio degli Elementi, raggiungendo risultati leggendari. Quando un uomo scende dal cielo e si proclama Re dell’isola, l’equilibrio si spezza.

Riusciranno Saviel e quel piccolo Mondo ad affrontare le sfide del Progresso senza perdere la Felicità?

Il Messaggero dei Cinque è una “fiaba” a sfondo ecologico-spirituale, che mescola i tratti tipici del fantasy con i temi moderni della sostenibilità ambientale, della solidarietà, dei diritti civili e del capitalismo senza limiti.


Recensione:

Salve lettori indipendenti! Oggi vi parlo de: “Il Messaggero dei Cinque” di Niccolò Cortini, un romanzo, che come stile si avvicina molto a un climax fiabesco, le cui tematiche principali sono la salvaguardia dell’ambiente e la religione deistica. Ma la fa da padrona anche la solidarietà, l'uguaglianza, e soprattutto la guerra contro il capitalismo.

C’è chi, nell’attesa, ha progettato come reinventarsi quando fosse arrivato il momento della ripartenza. E chi ancora ha tradotto la riflessione in scrittura creativa per impegnare il proprio tempo. L’autore, Niccolò Cortini sorprende, perché durante il look down, è riuscito a occupare il suo tempo a scrivere e ideare un fantasy come “Il Messaggero dei Cinque”, non è male per uno che se ne sta a casa a riflettere... visto che è anche il suo primo fantasy. 

Le tematiche affrontate dall’autore nel suo primo libro sono tante: capitalismo, inquinamento a causa del petrolio, religione ecc. C’è un’isola dove si muovono diversi personaggi. “Che cosa succederà?” Diciamo che possiamo parlare benissimo di simbolismo di ciò che avviene oggi in una società come la nostra, dove il rispettò per il prossimo è venuto meno. Si odia nei social, si discrimina senza ritegno, si odia in strada, ci si urla contro parole offensive perché ci si reputa dei diversi; e questo perché non ci rendiamo conto di avere innanzi altri esseri umani, dei quali va rispettata la scelta di vivere come pare e piace loro. Rispettare il loro punto di vista sebbene sia diverso dal nostro, non vi sembra sarebbe sensato? 

Per i suoi contenuti, il libro ha una caratteristica unica, e posso affermare, senza troppi giri di parole, o come dicono i più colti dei letterati: “perifrasi” che la storia si rivela molto originale. L’autore, magistralmente, ci conduce in un mondo fantastico e affascinante. Man mano che ho proceduto con la lettura, mi sono resa conto che non riuscivo a smettere. Avrei finito anche prima di recensirlo, se non avessi un carico di lavoro sulle spalle non indifferente.

Ora veniamo a noi!

C’è un’isola lontano dalle coordinate terrestri, dove vive un popolo la cui felicità non manca. Infatti, il nome non lo smentisce: i Feliciani. Perché vi starete chiedendo, questo popolo vive felice? Beh, semplice, perché non è stato contaminato da altre civiltà, e l’unico mondo che conosce è la propria isola, che appunto chiamano: “Mondo”. I Feliciani vivono a stretto contatto con la natura, la rispettano e la venerano e pregando i loro dei; i cosiddetti: Cinque. Non vorrei fare spoiler, ma questo passaggio mi ricorda, anche se alla lontana, i romanzi della Atwood.

Sull’isola si sono formate diverse città tra cui quella delle conchiglie dove vive uno dei protagonisti: Saviel. Il ragazzo non conosce il suo passato, sa solo che a crescerlo sono i suoi due padri adottivi. Saviel passa le sue giornate pescando, ma in modo del tutto diverso da come il lettore se lo immagina: ossia pregando i propri dei, e onorandoli con danze originali tribali. Per le sue caratteristiche innate, il ragazzo viene notato dal direttore dell’Accademia dei Messaggeri, e dunque gli viene proposto di frequentare la scuola, dove potrà imparare ad assoggettare un elemento al potere della preghiera, e diventare così uno dei Cinque Messaggeri degli dei.

Dunque, cari lettori, non vi aspettate personaggi con superpoteri, o altro, è ben chiaro, che tutto si basa sull’aiuto della preghiera agli dei, per far sì che possano aiutarli a domare gli elementi della natura. Questo è il punto clou dove l’autore si sofferma: il rispetto per la natura tutta, e non posso dire il contrario. Un’originalità che di solito non troviamo nei romanzi moderni intrisi di magia, superpotere, etc. 

Dopo aver frequentato l’Accademia, Saviel viene insignito dagli dei come Messaggero di tutti e cinque… ma cominciano ad accadere cose piuttosto preoccupanti sull’isola. In questa storia, un Re arriva dal cielo, poi segue la morte della Regina e l’amica di Saviel, sparisce. Che succede, si chiederà il lettore a questo punto?

