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giovedì 7 maggio 2020

Recensione: Il drago di Sua Maestà. Temeraire di Naomi Novik





Sinossi:
La vicenda ha inizio nel 1805, in piena guerra tra la Francia di Napoleone e l'Inghilterra. Si tratta di un mondo diverso dal nostro, dove i draghi convivono da sempre con gli uomini e vengono usati da questi ultimi come arma per le guerre. L'equipaggio della nave inglese Reliant cattura una fregata francese nella cui stiva viene trovato un uovo di drago che viene affidato al capitano Will Laurence che, una volta schiuso l'uovo, chiamerà il drago Temeraire. Temeraire si dimostrerà un ottimo combattente appartenente niente meno che alla razza di draghi più bella e rara esistente nel mondo.


Recensione:
La coraggiosa idea di ambientare questo romanzo fantasy nel periodo napoleonico, con le terre di Albione poste sotto scacco da Napoleone, meritava da sola la lettura dell’opera della Novik che ha dato origine a una Saga di quattro volumi.
 In sostanza l’autrice introduce i draghi in un contesto perfettamente ricreato da un punto di vista storico, andando a sovrapporre alla realtà del tempo, e delle truppe dell’epoca, un nuovo comparto militare, quello dell’aviazione. E il bello è che gestisce il tutto in modo approfondito e credibile, con tanto di trovate operative-tattiche-strategiche plausibili e originali per affiancare i reparti di draghi a quelli di marina e fanteria. 
Insomma un gran bel lavoro. 
Ottima e approfondita l’analisi dei rapporti fra draghi e piloti, con personaggi ben delineati sia fra gli umani che fra i rettiloni. Eppure tutto questo allestimento sontuoso finisce con l’essere a mio avviso ridondante rispetto alla ben poca azione che ci viene offerta almeno in questo primo volume. E’ un vero peccato. Non si può che parlare di una ghiottissima occasione persa. 
Di certo il presente volume lascia ben sperare per il seguito della saga, ma preso singolarmente non può che lasciare con l'amaro in bocca, perché la carne al fuoco è molta e la scenografia realizzata, assolutamente di prim'ordine. Purtroppo scontrandosi con un ritmo molto lento e una carenza pressoché totale di azione, non mi sento di consigliarvene la lettura, se non per un amore particolare per l'epoca napoleonica e la curiosità di vedervi calati i signori dei cieli.

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