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domenica 29 novembre 2020

Recensione: Gli imperi delle Sabbie di Andrea Gualchierotti [Rating 7,5] - recensione a cura di Andrea Zanotti

 




Titolo: Gli imperi delle Sabbie



Genere: fantasy, Sword&Sorcery

Prezzo: 4,99 ebook

Rating: 7,5

Sinossi:
Anno 1030: Le armate di Bisanzio assediano la città fortezza di Aleppo, capitale della Siria e regno dei tenebrosi Emiri Neri, i principi negromanti.
Giunto alla testa dei suoi soldati, il nashrakar Vardan, nobile d'Armenia, si unisce alle truppe imperiali, in vista dello scontro decisivo. Ma il tradimento alligna nelle armate bizantine, e il principe armeno, ridotto in catene da chi credeva amico, scoprirà suo malgrado come appena al di là delle sabbie roventi di Aleppo si celino gli  orrori e le meraviglie di un mondo sconosciuto, fatto di satrapie remote, antichi palazzi d'oro, e maledizioni sorte dal sangue.
Un'avventura che condurrà Vardan fino alle più lontane plaghe d'Oriente, là dove, sotto una mezzaluna d'acciaio, s'incrociano le spade della vendetta...

Recensione:
Oggi sono lieto di presentare la nuova opera di un autore che abbiamo ospitato in diverse occasioni su queste pagine. Sto parlando di Andrea Gualchierotti e del suo ultimo lavoro per  Italian Sword&Sorcery Books: Gli imperi delle Sabbie.
Chi ci segue a questo punto conoscerà già questo autore e la sua passione, e preparazione, in campo storico e nello specifico per quanto concerne la storia antica. Ebbene in questa occasione, come da titolo, l’ambientazione è del tutto particolare e affascinante, trasportandoci direttamente al cospetto degli imperi mediorientali, abbacinati dai raggi di un sole potente, e immersi in sterminate distese di sabbia bollente. 
Quando la preparazione storica si sposa con l’amore per il fantastico non può che nascere qualcosa di bello e in questo caso, fra terrificanti Emiri Neri volti alla negromanzia, e sperdute satrapie in cui prospera una magia corrotta e mortale, verremo condotti in un viaggio ricco di fascino e avventura. 
La prosa dell’autore è particolare e ricercata. Concede al lettore anche l’occasione di imparare qualche vocabolo nuovo, anche se, ahimè, temo difficilmente spendibile nel contesto moderno. 
Insomma un amore che traspare da ogni pagina, con la ricostruzione diligente e riuscita di atmosfere esotiche e personaggi ricchi di carisma. Il protagonista su tutti, indomabile e caparbio. Impossibile la sua ricerca della giusta vendetta non susciti l’empatia del lettore. A me è piaciuto un sacco. Un eroe da Antico Testamento lo definirei. 
Devo ammettere di aver riscontrato qualche refuso di troppo, cosa che mi ha stupito conoscendo l’usuale attenzione maniacale posta dalla casa editrice, ma nulla che possa infastidire il lettore, intendiamoci. Non potevo però tralasciare di segnalarlo.
Testo assolutamente consigliato agli amanti del fantastico e a tutti coloro che vogliono immergersi nel fascino delle atmosfere del vicino oriente. 
Voto 7,5  


mercoledì 25 novembre 2020

Segnalazione: Un Canale Di Ruolo

 Oggi vi conduco fuori dal seminato, non me ne vogliate a male. Per una volta non parleremo di libri, ma di una bella iniziativa ad opera di un gruppo di amici, appassionati di giochi di ruolo, nonché miei concittadini. 

Non ci allontaneremo quindi poi molto dai nostri ambiti di competenza. Sempre di narrazione e di storie si parla, anche se vissute in modo differente. 

Inevitabile per me ripensare agli anni nei quali pure io mi baloccavo con queste attività ludiche. Ricordo la Bolzano degli anni '90 e posso tranquillamente dire che non forniva certo l'habitat adatto ad allestire gruppi di giocatori variegati. Chi giocava di ruolo era guardato come un "diverso" (in un'epoca nella quale il diverso non andava tanto di moda) e le serate dei ritrovi venivano scambiate dai più per sabba da streghe. Peccato che nelle presunte coven alle quali ho partecipato io non ci fosse neanche l'ombra, non dico di una strega, ma neppure di una fanciulla. Non esistevano le giocatrici di ruolo, almeno non a Bolzano. Grande rammarico. 

