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sabato 18 luglio 2020

Recensione: Tempesta Nera di Alessandro Forno [Rating 7,5] - recensione a cura di Fantom Caligo



Titolo: Tempesta Nera

Autore: Alessandro Forno

Editore: Pubblicazione Indipendente

Genere: Fantascienza

Target: 15+ (Il libro ha una trama complessa, consigliato a lettori che apprezzano i romanzi multi-storia e labirintici)

Prezzo: Ebook euro 2,99 / cartaceo 9,99

Rating: 7,5

Sinossi:
La percezione dell’ignoto ci è ormai sconosciuta e la paura, conseguentemente, non dimora più nei nostri cuori. Sappiamo chi siamo, sappiamo perché siamo; è ridicolo preoccuparci di dove e quando andiamo. Quell’anno, invece, l’oscurità, nella sua forma più totale, scese sugli umani e il terrore soffocò le loro coscienze. Una Tempesta Nera travolse il mondo!
In un futuro non troppo lontano tutte le certezze dell'umanità vengono meno: la mobilità, la comunicazione, i progressi scientifici e tecnologici sembrano crollare davanti a un domani sconosciuto. In poche, drammatiche ore, il genere umano dovrà abituarsi a lasciare le sicurezze di ieri per vivere, quando e come gli sarà possibile, in una nuova era. Dal profondo infinito un'onda scura, maligna travolge la quotidianità terrena lasciando, al suo ritirarsi, rovine, distruzione e dolore...ma, forse e incredibilmente, uno spiraglio di speranza per i sopravvissuti...

Recensione:
Nel 202…, non ci è dato conoscere la data precisa, una tempesta magnetica si abbatte sulla terra, mandando in tilt tutti i sistemi elettrici.
È questo l’evento che dà l’avvio a Tempesta Nera, un romanzo fantascientifico, ambientato in Italia. 
Il romanzo segue le storie di diverse persone, appartenenti alla stessa famiglia, che si trovano separate a causa della tempesta magnetica.
L’autore è bravo a non scadere nei cliché. I protagonisti sono persone comuni, con le loro qualità e difetti, e hanno il grande pregio, almeno a mio avviso, di non essere i classici buoni irritanti.
Il romanzo è costituito da un intreccio di più storie e ha una struttura complessa ma scorrevole. Lo stile è semplice ma non banale, e ben si adatta alle scene che descrive. Il filo di ironia che attraversa la narrazione non deve illudere: troviamo passaggi crudi, alcuni protagonisti non ce la faranno, la solidarietà dovrà scontrarsi con l’egoismo estremo di certi individui.
Particolare è anche la scelta dei titoli dei capitoli che vanno a creare una frase che suona come avvertimento.
Il tema centrale attorno a cui ruota il romanzo è la relazione uomo-tecnologia, ma troviamo anche diversi passaggi che fanno riflettere sulla solidarietà, lo spirito di sacrificio, l’egocentrismo e l’arrivismo umano.
Una nota che devo sottolineare è la presenza di molti flashback sulla vita dei personaggi messi a inizio capitolo. Questo espediente rallenta spesso la narrazione. Lascio al gusto dei lettori l’esprimersi su questo punto, personalmente lo ho trovato un po’ pesante, ma non tale da abbassare la qualità del romanzo.
Globalmente mi sento di dare a questo libro 7,5.

venerdì 10 luglio 2020

Recensione: Il Fantasma Di Dervil di Daniele Pezzano [Rating 6] - recensione a cura di PegFly




Titolo: Il fantasma di dervil

Saga: Cronache Di Andorian

Autore: Daniele Pezzano

Editore: pubblicazione indipendente

Genere: fantasy

Target: Young/adult

Prezzo: ebook Euro 10,99 - cartaceo 19,94

Rating: 6

Sinossi:
Un giovane cavaliere viene chiamato dagli anziani del suo ordine per portare a termine la sua prima missione nelle lontane contee orientali e dare lustro al nome del suo casato. Un prigioniero della Torre dei maghi costretto fin da bambino a servirli come schiavo, mette a rischio la sua vita per ritrovare la propria libertà. Due vite, parallele e distanti si trovano tuttavia ad essere legate da un filo invisibile che dalla lontana cittadina di Dervil conduce fino alle sponde del grande lago.

Recensione:
Quando ho scelto di leggere il romanzo di Daniele Pezzano, non credevo di intrufolarmi in un mondo tutto suo. In un fantasy che poteva risultare interessante, ma per la corposità diventa una storia che prende inizio in un tempo indefinito e da un’epoca imprecisata dal nome di per sé interessante, la Torre della Mente, per giungere dopo un lungo percorso a un epilogo che lascia presagire una possibile prosecuzione futura di questo racconto. 
Le strade dei personaggi si intrecciano e diventano irte di pericoli, di situazioni a dir poco allucinanti! Volute da un destino spesso avverso. Incontri fatidici che metteranno a dura prova i protagonisti di questa avventura, oltre che determinanti per lo sviluppo delle vicende in divenire. Complesso è a dir poco lo stesso sviluppo del romanzo, dove si sprigionano le più diverse magie nonché forze dei protagonisti sia umani, animali e di altra specie. Al di sopra delle immense ambientazioni, la magia, i dialoghi tra creature in carne e ossa e spiriti che si rivelano a volte benevoli altre malevole, appaiano come un surrogato delle forze maligne che riescono a sballottare i personaggi in balia di sentimenti contrastanti. Ma è la lunga e articolata esposizione a risultare poco scorrevole per un lettore, il quale anche se ben disposto a prestare un buon livello di attenzione, arriva con grande sforzo alla parola, fine. 
L’intreccio della storia, poi, è condito dalle molte divagazioni, regressioni e incongruenze, delle quali  non mi sembra opportuno citare in sede. Se l’autore vorrà, potrà contattarmi così che gliele possa segnalare in privato. 
Buono il colpo di scena finale, anche se in parte scontato: “La tomba sconsacrata del fantasma che viene poi benedetta per dar pace al suo spirito”, ma questo non giustifica il prosieguo della storia: un ammasso di contraddizioni e descrizioni spesso superflue che rallentano la narrazione. Peccato perché l’intreccio fantasy non è male. I personaggi, tra cui Selina, Xavier, Zanon, Kàtarin, Aramus ecc,  sembrano stereotipati, non ideati dalla penna dell’autore. Infatti, la descrizione che Pezzano fa dei suoi  personaggi, risulta poco credibile. Questo vale per tutti, che siano eroi o perdenti, cattivi o buoni, non lasciano il segno.
Una storia che si poteva scrivere anche in trecento pagine invece di seicento e più. Una lungaggine che ha reso il romanzo meno interessante. Peccato, un vero peccato perché la storia fantasy in sé poteva essere migliorata e di molto. 
Voto: 6 - Do il sei per la grande volontà dell’autore nell’essersi cimentato in una storia così mastodontica e complicata e, soprattutto, per la fatica, la passione e il tempo speso a scriverlo.
Lo consiglio agli amanti del genere per farsi la propria idea.

