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domenica 28 febbraio 2021

Recensione: Ghost hunters: Il villaggio maledetto di Dominik G. Cua [Rating 6] - recensione a cura di Peg Fly

 



Titolo: Ghost Hunters - Il villaggio maledetto (volume I°)


Editore: Pubblicazione Indipendente

Genere: Dark fantasy paranormal

Target: Yong/adult

Rating: 6

Sinossi:
Una e-mail inviata da nessuno porta quattro giovani cacciatori di fantasmi a indagare sui segreti di un antico villaggio irlandese tormentato da una maledizione da oltre 500 anni, segreti celati all’interno di un bosco oscuro dal quale nessuno ha mai fatto ritorno.
Trama
Irlanda, anno 1450.
All’interno dei boschi del monte Carrantuohill, nella contea del Kerry, sorge un piccolo villaggio senza nome che conta poche centinaia di abitanti. La gente conduce una vita tranquilla e pacifica, del tutto ignara dell’esistenza di un oscuro segreto che si cela nelle profondità di una vecchia cripta in cui nessuno mette piede da innumerevoli anni. E quando tre giovani donne a conoscenza di tale segreto giungono alle porte del villaggio, cominciano a verificarsi strani avvenimenti: la notte porta con sé fitti manti di nebbia al cui interno si muovono ombre sinistre, gli animali del bosco spariscono nel nulla e la gente inizia a morire nei modi più spaventosi e incomprensibili, tanto da far sospettare che il villaggio sia caduto vittima della stregoneria.
Chi sono quelle donne? E cosa si nasconde all’interno della cripta?


Recensione:
Il romanzo che ho recensito è il primo volume di un Dark Fantasy scritto dall’autore Dominik G. Cua.
La trama di “Ghost Hunters - Il villaggio maledetto” si svolge su due dimensioni diverse, la prima storia viene presentata nell’anno 1450 in un villaggio irlandese dove fanno l’apparizione tre streghe e a cui subito dopo seguiranno vicende che porteranno le stesse a gettare una maledizione sul villaggio. La seconda parte si svolge nel qui e ora. Un gruppo di cacciatori di fantasmi (Ghost Hunter) si recano al villaggio per indagare e infine risolvere il mistero. 
Quello che scopriranno non piacerà affatto loro, ma ormai ci sono dentro e devono continuare la loro missione. 
La trama segue un percorso articolato ma ben delineato, grazie all’intreccio delle disavventure descritte. 
Per la prima volta, devo ammettere che non è stato facile recensire un romanzo di questo genere, anche se sono avvezza alla lettura dei vari generi letterari tra cui il dark/paranormal. Perché vi chiederete?
Semplice da spiegare: perché non è facile seguire i continui sbalzi temporali o Flashback tra il passato, il 1400 e la narrazione contemporanea. A volte, proprio per questo il lettore potrebbe perdersi tra i meandri della narrazione suddetta, così come potrebbe perdersi l’autore. Cosa che in fondo è successa in alcuni passaggi. Incongruenze che non mi hanno del tutto convinta al cento per cento della validità della narrazione. Troppi facili passaggi poco spiegati. 
Ad esempio: Perché c’è qualcuno pronto ad aiutare le persone del villaggio senza però prometter loro alcun spostamento materiale quando stavano morendo di fame mentre questo personaggio poteva benissimo permetterselo? Una spiegazione logica l’autore avrebbe dovuto inserirla.
Ma non voglio elencare quei passaggi incongruenzali del testo, non servirebbe al lettore e nemmeno all’autore, il quale credo sia in grado di capirlo da solo e porvi rimedio.
Se devo dirla tutto, ammetto, che leggendo l’incipit non mi ha dato l’impressione di avere davanti una storia da continuare la lettura. Sinceramente avrei voluto mollare, soprattutto per alcuni dialoghi puerili e ripetizioni, che se fossero state eliminate, avrebbe reso più fluida la lettura. 
A Parte la similitudine tra Blade e Black, ci sono riferimenti a film horror che sicuramente non sono ben accetti da alcuni lettori compresa la sottoscritta. Si tratta comunque di opinioni personali, niente di più.
«Oh, porca miseria...» disse Blake, sospirando e portandosi una mano sulla fronte. «Mi rifiuto di assistere alla scena.» videro la piccola figura di una bambina rivolta verso il muro: piangeva. «Blake...» sussurrò Ashling, preoccupata.
Tenendo ben salda la presa sull’asse, Allan corse verso quella bambina, la quale non fece in tempo a voltarsi, mostrare loro il viso scarno e spaventoso e lanciare un freddo urlo contro i ragazzi che si vide arrivare un colpo furioso in testa, che la fece sparire davanti agli occhi scioccati dei presenti. 
«Che c’è?» chiese Allan, voltandosi soddisfatto e vedendo le loro espressioni. «Ho visto abbastanza film horror da sapere che se c’è una bambina che piange nell’angolo buio di una stanza inquietante, devi prenderla a mazzate.»
Ripetizioni di verbi, che a mio avviso potevano essere cambiati con sinonimi e, soprattutto, sono i continui pensieri ribaditi più volte che danno un certo fastidio alla lettura.   
Ora vorrei passare agli aspetti positivi di questo fantasy, ossia, l’ambientazione ben descritta, le varie descrizioni dei luoghi dove si muovono i personaggi e si svolgono le azioni, tanto che il lettore riesce a essere coinvolto all’interno di esse. 
Per quanto riguarda la parte misteriosa, la suspense ci sta tutta fino alla parola fine. E ti prende togliendoti il respiro. Mi è piaciuto molto anche l’ironia che tinge di tinte divertenti alcuni passaggi e dialoghi. 
Sono propensa, sempre, a invogliare i giovani autori a scrivere, nel bene e nel male, perché scrivere fa parte della nostra esistenza, di tutti coloro che amano comunicare ciò che hanno dentro, e se lo fanno con la scrittura, in qualsiasi forma essa si esprima, ben vengano storie come questa.
Voto 6 


