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mercoledì 6 gennaio 2021

Recensione: Il paese dello Yann di Lord Dunsany

 



"Nel nostro secolo di noti scrittori impegnati o di cospiratori che ansiosamente ricercano il proprio cenacolo e vogliono essere gli idoli di una setta, è insolita l'apparizione di un lord Dunsany, che ebbe molto del giullare e si affidò con tanta felicità ai sogni. Non evase dalle circostanze. Fu un uomo d'azione e un soldato; ma anzitutto fu l'artefice di un beato universo, di un regno personale che fu per lui la sostanza intima della sua vita." 

J.L.Borges


Recensione:

Oggi vi parlo di un’antologia comprensiva di otto racconti di Lord Dunsany, curata niente meno che da Jorge Luis Borges: Il paese dello Yann. 

Lord Dunsany, personaggio controverso e amante dell’azione, ci offre otto storie di pregevole fattura, che alternano luoghi e ambientazioni del fantastico capaci di assurgere a protagonisti incontrastati della trama. Il potere evocativo delle parole dell’autore è innegabile, e il testo, pur nella sua brevità riesce nel non facile compito di trasmettere ben oltre quanto appare a una prima lettura. 

Ho trovato la penna del Dunsany molto particolare, elegante e come detto, soprattutto evocativa. Pochi periodi capaci di catapultarci in “mondi altri”, in luoghi lontani e affascinanti quanto possono essere quelli mai esplorati prima dall’uomo. 


Un racconto su tutti mi ha colpito maggiormente: Il “Bureau d’Echange de Maux”. L’idea è semplice quanto geniale, come altrettanto profonde le implicazione che ne conseguono. 

Assolutamente consigliato, così come l’intera antologia, composta da poco più di un centinaio di pagine da leggere tutte d’un fiato. 

Oppure potere direttamente optare per l'incantevole edizione Oscar Draghi Mondadori. Splendida come tutta la serie. E' intitolata Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie.

In tempi di clausura imposta, almeno facciamo viaggiare la mente! 

Come affermato da Dunsany, “non scrivo mai sopra ciò che ho visto; scrivo sopra ciò che ho sognato” e questa è la miglior garanzia della bontà del risultato finale. 


Andrea Zanotti

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