martedì 7 luglio 2020

Recensione: Libri di sangue. Le stelle della morte di Clive Barker





Sinossi:
“Ho visto il futuro dell’horror, il suo nome è Clive Barker”, scriveva quasi vent’anni fa Stephen King. Gli anni sono passati e Clive Barker di strada ne ha fatta tanta, da scrittore a regista, da pittore a produttore di successo. Autore di celebri icone del cinema quali Pinhead, il demone per eccellenza di Hellraiser, o del killer sanguinario Candyman, Barker ha esordito con una serie di raccolte di racconti – scelta indubbiamente atipica – che hanno rivoluzionato un genere e portato “sangue fresco” a tutti gli amanti della buona letteratura.
In questo volume, il primo della serie Libri di sangue, premiato con i prestigiosi British e World fantasy Award e portato sul grande schermo dal regista John Harrison, faremo la conoscenza con la dottoressa Mary Florescu, il cui esperimento parascientifico, condotto assieme al giovane medium Simon McNeal, darà il via a una girandola infernale che coinvolge i vivi e i morti e ci farà scoprire come mai possiamo dirci tutti “libri di sangue”.


Recensione:
Erano anni che inseguivo l’antologia I Libri di Sangue di Clive Barker e finalmente sono riuscito a piazzarli in lista e a godermi questa carrellata di racconti che hanno contribuito a rendere l’autore un mito vivente. 
Io amo Barker, nulla da dire, un grande, un Maestro dal quale cercare di attingere, dotato di una fantasia galoppante e capace di reinventarsi in mille sfumature di generi diversi. 
Da Cabal ad Abarat per passare a Hellraiser a Imagica, Barker non delude mai. Come sapete non amo molto i racconti brevi, ma quando ci si imbatte in quelli dell’autore non si può che goderseli appieno, rassegnandosi ad accettare che purtroppo il piacere sarà breve, seppur intenso. 
Ovviamente una raccolta presenta storie più o meno coinvolgenti e conturbanti, soprattutto in base ai gusti di chi legge, ma in tutti c'è sempre un’idea di fondo assolutamente originale. Lo prosa poi è quella solita, da fuoriclasse, capaci di accalappiare sin da subito l’attenzione del lettore e di calarlo con maestria in uno stato di sospensione dell’incredulità tale da farlo sobbalzare, tremare, angosciarsi, o semplicemente adombrarsi e incupirsi a piacimento dell’autore. 
Un’antologia che si legge con la rapidità del brivido che vi correrà lungo la spina dorsale. Assolutamente consigliato a tutti, senza preclusione alcuna. 

venerdì 3 luglio 2020

Recensione: Acherontis di Lucia Guglielminetti [Rating 7] - recensione a cura di Andrea Zanotti





Titolo: Acherontis


Casa editrice: DARK ZONE

Genere: horror

Costo: ebook 2,99 Euro, cartaceo 12,90

Rating: 7

Sinossi:
 Che aspetto ha l’inferno? Innocenti scherzi si trasformano in giochi mortali, strane creature emergono dalle acque, i libri possono far male e niente è davvero come sembra. Avete il coraggio di attraversare il fiume infernale e scoprire cosa si cela sull’altra sponda?

Recensione:
Adoro, meglio sarebbe dire sono ossessionato, da tutto quello che ruota attorno al passaggio fra vita e morte, il varcare la soglia insomma. Mi affascinano i miti legati agli psicopompi delle diverse tradizioni e alle differenti concezioni dei paradisi/inferni/purgatori. I traghettatori di anime, legati quindi molto più delle altre divinità all'anima di noi mortali nel momento stesso in cui questa si accinge a lasciare l'apparato psico-fisico, rappresentano elementi di studio affascinanti e ricchi di spunti. Non per niente mi cimento spesso a trattarli nei miei lavoretti. Capirete bene quindi che nel momento stesso in cui ho messo gli occhi sulla copertina del lavoro della Guglielminetti non ho potuto resistere. Solo la montagna di libri in lista d'attesa mi ha costretto a pazientare un attimo, ma il Caronte ritratto nella splendida cover non ha cessato neppure per un istante di esercitare il suo magnetismo. 
Acherontis è una raccolta di racconti e questa è stata la prima scoperta che mi ha lasciato di stucco, anzi, la seconda invero, visto che mi attendevo un testo più corposo, soprattutto perché, udite udite, ero convinto che mi sarei trovato innanzi ad un romanzo! 
Come vi ho detto quando sento parlare di Traghettatori di Mondi perdo il lume della ragione, per cui non avevo letto le recensioni, non mi ero informato insomma, basandomi unicamente sulle righe della sinossi. Errore mio certo, ma una tiratina d'orecchie anche all'editore, che a mio avviso avrebbe dovuto essere più esplicito. Non credo di essere l'unico con l'intolleranza per le antologie, o comunque ad avere una preferenza per determinate opere, per cui è sempre bene informare il lettore per benino su quello cui va incontro. Deludere le aspettative non fa mai bene. Detto questo, con un po' di rammarico per l'essermi visto sfumare il piacere di trovarmi innanzi un bel romanzo con qualche bizzarro traghettatore come protagonista, ho iniziato la lettura. Ebbene, devo ammettere che la malinconia per l'occasione persa è ben presto svanita, grazie all'abilità della Guglieminetti. E' vero, non amo molto i racconti brevi, ma questa mia repulsione è dovuta al fatto che ritengo molti autori non all'altezza di realizzarne di efficaci. Io per primo! Ritengo infatti partorire un buon racconto molto più complesso del realizzare un romanzo. Problema che evidentemente non tocca invece l'autrice, che anche nei racconti più brevi riesce ad imbastire situazione al contempo credibili e paurose, detentrici di un patos genuino e subitaneo. Sono doti non certo comuni. La lettura è quindi spedita e un racconto tira l'altro come un cestino di ciliegie e altrettanto ricco di sapori e succo rosso. La Guglieminetti infatti ci va giù duro, quando necessario, e lo riesce a fare con grande maestria, toccando corde profonde. Non c'è spazio solo per l'horror. Alcuni racconti hanno un'impostazione differente, riportando ambientazioni alla Neil Gaiman. Il filo conduttore rimane lo spettro della morte e le sue molteplici forme, nonché le sue conseguenze. 
Scrittura pulita, scorrevole e funzionale al mantenere ritmi forsennati. Testo ben curato e cover, come detto, a mio parere splendida. 
Insomma, non era quello che mi attendevo, ma non sono rimasto certo deluso.  
Voto 7 e raccolta consigliata per tutti gli amanti delle emozioni. 

mercoledì 1 luglio 2020

Disfida nr. 117: Il Fantasma Di Dervil di Daniele Pezzano VS Terry Brooks



Titolo opera: Il Fantasma Di Dervil

Saga: Cronache Di Andorian

Autore: Daniele Pezzano

Genere: Fantasy

Prezzo: 8.99 (ebook) 20.99 (carta)

Sinossi: Un giovane cavaliere viene chiamato dagli anziani del suo ordine per portare a termine la sua prima missione nelle lontane contee orientali e dare lustro al nome del suo casato.
 
