Subscribe:

mercoledì 27 gennaio 2021

Recensione: Il libro dei teschi di Robert Silverberg

 





Sinossi:

Dopo aver scoperto nei sotterranei della biblioteca dell'università il criptico manoscritto che dà il titolo al libro, quattro studenti di New York si mettono in viaggio verso il deserto del Nevada alla ricerca della Confraternita dei Teschi, una setta millenaria che la tradizione occulta vuole custodisca gelosamente le chiavi per l'immortalità sin dai tempi di Atlantide. Ha così inizio un'avventura on the road verso l'ignoto, che costringerà i ragazzi a confrontarsi con le loro paure e i loro segreti più profondi. Ognuno di loro dovrà intraprendere un dolorosissimo processo alla scoperta di sé, dopo il quale l'impossibile scelta di chi vince e chi perde sembrerà naturale, se non addirittura inevitabile.



Recensione:

Oggi vi sottopongo un libro che a me è piaciuto parecchio. Diversi gli aspetti che mi hanno positivamente colpito, primo fra tutti il fatto che costituisca una sorta di viaggio nella spiritualità effettuato da quattro giovani, disposti a mettere in dubbio le sacre leggi della scienza che pretende di possedere una risposta a tutto. 
Vi presento quindi Il Libro dei Teschi di Robert Silverberg, un’avventura speculativa, celata dietro il più classico dei vagabondaggi on the road, che culminerà nel deserto dell’Arizona, ipotetica sede di una confraternita molto particolare, che mescola credenze di derivazione mesoamericana con pratiche orientali e usanze monastiche cristiane, o similari. Questa congrega custodisce nientemeno che segreti atlantidei di rilevanza capitale.
Visto che gran parte della vicenda ruota sul sentire profondo dei quattro protagonisti, ad ognuno dei quali viene data voce e spazio apposito con capitoli dedicati, un sassolino voglio togliermelo dalla scarpa subito. I protagonisti, tutti attorno ai vent’anni, si mostrano a mio parere fin troppo maturi per la loro età, soprattutto per le questioni speculative che mettono in campo. Oddio, magari, anzi di certo, io a vent’anni ero molto immaturo, ma qui stiamo parlando di quattro figuri che potrebbero essere tranquillamente i portabandiera di altrettanti filosofi, interpretando in modo alquanto accademico la propria parte. 
Per godermi appieno la vicenda e azzittire la vocina che mi ripeteva quanto improbabili fossero quei discorsi sulla bocca di giovani ventenni, diciamo che ho preferito mettere da parte la loro età, fingendo di anni ne avessero almeno una dozzina in più per non rendermi la vicenda del tutto non credibile. 
Per intenderci, io a vent’anni mi credevo ancora immortale e mai mi sarei imbarcato in un impresa del genere. Ora a quaranta, un pensierino concreto ce lo farei pure. Ma non voglio incappare in qualche spoiler grossolano. Si tratta di ricerca dell’immortalità e prezzi da pagare per raggiungerla, in estrema sintesi. Capirete che i margini per imbastire grandiosi discorsi e speculazioni varie ci siano tutti. Se siete quindi alla ricerca di qualche imbeccata per riflettere su vuoi stessi e di seguire al contempo un gradevole racconto, penso proprio che il testo possa fare per voi. Io non me ne sono pentito. Peccato non ci sia stata nel gruppo dei protagonisti almeno una ragazza. Avrebbe potuto aggiungere un punto di vista diverso. E’ una carenza non da poco purtroppo, rimanendo tagliata fuori la metà più intuitiva dell’universo. 
Ad ogni modo un testo che mi sento di consigliare.

Andrea Zanotti

0 commenti:

Posta un commento