mercoledì 24 febbraio 2021

Disfida nr. 133: Il gioco degli scacchi di Chiara Barbieri VS Marco Venturino

 


  • Titolo opera: Il gioco degli scacchi

  • Autore: Chiara Barbieri

  • Genere: Giallo, Thriller

  • Editore: Segreti in Giallo Edizioni

  • Prezzo: 2,99 ebook, 13.00 cartaceo

  • Sinossi:


      Un rumore sommesso nella notte. Uno sparo da una pistola di piccolo calibro. L’ispettore Francesco Bianco si risveglia in un letto di Rianimazione, ferito alla testa; si troverà ad attraversare un mondo sconosciuto, fatto di sofferenza, riflessioni e incontri, in un viaggio immobile che lo porterà ad una profonda riscoperta di sé. Nel frattempo i suoi colleghi, guidati dal burbero commissario Bruni, cercano di far luce sull’accaduto; man mano che procedono con l’indagine, tuttavia, le domande si moltiplicano e il mistero sembra non fare altro che infittirsi.

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  • Note/commenti/finalità dell'Autore:
  • In questo romanzo si intrecciano due storie diverse, entrambe con tematiche per me molto importanti: la vicenda poliziesca, in cui particolare attenzione viene riservata alle conseguenze dei crimini sulle vittime, e uno spaccato del mio mondo professionale (sono medico pneumologo e mi interesso soprattutto di Terapia Intensiva Respiratoria), che ho scelto però di raccontare mettendo al centro della scena il paziente, con le sue sensazioni e le sue riflessioni.

  • BIG da sfidare:


‘Cosa sognano i pesci rossi’ di Marco Venturino 











domenica 21 febbraio 2021

Recensione: Rodi - il sorriso del Colosso di Andrea Guido Silvi [Rating 7,5] - recensione a cura di Andrea Zanotti

 



Titolo: Rodi - il sorriso del Colosso

Autore: Andrea Guido Silvi

Editore: Italian Sword&Sorcery Books

Formato: ebook

Genere: fantasy storico, dark fantasy

Prezzo: Euro 4,99 ebook

Rating: 7.5

Sinossi:

Nel 226 a.C., anno del grande terremoto, nella ricchissima e decadente Rodi s’intrecciano ambizioni e desideri di uomini e demoni. Filosofia, scienza e stregoneria sono una cosa sola, che dà la padronanza di potenti tecnologie oggi perdute; il clero di Elio-Apollo mira all’egemonia, sradicando tradizioni antiche e il credo negli altri Dèi; divinità con menti e fini inumani giocano con le vite dei mortali, che possono solo illudersi di cambiare il loro destino… e quando le spade si scoprono inutili, ben pochi sono gli eroi. In tredici racconti tra weird e sword and sorcery, il terremoto che distruggerà il Colosso, divenuto simbolo d’un mondo incomprensibile, s’avvicina sino a compiersi.