Un prigioniero della Torre dei maghi costretto fin da bambino a servirli come schiavo, mette a rischio la sua vita per ritrovare la propria libertà. Due vite, parallele e distanti si trovano tuttavia ad essere legate da un filo invisibile che dalla lontana cittadina di Dervil conduce fino alle sponde del grande lago.

Note dell'Autore: 
Aramus Folken è il giovane rampollo di un`antica famiglia nobiliare di Andorian che si è coperta di gloria ed onore nel servizio all`ordine dei cavalieri della Rosa, il braccio armato del Re che amministra la giustizia su tutto il continente. 
Sono passati cinque secoli dall`ultima grande guerra che ha distrutto il potere degli stregoni. Le terribili energie magiche sprigionate dal conflitto hanno devastato la terra e generato mostri che si aggirano tra le lande desolate delle province più remote. L`ordine dei cavalieri ha anche questo come compito: scovare e distruggere ogni mostruosità generatasi dopo quella che le cronache descrivono come ”La guerra delle due Torri”. 
Gli stregoni sono stati esiliati o distrutti, i loro successori, i maghi, sono mal tollerati e confinati nelle loro torri, sorvegliati a vista da decine di cavalieri e contingenti del Re. Prigionieri ma al tempo stesso carcerieri perché alla loro custodia sono affidati tutti coloro che manifestano poteri o qualsiasi altro segno di ciò che comunemente viene chiamato ”Il gran male”, la magia cioè.
Xavier è proprio questo: figlio di contadini, è stato deportato da bambino in una delle torri, quella della capitale del regno, Therion. 
I prigionieri dei maghi, quelli i cui poteri vengono riconosciuti dai loro carcerieri come aberrazioni rispetto ai loro, vengono trattati da questi ultimi al pari dei mostri generatisi dopo la guerra delle due torri.
I prigionieri dei maghi però hanno dato un senso alla loro condizione considerandosi apostoli degli antichi Dei, persone scelte per testimoniarne l`imminente ritorno.
Questa è la premessa che fa da sfondo alle vicende.
Negli ultimi tempi le carovane d`argento che dalla lontana cittadina di Dervil, nell`omonima baronia orientale, giungevano fino a Therion sono state costantemente assalite provocando ingenti danni economici alle casse statali. 
Gli anziani dell`ordine hanno ricevuto notizia che dietro questi continui assalti ci sia una piccolo gruppo di Troll nascosto nelle montagne vicino a alla cittadina e scelgono Aramus Folken per mettere su una spedizione col fine di distruggere la minaccia e riaprire i lucrosi commerci con quella lontana baronia. Una maga viene obbligata assieme al suo servitore personale a seguirlo e viene scelto anche un soldato della guardia cittadina per completare il gruppo.
Xavier invece medita la fuga dalla Torre.
Le avventure di questi due personaggi si dipanano in modo parallelo: gli incontri, le sconfitte, le vittorie e gli addii sono tuttavia in qualche modo alla fine legati da un minimo comun denominatore, un misterioso artefatto custodito in un antichissima costruzione nascosta sotto un altrettanto antico santuario degli stregoni proprio vicino a Dervil ed al suo gemello disperso da qualche parte vicino al grande lago Niniel.

BIG da sfidare:

domenica 28 giugno 2020

Recensione: I profeti dell'Apocalisse di Andrea Zanotti [Rating 8] - recensione a cura di Fantom Caligo





Titolo: Il Bounty Killer

Saga: I profeti dell'Apocalisse

Autore: Andrea Zanotti

Casa editrice: pubblicazione indipendente

Genere: post apocalittico

Costo: ebook 2,99 Euro, cartaceo 11,75

Rating: 8

Sinossi: 
"Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci."
Matteo 7,15
Il mondo è andato avanti. Progresso, tecnologia, finanza sono solo ricordi lontani. Idoli blasfemi, i cuoi totem sono arsi nell'immane pira scatenata dalla follia umana. Profeti e illuminati vagano per lande desolate, calamitando con le loro promesse accoliti, creduloni e disperati. La civiltà tenta di risollevare la testa, commettendo però sempre i medesimi errori, che Sadhu Futuro è ben deciso a contrastare. Otto forze inconsapevoli si fronteggiano, il cui equilibrio va mantenuto ad ogni costo. Guerra, Morte, Pestilenza e Carestia da una parte. Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza dall'altra.

Recensione:
Chi ci salverà da questo periodo infernale? Ken il Guerriero? Gli Avangers? Oppure un semplice criceto?
Nessuna delle tre risposte.
Nel Bounty Killer troveremo chi potrà salvarci, sempre se riusciremo a sopravvivere. 
Ma cominciamo con ordine.
Il genere new weird è uno tra i più rischiosi perché la probabilità di cadere nel ridicolo è grande. Unire pistoleri, guerrieri medievali, scene apocalittiche alla Mad Max, la mafia messicana con l’immancabile Nuestra Señora de la Santa Muerte, gli adoratori della tecnologia, I Tecnomanti, monaci simil buddisti che adorano un fiume infettato, i Bodishattava, senza mai scadere nel ridicolo non è da tutti. 
Ma il world building del Bounty Killer riesce in questa impresa. Vi sembrerà del tutto normale che un pistolero debba sfidare un balestriere di Hannibas, vi troverete su treni, tra tornadi, arene di gladiatori, su cavalli mentre attaccate dei motociclisti. E vi chiederete come mai il regista del Gladiatore non abbia messo delle pale eoliche nel suo film.
Ci troviamo di fronte ad una narrazione corale, in cui solo verso la fine si capisce come le storie sono interconnesse e come, in fondo, ruotino tutte intorno a Sadhu Futuro, un profeta bambino.
Il romanzo è sicuramente rivolto ad un pubblico adulto, amante delle storie complesse e imprevedibili. Nulla è scontato sino alla fine, non si riesce a capire da che parte penderà la storia. Se proprio devo essere sincero, pur essendo un altro genere, ho odorato nello stile un sapore di George R.R. Martin.
Ho trovato questa lettura molto piacevole e piena di riferimenti alla realtà moderna. Dalla fede esasperata nel tecnicismo, alle conseguenze dell’azioni umane sull’ambiente. Un romanzo ricco che fa riflettere ma che si fa leggere amabilmente.
L’ultimo punto: Zanotti non va sul leggero, l’ambientazione è dark. Libro adatto ad un pubblico poco impressionabile.
Voto:8 






