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domenica 29 dicembre 2019

Recensione: Crota di Owl Goingback [Rating 7] - recensione a cura di Andrea Zanotti


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Titolo: Crota

Autore: Owl Goingback


Genere: Horror

Prezzo: ebook 3,50 euro, cartaceo 21,95

Rating: 7

Sinossi: 
In una cittadina del Missouri gli abitanti, americani e nativi americani, avranno a che fare con un demone preistorico risvegliatosi dopo un terremoto, uno spietato avatar dell'oscurità dotato di poteri sovrannaturali, una creatura legata alla mitologia dei nativi americani che l'autore, parte del popolo dei Choctaw-Cherokee, conosce assai bene e di prima mano. Il mostro, che somiglia a un enorme orso con la pelle da rettile, è affamato e terrorizzerà la piccola città, tramite brutali assassini e mutilazioni, prima di animali da bestiame, e poi di esseri umani. I proiettili non possono certo fermare un demone, servirà qualcosa di più, come la magia, per evitare la strage. Lo sceriffo della cittadina, Skip Harding, per combattere la creatura avrà dunque bisogno dell'aiuto di un nativo americano, Jay Little Hawk, e delle antiche conoscenze e abilità di un vecchio sciamano. L'autore, che ci consente di avvicinarsi alla mitologia e magia dei nativi americani, tramite una preziosa esperienza diretta, non risparmia scene brutali e gore delle gesta del demone, l'oscuro protagonista di questo romanzo.

Recensione:
Un libro che ho a lungo atteso. Il fascino della mitologia dei nativi americani narrato da un discendente diretto del fiero popolo Choctaw-Cherokee, unito al fatto che scriva horror e dark-fantasy, mi ha condotto senza possibilità di scampo alla pregevole edizione imbandita da Indipendent Legions. 
Che dire, la cover è a dir poco spettacolare, ma non siamo qui per parlare di copertine, perché come ben sappiamo un romanzo va giudicato dal suo contenuto e non dagli orpelli che ne fanno da superfluo contorno, o almeno questo è il mio pensiero. 
E allora, cosa posso dirvi?
Siamo in ambito horror, per cui risento sempre di un mio problema soggettivo. 
Quando i mostri escono allo scoperto tendo a liberarmi dalla fascinazione del genere. A questo punto potrei tagliare Crota in due metà precise con un'accetta, e recensire due distinte opere. 
La prima parte mi è piaciuta davvero tanto. Finché aleggiava il mistero e la bestia si teneva nell’ombra, Owl Goingback è stato realmente capace di entusiasmarmi, facendomi correre qualche brivido giù per la spina dorsale e facendomi controllare due o tre volte la stanza prima di entrarci, dopo aver acceso bene tutte le luci e annusato l’aria. 
La seconda metà invece l’ho trovata meno ispirata, nonostante i passi che coinvolgono Jay Little Hawk e l’anziano sciamano chiamato per soccorrerlo siano molto evocativi, andando a pescare nel campo delle tradizioni mistiche dei nativi. 
Il fatto che il mostro si sia esposto, uscendo dal buio con tanto di criniera e bava alla bocca, gli ha fatto perdere parte del carisma. Come anticipato sto parlando di gusti personali, perché la storia scorre via lineare e piacevole senza intoppi. Forse lo scontro finale è stato liquidato con un po’ troppa superficialità, ma si tratta di un romanzo agile, che non cerca inutili approfondimenti o descrizioni epiche tali da appesantirne il ritmo.  
Personaggi azzeccati, dialoghi fluidi e cura certosina nell’editing, fanno di Crota un romanzo che mi sento assolutamente di consigliare. 
Un’ultima considerazione però mi sento di farla, visto che noi ci occupiamo fondamentalmente di autori indipendenti nostrani. Siamo proprio sicuri che non ci siano penne italiche capaci di sfornare romanzi altrettanto ben riusciti? Ai lettori l’ardua sentenza.
Voto 7.

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