Recensione:

Oggi mi occupo di un altro testo targato Italian Sword & Sorcery Books, una casa editrice indipendente fondata dall’Associazione Culturale Italian Sword & Sorcery. In questi anni abbiamo imparato ad apprezzarla per la qualità dei testi e ancor più per l’originalità delle ambientazioni, frutto della commistione fra mito, ricostruzione storica accurata ed elementi fantastici. Una caratteristica pressoché costante, capace di rendere le ambientazioni fortemente caratterizzate e a mio parere degne di nota.

Il testo di oggi, intitolato Rodi – Il sorriso del Colosso, di Andrea Guido Silvi si inserisce perfettamente nella matrice base che tanto mi fa apprezzare questo editore.

Si tratta infatti di un’antologia molto particolare, all’interno della quale le speculazioni filosofiche e le digressioni a carattere mitologico si intrufolano con una certa costanza. Per quel che mi riguarda posso dire di aver apprezzato molto questi stralici di “alti pensieri” e gli spunti di riflessione conseguenti. Certo, è bene sapere a ciò che si va incontro. Sono interventi che spezzano il ritmo della narrazione, per cui a qualcuno potrebbero non esser graditi. 

Per tornare alla peculiarità di questi racconti parto con l’ambientazione: tutti ruotano attorno al glorioso passato dell’isola di Rodi. Ce la presenteranno passo dopo passo, racconto dopo racconto, approfondendone culti e personaggi di spicco, commerci, usi e costumi. E non ci sarà spazio solo alla ricostruzione storica, ma alla deliziosa fantasia dell’autore. Avremo a che fare con filosofi contaminati dalla bramosia di conoscenza sino al punto da diventare dei veri e propri maghi neri. Incontreremo tecnologie bizzarre e invenzioni “fuori dal tempo”, automi e macchine strappa anima, trovandoci catapultati quindi in un passato ancor più affascinante in quanto ben ricostruito ma con semidei, maghi filosofi e tecnologie destabilizzanti capaci di rendere l’ambientazione del tutto particolare e ben riuscita. Complimenti all’autore quindi. La figura stessa di Memnone, in qualità di vero e proprio Genius loci, mi ha molto affascinato così come la rivisitazione della genia dei Telchini. Insomma, non c’è da annoiarsi, tutt’altro. 

Prosa scorrevole e naturale, dialoghi calzanti e personaggi ben costruiti rendono l’antologia adatta a tutti coloro che amano dell’ottimo intrattenimento accompagnato da solide basi storiche e che prediligano ottenere anche qualche spunto di riflessione con cui dilettarsi, magari fra uno scontro all’arma bianca e una lite fra semidei. 

Nulla da eccepire neppure sulla qualità del prodotto libro: ottimo editing e impaginazione, cover spettacolare e gradevole la trovata del commento finale a ogni racconto da parte dell’autore con qualche pillola storica, o sagaci commenti relativi alle scelte intraprese per “riadattare” storia e leggende. Veramente piacevole. 

Che dire il voto finale è sempre difficile da attribuire. Direi un 7,5, non vado oltre per il mio solito problema con i racconti e la difficoltà che riscontro dell’empatizzare con i personaggi nei ristretti spazi della tipologia narrativa, preferendo di gran lunga gli ampi margini concessi da novelle più corpose e romanzi. Non oso immaginare quanto bello sarebbe stato un intero romanzo messo in opera sullo stesso palcoscenico. Speriamo l’autore ce lo conceda. Andrea Guido Silvi è sicuramente uno scrittore da seguire. Antologia assolutamente consigliata!

Andrea Zanotti


mercoledì 17 febbraio 2021

Disfida nr. 132: Ghost hunters di Dominik G. Cua VS Barbara Baraldi

 



- Titolo opera: Ghost hunters: Il villaggio maledetto (Vol. 1)

- Autore: Dominik G. Cua

- Formato: ebook (anche su KU) e cartaceo. 