Titolo: Sadhu Futuro

Saga: I profeti dell'Apocalisse

Autore: Andrea Zanotti

Costo: ebook GRATUITO, cartaceo 4,15

Sinossi:
"Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l'ho predetto." Matteo 24,11-13
Fede e Spiritualità hanno sostituito le vecchie divinità. Progresso, Tecnica, Finanza, sono icone del passato, simboli della fine di un'umanità corrotta e vuota, deità abbattute dalla loro stessa progenie satolla di delirio di onnipotenza. Il problema, ora, è solo quello di scegliere a quale profeta votare la propria esistenza... sperando di non finire distesi sulla fredda pietra di un altare sacrificale.
L'ebook contiene il prequel alla Saga "I Profeti dell'Apocalisse":
#0 Sadhu Futuro
#1 Il Bounty Killer
#2 L’ascesa di Necrostadt

Recensione:
Ormai posseduto dal Bounty Killer, mi sono letto il prequel. Molti si chiederanno: e perché lo hai letto dopo? E io ti rispondo: sei sicuro di voler entrare nella mente di uno che si chiama Fantom?
Il prequel è incentrato sulla storia di uno dei personaggi principali del Bounty Killer e spiega come sia diventato gladiatore. In questo breve racconto s’ introduce anche la figura del nostro profeta preferito: Sadhu Futuro.
È una lettura piacevole, scritta in maniera differente dal libro. La narrazione corale viene abbandonata e ci troviamo a seguire le avventure di Nero che ritroveremo, sotto altro nome, nel Bounty Killer. Il racconto ha le stesse atmosfera dark, dove vediamo come in nome di false credenze si possano commettere delle atrocità.
A mio avviso ha un livello di tensione minore del libro. Ho trovato il Bounty Killer molto più coinvolgente, forse perché amo le narrazioni corali rispetto a quelle lineari.
Voto 7.5

giovedì 25 giugno 2020

Segnalazione: L'usurpatore di Emanuele Rizzardi





Titolo: L’Usurpatore


Editore: Assobyzantion 

Genere: romanzo storico


Prezzo: Ebook 2,99, cartaceo 16,99

Sinossi:
Gli ultimi anni del ‘200 sono durissimi per il già provato Impero Bizantino, recentemente ricostituitosi a Costantinopoli, sotto la spregiudicata e agguerrita famiglia dei Paleologi. Quel che rimane delle ricche province d'Asia Minore è caduto nell’anarchia. Bande di razziatori turchi, avide di bottino e terre, saccheggiano ripetutamente le campagne, costringendo i cittadini dell’impero a tentare una disperata fuga verso la costa o ad arroccarsi dietro alle mura di antiche e solide fortezze. Nel frattempo Karman Bey, signore musulmano di Mileto, aumenta il suo potere a dismisura e raduna un esercito abbastanza grande da convincere la corte di Costantinopoli a rispondere con ogni mezzo a sua disposizione. Il sogno turco di conquistare la “regina delle città” sembra poter diventare una triste realtà. il Basileus Andronico II ripone le sue speranze nel giovane nipote Alessio Filantropeno, incaricandolo di porre definitivamente fine alla pressione nemica e conservare quanto rimasto, prima che sia troppo tardi. Alessio, euforico all'idea di mettere in mostra le proprie qualità come comandante militare, scoprirà che gli intrighi, i giochi di potere e la guerra hanno sempre un prezzo da pagare, e le sue illusioni giovanili andranno incontro ad una realtà amara.


martedì 23 giugno 2020

Recensione: Il dio delle anime di Alan Campbell





SINOSSI:
Le porte dell'Inferno sono state aperte e un esercito di creature spaventose, guidate dal perfido Menoa, ha distrutto la città sospesa di Deepgate. Quando anche Coreollis cade sotto i colpi delle inarrestabili armate del Signore del Labirinto, l'esito della guerra tra gli dei di Sabbiemorte sembra ormai segnato. Eppure l'ex assassina Rachel Hael è decisa a tentare tutto il possibile per rovesciare le sorti del conflitto e per questo coinvolge la maga Mina Greene e il dio Hasp in una missione disperata: raggiungere il dio degli orologi nella sua roccaforte e, col suo aiuto, convincere le forze del Paradiso a combattere al loro fianco. Tuttavia Rachel si ritroverà ben presto a doversi difendere non soltanto dai dodici arconiti di Menoa - enormi automi che le stanno dando la caccia -, ma persino dallo stesso Hasp, in cui è stato impiantato un parassita che lo obbliga a obbedire agli ordini del nemico. Schiacciata dal sospetto e dalla diffidenza, Rachel teme che sia giunto per lei il momento dell'estremo sacrificio, nella speranza che il gigante John Anchor riesca a trascinare la nave di Cospinol, il dio della nebbia, proprio là dove Menoa si sente più al sicuro: nell'abisso dell'Inferno...


RECENSIONE:
Oggi vi presento il volume conclusivo della trilogia Codice Deepgate (Il Raccoglitore di anime, Il dio delle nebbie) di Alan Campbell, Il Dio delle Anime, edito da Nord Editrice e Tea, una decina di anni fa. 
Si tratta di un'opera che mischia dark fantasy, new weird, steampunk e bangsian fantasy. Per chi non sapesse che diavolo sia il bangsian fantasy, e io ero fra questi fin quando ho scoperto che il genere che adoro scrivere aveva già una definizione ed era proprio questa, è una scuola di scrittura del fantasy contemporaneo che ambienta la trama della storia, del tutto o in parte, dopo la fine della vita.
Ok, scusate la divagazione che serve unicamente per dare una prima e rapida scrematura a favore degli amanti del fantasy classico e non far perdere loro ulteriore tempo. 
L’opera di Campbell in effetti non è stata accolta con grande favore, a giudicare dalle poche recensioni ricevute e dai tono non certo entusiasti. Un vero peccato a mio avviso. Si tratta indubbiamente di un’opera originale e a mio avviso una trilogia che nel complesso risulta grandemente sottovalutata. Io ho amato questi bei tomi corposi, ricchi di eventi bizzarri e di personaggi decisamente sopra le righe, fossero essi semi dei dai fragili corpi di vetro che colossali giganti dalla forza tale da poter trascinare con una fune vascelli volanti in giro per il mondo. 
Una trilogia che migliora di episodio in episodio e in questo capitolo arriva ad affrontare l’affascinante scenario delle realtà parallele su base temporale, presentandoci il Dio degli Orologi. Una gestione che a me è piaciuta parecchio nonostante la caoticità degli eventi, sicuramente voluta e implementata appositamente per poter meglio rappresentare l’intrecciarsi furioso e imprevedibile delle diverse linee temporali. 
Forse Campbell non presenta una prosa capace di lasciare il segno, ma di certo in fatto di fantasia e originalità non ha da render omaggio a nessuno. A voler poi dare un’occhiata alla costruzione del mondo/inferno imbastito dall’autore si nota la preparazione esoterico/alchemica dello stesso, almeno negli elementi base che mi sono familiari e che sono riuscito a cogliere. 
In giro i pregevoli volumi Nord si trovano a prezzo stracciato, io vi consiglio vivamente di dargli un’occasione. Io ringrazio ancora l’amico che una dozzina di anni fa mi regalò il primo. All’epoca non ero ancora pronto per il new weird, ma a posteriori non posso che ringraziarlo per l’ottimo regalo!
   