L’equilibrio dell’isola sta vacillando e così anche la sua felicità?

Stop, mi fermo. Se volete sapere il seguito o come va a finire, leggetelo.

Mi è piaciuto come l’autore descrive la venuta del Re, ambientando la scena ai tempi del colonialismo, ma ai giorni nostri. Ci sono idee che mi hanno lasciato un po’ perplessa, esempio la struttura delle ambientazioni, nelle quali al lettore sembra di viaggiare attraverso videogiochi. Ma non per questo l’autore non è riuscito a creare dei mondi fantastici; anzi, è stato in gamba a manipolare perfettamente e a definire gli scenari in cui i suoi personaggi si muovono.

Passiamo allo Stile di scrittura

La storia scorre sotto gli occhi al ritmo della Cavalleria rusticana; adatta a un target di età molto giovane, ma credo, che anche gli adulti non lo disdegneranno. Il romanzo ha dei colpi di scena azzeccati, imprevedibili anche al più esperto dei lettori. Lo stile è riepilogativo, ma  comunque riesce ad arrivare a chi legge, efficace, colloquiale, con il quale riesce a tratteggiare in modo essenziale ma schematico, gli ambienti. Lo stile adottato dall’autore, in questo caso, riesce chiaro, soprattutto nei passaggi in cui ci illustra le usanze tribali dei Feliciani. La descrizione dei personaggi in alcuni punti è sommaria, almeno secondo la sottoscritta. Se fossero stati aggiunti alcuni dettagli in più, non avrebbero che giovato alla storia.

Ora passiamo ai punti deboli: a volte, l’autore si lascia andare a descrizioni generali superflue che ne rallentano la narrazione; i personaggi avrebbero avuto maggior rilievo se fossero stati approfonditi nelle loro caratteristiche psicofisiche. L’eroe della storia: A mio modesto parere, mai scrivere che il protagonista es: “è l’unico che può risolvere la situazione”. Perché, gli altri sono meno capaci?  (Potrebbe risultare antipatico).

L’eroe, come tale, dovrebbe essere visto come un antieroe, imbranato, un essere mortale che riflette un po’ tutti quanti noi. Quando si scrive di un eroe, lo deve dimostrare con azioni concrete, dare fondo a queste abilità, per far conoscere meglio il personaggio. Tuttavia, leggendo tra le righe, si intende come l’autore abbia scelto il personaggio principale in Saviel, non per essere il vero eroe, ma è solo un tramite, di modo che possa dare l’opportunità ai Cinque Messaggeri ad agire. Una coralità che soddisfa in parte le caratteristiche di questa storia. 

Nella storia ci sono altri personaggi di rilevo, tra i quali: Clynt, il quale spesso si sente di non appartenere ad alcune razze che abitano l’isola, altre, invece, non sa cosa scegliere tra le diverse etnie. Un po’ complicato a livello psichico come personaggio. Il professor Mavel, personaggio riflessivo nel prendere le sue decisioni e in continua trasformazione psichica. Un po’ Mr. Jackil e Mr. Haide. Poi c’è Lei... Lisanna, amica carissima di Saviel che lui aiuta a fuggire... 

Le due fonti di ispirazione che hanno inciso nel dare a questa storia da parte dell’autore, almeno così racconta, è stata la spiegazione dello storico Alessandro Barbero sull’impero romano e l’autorità esercitata senza limiti dall’imperatore romano, inteso come padrone del mondo, da qui nasce il personaggio della regina dell’isola, che rappresenta il Tutto. 

Per quanto riguarda, invece, la struttura della storia, la seconda ispirazione è stata influenzata da un servizio tv su una tribù dell’Amazzonia che sa contare solo fino a cinque. Da qui il numero delle cinque leggi della Felicità e dei cinque Messaggeri dell’isola.

In conclusione, direi che la storia è stata interessante e gradevole, soprattutto come l’autore presenta al lettore il mondo dove si muovono i personaggi. Narrata molto bene anche la prevaricazione degli invasori. Molto ben delineato il confine tra il bene e il male, poiché si sa, più c’è conflitto tra antagonista e protagonista, più il climax è alto, e dunque maggiore è la tensione.

Un punto spiacevole, è il finale, risolto in modo forse un po’ troppo repentino, tuttavia, c’è la forza dell’amore a compensare tale mancanza, che poi vera carenza, a pensarci bene, non è.  Perché l’autore cita spesso quanto sia importante la forza dell’amore, scartando a priori la forza bruta della guerra e della vendetta.

Conclusioni: Un fantasy equilibrato, in alcuni passaggi, addirittura toccante. Una bellissima storia al passo coi tempi.  Consigliabile a tutti, anche a chi di fantasy non è appassionato.

Voto: sette