Vi sembrerà impossibile ma la Bolzano di allora era indietro anni luce rispetto al resto d'Italia. Giochi da tavolo che andassero oltre Risiko e Monopoli erano introvabili, figuriamoci i giochi di ruolo. Ricordo ancora i viaggi con gli amici a Verona per riuscire a procurarsi il materiale.

Ok, prima di iniziare a piagnucolare come un vecchietto rancoroso, torno al progettino dei baldi giovani, ben decisi a riscattare il buon nome di una Bolzano priva di cultura ludica, che mi auguro permanga solo nella mia memoria: nasce così Un Canale di Ruolo, ossia un luogo nel quale sviscerare tutti gli aspetti più tecnici dei GDR, dagli strumenti narrativi al galateo del buon giocatore. Mi sono dilungato sin troppo, e me ne scuso. Lascio quindi la parola direttamente alla presentazione fornitami dal Team.


Quante storie si fermano a metà perché non siamo sicuri di qualcosa o ci blocchiamo e non sappiamo continuare. Quante si sono bloccate perché qualcosa ci pareva oscuro e non sapevamo a quale appiglio aggrapparci per continuare, quale strumento utilizzare per avanzare. 
Le difficoltà nello scrivere storie le incontrano non solo gli scrittori, ma anche i giocatori di ruolo, forse i master in primis. Non tutte, certo. I master alcune difficoltà non le incontrano, altre ancora sono loro proprie ed aliene agli scrittori. Ad esempio loro non si dovranno preoccupare di vendere le loro storie a un pubblico, ma dovranno invece collaborare con altre persone per costruire una storia che sia il più godibile possibile per tutti loro. Quindi, se ci sono delle difficoltà specifiche, forse ci sono anche degli strumenti  altrettanto specifici che master e giocatori possono utilizzare per non impazzire nella costruzione e svolgimento delle proprie avventure. Forse è possibile analizzare questi strumenti, capirne il funzionamento e passarli ad altri. E se ciò è possibile, perché non farlo? Perché non aprire un canale YouTube e rendere pubbliche le riflessioni che hanno migliorato la nostra esperienza di gioco di ruolo? Non è questione di fare le cose meglio degli altri. Non c’è necessariamente un modo assolutamente sbagliato di giocare di ruolo o uno necessariamente giusto. Bisognerebbe poi discutere di quale sia il fine del gioco, e forse in base a quello potremmo dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ma il punto non è questo: se durante una scalata ci capitasse di posare gli occhi su di un abile alpinista, in grado di arrampicarsi in maniera magistrale, di fiutare le piste morte e di conoscere a menadito gli ormai familiari appigli sicuri, potremmo considerare l'idea di volerlo seguire, di farci ispirare, non necessariamente dalla sua abilità, ma semplicemente dalla sua esperienza. Magari vorrete invece fare la vostra strada, sbagliare e trovare appigli da soli, e nessuno può dire che ciò sia fondamentalmente sbagliato. Ma non è l’unica possibilità. 
Quello che stiamo cercando e cercheremo di fare noi del team “UCDR” con il nostro progetto, è proprio mostrare quali siano gli appigli che noi consideriamo solidi, quali siano le vie più sicure che alcuni di noi hanno percorso. Proporre le soluzioni che abbiamo trovato ad alcuni problemi.


Cosa serve per tenere unito un gruppo? Cos’è un “chiodo fisso” e a che serve? Qual è lo scopo degli allineamenti?  E come possono essere usati? Come costruire una scena? Come procedere se una bella idea si esaurisce? Quali sono insomma, gli strumenti che si possono usare per non perdere la testa quando si vuole giocare di ruolo? Se anche voi vi siete fatti una di queste domande almeno una volta  fate un salto su “Un Canale Di Ruolo”. Magari potreste trovare un nuovo modo per scalare le montagne, o forse potreste essere voi a farci vedere una nuova via. Come? È presto detto: il progetto non è solo il canale YouTube. Abbiamo creato anche un canale Discord, per scambiare esperienze, opinioni, e soprattutto per giocare insieme e fare comunità. Siamo già in più di ottanta sul server, e non vediamo l’ora di vedere altri giocatori arrivare, altre avventure essere proposte, altre sessioni essere pianificate.
Abbiamo tenuto le presentazioni per ultime, ma in fondo “gli uomini passano, le idee restano”. Il team è composto da tre persone. Giancarlo è l’ideatore del progetto, e narra in forma di gioco di ruolo e di storie brevi da undici anni. Nel tempo libero studia anche filosofia. Giacomo è anch’esso neo-studente di filosofia, ma è anche attore diplomato. L’ultimo membro del terzetto è Damiano, studente di scienze storiche e laureato in beni culturali. 
Concludiamo qui questo sproloquio, e non vediamo l’ora di vedervi sul nostro canale. Vi salutiamo nello stesso modo col quale ci piace concludere i nostri video: “Questo era tutto Comunità, grazie e arrivederci”!