venerdì 12 giugno 2020

Recensione: Notturno di Pietro Rotelli [Rating 8] - recensione a cura di Hagar Lane





Titolo: Notturno


Casa editrice: Lettere Animate

Genere: Fantasy

Costo: ebook 3 Euro, cartaceo 8,60

Rating: 8

Sinossi: 
Il giovane David, dopo aver sorpreso Sentimento nella sua stanza, viene catapultato nel mondo Dilà alla ricerca di Ragione, una fata che è stata catturata dal malvagio reggente. Dovrà unirsi a una banda di scalcinati ribelli per salvarla e sconfiggere il Re Tenebra.

Recensione:
Notturno, scritto da Pietro Rotelli e pubblicato da Lettere Animate, è un bel fantasy. 
La scrittura è semplice, fresca e ricca di fantasia, tanto nella scelta dei personaggi – a cominciare dai nomi – quanto nelle vicende che si susseguono nel romanzo. 
Pietro Rotelli è anche un eccellente grafico, pertanto crea da sé le copertine dei romanzi che scrive. Non sono convintissima che la copertina di Notturno sia azzeccata, per quanto sia molto bella, perché il romanzo è talmente frizzante e dona talmente tanti sorrisi che, forse, avrei preferito una copertina più allegra e meno evocante l’emozione della paura, per così dire.
Mi è piaciuto il linguaggio giovane, moderno e ritmato della voce narrante, ma non la stessa quando nei primissimi capitoli sminuisce i fatti strani che accado nella stanza di David. Mi riferisco, nello specifico, al primo incontro tra il giovane protagonista, David, e Sentimento, il ragnometto alla disperata ricerca di Ragione. Avrei preferito anche che David avesse mostrato un coinvolgimento emotivo maggiore nei confronti di quanto accade, anche perché rischia la vita ogni tre per due. Così non appare talvolta. 
Gli aspetti che non mi hanno entusiasmato tantissimo della voce narrante e di David sono, però, compensati così bene dai personaggi fantastici – credibili e godibilissimi dall’inizio alla fine – che alla fine dico che Notturno è uno di quei libri che non si mollano, ma si leggono fino in fondo.    
Il passaggio dalla realtà al mondo fantastico, chiamato Dilà in Notturno, ricorda tanto Alice nel Paese delle Meraviglie, ma lo considero un peccato veniale poiché, una volta varcata la porta del mondo fantastico, Notturno è un romanzo di un’originalità straordinaria, dove niente rimanda più ad Alice nel Paese delle Meraviglie, neanche lontanamente.
La storia è appassionante, i personaggi fantastici sono uno più simpatico e originale dell’altro, le avventure di ogni capitolo e la storia nel suo complesso sono belle e incalzanti, quindi il romanzo è promosso a pieni voti, per me.
Voto: 8 

domenica 7 giugno 2020

Recensione: Avatar अवतार Indian Science Fiction - Fantascienza Indiana di AA. VV. [Rating 7,5] - recensione a cura di Andrea Zanotti





Titolo: Avatar - Fantascienza Indiana

Autore: AA. VV.

Casa editrice: Future Fiction

Genere: Fantascienza

Costo: ebook 3,99 Euro, cartaceo 15,2

Rating: 7,5

Sinossi: 
India, futuro prossimo: questi nove racconti, come fili protesi verso il domani, esplorano il variegato arazzo della narrativa di speculazione indiana, toccando temi come l’avvento della biopolitica, i collegamenti tra i nuovi (social) media e il linguaggio, l’ascesa inesorabile di Big Data e algoritmi, la diffusione delle stampanti 3D, il riscorso sempre maggiore a protesi e potenziamento umano, senza tralasciare i rischi connessi all’uso delle biotecnologie e della sorveglianza informatica, per finire con i dilemmi filosofici posti all’immortalità dalla presenza degli avatar virtuali e l’emergenza climatica nell’era dell’Antropocene.Per provare a comprendere le questioni più impellenti dei nostri tempi dobbiamo rivolgere lo sguardo al futuro.

Recensione:
Attratto da una cover che ritengo eccezionale, per quanto poi non abbia riscontri effettivi nei racconti presenti nell’antologia, mi sono approcciato con grandi aspettative a questo libro edito da Future Fiction. Cercavo effettivamente qualcosa di diverso, e posso confermare sin da ora di non aver sbagliato mira. 
I racconti, fedeli a quanto riportato in sinossi, trattano tutti gli argomenti di maggior interesse per la nostra epoca e lo fanno in modo decisamente originale. 
Come saprete non amo molto i racconti, preferendo avere il tempo di approfondire temi, luoghi e personaggi, grazie ai maggiori spazi offerti da un romanzo, e anche in questo caso non posso che ammettere che avrei gradito fosse stato concessa maggior libertà agli autori. In alcuni casi i finali mi sono parsi “tagliati con l’accetta”, decisamente. In linea di massima però ho trovato ogni racconto capace di affrontare e trasmettere le emozioni dell’autore di turno in merito alle tematiche affrontate in modo accurato e originale. 
Amo la fantascienza speculativa e in questo caso l’origine “esotica” degli scrittori non fa che impreziosire i già affascinanti campi d’indagine. Permea chiara fra le righe dei racconti la diversa spiritualità del paese d’origine degli autori e viene trattata con grande naturalezza, non come spesso accade imbattendoci in qualche autore occidentale che scimmiotta più che altro una cultura spirituale ben diversa e difficile da reinterpretare quando non ci si è calati dentro. 
Una casa editrice, la Future Fiction, che non conoscevo e che non abbiamo ancora mai trattato sul blog, quindi andiamo ad analizzare anche il prodotto libro oltre al contenuto. Della cover abbiamo già detto, io personalmente la trovo spettacolare, la commistione dei mandala sacri, dell'anziano sadhu in arancio e delle nuove tecnologie non può che far galoppare la fantasia. Molto bella. Il libro in se è curatissimo, editing e impaginazione ben fatti, testo originale in inglese per chi vuole andare direttamente alla fonte, anche se devo dire che i traduttori a mio avviso hanno fatto un ottimo lavoro. Nulla da eccepire quindi. Vi consiglio peraltro di dare un'occhiata approfondita al catalogo della casa editrice perché offre degli spunti veramente interessantissimi, gli Dei soli sanno perché io non l'abbia mai incontrata prima...
Per concludere quindi, la possibilità di indagare temi assolutamente centrali per lo sviluppo di un’umanità che a mio avviso sta percorrendo una strada tutt’altro che corretta, con il valore aggiunto di una spiritualità lontana e dalle tradizioni affascinanti, rendono quest’opera assolutamente degna di essere letta e goduta.


venerdì 5 giugno 2020

Recensione: La storia del Necronomicon di Sebastiano Fusco





SINOSSI:
La storia e la cronologia del Necronomicon, libro maledetto e mai esistito, che è riuscito a condizionare in maniera sconcertante l'esoterismo contemporaneo. S. Fusco, probabilmente il più noto e rigoroso esperto di Lovecraft in Italia, ne segue le tracce nell'epistolario e nella narrativa di Lovecraft stesso, esplorando anche le sue conoscenze magiche, parte meno nota della sterminata cultura lovecraftiana. Il testo svela frammenti di un sapere esoterico dimenticato e raccoglie in un'autentica Biblioteca di Babele tutti i testi mitici, autentici e apocrifi correlati. Contiene le famose illustrazioni sul Necronomicon di Lovecraft.