- Genere: Dark fantasy paranormale 

- Prezzo: 2.99€ ebook - 13.00€ cartaceo

- Sinossi:
Irlanda, anno 1450. All’interno dei boschi del monte Carrantuohill, nella contea del Kerry, sorge un piccolo villaggio senza nome che conta poche centinaia di abitanti. 


La gente conduce una vita tranquilla e pacifica, del tutto ignara dell’esistenza di un oscuro segreto che si cela nelle profondità di una vecchia cripta in cui nessuno mette piede da innumerevoli anni. 
E quando tre giovani donne a conoscenza di tale segreto giungono alle porte del villaggio, cominciano a verificarsi strani avvenimenti: la notte porta con sé fitti manti di nebbia al cui interno si muovono ombre sinistre, gli animali del bosco spariscono nel nulla e la gente inizia a morire nei modi più spaventosi e incomprensibili, tanto da far sospettare che il villaggio sia caduto vittima della stregoneria. Chi sono quelle donne? E cosa si nasconde all’interno della cripta?  


- Note/commenti/finalità dell'Autore:
Dominik G. Cua è nato a Palmi, in Calabria, il 14 gennaio del 1996 ed è tuttora residente in un piccolo paese dell'Aspromonte in provincia di Reggio Calabria. Il suo amore per il paranormale è nato nel giorno in cui, controllando una foto scattata per caso in un angolo di campagna, ha scoperto di aver immortalato delle figure evanescenti dalle fattezze umane. Pochi anni dopo è nata in lui la passione per la scrittura, una passione che, unita a quella per il mondo paranormale, ha dato vita al romanzo d'esordio Ghost hunters - Il villaggio maledetto.

- BIG da sfidare: 
Ho ancora molto da imparare, non mi sento degno di sfidare un big. Ma, se proprio devo (e posso scegliere qualcuno che non rispecchia il mio genere)... partirei con


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domenica 14 febbraio 2021

Recensione: Oltre il padre di Mimosa da Vinci [Rating 8] - recensione a cura di Dada Montarolo

 



Titolo: Oltre il padre

Autore: Minosa da Vinci

Editore: Pubblicazione indipendente

Formato: EPUB e cartaceo

Genere: Narrativa, romanzo culinario

Prezzo: Euro 2,99 ebook, Euro 8,00 copertina flessibile

Sinossi:

Nel pieno della realizzazione professionale ed economica un padre scopre di essere malato. Di una malattia dal movimento lento ma inesorabile, che solo la morte fermerà. Deve trovare una soluzione per il futuro del suo unico figlio, disabile fisico. Chi si occuperà di lui DOPO? Non certo la madre. La madre che non lo ha mai accettato. La madre che nasconde segreti inimmaginabili. Ignaro del tormento paterno, il giovane si compiace delle attenzioni di un altro uomo: il cuoco del ristorante sotto casa sua, a Milano. Tra un piatto di bucatini e un risotto allo zafferano tra i due nasce una storia di cui nessuno sembra accorgersi. Il cibo si fa messaggero di un amore insolito e inaspettato. La metafora culinaria sostiene l'intero romanzo, l'intreccio delle vite dei personaggi principali e di quelli secondari, ridicole macchiette di se stessi, posseduti da passioni e ossessioni. Come anime in transito dentro i propri inferni, raccontati dalla voce di un vecchio barbone di nome Jésus.

Recensione:

Già la copertina mi aveva incuriosita: un giovanotto messo bene a muscoli e chioma, torso nudo e villoso, drappo rosso ondeggiante sulle gambe, sguardo ispirato rivolto al cielo, una scatola di pizza in una mano e una fetta delle medesima nell’altra in un gesto verso l’alto a metà fra offerta e preghiera. Notevole.

Ma la vera sorpresa è stato il contenuto del libro, un romanzo culinario in cui ascesa e problematiche di una famigliola, emigrata dalle valli bergamasche verso Milano in cerca di fortuna, sono affiancate da un’importante comprimaria. La cucina, appunto. 

