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giovedì 21 maggio 2020

Recensione: Solaris di Stanislaw Lem





SINOSSI:

"Solaris" è il capolavoro della fantascienza filosofica. Siamo nel lembo più estremo dell'universo esplorato dal genere umano. Un astronauta, dalla Terra, approda nella stazione spaziale che gira intorno al pianeta Solaris. Qui trova un'atmosfera di mistero e sospetto: nessuno lo accoglie, i pochi ospiti della astronave sembrano angosciati e sopraffatti, c'è un morto recente a cui si allude con circospezione ma senza sorpresa, gli oggetti subiscono strane deformazioni, si avvertono presenze. Solaris è noto agli umani come il grande pianeta "vivente". Appare in forma di vasto oceano e avrebbe dovuto conflagrare se la sua orbita avesse seguito le leggi della fisica. Ma è come dotato di capacità cosciente di reazione e questa capacità sembra legata alle apparizioni di fantasmi, proiezioni viventi di incubi, sogni e fantasie. L'astronauta è costretto a interrogarsi, mentre lo contagia la stessa angoscia che domina in tutto l'ambiente. Un'avventura avvincente e carica di attesa e mistero. Ma si potrebbe dire anche un'avventura epistemologica, nel senso che presenta alla lente della riflessione un numero enorme di quesiti che abitano i rami della filosofia. Fra essi, il più suggestivo sembra essere il tema dell'Identità, del Soggetto, dell'Io. Non esiste l'Io unico e identico a se stesso.



RECENSIONE:

Dice tutto la sinossi, credo ci sia veramente poco da aggiungere.
Solaris è un romanzo profondo, ricco di suggestioni e spunti di riflessione. Fantascienza filosofica pura e semplice. Eccovi avvisati quindi. 
Chi cercasse qualcosa di diverso ne sarà profondamente deluso. 
Niente avventure ed esplorazioni di mondi sconosciuti e ricchi di patos. Certo il fascino dell’ignoto ci colpisce sin da subito in modo tangibile, con l’approdo del protagonista nella nave spaziale e gli strani eventi che lo accolgono, ma questo viene presto sostituito da qualcosa di più profondo. 
Il focus si sposta sull’oceano alieno dotato di caratteristiche inconoscibili, di apparente indifferenza verso gli umani che tanti sforzi impiegano nel comprenderlo. Eppure tale indifferenza può essere solo frutto della limitatezza dei nostri sensi e questo fa compiere al romanzo una nuova svolta. 
L’analisi si sposta dall’oceano esterno al mondo interiore del protagonista, in una scoperta dei limiti che corre su binari paralleli e di indubbio fascino. 
Il mondo interiore è altrettanto vasto e inconoscibile di quello esteriore, e forse, merita altrettanta attenzione. 
Devo dire che Solaris mi è piaciuto molto, mi ha affascinato la trattazione dell’oceano/divinità e credo sia un’ottima fonte di spunti per i miei scritti futuri. 
Un romanzo che rispetta la sinossi, per cui credo che se affrontato con lo spirito giusto, possa risultare veramente un lavoro da non perdere per ogni possibile lettore.   

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