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domenica 9 febbraio 2020

Recensione: Il leopardo silenzioso di Mita Fumagatti [Rating 6] - recensione a cura di Fantom Caligo


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Titolo: Il leopardo silenzioso: le indagini della criminologa dr.ssa Macciò

Autore: Mita Fumagatti

Editore: Pubblicazione Indipendente

Genere: Giallo

Prezzo: 2,99 Ebook – 12,29 copertina flessibile

Rating: 6

Sinossi: 
Non accettava di dover sempre prendere le distanze fino a scomparire. Ma era quello che faceva quando non veniva presa sul serio dal momento che, su certe cose, lei era serissima. Entrava in punta di piedi e se ne usciva sempre con lo stesso passo silenzioso 
La dottoressa Marilena Macciò, introversa psicologa quarantenne (“e con un master in criminologia che non le era servito a nulla, come tanti altri titoli appesi al muro”) vive, solitaria e indolente, col suo inseparabile compagno canino, Roy, in una placida città ligure. Sta attraversando un periodo di crisi specialmente sul piano lavorativo ed economico che la rende stanca e forse depressa. 
“Forse” perché non accetta di venire etichettata senza poter spiegare la complessità di ciò che sente dentro. Viene però risvegliata dal suo torpore dall'inflessibile e granitico procuratore Riccardo Castori che la contatta per una consulenza su un misterioso ed insolito omicidio. La tranquilla cittadina sta per essere sconvolta dalle imprese di un feroce serial killer? 
L'assassinio di un diciottenne, fragile ed isolato, la condurrà ad inoltrarsi tra le insidie del mondo virtuale dove chiunque può crearsi una doppia vita, dimenticando la differenza tra realtà e finzione, ed entrare a far parte di comunità per intrattenere relazioni pericolose. 
Per indagare in questo mondo parallelo dovrà trasformare sé stessa in qualcosa di inaspettato. Chi è l'assassino? Chi è veramente Marilena?

Recensione:
Come moriremo in questo giallo? Mita Fumagatti riesce ad inventarsi una setta dove gli adepti devono scoprire il loro vero Physis, ossia l’animale che li rappresenta. 
Fin qui, niente male, se non che la dott.ssa Marilena Macciò non comincia a notare dei collegamenti tra la morte di un ragazzo e questa setta.
Il romanzo è raccontato principalmente dal punto di vista di Marilena. Saremo attaccati a lei in questo giallo. Ci sono numerosi colpi di scena ed anche un bel numero di personaggi che però l’autrice non delinea benissimo. Lo stile di scrittura è semplice e diretto, quindi il libro si sfoglia bene.
Esistono però alcuni punti migliorabili. Ad esempio, ci sono un po’ troppi refusi e ciò non piace ad alcuni lettori. Troviamo inoltre pochi dialoghi. Siamo sempre nei pensieri di Marilena, nelle sue congetture, e ogni tanto ho sentito con forza l’esigenza di una bella chiacchierata con qualche personaggio. Non che non ce ne siano, ma sono molto rade. Alcune scene sono un po’ confuse e vanno lette due volte.
Il punto cruciale però per me rimane l’eccesso del “raccontato” sul “mostrato”. Spesso le emozioni dei personaggi vengono spiegate e non fatte vivere, togliendo così quel senso di mistero che in un giallo è fondamentale. Inoltre, il fatto di sapere per filo e per segno le emozioni dei personaggi, li snatura, facendoli sembrare meno realistici. 
Tutto sommato il Leopardo Solitario rimane una lettura godibile. 
L’intreccio della storia è sicuramente la parte più interessante del libro, dove pian piano si scopre che la setta ha delle ramificazioni con…
Il voto finale al romanzo è 6. Pesa il poco rispetto del principio del show don’t tell che in un romanzo giallo è fondamentale.

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