 

domenica 22 novembre 2020

Recensione: Dream Halls di Massimo Prevete [Rating 7] - recensione a cura di Peg Fly

 




Titolo: Dreams Halls - La Vita al Crepuscolo dei Sogni 


Genere: Fantasy dalle sfumature horror

Editore: Pubblicazione Indipendente

Target: adult

Pag: 235

Rating: 7

Sinossi:
Un morbo attanaglia Chromium, mietendo vittime che sprofondano in un misterioso coma. 
Nel mezzo di quel caos insostenibile, Richard Neumann riesce solo a rabbuiarsi per la perdita del suo prezioso passatempo: la Wonderland, il regno in cui nasconde la sua identità all’insegna della trasgressione, occultata nel complesso di depositi fuori dalla città. 
Una ragazza con gli occhi da cerbiatto, appena più grande di lui, si presenta nella palazzina di famiglia in uno dei suoi rari momenti di debolezza, rivelandogli il suo nome con un sorriso compiaciuto. Celine. Celine Neumann. Ma c’è un particolare inatteso da tenere in conto: lui non ha mai avuto una sorella. 
Nella sua testa c’è allora spazio per una sola domanda: cosa diamine sta succedendo alla sua vita?

Recensione:
Quando ho iniziato a leggere questo romanzo, ho avuto come la netta sensazione di vivere su un’altra dimensione. 
Un distopico attuale, raccontato con stile narrativo azzeccato per il genere. In alcuni passaggi, il lettore percepisce l’ansia che attanaglia il protagonista. 
Lo scrittore entra dentro di te d’emblèe, con le sue vicende e scenari immaginifici, appoggiandosi magistralmente a una attenta prefazione, immergendoti subito nel suo mondo oscuro. 
Un romanzo che sa di malinconia per le cose passate e di passione per la salvaguardia dell’essere umano. 
In alcuni passaggi ho riscontrato lo stile e le ambientazioni della scrittrice Joyce Carol Oates
Per quanto mi riguarda, il romanzo di questo autore, non è solo una semplice narrazione distopica, ma un thriller la cui psicologia va oltre la realtà della vita che noi esseri umani viviamo e continuiamo a vivere, forse dimentichi, che c’è qualcosa oltre la materia, un qualcosa... e niente è di più indovinato con l’epidemia narrata dallo scrittore, con il covid19, pandemia che noi stiamo vivendo in prima persona.
Quindi, faccio i miei complimenti a Massimo Prevete per la ricerca accurata dei termini, per l’intreccio avvincente e attuale. Ora non mi resta che attendere di leggere il sequel.
E, senza indecisione, anche se in alcuni passaggi ho riscontrato prolissità e ripetitività dello stesso concetto, assegno un bel 7. Meritatissimo. 
Lo consiglio anche ai non amanti del genere distopico.

Peg Fly

mercoledì 18 novembre 2020

Recensione: Il collasso dell'impero di John Scalzi

 




Sinossi:

Le leggi della fisica che governano il mondo sono destinate a essere riscritte. Una scoperta sensazionale – il Flusso – ha cambiato per sempre la concezione spazio-temporale dell’universo,
aprendo al progresso scenari inimmaginabili. Assecondando il Flusso, gli esseri umani sono ora in grado di raggiungere pianeti e stelle lontani anni luce, creare reti tra mondi remoti ma interdipendenti, costruire un impero interstellare in cui il pianeta Terra rappresenta ormai solo un insignificante avamposto. Il Flusso è come un fiume: scorre placido, eterno, ma non è statico, cambia il suo corso e abbandona il suo letto originario. A ogni sua mutazione intere fette di universo vengono però isolate, abbandonate a loro stesse in una deriva cosmica catastrofica per interi sistemi stellari. Quella che doveva essere la via verso la nuova èra intergalattica si rivela dunque la più pericolosa delle minacce per la sopravvivenza stessa del genere umano.


