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domenica 5 aprile 2020

Recensione: Nevernight. Mai dimenticare: Libro primo degli accadimenti di Illuminotte di Jay Kristoff


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Sinossi:

Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un'arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici - e gli amici - più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all'omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.


Recensione:

Eccoci a recensire uno dei fantasy che va per la maggiore in questo periodo. Certo mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse questo proliferare di corvi in copertina, anche quando non centrano assolutamente nulla, ma bando a queste questioni filosofiche, andiamo ad analizzare il romanzo, primo volume di una trilogia. 
Avete presente Harry Potter? Ecco, in questo romanzo ci troveremo al cospetto di un gruppo di sedici/diciassettenni che ambisce ad essere iniziato presso l’accademia di turno. In questo caso però non si tratta di Hogwarts e di diventare allegri maghetti, ma di essere promossi ad accoliti della dea locale della morte, ossia divenire spietati assassini. 
Ecco, possiamo ridurre a questo l’idea essenziale del lavoro di Jay Kristoff. 
Se la nuova prospettiva vi stuzzica, bene, correte pure a procurarvene una copia, perché l’autore affronta il caso con la massima serietà e con alcune trovate macabramente ben riuscite. Non mancheranno i colpi di scena, di volta in volta più o meno sorprendenti. 
Non posso dire che il romanzo sia malvagio, ma io di questi ragazzetti con poteri particolari ne ho le tasche piene. Certo il nuovo contesto e la “malignità” di fondo sfoderata dai docenti della scuola sono ben congegnati e ammetto pure che il personaggio di Mia Corvere, trasferito in un altro contesto, mi sarebbe piaciuto parecchio. 
Una fanciulla “tosta”, decisamente fuori dagli schemi e assolutamente godibile. Però devo ribadire che pur trattandosi di una formazione “al contrario”, con gli alunni spinti a perfezionarsi nelle arti oscure, non sono riuscito a farmelo piacere più di tanto. Insopportabili ho trovato le numerose e prolisse note a piè di pagina. Volendo realmente soffermarsi a leggerle tutte il ritmo del racconto viene totalmente compromesso. Dopo le prime mi sono costretto a saltarle di netto, pur contenendo le stesse notizie a volte rilevanti per contestualizzare il mondo ricreato dall'autore.

Jay Kristoff scrive bene, sa il fatto suo, tratta con abilità e raffinatezza l’argomento scelto, ma la trama per me è stata indigesta. 
L’idea di sovvertire e ribaltare la scuola dei maghi mutandola in spietata accademia di assassini era interessante, ma di certo non trascinandola avanti per 400 e passa pagine. Ok, riconosco all’autore il coraggio di non essersi inchinato al politicamente corretto a tutti i costi, ma ci vuole ben altro a mio avviso per meritarsi i successi cui il romanzo sta andando incontro. Tuttavia lo consiglio a chi volesse avvicinarsi al fantasy, o sia reduce da opere grondanti buoni sentimenti e stucchevoli paladini senza macchia, giusto per vedere l’effetto che fa.

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