In letteratura non mancano esempi illustri di una simile impostazione: i romanzi di Rex Stout su Nero Wolfe sono resi succulenti fra un omicidio e l’altro - se mai ce ne fosse bisogno - da dotte dissertazioni su salse, condimenti e modi di cottura fra l’imponente investigatore e il suo chef Fritz; “Il cuoco gentiluomo” di Livio Cerini di Castegnate racconta i fasti di un’epoca lontana, fra ricevimenti e ricette sontuose (indimenticabile, seppure ingenuamente scorretta ma i tempi erano diversi, l’indicazione per un buon brodo, frutto di un quantitativo impressionate di carni e pollame: “… a fine cottura fatelo filtrare e regalate la carne alla servitù…”). E così tanti altri. Ma questo “Oltre il padre” non fa delle trenta ricette un corollario alla vita di Marco e Luisa Scandella e del figlio Andrea, le rende invece parte attiva: come animate di vita propria, interagiscono con i personaggi, li ispirano, addirittura li spingono dove vogliono loro, lungo i sentieri della seduzione, della consolazione, dell’inganno e della passione seguendo l’atlante delle vicende umane e della cucina italiana con l’eccezione di una puntatina in terra spagnola per una paella valenciana a dir poco regale e una cheesecake d’Oltreoceano che provoca salivazione solo a elencarne gli ingredienti. Sembra quasi di sentirli, i profumi, e di vedere i colori delle cappelle di porcini al taleggio, delle orecchiette alle fave bianche e finocchietto, del fritto misto alla milanese, del filetto in crosta di pane, del tiramisu.

Intorno a questa tavola imbandita di emozioni narrative e sensoriali si aggirano alcuni personaggi minori: due monache cuciniere, suor Pasticcio e suor Melanzana, incaricate con alterni successi di soddisfare gli appetiti fanciulleschi di Andrea; gli occupanti del palazzo dove abitano gli Scandella, variegato demi-monde che si affanna a cercar di sopravvivere in una Milano autocompiaciuta e distrattamente crudele, “città rizoma in continuo moltiplicarsi”; gli ospiti, diciamo occasionali, della vita di Luisa, costantemente impegnata in un’éducation sentimentale poco flaubertiana ma invece molto faidate; Alonso, cuoco di bell’aspetto e dalle moltiformi attività, seduttore per necessità.

Come in tante famiglie perbene, gli inevitabili segreti degli Scandella rimangono ben sepolti fino a quando una manciata di granellini (forse di pepe, visto l’ambiente) si insinuano nel meccanismo all’apparenza perfetto della loro esistenza e creano un tale scompiglio da travolgere ogni cosa. “Per vedere ciò che pochi hanno visto dovete scendere dove pochi sono scesi” conclude sibillina la voce narrante del barbone sudamericano Jesús mentre sgranocchia un pane dei morti, biscotto della tradizione lombarda.

Lo stile di Mimosa da Vinci è sciolto e ironico, profumato di un’elegante leggerezza che a tratti sfuma in amabile melanconia irrorando di sapori e odori una trama che di per sé non ha niente di speciale ma che nella ricetta (per restare in tema) della scrittrice si trasforma in storia golosa e succosa. Rigorosa e pressoché perfetta l’impostazione grafica e molto curato l’editing.

Rating: 8.

Dada Montarolo


giovedì 11 febbraio 2021

Recensione: L'occhio della piramide di Robert Shea

 





Sinossi:
Malik, editore di una rivista controculturale americana, scopre involontariamente i progetti e le aspirazioni di alcune logge segrete e altre assurde organizzazioni che manipolano le sorti dell'intero globo. Si trova perciò coinvolto in guai molto, molto grossi. Tra droghe, sesso e violenza, sette magiche, manifestazioni politiche, perfidi sbirri e criminali idealisti, gruppi razzisti, città sommerse, delfini e filosofie cinesi, R. Shea e R.A. Wilson distillano tutto ciò che ci ha sempre sconcertato. Un vortice caleidoscopico di messaggi subliminali, un groviglio di cospirazioni e complotti che si sgretolano e si ricompongono senza intervalli in una spietata critica a ogni forma di potere esistente.