Recensione:

Avevo il desiderio di catapultarmi in una bella saga fantascientifica, giusto per rievocare gli antichi fasti di Dune, o di Asimov e Simmons. Non essendo un esperto del settore mi sono lasciato convincere dal successo degli innumerevoli romanzi di John Scalzi e sono andato a pescare Il collasso dell’Impero. 
Che dire, non l’ho trovato di certo memorabile, ma non posso neppure dire si tratti di una lettura sgradevole. Di certo molto diversa da quello che mi attendevo. 
C’è un forte squilibrio fra le parti dedicate alla politica interplanetaria e delle diverse casate rispetto all’azione vera e propria, e questo non sarebbe male, se non fosse che le varie trame e sotterfugi risultano piuttosto blandi e puzzano di già visto e sentito mille volte. Non posso negare di essere stato sopraffatto dalla noia in più di un'occasione a sentirmi ripetere i medesimi concetti relativi agli screzi esistenti fra due casate di turno. Repetita iuvant, ma a tutto c'è un limite!
Peccato perché la prosa dell’autore è scorrevole e piacevole, i personaggi gradevoli e i dialoghi concitati e credibili. Certo, le protagoniste di Scalzi sono piuttosto inquietanti, avendo praticamente tutte una somiglianza grottesca ai “bravi” del Manzoni: scurrili, prepotenti e mosse da pruriti sessuali degni dei bonobo in calore. C’è da augurarsi che questo modello non prenda definitivamente piede... non credo che per rappresentare donne forti e di potere si debba trasformarle in bruti tendenti al neandertaliano.
Alcune idee sfiziose affiorano qua e là nel corso della lettura, come la sala della memoria nella quale la giovane imperatrice può ritrovare le simulazioni di tutti i suoi predecessori, e l’idea del Flusso come potere immanente e inspiegabile, ma a mio parere, risultano insufficienti per convincermi a procedere nella lettura del seguito. 
Questo primo romanzo in sostanza non fa altro che allestire un palco delle grandi occasioni, andando a create nella mente del lettore le coordinate e la mappa mentale che contraddistingueranno questa serie. A mio avviso troppo poco per poter essere giudicato oltre la sufficienza, e quindi mi toccherà andare a cercare qualche altra saga per placare la voglia di fantascienza ben fatta e coinvolgente. 
Si accettano consigli!


domenica 15 novembre 2020

Recensione: L'usurpatore di Emanuele Rizzardi [Rating 8] - recensione a cura di Dada Montarolo

 



Titolo: L’usurpatore

Autore: Emanuele Rizzardi

Editore: Pubblicazione Indipendente

Genere: Storico

Prezzo: Euro 2,99 ebook, Euro 16,99 copertina flessibile

Sinossi:

Gli ultimi anni del ‘200 sono durissimi per il già provato Impero Bizantino, recentemente ricostituitosi a Costantinopoli, sotto la spregiudicata e agguerrita famiglia dei Paleologi.

Quel che rimane delle ricche province d'Asia Minore è caduto nell’anarchia. Bande di razziatori turchi, avide di bottino e terre, saccheggiano ripetutamente le campagne, costringendo i cittadini dell’impero a tentare una disperata fuga verso la costa o ad arroccarsi dietro alle mura di antiche e solide fortezze.

Nel frattempo Karman Bey, signore musulmano di Mileto, aumenta il suo potere a dismisura e raduna un esercito abbastanza grande da convincere la corte di Costantinopoli a rispondere con ogni mezzo a sua disposizione. Il sogno turco di conquistare la “regina delle città” sembra poter diventare una triste realtà.

Il Basileus Andronico II ripone le sue speranze nel giovane nipote Alessio Filantropeno, incaricandolo di porre definitivamente fine alla pressione nemica e conservare quanto rimasto, prima che sia troppo tardi. Alessio, euforico all'idea di mettere in mostra le proprie qualità come comandante militare, scoprirà che gli intrighi, i giochi di potere e la guerra hanno sempre un prezzo da pagare, e le sue illusioni giovanili andranno incontro ad una realtà amara.


