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domenica 17 gennaio 2021

Recensione: L'ora dei dannati. L'abisso di Luca Tarenzi [Rating 7] - recensione a cura di Andrea Zanotti

 




Titolo: L'ora dei dannati. L'Abisso (Vol. 1)

Autore: Luca Tarenzi


Genere: fantasy, bangsian fantasy

Target: 14+

Rating: 7

Prezzo: ebook Euro 9,99 - cartaceo 15,20

Sinossi:
Sono cinque, la feccia della razza umana. Dio li odia. Virgilio li guida. E hanno un piano: evadere dall'Inferno. Dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio, Virgilio, che ha intravisto la luce divina sulla montagna del Purgatorio, non può tornare nel Limbo. È destinato a restare nell'Inferno, dove può muoversi liberamente, anche se sempre alla mercé della violenza degli angeli caduti, gli Spezzati. Per questa sua peculiarità diventa un ingranaggio fondamentale nell’ambizioso piano di Pier delle Vigne, che intende raccogliere un gruppo scelto di dannati - il Conte Ugolino, Filippo Argenti e Bertran de Born - per fuggire dall’Inferno. Un fantasy ambientato in un Inferno dantesco: un racconto carcerario; una storia di redenzione piena di colpi di scena e combattimenti, fino all'incredibile finale che lascia aperto il destino dei cinque straordinari antieroi.

Recensione:
Luca Tarenzi è un autore che seguo da lungo tempo, dai tempi della mitica Asengard Edizioni, per la precisione. Si tratta di uno scrittore che stimo molto, capace di trovate realmente originali e dotato di una preparazione invidiabile. Un autore molto prolifico, per nostra fortuna. Non solo romanziere, ma anche traduttore e saggista, oltre che sciamano. Edito fra gli altri da Acheron Books e Salani Editore
Quando ho letto la notizia della sua trilogia in lavorazione per Giunti Editore sono sobbalzato sulla sedia. Anzitutto per la soddisfazione di vederlo approdare a una grande realtà come quella rappresentata da questa casa editrice, e subito dopo per l’argomento in ballo. Chi ha letto qualche mio romanzo, sa che l’argomento dell’aldilà, nelle sue possibili forme e concezioni, mi sta particolarmente a cuore, e guarda caso l’intera opera di Tarenzi per Giunti affronta proprio un’avventura con protagonista Virgilio e ambientata negli scenari danteschi. Quando poi ho visto la copertina del libro, eccezionale a dir poco, scalpitavo letteralmente al pensiero di metterci sopra le mie zampacce. 
Se volete vedere il trailer, molto evocativo, eccolo qui.
Mi sono perso in questa lunga premessa per mettere le mani avanti, e cercare di farvi capire quanto elevate fossero le mie aspettative in merito a questo lavoro. 
Ecco, purtroppo, sono costretto ad ammettere che L’Ora dei Dannati non le abbia soddisfatte appieno. Il romanzo non è niente male, alcune scene anzi sono molto ricercate e visionarie, eppure non ho riconosciuto appieno il marchio di fabbrica del Tarenzi, ossia la sua capacità di sbalordire, nonché di impressionare con slanci e fraseggi capaci di andare sopra le righe e di conquistare. Pregevole la rilettura dei personaggi danteschi, primo fra tutti Virgilio, in vesti mai viste prima. 
Lo scritto si legge in un baleno, incuriosendo il lettore a esplorare la rielaborazione dell’autore dei gironi infernali e delle condanne ai dannati, ma il ritmo a mio avviso rimane piuttosto blando e la trama troppo lineare, con la risoluzione degli ostacoli delegata sempre alle medesime risorse. Forse la pressione di scrivere per un editore così importante, oppure le direttive giunte da questo, oppure ancora il trovarsi al cospetto di un’ambientazione partorita dalla fantasia altrui, e non del primo scrittore improvvisato, ma da quello che è considerato il padre della lingua italiana, possono aver comprensibilmente frenato la fantasia del Tarenzi. Non saprei, non ho idea se possano essere ipotesi campate in aria, rimane il fatto che non ho trovato particolari slanci, quasi l’autore si fosse limitato al compitino, che grazie alla sua abilità rimane ugualmente un buon romanzo, senza forzare e correre qualche rischio capace di far spiccare il volo a quest’opera. 
Sono certo che ci sarà modo di rifarsi con il secondo volume. Ad ogni modo un romanzo da accalappiarsi, perché non capita tutti i giorni che i big dell’editoria diano spazio ad autori autoctoni con edizioni così prestigiose. 
Voto 7



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