RECENSIONE:
Testo particolare quello di oggi, si tratta infatti del saggio Storia del Necronomicon a cura di Sebastiano Fusco. 
Per chi non conoscesse l’autore, non posso che definirlo come un Dotto, esperto di tradizioni iniziatiche, nonché grande conoscitore e appassionato di Lovecraft. Il risultato di questo connubio di influenze ha partorito questo ottimo testo, capace di svelare un bel po’ di chicche sulla vita e le opere del solitario di Providence. 
Lo sapevate ad esempio che la sua passione per la scrittura non si esauriva soltanto nelle sue opere letterarie, ma comprendeva qualcosa come 100.000 lettere? Esatto, molta parte di questa corrispondenza era tenuta con altri grandi autori suoi contemporanei, fra i quali niente meno che i suoi amici Clark Ashton Smith e Robert E. Howard, ma anche molti giovini aspiranti autori ai quali Lovecraft dispensava consigli e aiuti. 
Molte di queste missive ci vendono presentate integralmente da Fusco, presentandoci un aspetto del solitario che forse non ci aspettavamo. 


Ma l’opera di Fusco non si limita certo a questo. Ci presenta in modo, come nel suo stile, approfondito ma sempre di piacevole lettura, origini, bizze ed evoluzioni dell’opera dell’Arabo Pazzo Abdul Alhazred. Il Necronomico, un’opera che non esiste, ma che si ostina a infettare le menti di una moltitudine di persone che non si rassegna al fatto che sia solo frutto dell’immaginazione di Lovecraft. E come spesso accade quando l’unione delle menti e dei desideri di molti si fondono, l’opera inizia a prendere forma e consistenza reali, trovando posto negli archivi di qualche biblioteca, o sugli scaffali di qualche polverosa libreria di paesini sperduti, quando non nei cataloghi di qualche casa d’aste di fama internazionale. 
Insomma, scoprirete un sacco di aneddoti divertenti, ma avrete modo anche di approfondire la cosmogonia di Lovecraft e potrete godere degli svariati collegamenti che Fusco, dall’alto della sua preparazione, fa ai diversi testi iniziatici realmente esistenti e dei quali l’autore di Providence non poteva essere all’oscuro, per quanto li ritenesse per lo più materia utile solo per finire ad arricchire i suoi racconti del fantastico. O almeno questo è quanto afferma. 
Ammetto che mi sarei atteso qualcosa di più su questo versante, ma il saggio è maggiormente impostato alla ricostruzione dell’inquietante desiderio dei Necronomicon di manifestarsi, piuttosto che all’offrirci qualche azzardata teoria sui suoi possibili contenuti. 


Ad ogni modo quello che più ha stuzzicato la mia curiosità è la potenza dell’influenza che gli scritti di Lovecraft hanno avuto sugli autori del fantastico, perché per quanto il Necronomicon e il suo pantheon di divinità siano stati agli inizi citati dai compari dell’autore in pieno accordo, tanto che a sua volta lui ha citato testi e divinità dei colleghi in alcuni racconti, la fascinazione è tale che ancor oggi un gran numero di scrittori si rifanno al suo immaginario, così come molte serie tv e film. 
Credo sia un risultato non indifferente e che contenga buona parte di quella Magia che non riusciamo a spiegarci in alcun modo. 



domenica 31 maggio 2020

Recensione: Il fulcro dell'universo di Maria Carla Mantovani [Rating 7] - recensione a cura di Andrea Zanotti



Titolo: Il fulcro dell'Universo

Autore: Maria Carla Mantovani

Casa editrice: pubblicazione indipendente

Genere: Fantascienza

Costo: ebook 0,99 Euro, cartaceo 12

Rating: 7

Sinossi: 
Dopo anni di esplorazione dello spazio, il genere umano ha finalmente trovato una potente sorgente di energia nel Fulcrum, un minerale originario di Plutone, che ha consentito il viaggio intergalattico e ha portato gli umani sul pianeta Areva, il cui popolo di alieni antropomorfi è stato messo in ginocchio dall’abuso dell’intelligenza artificiale.
L’assemblea della Terra è diretta dal Presidente Bianchi, un individuo ambiguo e corrotto; a lui si oppone l’ordine di stampo militare e monastico degli Zhi, addetti al controllo della tecnologia e alla vigilanza delle questioni bioetiche, guidati dal Superiore Nath. 
Il conflitto si fa aperto quando Bianchi decide di far arrestare Nath, dando origine a una serie di rappresaglie reciproche che porteranno la guerra a divampare nell’intero universo conosciuto e tra i popoli che lo abitano.
L’adepta Edith Dasher, guardia del corpo e legata al Presidente, e l’irreprensibile Zhi Conrad Logan si ritroveranno in fazioni opposte, in una lotta sempre più sanguinosa dove nulla è come sembra.