Recensione:

Credo siano davvero poche le persone capaci di inquadrare le vicende che fra il 1200 e il 1300 portarono alla nascita dell’impero ottomano e delle colonie italiane nel Mediterraneo. Un periodo complesso, talvolta confuso, che a scuola di solito si liquida in fretta, dimenticando che affonda le radici nella cultura greco romana ed è fondamentale per avvicinarsi, oggi più che mai, a una sorta di esegesi a largo spettro di quanto avviene in quell’inquieta parte di mondo. 

Un contributo interpretativo ce lo fornisce Emanuele Rizzardi con il suo “L’Usurpatore”, romanzo storico imperniato sulla figura, realmente esistita, di Alessio Filantropeno, nipote dell’imperatore di Costantinopoli Andronico II Paleologo. Mandato dallo zio a difendere i possedimenti bizantini dall’avanzata turca, il giovane e un po’ inesperto condottiero non tarda a manifestare un certo talento militare e una buona capacità diplomatica. Nella spedizione lo affiancano il medico-sacerdote Angelo, il capitano cretese Costante, l’armeno Michele, il capo dei mercenari Teodoro accompagnato dalla figlia Bastarda, formidabile combattente. 

Sullo sfondo di alleanze sempre sul punto di rompersi, di intrighi e tradimenti, si agitano le ombre inquietanti di un nuovo nemico comune, gli uomini “con gli occhi tagliati dal vento”: i Mongoli. 

Costantinopoli è lontana, la sete di ricchezze dei singoli e degli apparati burocratici implacabile, le ragioni dei più deboli ignorate. La fine dell’avventura di Alessio - sempre alla ricerca di una mediazione che accontenti se non tutti, almeno coloro che lui ritiene la meritino - è inevitabile. 

Il racconto, in prima persona, dell’ascesa e della rovina è affidata a una lunga lettera, quasi un memoriale, indirizzata al figlio Michele e scritta poco prima di essere condotto verso il destino definitivo. Una narrazione asciutta, a tratti priva di emozioni eppure scaturita dal cuore sincero di chi crede nella missione affidatagli, appena sfumata di un sottile rimpianto per non aver saputo interpretare le tante e misteriose sfaccettature dell’animo umano. I pensieri di Alessio rieccheggiano quelli di un suo illustre predecessore, l’imperatore Adriano, raccontati con infinita pazienza e abilità da Marguerite Yourcenar nel suo “Memorie di Adriano”. Di sicuro la grande francese avrebbe accolto Rizzardi nella cerchia dei giovani scrittori che amava tanto seguire.

La prosa è scorrevole, accattivante, i personaggi vividi, le descrizioni accurate senza mai essere troppo minuziose, la scrittura attenta. L’autore lombardo è uno studioso di storia medioevale e dal suo scritto emana il grande interesse, oserei dire “passione”, per quel periodo storico. La sua prossima avventura letteraria sarà, ce lo auguriamo, un’altra piacevole sorpresa.

Voto: 8.

Dada Montarolo

mercoledì 11 novembre 2020

Disfida nr. 125: Tempesta Nera di Forno Alessandro VS Stephen King

 



Titolo opera: Tempesta Nera

Autore: Forno Alessandro

Editore: Pubblicazione Indipendente

Genere: Fantascienza/Post apocalittico

Prezzo: 2,99 euro ebook, 9,9 euro cartaceo

Sinossi: [...] La percezione dell'ignoto ci è ormai sconosciuta e la paura, conseguentemente, non dimora più nei nostri cuori. Sappiamo chi siamo, sappiamo perché siamo; è ridicolo preoccuparci di dove e quando andiamo. Quell'anno, invece, l'oscurità nella sua forma più totale, scese sugli umani e il terrore soffocò le loro coscienze. Una Tempesta Nera travolse il mondo! [...] 



In un futuro non troppo lontano tutte le certezze dell'umanità vengono meno: la mobilità, la comunicazione, i progressi scientifici e tecnologici sembrano crollare davanti ad un domani sconosciuto. In poche, drammatiche ore, il genere umano dovrà abituarsi a lasciare le sicurezze di ieri per vivere, quando e come gli sarà possibile, in una nuova era. Dal profondo infinito un'ombra scura, maligna travolge la quotidianità terrena lasciando, al suo ritirarsi, rovine, distruzione e dolore... ma, forse e incredibilmente, uno spiraglio di speranza per i sopravvissuti...

