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domenica 6 ottobre 2019

Recensione: REBOOT 8092 di Daniele Salvato e Andrea Formichini [Rating 7,5]


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Titolo: Reboot 8092

Autore: Daniele Salvato e Andrea Formichini

Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: fantascienza

Prezzo: ebook 1,99 euro - cartaceo 11 euro

Sinossi:
REBOOT 8092 è un viaggio negli abissi della coscienza, una odissea attraverso le immense distanze dello spazio-tempo. 
Un’audace esplorazione nel buio e freddo universo, in un percorso fatto di ostacoli, scoperte, suggestioni e conflitti interiori. 
Chi ci parla è una sonda automatica di cui non sappiamo il nome, lanciata nelle profondità interstellari da una civiltà sconosciuta alla ricerca della conoscenza. 
E’ sola, distante da casa 4.000 anni luce, e in lotta per la sopravvivenza da 10 milioni di anni.

Recensione:

Oggi vi presento un testo del tutto particolare. Si tratta di un romanzo breve di fantascienza, anche se si rivelerà qualcosa di più simile a un’introspezione ambientata nel cosmo, con tanto di pianeti, soli e stelle a far da palcoscenico alla nostra unica protagonista: una sonda spaziale. 
Il romanzo di Daniele Salvato e  e Andrea Formichini si intitola REBOOT 8092, e il titolo stesso ci indica il numero delle volte che la nostra sonda riavvierà i propri sistemi dopo gli spegnimenti necessari a farla avanzare nello spazio (e nel tempo).
Che dire, si tratta sicuramente di qualcosa di originale, almeno per il sottoscritto. L’idea di fondo e la trasposizione fattane dall’autore mi hanno molto colpito. Un’ottima pianificazione e un’altrettanto ottima resa. Non era facile dato il monologo introspettivo cui intendeva dar vita. Anche la lunghezza è stata accuratamente gestita, limitando il tutto a un romanzo breve di un centinaio di pagine, oltre le quali, forse, il lettore avrebbe potuto stancarsi della compagnia della nostra navicella antropomorfa. Assisteremo quindi all’evoluzione di questo “oggetto” dotato di una rete neuronale capace di farlo apprendere e avvicinare sempre più ai suoi creatori. 
Nuovi sentimenti e nuove passioni irrefrenabili prenderanno piede nella storia ultramillenaria del veicolo spaziale, rendendolo sempre più vicino al lettore, che non potrà che immedesimarsi nel viaggio. A tratti commovente, sempre profondo e stimolante. Un viaggio che Salvato peraltro ci descrive con grande maestria. 
Non sono un esperto di spazio, ricordo solo il mio professore di geografia astronomica al liceo che tirava fuori dal frigo degli esperimenti una bozza di vino rosso per farsi un goccetto, e qualche immagine spettacolare vista nei documentari Discovery, ma di certo posso dire che l’autore deve amare particolarmente lo spazio e le sue dinamiche. E questa passione traspare limpida nelle descrizioni che la navicella ci offre di volta in volta. Che si tratti di sterili ammassi rocciosi ricoperti di ghiaccio, o di sfere di gas venefici inabitabili, oppure ancora di pianeti rigogliosi, le descrizioni oltre che credibili sono evocative e coinvolgenti. 
La nostra sonda è alla ricerca di vita negli altri sistemi stellari, questa è la sua missione, ma i millenni passano ed essa matura una consapevolezza crescente, un senso di smarrimento e solitudine, un istinto innato alla ribellione, al trovare finalità più appaganti che la mera esecuzione di un compito che non sente più suo. Si trova innanzi a distanze sterminate e ad orizzonti temporali impossibili da quantificare per una mente umana, la mente dei suoi creatori. E’ sola e piena di dubbi, nel vuoto cosmico. 
Affascinante. 
Sembra che ci sia da annoiarsi, invece anche lì, nel nulla, i pensieri non danno tregua alla nostra sonda, così come la mente degli uomini non cessa mai il suo chiacchiericcio di sottofondo finendo con dargli il tormento. Sarebbe inutile sottolineare il naturale parallelismo con l’uomo che si trova a voler scandagliare il proprio inconscio, ma questa è l’immagine prevalente che mi sono fatto. 
Molte domande, molti snodi fondamentali ai quali corrispondono scelte e decisioni irreversibili. 
Non mi soffermo neppure sulla prosa degli autori. Piacevole e matura, si dimostrano assolutamente padroni di linguaggio e attrezzi del mestiere. Gran bel romanzo, capace di far riflettere e di trasportare in una realtà che appare tanto distante, quanto invece risulta dietro l’angolo, anzi addirittura dentro di noi stessi.
Voto 7,5 

1 commenti:

Fadedboy ha detto...

wow grazie infinite!!

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