Recensione:

Libro particolare e bizzarro quello di oggi. L'occhio nella piramide di Robert Shea è il primo volume della trilogia Illuminatus! 
Dato il tema, molto in voga al momento, grazie anche alla questione covid/vaccino/controllo di massa/élite nascoste, ho deciso di affrontare questa lettura cercando di cogliere qualche interessante e originale spunto di riflessione… a cuor leggero. Ebbene, il testo invece mi è risultato piuttosto indigesto, sotto diversi punti di vista. 
(Volutamente) Confusionario, al punto da non staccare neppure i paragrafi quando cambiano le ambientazioni, e con la scelta di un’impaginazione del tutto discutibile, e a mio parere di certo rivedibile, non posso dire di essermelo goduto quanto mi attendevo. Il tema è quello promesso, ma viene trattato in modo più caotico del necessario, con viaggi psichedelici destabilizzanti fino all’esasperazione, con personaggi camaleontici e a propria volta destabilizzati dalle circostanze fino a perdere forma, sfumando in macchiette e annichilendo la presunta credibilità della vicenda. Segreto degli Illuminati, così come di chi si oppone loro da millenni, è proprio la maestria nel combinare verità a menzogne, sfumandone i confini, mentre nel testo di Shea, alla fin fine, tutto si risolve in due fazione opposte fra loro, o almeno questo è quello che ho capito, ma confesso che l’assenza dell’interlinea mi ha tormentato gli occhi dall’inizio alla fine, per cui potrei benissimo essermi perso più volte per strada, a causa delle imprecazioni che mi sgorgavano spontanee dalle labbra.
Posso dire che, almeno sino a questo primo volume, non ho trovato nulla di particolarmente originale, tranne forse la storia delle focene. In estrema sintesi, un libro che può sicuramente piacere a chi è alla ricerca di qualcosa di “strano forte” e che possieda una gran buona vista… forse meglio se possiede direttamente il terzo occhio. 
Ad ogni modo se ciò che vi spinge all’acquisto è la curiosità di affrontare la tematica degli Illuminati, con ampie dosi di ironia, non posso che consigliarvi di gran lunga Il Pendolo di Foucault di Eco. Lì siamo su un altro pianeta, tutta un’altra storia.


martedì 9 febbraio 2021

Annuncio: Operazione 10 candeline

 Il 2021 è appena cominciato, ma noi stiamo guardando avanti. A Dicembre infatti scocca il decennale di Scrittorindipendenti.com. Dieci anni di “resistenza” nel mare magnum dei blog letterari meritano una festa; ci siamo sempre impegnati a lavorare in modo serio, senza blandire o alimentare pericolosi sogni di gloria ma cercando sempre di mettere in evidenza le qualità dei testi. 

Chi ci ha sottoposto i propri lavori ne era e ne è consapevole, e così chiediamo a loro di accendere le candeline della torta di compleanno di Scrittorindipendenti.com con la luce di un racconto e dimostrare ancora una volta di cosa sono capaci. Il nostro obiettivo è di pubblicare poi l’antologia in versione digitale e offrirla gratis a disposizione nel web. 

A tal fine abbiamo pensato all’Operazione 10 candeline. Se vuoi saperne di più prosegui con la lettura, o scarica il PDF. Qui trovi il modulo autore da inviarci entro il 15 marzo 2021 per la pre-adesione.




 Al fine di festeggiare i primi 10 anni di attività, Scrittorindipendenti.com proclama aperte le candidature per l’Operazione 10 candeline volta a raccogliere racconti di genere fantastico, i migliori dei quali verranno inseriti in un’antologia da offrire in download gratuito ai lettori del blog.


Regolamento e dettagli

- La partecipazione, rivolta a tutte le autrici e gli autori maggiorenni, è gratuita.

- Ogni autore che desideri partecipare all’iniziativa può comunicarlo alla mail admin@scrittorindipendenti entro il 15 marzo 2021. Sarà sufficiente inviare la “scheda autore” allegata al presente regolamento.

- Per ogni autore iscritto, potrà essere accettato un solo racconto.

- I racconti pervenuti al sito entro e non oltre il 3o giugno 2021 verranno sottoposti al giudizio dello staff del blog, al quale sarà demandato il compito di selezionare i racconti che verranno pubblicati in un’antologia che verrà distribuita in versione ebook sugli store on-line entro fine anno.

– Sono ammessi racconti inediti in lingua italiana (non pubblicati da una casa editrice). La lunghezza dei racconti deve essere compresa fra i 15.000 e i 20.000 caratteri, spazi inclusi.