Note/commenti/finalità dell'Autore: 
Scrivendo questo romanzo devo ammettere che, inconsapevolmente, mi sono reso conto di quanto l'immaginario post apocalittico possa essere così drammaticamente vicino alla realtà, in molte delle sue sfaccettature. Più scrivevo e più dovevo accettare l'idea che la precarietà dell'esistenza di tutti noi, prima ancora che dalle nostre azioni, dipenda da un'ineluttabile forza della natura, sia essa una pandemia, una catastrofe naturale, una selezione naturale... o una Tempesta Nera.

BIG da sfidare: 

 

Stephen King - L'ombra dello scorpione - Link Acquisto Amazon


domenica 8 novembre 2020

Recensione: Il Pentacolo. Legacy of Darkness di Miriam Palombi [Rating 7,5] - recensione a cura di Andrea Zanotti

 



Titolo: Il Pentacolo

Serie: Legacy Of Darkness


Editore: DZ Edizioni

Genere: Horror / Paranormale

Prezzo: Ebook Euro 2,99, cartaceo Euro 13,49 

Rating: 7,5

Età: 14 in su

Sinossi: 
Malcom sa che il tempo sta finendo. Non gli resta molto da vivere e con la sua morte nessuno proteggerà il sottile equilibrio tra il mondo del paranormale e quello della scienza. L'antico ordine del Pentacolo ormai è decaduto, ma l'uomo tenterà il tutto per tutto affinché Londra non cada nel caos. Un pugno di uomini dalle strane facoltà, potranno sostituirlo, lo sa, i suoi poteri glielo hanno detto. Galahad dovrà raggiungerli e convincerli ad abbracciare il loro destino. Saranno costretti ad accettare la loro natura e scendere a patti con i propri demoni. In gioco non c'è solo la vita o la morte ma la possibilità di dannare per sempre la propria anima in un'avventura che li porterà fino alle radici malate della Nuova Tecnica. Stone Temple House attende tutti loro, il pentacolo inciso nella pietra li aspetta. Il simbolo è in attesa di essere aperto ancora una volta.

Recensione:
Primo lavoro della prolifica scrittrice Miriam Palombi che affronto e posso dire che, nonostante le elevate aspettative, sono rimasto pienamente soddisfatto. L'edizione oggetto dalla presente recensione comprende la trilogia completa.
Una cosa la si nota sin da subito: la passione che anima l’autrice per ciò che risiede appena oltre i sensi umani, il mistero dell’occulto, in tutte le proprie infinite sfaccettature. 
Le citazioni e i riferimenti alle diverse tradizioni sono continui e affascinanti, calati ad uso e consumo della trama in modo naturale, e impersonificati nei diversi personaggi con grande abilità e preparazione.
Non conosco personalmente la Palombi ma non mi stupirei fosse a propria volta una “cercatrice” pronta a seguire i diversi sentieri misterici, e in quanto tale divorata dal desiderio di esplorare luoghi e territori, fisici e non, sempre nuovi. 
La smania del nuovo, anche in campo artistico, a mio avviso si traduce nella rapidità con la quale affronta il suo scritto. Capitoli brevi, delle vere e proprie tessere di un variopinto mosaico, accompagnato da una prosa asciutta, non certo banale intendiamoci, ma lineare e priva di barocchismi. 
Credo ci sarebbe stato spazio per un maggior approfondimento, giusto per far lievitare le idee trasposte in modo ancor più appagante per il lettore, facendogli assaporare ancor più l’ambientazione. Le doti e la preparazione non le mancano di certo. 
Scelte, indubbiamente, o forse il desiderio/bisogno di passare già al prossimo lavoro. Capita. 
I micro capitoli pur spezzando molto il ritmo della narrazione, concedono spazio all’interpretazione dei diversi personaggi cui sono dedicati fornendo slancio alla storia che procede rapida e spedita, incuriosendo sino alla sua conclusione. 
Tutti gli attori sono originali e ben realizzati, credibili e coerenti. Ognuno contribuisce a sostenere la trama e a svelarla passo dopo passo, costringendo il lettore a non staccarsi dalla lettura.
Le scene macabre sono narrare con maestria e senza futili censure, rendendo appieno il clima ansiogeno della narrazione. Quando l’elemento horror sopravanza quello sovrannaturale, alternando scene ed emozioni in modo sapiente, viene fuori la maestria dell’autrice anche in questo campo. La Palombi sfodera scene taglienti, crude e viscerali, scoperchiando un vaso di Pandora di mali oscuri e terribili vendette.
Un romanzo che consiglio vivamente e un’autrice assolutamente da tenere d’occhio. 
Voto 7,5


mercoledì 4 novembre 2020

Disfida nr. 124: Il Messaggero dei Cinque di Niccolò Cortini VS Stefano Benni (e George R. R. Martin...)

