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domenica 22 settembre 2019

Recensione: La stirpe di Herakles di Andrea Gualchierotti [Rating 7,5] - recensione a cura di Andrea Zanotti


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Titolo: La Stirpe di Herakles

Autore: Andrea Gualchierotti

Editore: Il Ciliegio Edizioni

Genere: Fantasy, Sword & Sorcery

Prezzo: cartaceo Euro 11,00

Rating: 7,5

Sinossi: 
I grandi guerrieri che hanno combattuto davanti alle mura di Troia sono caduti, e rivali ambiziosi insidiano i troni rimasti vacanti. Tradito dai suoi, anche il principe Arethes, reggente di Cencrea, viene detronizzato, proprio mentre dal passato riemerge una stirpe d'invasori feroci e invincibili. Per riavere ciò che è suo, Arethes dovrà così incamminarsi lungo una via sanguinosa, una strada che lo condurrà a sfidare persino gli dèi stessi, in una lotta che unisce la suggestione dei miti antichi alla potenza dello Sword & Sorcery.

Recensione:
Oggi torniamo ad occuparci di un autore che oramai è di casa sulle pagine di scrittorindipendenti. Si tratta di Andrea Gualchierotti con il romanzo La stirpe di Herakles edito da Il Ciliegio Editore.
In questo lavoro lo ritroviamo alle prese con l’Ellade ed i reduci della guerra di Troia. Verremo catapultati al cospetto di lotte dinastiche, tradimenti e atti di sangue, il tutto accompagnato dalla giusta dose di interventi divini e negromanzia. 
Come da abitudine dell’autore, l’ambientazione mescola in modo a dir poco perfetto una ricostruzione storica ineccepibile al palesarsi degli effetti di antichi culti. 
Divinità e oracoli che mostrano la loro potenza dispiegandosi in modo reale al cospetto dei mortali, che per quanto sorretti da determinazione e forza, eroismo anche, non possono che rimanere atterriti dal palesarsi della potenza divina. 
Che dire, le storie di Gualchierotti mi hanno oramai conquistato. 
Il linguaggio aulico, la prosa forbita, e pertinente, sono perfette per edificare un mondo coerente e credibile dotato di un'anima propria. I toni marcatamente solenni ricreano un’epopea aurea, seppur funestata da terribili malie e giochi di potere, ma pur sempre carica di fascino eroico. 
Chi leggerà questo autore per la prima volta potrà impiegare qualche pagina a entrare in sintonia con una modalità di scrittura che prende a calci le teorie dello scriver semplice, ma ne varrà di certo la pena, garantito. 
Rimango dell’idea che nei discorsi diretti, almeno per alcuni personaggi, i toni andrebbero smorzati, ma questa è una opinione del tutto personale, sta di fatto che il romanzo prende e riserva una buona dose di sorprese e atmosfere tanto lugubri quanto fascinose
Ciò che maggiormente riesce a catturare è, come nei precedenti romanzi dell’autore, la bontà del contesto nel quale sono immersi i personaggi. 
Sono infatti le scenografie raffinate e l’atmosfera cupa e struggente a dar profondità a una vicenda che non presenta particolari slanci di originalità, ma capace di catturare il lettore in modo profondo. 
Quando il Gualchierotti si lascia sopraffare dalla magia dei tempi descritti si toccano livelli realmente elevati, passi capaci di far vibrare e di parlare direttamente all’ardore che, spesso sopito, alberga nel cuore di ognuno di noi. 
Insomma, non credo si possa chiedere di meglio. Consigliato vivamente! 
Voto 7,5

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