Recensione: 
Era un po’ che non mi dedicavo alla fantascienza e devo ammettere che non sono molti gli autori indie che affrontino questo genere nella mia biblioteca personale. Mi sono accostato quindi con grande piacere al romanzo Il fulcro dell'universo di Maria Carla Mantovani. 
Inizio subito con il togliere di mezzo gli aspetti che spesso bloccano i lettori dall’acquistare romanzi autoprodotti. L’autrice mostra grande cura formale, con refusi tendenti allo zero, cosa che non può che farci piacere e che dovrebbe far vergognare alcuni lavori delle case editrici anche medio grandi. Detto questo passiamo al contenuto del lavoro della Mantovani, essendo quello che maggiormente ci preme una volta garantiti i requisiti base, anche se non scontati, di pulizia del testo.  
Il romanzo scorre veloce e piacevole, inanellando una serie di colpi di scena che ritengo siano ben costruiti e quasi mai prevedibili, di certo mai scontati. 
Si nota la cura a tal proposito da parte dell’autrice nella predisposizione e pianificazione del tutto, con una storia i cui intrecci appaiono nel complesso articolati in giusta misura, camuffando le reali intenzioni dei protagonisti in un gioco di potere che pur riguardando una ristretta cerchia di personaggi riesce a coinvolgere e stupire.
Qualche appunto sulla trama nella prima metà della vicenda, con alcuni comportamenti dei protagonisti che non appaiono del tutto credibili. Alcuni aspetti vengono affrontati con eccessiva leggerezza, almeno a mio modo di vedere, sempre che il testo non sia rivolto a un pubblico molto giovane e privo della malizia per mettere in dubbio alcune incongruenze. 
Nulla di trascendentale, intendiamoci, ma che non posso non notare. 
Non entro nello specifico per non incappare in qualche spoiler, ma sono disponibilissimo a parlarne con l’autrice se lo riterrà opportuno. 
Ad ogni modo la seconda metà del romanzo, quando l’azione e i tamburi di guerra suonano il loro canto di morte, la vicenda aumenta decisamente di tono e la Mantovani regala il meglio di sé. 
Non pochi gli spunti di riflessione che si possono ottenere dalla lettura del romanzo. Dall’approccio etico alla tecnologia, alla valutazione dei rischi ad essa connessi, dai giochi di potere e dalle leve che muovono la razza umana e i rapporti con altre “specie”. 
Una cosa che non mi ha convinto è la forza dell’amore, che certamente rimane una leva importante, ma a mio avviso spesso fa muovere alcuni dei personaggi come fossero degli adolescenti in preda ai marosi dei sentimenti, portandoli a compiere scelte difficilmente difendibili per degli adulti dotati di medio raziocinio.  
Ad ogni modo un romanzo gradevole che mi sento di consigliare in quanto l’autrice scrive molto bene e la sua prosa accompagna una vicenda corale di tutto rispetto. 
Voto 7 con ampi margini di miglioramento. Autrice da tenere d'occhio anche per il futuro.

giovedì 28 maggio 2020

Disfida nr. 116: Gravastar di Pietro Motta VS Dan Simmons




Titolo opera: Gravastar

Autore: Pietro Motta

Formato: ebook

Genere: Fantascienza

Prezzo: 0.99 Euro

Gravastar è una piccola raccolta di brevi racconti inediti di genere fantascientifico (39 pagine). Robot, Loop temporali, Alieni, Guerre nucleari, e molto altro, sono alcuni degli argomenti trattati al suo interno. Ogni racconto è autoconclusivo ma molte storie sono direttamente collegate tra loro e fanno parte di un unico continuum temporale alternativo. La Gravastar è una stella nera vuota, colma di energia oscura o energia del vuoto. Un incontro con una Gravastar può essere molto pericoloso e inquietante. Siete pronti a un viaggio spaziale alla scoperta dell'ignoto?

Note/commenti/finalità dell'Autore: 
Con questa raccolta il mio scopo è quello di presentare il mio modo di scrivere alle persone e ottenerne un feedback. Vorrei capire dove vado bene e dove posso migliorare, ma soprattutto se quello che scrivo può essere trovato interessante o forse è meglio cambiare frequenza.

BIG da sfidare: 
Non son degno, ma se proprio devo sfidare qualcuno, voglio sfidare il mio autore preferito con il libro che mi ha colpito di più finora: Hyperion di Dan Simmons



domenica 24 maggio 2020

Recensione: Titolo: Come nascono gli eroi di Gianluca Turconi [Rating 9,5] - recensione a cura di Hagar Lane




Titolo: Come nascono gli eroi

Autore: Gianluca Turconi

Casa editrice: pubblicazione indipendente

Genere: Fantascienza

Costo: Gratuito

Rating: 9

Sinossi: 
Nel futuro prossimo, a San Pietroburgo, durante la Seconda Guerra Patriottica tra Unionisti e Secessionisti, Pierre, insieme al gruppo di bambini che protegge, è costretto a vivere rintanato nei sotterranei della città per sfuggire al nemico, umano e non.
Deciso ad abbandonare la zona per sopravvivere, finirà con l'avere un incontro del tutto inaspettato.
Chi è veramente Pierre e perché si nasconde tanto dagli Unionisti quanto dai Secessionisti?