 



Titolo opera: Il Messaggero dei Cinque


Editore: Pubblicazione Indipendente

Formato: ebook e cartaceo

Genere: Fantasy (ecologico)

Prezzo: 3,99 € (ebook) 9,99 € (cartaceo)

Sinossi:
In un’isola sperduta in mezzo al Grande Blu, gli uomini vivono tranquilli fin dall’inizio del tempo, non conoscendo altro all’infuori di quella terra. Il piccolo Mondo ("Numba" nella Lingua Antica) non ha mai conosciuto dolore, tristezza o malattia, ma solo serenità e abbondanza, grazie alla guida del Credo e alla protezione degli Antichi Dei.



Saviel è un "prescatore" dall’animo inquieto, che guarda il Blu e vede riflesso il mistero delle sue origini, oltre alla promessa di nuovi mondi. Agitato da una forte tensione spirituale, il giovane verrà scelto dal Maestro Janus per entrare nell’Accademia dei Messaggeri di Altovillaggio. Inizierà così un lungo percorso di maturazione e allenamento, che lo porterà ad eccellere sia nella Dolce Danza che nel Maneggio degli Elementi, raggiungendo risultati leggendari.
Quando un uomo scende dal cielo e si proclama Re dell’isola, l’equilibrio si spezza. Riusciranno Saviel e quel piccolo Mondo ad affrontare le sfide del Progresso senza perdere la Felicità?
Il Messaggero dei Cinque è una “fiaba” a sfondo ecologico-spirituale, che mescola i tratti tipici del fantasy con i temi moderni della sostenibilità ambientale, della solidarietà, dei diritti civili e del capitalismo senza limiti.

Note/commenti/finalità dell'Autore: 
Da laureato in giurisprudenza, ho sempre pensato che la formazione giuridica e la scrittura tecnica imbriglino la fantasia e la fluidità dell’immaginazione. Dal mio punto di vista, quindi, la sfida principale consiste nel capire se, nonostante la forma mentis da giurista acquisita, riesca a scrivere cose interessanti. Di qui anche la scelta del genere – il Fantasy – che è quanto di più distante possa esistere dalla scrittura giuridica.

BIG da sfidare:


La fusione tra George R. R. Martin e Stefano Benni.



domenica 1 novembre 2020

Recensione: Elantion: Opulenti Insidie di Valentina Massano [Rating 8] - recensione a cura di Peg Fly

 



Opera: Elantion - Opulenti insidie

Serie: La Saga del Discendente 

Autore: Valentina Massano

Genere: fantasy

Prezzo: Ebook 2,99 - Cartaceo 15,60

Target: young/adult

Sinossi: L’avventura in Sahelica sta per volgere al termine per Kaj, Clarice, Oloice, Efren e Cilna. I cinque amici devono recuperare il prossimo frammento di Piastra dell’Esilio spingendosi nel Djazrem, il più ricco dei tre principati del Symeris. Si ritroveranno in territori sconosciuti ed insidiosi che li metteranno a dura prova e che rischieranno di compromettere seriamente la loro missione. In Draelia, mentre Sheera, la Ribellione, le Genti Libere e la regina Rahla con i suoi nani si organizzano per riconquistare Altopiano Ferroso, gli Elfi devono affrontare una volta per tutte la spia che cerca di sabotare l’esercito e fare i conti con la continua diminuzione della magia elfica lungo i confini dell’Elelreel. Ad Eyjanborg, nonostante la faida interna alla famiglia reale non accenni a placarsi e Zund sia costretto ad occuparsi di nuovi traditori, i suoi piani di conquista proseguono spediti e lui diventa un sovrano sempre più spietato e determinato, pronto a tutto pur di prevalere.

