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mercoledì 12 febbraio 2020

Recensione: Spettri di frontiera di Ambrose Bierce



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SINOSSI:
Ambrose Bierce scrisse numerosi racconti dell'orrore e del soprannaturale, generi che riflettevano il suo profondo tormento interiore. 
Questa raccolta contiene molte tra le sue più suggestive storie di fantasmi e di case infestate: morbose, ciniche, inquietanti, capaci di trascinare il lettore nelle regioni crepuscolari dello spirito e nei più oscuri recessi della mente. 
Opere cariche di terrore ma, al contempo, pervase di tetra ironia, con echi di Poe, del romanzo gotico e dei racconti romantici, dotate dell'impronta inconfondibile di un autore che ha conosciuto di persona gli spettri che da sempre tormentano l'umanità. 
I personaggi di Bierce - poeti posseduti, vili aristocratici, professionisti abbietti, corpi rianimati, malfattori perseguitati - vivono in un mondo misero e perverso. 
Che si tratti di omicidi, vendette dall'oltretomba, sparizioni inspiegabili, dimore infestate o anime inquiete, le storie di Bierce rappresentano uno dei migliori esempi di narrativa soprannaturale di tutti i tempi e hanno ispirato autori come Robert W. Chambers e H.P. Lovecraft.


RECENSIONE:
Oggi ci dedichiamo ad un lavoro della Adiaphora Edizioni, Spettri di frontiera di Ambrose Bierce.
Inizio subito col dire che l’operato di questa casa editrice di Verona ci ha convinto sin dal primo testo che abbiamo avuto per le mani, per poi confermarsi di volta in volta. 

La collana dedicata alla riscoperta dei grandi classici della letteratura gotica, arricchiti dal testo originale, è veramente ben fatta e offre l’opportunità di ridare slancio a opere difficili da recuperare sul mercato italiano, grazie alle traduzioni di Matteo Zapparelli Olivetti. Editing e cura del prodotto libro sono ai massimi livelli, comprese le cover di collana che trovo molto azzeccate. 
Dopo questa doverosa premessa, ci piace un sacco vedere come fanno passi avanti le piccole realtà di qualità nell’editoria, passiamo all’opera di Ambrose Bierce. Si tratta di un’antologia di racconti, alcuni dei quali brevissimi, incentrati per lo più sul soprannaturale e sul tema delle case infestate. 
Preciso subito di avere grossi limiti quando affronto racconti brevi. Amo decisamente di più concedere alle storie la possibilità di ritagliarsi i suoi spazi e non vederle ridotte a poche battute, seppur folgoranti nella loro efficacia. 
Per questa mia predisposizione, ammetto candidamente che molti dei raccontini di Bierce non mi abbiano trasmesso molto. Certo, sicuramente ben scritti e congegnati, non sono tuttavia riusciti a prendermi, anche perché erano già finiti ancor prima di poter entrarci in sintonia. 
Molto meglio invece quelli più corposi, dove la costruzione letteraria del Bierce, sempre supportata da una prosa elegante e dalle atmosfere aristocratiche e importanti, è riuscita a dispiegarsi in tutta la sua potenza, riuscendo a coinvolgermi e a regalarmi le promesse incursioni “nelle regioni crepuscolari dello spirito e nei più oscuri recessi della mente”.
Indubbiamente si tratta di un autore capace di far scuola, innovativo per il suo tempo e “formativo” per chiunque ami il genere e voglia approfondirne le origini. 
Una raccolta di racconti gotici che mi sento di consigliarvi, a patto che non nutriate la mia stessa innata antipatia per la brevità dei racconti.   


1 commenti:

pensareadaltro ha detto...

"Editing e cura del prodotto libro sono ai massimi livelli"
In un'antologia di racconti però, l'assenza di un indice, è imperdonabile.

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