Recensione:
Ho scoperto per caso nel web lo scrittore Gianluca Turconi e il suo sito Letture Fantastiche.
È uno scrittore che ha pubblicato molti libri, una penna decisamente matura, di quelle che meritano il titolo di “scrittore” senza se e senza ma. 
Ho voluto saggiare la sua scrittura leggendo uno dei racconti che Turconi ha messo nel suo sito a disposizione di tutti, gratuitamente. Fra i tanti ho scelto “Come nascono gli eroi”. 
La mia scelta è stata secca e determinata, perché il titolo del racconto contiene in sé una domanda che accompagna le ricerche dell’uomo da sempre, sin da quando Dei ed Eroi davano vita a quei miti (greci) che stanno alla base della nostra cultura occidentale (greco-latina).
“Come nascono gli eroi” è un racconto di 17 pagine dove Turconi è riuscito a concentrare tutto quanto dev’essere concentrato nella scrittura. 
Diciassette pagine dense di significato, poggiate su tre ambientazioni sceniche complete di tutto, descritte puntando su particolari che da soli bastano a catapultare il lettore in un mondo reale e futuristico insieme (fantascienza). 
Dialoghi fatti di parole “normali”, ma scelte con la sapienza di chi sa che la distinzione tra un personaggio e l’altro si addensa nelle sfumature del linguaggio, e sono quelle che devono farci, da sole e con poche battute, distinguere un bambino da un militare, ma anche tutte le emozioni che sottendono il dichiarato. Ed è così che fa Turconi. 
In ogni frase dei dialoghi concentra tutto quanto non serve più che venga aggiunto al contorno. Le emozioni e le personalità dei protagonisti arrivano tutte, nitide e potenti al lettore. Mi è arrivato tutto il coraggio di Mikkeli, la paura di Pierre, la rabbia di Jurij, la saggezza e bontà di Marika, ma anche la lenta e inesorabile presa di coscienza che accompagna Pierre lungo tutto il racconto. 
“Come nascono gli eroi” è un racconto di fantascienza dove lo scontro è tra l’uomo e se stesso, prima ancora che tra gli umani e i biobot. 
I biobot sono robot composti di parti meccaniche, elettroniche, ma anche umane: gli uomini che smembrano e dai quali prendono i “pezzi di ricambio” che necessitano. Sono creature nate da reti neurali impiantate in loro dall’uomo, e che nel tempo sviluppano una piena autonomia dai propri creatori. Così avviene, in fondo, per tutti i figli nei confronti dei propri genitori, pertanto non c’è tanto da stupirsi se un giorno ciò che descrive Turconi avvenisse realmente. 
Così, anche i biobot diventano, nel tempo, creatori essi stessi di altri biobot, ma molto più avanzati di loro. 
A quel punto il legame con gli antichi padri, gli uomini, si rompe, e questo è il rischio concreto al quale l’umanità va incontro nel momento in cui crea delle intelligenze artificiali su base rete neurale avanzatissima, perché i meccanismi di autoapprendimento sono infinitamente più rapidi in una rete neurale (artificiale) rispetto a quanto avviene nel cervello umano. 
Ciò che non si sta, forse, tenendo in debita considerazione, è che una rete neurale è molto più vicina al concetto di “mente” che non a quello di “cervello”, con la conseguenza che potrebbe sviluppare nel tempo la cosiddetta “coscienza”, creatrice per sua stessa natura e della quale ancora i neuroscienziati sanno poco o nulla. 
Il tema trattato da Turconi è quindi, al tempo stesso, affascinante e reale (ci riguarderà tutti da vicino e in un futuro non molto lontano), più di quanto si possa immaginare. Per me, personalmente, è il tema più interessante dell’intera letteratura fantascientifica.
Lo stile di Turconi è potente, delizioso e intriso di significati, ad ogni passo. Oserei dire che è il tipo di scrittura che amo maggiormente: leggi una storia che scorre come l’olio, ma ogni frase che la compone è densa di significato, e puoi soffermarti, se vuoi, a riflettere ad ogni passo. Rileggi il testo la seconda volta, con l’occhio critico di chi si accinge a scriverne una recensione, e arrivi alla conclusione che la scrittura di Turconi è quel tipo di scrittura che non lascia niente al caso, dove ogni parola è studiata e messa al posto giusto dove l’ha messa.
Non vi dirò come nascono gli eroi, che è una domanda alla quale si possono dare molte risposte. Turconi ci da la sua e io vi invito a leggere il suo racconto per scoprirla da voi. 
Scrivo, invece, due battute di un dialogo del racconto, che da sole mostrano, per me, cosa aspettarci dal racconto di Turconi, ma anche lo spessore dell’autore:
    • Quindi la nostra esistenza non ha scopo?
    • Avrà quello che deciderete di dargli.
Un racconto che contiene al suo interno, perfettamente delineati, sei personaggi umani e un biobot, tre differenti ambientazioni sceniche, una trama complessa e perfettamente intrecciata e dipanata lungo il racconto, spessore psicologico dei protagonisti ben evidente e, non ultimo, due riflessioni di grande portata.
La prima è con riferimento al titolo del racconto, mostrando con la storia stessa come può anche nascere un eroe.
La seconda è con riferimento al progetto nel quale, noi umani, ci siamo imbarcati da tempo: l’utilizzo di reti neurali sempre più sofisticate e potenti per la creazione di nuove forme viventi nel pianeta (robot), che siano simili all’uomo, ma infinitamente più potenti di noi. Forme viventi che pensiamo di poter addomesticare come cagnolini e/o usare come schiavi senza il minimo problema, per far svolgere loro tutte le mansioni manuali possibili e immaginabili, ma anche da usare per la creazione di opere artistiche innovative e perfette (quadri, libri, sculture…), e per fare lavori mentali d’ogni tipo (consulenza, calcoli computazionali complessi e qualsiasi altro lavoro che oggi svolge l’uomo). 
Questo è già realtà in parte, e sempre più lo sta diventando in paesi come il Giappone e altri ancora. Ma queste nuove creature potrebbero svelarci nel tempo delle sorprese, e non è detto che siano tutte piacevoli per gli uomini.
Chiudo con la frase detta dal sergente Stejskal a tal riguardo, quando Jurij afferma che “i biobot non passano inosservati”. Il sergente lo squadra dalla testa ai piedi e gli risponde: “Ragazzino, i biobot posseggono centinaia di modi diversi per stupirti. E nessuno di essi ti piacerebbe”.
Gianluca Turconi è uno scrittore tutto da scoprire, di questo ne sono certa, e il mio voto al suo racconto è: 9.

giovedì 21 maggio 2020

Recensione: Solaris di Stanislaw Lem





SINOSSI:

"Solaris" è il capolavoro della fantascienza filosofica. Siamo nel lembo più estremo dell'universo esplorato dal genere umano. Un astronauta, dalla Terra, approda nella stazione spaziale che gira intorno al pianeta Solaris. Qui trova un'atmosfera di mistero e sospetto: nessuno lo accoglie, i pochi ospiti della astronave sembrano angosciati e sopraffatti, c'è un morto recente a cui si allude con circospezione ma senza sorpresa, gli oggetti subiscono strane deformazioni, si avvertono presenze. Solaris è noto agli umani come il grande pianeta "vivente". Appare in forma di vasto oceano e avrebbe dovuto conflagrare se la sua orbita avesse seguito le leggi della fisica. Ma è come dotato di capacità cosciente di reazione e questa capacità sembra legata alle apparizioni di fantasmi, proiezioni viventi di incubi, sogni e fantasie. L'astronauta è costretto a interrogarsi, mentre lo contagia la stessa angoscia che domina in tutto l'ambiente. Un'avventura avvincente e carica di attesa e mistero. Ma si potrebbe dire anche un'avventura epistemologica, nel senso che presenta alla lente della riflessione un numero enorme di quesiti che abitano i rami della filosofia. Fra essi, il più suggestivo sembra essere il tema dell'Identità, del Soggetto, dell'Io. Non esiste l'Io unico e identico a se stesso.



RECENSIONE:

Dice tutto la sinossi, credo ci sia veramente poco da aggiungere.
Solaris è un romanzo profondo, ricco di suggestioni e spunti di riflessione. Fantascienza filosofica pura e semplice. Eccovi avvisati quindi. 
Chi cercasse qualcosa di diverso ne sarà profondamente deluso. 
Niente avventure ed esplorazioni di mondi sconosciuti e ricchi di patos. Certo il fascino dell’ignoto ci colpisce sin da subito in modo tangibile, con l’approdo del protagonista nella nave spaziale e gli strani eventi che lo accolgono, ma questo viene presto sostituito da qualcosa di più profondo. 
Il focus si sposta sull’oceano alieno dotato di caratteristiche inconoscibili, di apparente indifferenza verso gli umani che tanti sforzi impiegano nel comprenderlo. Eppure tale indifferenza può essere solo frutto della limitatezza dei nostri sensi e questo fa compiere al romanzo una nuova svolta. 
L’analisi si sposta dall’oceano esterno al mondo interiore del protagonista, in una scoperta dei limiti che corre su binari paralleli e di indubbio fascino. 
Il mondo interiore è altrettanto vasto e inconoscibile di quello esteriore, e forse, merita altrettanta attenzione. 
Devo dire che Solaris mi è piaciuto molto, mi ha affascinato la trattazione dell’oceano/divinità e credo sia un’ottima fonte di spunti per i miei scritti futuri. 
Un romanzo che rispetta la sinossi, per cui credo che se affrontato con lo spirito giusto, possa risultare veramente un lavoro da non perdere per ogni possibile lettore.