Recensione: Che cos’altro aggiungere a questa terza storia della trilogia “Elantion”? Una storia arricchita da nuovi e sorprendenti personaggi, tra i quali una Nemir, conosciute come donne-foca, alchimista formidabile e dalle capacità peculiari. Nalgr: potente drago che muore durante la Grande battaglia nella Piana degli Sterpi. Gli arcieri elfici a cavallo degli ethynd, robusti cervi con piccole corna intrecciate e dal manto color avorio. Dalla mappa ben disegnata e delineata  dei luoghi dove si volgono le azioni, soprattutto delle tre terre principali: Draelia, Shaelica e Symeris, non si può che rimanere soddisfatti. Elfi che scoccano frecce agli scheletri riuscendo ad attirare la loro attenzione e quella dei confratelli. Sia gli attacchi magici che congelano il tempo. Amore, avventura, suspense, combattimenti, incantesimi e altro ancora è contenuto in questo e ultimo volume della saga dell’autrice, che abilmente riesce a introdurre nella storia nuovi elementi di magia, tra cui la Sequenza di Remanius!  Sinceramente, in questi ultimi tempi, non ho mai letto un altro libro di genere fantasy così curato. Maghi che con il solo tocco di  alcuni simboli in ordine sparso, fa scomparire i glifi. Ossia segni incisi su roccia o muri di caverne, che simboleggiano cerchi, linee, quadrati o qualunque altra forma necessaria per racchiudere in un'immagine il significato di un pianeta, o di un segno zodiacale. Maghi che spuntano da nicchie laterali di porte o muri. Il terzo volume della saga, Elantion, come mi aspettavo, dunque, non mi ha affatto deluso. Anche le illustrazioni interne sono disegnate con cura dalla stessa autrice, che oltre a dimostrarsi un’ottima narratrice, è anche una bravissima illustratrice. Valentina Massano ritorna con una storia interessante e allo stesso tempo forte, come l’energia che accompagna la sua mano nel narrare, che ha come protagonisti dei personaggi insoliti, originali che si muovono all’interno di mondi altrettanto frutto di un’immaginazione però sapientemente studiata. Una trama ben delineata, scorrevole nella lettura ma ricca di dettagli che non solo ti fanno apprezzare al meglio i personaggi, ma intrattengono e coinvolgono il lettore. Una fiaba nella fiaba che affabula e ti trascina sino alla parola fine. Davvero una bella storia, silenziosa in apparenza ma con la giusta dose di azione e di temi importanti che vengono affrontati, come l’accettazione di se stessi e soprattutto la consapevolezza di ogni personaggio che cresce e matura nel corso degli eventi. La sensazione che ho avuto, leggendo i libri di Valentina Massano per la prima volta, è che sia quel genere di autore che sa come incatenare il lettore alle sue storie. Lo circonda di affetto, lo mette alla prova, lo attira nella sua trappola immaginaria, lo invita a cogliere ogni aspetto della narrazione,  lo accoglie con rigidezza e poi, zac, con un magistrale cambio di espressione, lo sorprende, lo sconcerta. È vero che la trama, all’inizio sembra essere lenta, ma poi comincia a prendere consistenza e a girare nel modo giusto e sempre più rapidamente, fino a giungere al finale esplosivo e inaspettato. Una storia che, in quanto a essere di stampo fantasy, non assomiglia affatto a una storia fuori dalla realtà, anzi, la Massano si percepisce a ogni periodo, a ogni frase, è presente come l’aquila che sorvola per controllare che tutto sia apposto, che tutto funzioni, che le pause siano state poste al punto giusto. Ci vuole tanta passione e tanto studio per arrivare a scrivere una buona storia, e anche se nell’incipit la vicenda può apparire come il solito romanzo fantasy scontato, leggendola mi sono ricreduta. Ho trovato i personaggi ben descritti, di spessore e a tutto tondo, perché durante gli eventi che sembrano travolgerli, riescono a crescere e a maturare. La trama, soprattutto nello svolgimento, vengono narrati alcuni sviluppi inaspettati, dettagli che hanno invogliato la mia curiosità a continuarne la lettura. Per chi ha già avuto l’occasione di leggere il primo e il secondo volume di questa nuova saga e di restarne incantati, consiglio di leggere anche quest'ultimo che, a dire incantevole, è veramente poco. Scritto bene, con pochi refusi, qualche errore che poteva essere evitato (ma ci stanno). Consigliata la lettura e non solo per gli amanti del fantasy. Confermo e con piacere il voto del secondo volume, un 8 pieno. 

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