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mercoledì 23 ottobre 2019

Recensione: Il re giallo di Robert W. Chambers


lovecraft
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SINOSSI:
Questa raccolta di dieci racconti fantastici, caratterizzati dal gusto per il soprannaturale, il mistico e il macabro, rievocano atmosfere vicine alle narrazioni di Edgar Allan Poe. Chambers ha lasciato il segno nella letteratura horror del Novecento e in particolare nel maestro del mistero e del terrore H.P. Lovecraft, che ha affermato: "Quest'opera raggiunge vertici straordinari di paura cosmica". Giustamente famosi sono i racconti che hanno come filo conduttore "Il re giallo", una fantomatica tragedia che induce alla pazzia tutti coloro che la leggono.


RECENSIONE:
Una raccolta di racconti anomala quella che vi presento oggi: Il Re Giallo di Robert W. Chambers, edita nel 1895. Ci tengo a precisare l’anno per poter contestualizzare meglio l’operato dell’autore. 
Si tratta di un’antologia non omogenea per temi trattati. Notiamo infatti una divisione netta fra i racconti che trattano del Re Giallo, che dà il titolo al libro, e altri che narrano le peripezie romantiche di un gruppo di artisti nella Parigi della belle époque. 
Considerando che quelli relativi al Re Giallo sono prettamente gotici ci troviamo innanzi a generi che stanno agli antipodi e non posso che ammettere di essermi trovato particolarmente spiazzato, anche perché i primi mi hanno a dir poco stregato. Non per niente H.P. Lovecraft ha affermato che tali racconti raggiungono “vertici straordinari di paura cosmica”. 
Non posso che essere d’accordo. 
Promossi a pieni voti questi, assolutamente attuali e godibili per ogni appassionato del genere, ammetto che ho avuto maggiore difficoltà a digerire i secondi. Avrei anche serie difficoltà a recensirli in modo adeguato, non essendo proprio nelle mie corde, e avendo aspettative totalmente differenti. Quando stai leggendo e rimani col fiato sospeso attendendo che il soprannaturale si materializzi, che il macabro spunti all'improvviso, o che qualche rivelazione mistica si manifesti, non si può che rimanere delusi quando nulla di tutto questo si realizza. Sembra piuttosto di leggere il diario di qualche scapestrati rampollo di buona famiglia che si diletta fra arte, accademia e flirt d'altri tempi. 
Di certo non mi pare che la scelta di formare una raccolta con materiale così disomogeneo possa ritenersi una scelta vincente, né consigliabile, a maggior ragione quando i racconti del Re Giallo, trattati all'inizio del volume si erano mostrati in tutta la loro potenza visionaria. 
Peccato. 
L’importante ad ogni modo è sapere a cosa si va incontro, e ora lo sapete!


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