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mercoledì 6 novembre 2019

Recensione: Paradisi perduti di Ursula K. Le Guin


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SINOSSI:
Sono passati centoventi anni dalla partenza dalla Terra, e ne mancano ancora più di quaranta all'arrivo a Nuova Terra, il pianeta che, si spera, potrà ospitare la prima colonia umana fuori dal sistema solare. L'astronave è gigantesca. La vita a bordo delle migliaia di esseri umani è perfettamente programmata, per conservare l'equilibrio sociale, biologico, ecologico, genetico. Ma ora, alla quinta generazione nata in viaggio, sta accadendo qualcosa di imprevisto: molti semplicemente non vogliono arrivare a destinazione. La vita sull'astronave è perfetta, perché lasciarla per un futuro incerto su un ignota palla di polvere? Ma il conflitto tra chi vuole portare a termine la missione e chi vuole continuare il viaggio all'infinito non è l'unica cosa che mette in crisi la missione. I navigatori della nave sono a conoscenza di un segreto che potrebbe far precipitare gli eventi con risultati imprevedibili.


RECENSIONE:
Oggi ci diamo alla fantascienza con un’autrice di fama internazionale: Ursula K. Le Guin e il suo Paradisi Perduti. 
Nulla da dire, la La Guin scrive bene ed è capace di tenerci incollati alle pagine anche per i primi due terzi dell’opera che si avvicina più a un saggio sociologico più che a un romanzo vero e proprio. 
La vicenda per ogni buon studioso delle abitudini e attitudini umane rimane comunque interessante. Tutto questo rimuginare, ben inteso, facendo trapelare le informazioni attraverso i comportamenti dei protagonisti, senza mai perdersi in sermoni descrittivi e prolissi, è volto a edificare un bel finale. 
Si tratta di scontri di visioni molto affascinanti e capaci di far riflettere ognuno di noi. Sfido chiunque, giunto a conclusione di questo romanzo breve, andiamo poco oltre le 100 paginette, a non avere il dubbio amletico su che via avrebbe intrapreso se si fosse trovato nei panni degli abitanti della Discovery. 
Un bel risultato per l’autrice che si mantiene giustamente neutrale, sottolineando i pro e i contro dello scontro scienza/religione, fanatismo/razionalità, sicurezza/scoperta, fede cieca/sfrontatezza e rischio. 
Un’astronave divenuta mondo chiuso e perfettamente strutturato. 4.000 anime, controllo delle nascite, organizzazione perfetta di tutti gli aspetti, nulla manca a nessuno. Oramai neppure il senso della libertà che può dare il passeggiare su un prato senza scorgere l’orizzonte, visto che le generazioni successive a quella imbarcatasi lasciando la terra, sono nate sulla nave e solo quella realtà conoscono. 
C’è da riflettere, e non poco. 
Un testo denso, capace di fornire più spunti di quanti ci si possa attendere da un volumetto dall’aspetto così sottile. 
Consigliato.


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