– I racconti sono a tema Caos e Cosmo. Lo sviluppo narrativo non ha alcuna restrizione di genere. Ogni autore sarà libero di declinare il tema proposto a piacimento. Non sono ammessi racconti volgari od offensivi verso il prossimo.

– La “scheda autore” degli autori selezionati verrà inserita dopo il rispettivo racconto, comprensiva della biografia e dei link per l’acquisto delle opere pubblicate.

– La realizzazione dell’antologia (editing, impaginazione, cover e predisposizione file, distribuzione) è affidata allo staff di Scrittorindipendenti.com e verrà pubblicata in download gratuito. Non sono previsti premi o diritti d’autore. Si tratta a tutti gli effetti di un atto di liberalità nei confronti dei lettori.  


Un grazie anticipato a tutti coloro che ci vorranno dare una mano a organizzare la festicciola

lo staff      

domenica 7 febbraio 2021

Recensione: Racconti Svolazzanti di Stefano Amadei [Rating 9] - recensione a cura di Dada Montarolo

 



Titolo: Racconti svolazzanti

Autore: Stefano Amadei

Editore: Pubblicazione indipendente

Formato: EPUB e cartaceo 

Genere: fiabesco

Prezzo: Euro 0,00 ebook, Euro 5,00 copertina flessibile

Rating: 9

Sinossi:

Una fantasiosa spremuta di canzoni, indovinelli e fiabe in dodici emozionanti favole per bambini. Stacca un biglietto per il Cinema Bianchini e potrai sapere come si formano i sogni, cosa succede ai genitori quando i bimbi vanno a nanna, qual è la formula del miscuglio che rende invisibili, cosa fanno i gatti quando sono a zonzo. Riuscirà il diavolo Malinverno a realizzare i suoi diabolici piani? Vieni a incontrare Alì l'apprendista scriba, la piccola fatina Gaia e, se ne hai il coraggio, a fare quattro passi nel Giardino dell'Orco! Contiene "Mai Stata Sognata" vincitore del 2° Premio del concorso nazionale di scrittura "Sassi&Parole" 2012.

Recensione: 

“Che ci fa qui una raccolta di fiabe per bambini?” si chiederà qualcuno. Ci fa, ci fa. Se andiamo indietro con la memoria e pensiamo al nostro essere piccoli, ecco che affiorano certi ricordi, eredità dei racconti di qualche nonno o di qualche cartoon. Tutta roba piena di mostri raccapriccianti, di gente cattiva, di entità malefiche che poi venivano alla fine sempre sconfitti dopo innumerevoli peripezie dal/dalla giovanissimo/a protagonista, creaturina dal carattere determinato e pressoché priva di difetti, tuttalpiù un po’ monella. 

Tutti i grandi narratori di fiabe hanno preso spunto dal male per narrare il bene, contrappunto sempre vincente destinato a restare nella nostra memoria e non importa se i sottotesto di molte classiche narrazioni (Cappuccetto Rosso, Hansel e Gretel, La bella Addormentata, Biancaneve e compagnia bella) hanno fatto accapigliare moltitudini di psicologi e sociologi sui loro significati reconditi. “Racconti svolazzanti” è una sorta di elegante compendio di tutto questo. Stefano Amadei, l’autore, ha raccolto una dozzina di spunti dal mondo magico della narrazione fantastica, ha fatto qualche incursione nel mondo reale e trasformato il tutto in un incantevole viaggio lungo i confini interscambiabili dell’immaginario e della quotidianità: a figure e situazioni classiche della favolistica popolare come il gatto Mammone e il giovane, maldestro diavolo Malinverno si aggiungono l’aspirante scriba Alì che pare uscito da una pagina di “Le mille e una notte”, le vicissitudini casalinghe di un’atipica famigliola di T- Rex, i pasticci creativi di un improbabile inventore in erba e il fascino sommesso di una lucciola molto particolare. Vorrei citarli tutti ma mi astengo per non privare i lettori grandi e piccoli di una gustosa scorribanda nella fantasia mentre sullo sfondo scorrono i profili degli archetipi cari alla più pura tradizione folkloristica mescolati alle ombre cinesi della realtà contemporanea. 

Mi preme però segnalare il racconto “Mai stata sognata”, a ragione premiato in un concorso letterario, magistralmente surreale con la sua protagonista che ricorda una figurina di Marc Chagall, sospesa nel limbo colorato fra sogno e realtà. 

La narrazione, come la pittura, è una delle più antiche arti praticate dal genere umano e quella dedicata all’infanzia è propedeutica alla formazione della personalità. L’autore di “Storie svolazzanti”, autodefinitosi un papà – scrittore, è riuscito ad accennare con garbo anche temi importanti come l’integrazione e l’accettazione di chi è o ha qualcosa di diverso; tutto con una prosa fluida e vivida di immagini accompagnata dalla musicalità di filastrocche destinate a restare a lungo nella memoria, come le cantilene che accompagnavano i nostri giochi infantili. 

Impeccabile e curatissimo l’editing, come pregevoli sono i disegni di Enrico Pintini: a prima vista essenziali ma invece organizzati con tratti di stesura sofisticata che bene si armonizza con la narrazione.

Un’autopubblicazione che meriterebbe un editore vero.

Rating: 9.

Dada Montarolo


mercoledì 3 febbraio 2021

Disfida nr. 131: Rodi - il sorriso del Colosso di Andrea Guido Silvi VS Clark Ashton Smith

 


Titolo opera: “Rodi, il sorriso del Colosso”

Autore: Andrea Guido Silvi

Editore: Italian Sword & Sorcery

Formato: ebook

Genere: weird storico/dark fantasy

Prezzo: 4,99€

Sinossi:

Ai tempi del Colosso il mondo vede creazioni quali la batteria di Baghdad e il meccanismo di Anticitera, gli studi di anatomia di Aristotele e dei suoi allievi, o quelli sulla pneumatica di Ctesibio... La Scuola d’Ingegneria di Rodi è famosa in tutto il Mediterraneo per i suoi automi ed è in contatto costante con il Museo di Alessandria. In questo mondo di meraviglia le idee acquistano materia con facilità, e immortalità e divino sono idee esse stesse.

Filosofia, scienza e stregoneria sono una cosa sola, che dà la padronanza di potenti tecnologie oggi perdute; il clero di Elio-Apollo mira all’egemonia, sradicando tradizioni antiche e il credo negli altri Dèi; divinità con menti e fini inumani giocano con le vite dei mortali, che possono solo illudersi di cambiare il loro destino… e quando le spade si scoprono inutili, ben pochi sono gli eroi. 

Nel 226 a.C., in tredici racconti tra weird e sword and sorcery, il terremoto che distruggerà il Colosso, divenuto simbolo d’un mondo incomprensibile, s’avvicina sino a compiersi. Ogni racconto è seguito da una breve nota che illustra spunti e curiosità meno note della mitologia greca e della storia dell’epoca.

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Note/commenti/finalità dell'Autore:

La mia unica ambizione quando scrivo è mettere davanti agli occhi del lettore un mondo altro, trascinarlo al suo interno e coinvolgerlo. Questo non solo per fargli dimenticare la realtà per qualche ora, ma per consentirgli di vivere avventure, sfide, contesti morali e punti di vista diversi con cui confrontarsi. 

In “Rodi, il sorriso del Colosso” ho affiancato verità storiche, mitologia antica e contaminazioni weird e retrofuturistiche per cercare di dare al lettore un mondo diverso ma al tempo stesso concreto e credibile, dove tra ricchezza e decadenza si muovono personaggi ambigui, umani, antieroici. Ho scelto un registro alto in linea con l’ambientazione classicheggiante per dare ancora più solidità al testo. Tutto questo sperando che il lettore, nella sua sospensione d’incredulità, faccia propri e mantenga impressi nella memoria eventi e immagini delle storie che leggerà, fatti alle volte crudi che, come nel mondo reale, spesso non hanno una morale e non nascondono alcun messaggio.

Considero miei numi e fonti d’ispirazione principale C.A. Smith, H.P. Lovecraft, E.A. Poe, E. Salgari, R.E. Howard, J.R.R. Tolkien. Sogno la possibilità che quello che scrivo venga giudicato da loro, che sono miei inconsapevoli maestri.


BIG da sfidare: 



Clark Ashton Smith - “Atlantide e i mondi perduti” edito da Mondadori