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domenica 25 agosto 2019

Recensione: Canapa. Una storia incredibile di Matteo Gracis [Rating 7] - recensione a cura di Andrea Zanotti


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Titolo opera: Canapa. Una storia incredibile

Autore: Matteo Gracis


Formato: cartaceo e ebook

Genere: saggio/autobiografia

Prezzo: ebook 7,99 / cart.  15,30

Rating: 7

Sinossi: 
Una pianta che da migliaia di anni (ovvero da sempre), accompagna l'umanità nella sua storia, ma che da circa un secolo è diventata oggetto delle attenzioni di tutte le forze di polizia del mondo. Un ragazzo che incontra questa pianta e i suoi prodotti, quando sono avvolti di quell'aura illecita che attrae e respinge, ma che non sempre fa riflettere. Due storie che si intrecciano, perché mentre il ragazzo cresce e con lui la sua consapevolezza, insieme si sviluppa anche la curiosità sul perché di quei divieti, sul motivo per cui quella pianta è bandita dall'agricoltura, dall'industria, dalla farmacopea, settori in cui aveva dimorato per secoli. Così l'autore, parallelamente al suo percorso che lo ha portato prima a fondare un sito web con l'obbiettivo di stimolare la discussione verso politiche di liberalizzazione della pianta, e poi a creare e dirigere Dolce Vita, rivista italiana sulla cultura della canapa e gli "stili di vita alternativi", ci racconta la tormentata vicenda del più controverso vegetale nella storia della nostra civiltà, cercando nuove domande e ottenendo alcune significative risposte. Due storie davvero incredibili: quella di Matteo che dai banchi dell'università abbandonati in fretta si è inventato imprenditore nel settore della comunicazione, e quella della canapa che, con estrema fatica ma altrettanta forza, sta riemergendo dal limbo dell'illegalità in molte parti del mondo e da ultimo, almeno in versione "light", anche nel nostro Paese. Una "rivoluzione verde" che ha un solido retroterra culturale, ben oltre il cosiddetto uso ludico, narrata in maniera esemplare da uno dei suoi protagonisti. Prefazione di Beppe Grillo.

Recensione:
Oggi vi presento un libro particolare. Esula dai nostri generi di riferimento, ma rappresenta a suo modo un viaggio in un mondo bizzarro e particolare, del quale credo molti di noi non conoscano i risvolti più nascosti. Matteo Gracis ci presenta “Canapa, una storia incredibile”.
Devo ammettere di essere rimasto colpito dalla diversa prospettiva offertaci dall’autore per analizzare la canapa nel corso della storia. Ignoravo gran parte del percorso di questa pianta sacra nel trascorrere dei secoli, così come ignoravo gran parte degli utilizzi diversi da quelli ricreativi e medici cui potesse tornare ad ambire. Già perché in passato, per chi non lo sapesse, con la canapa e suoi derivati si otteneva tutto. E con tutto intendo proprio tutto quello che serviva all’uomo, dai vestiti ai cibi. 
Quello che più mi ha colpito è l’analisi offertaci dal Gracis con l’intento di dimostrare quanto la via della Canapa avrebbe potuto far risparmiare in fatto di inquinamento, ingiustizie sociali e ipocrisie varie. 
La narrazione procede lungo due direttrici che si intrecciano costantemente per non far perdere mordente alla storia, né annoiare il lettore: una parte analitica nella quale l’autore fornisce dati e prove a sostegno della sua ricostruzione della storia della canapa e una più autobiografica, dedicata a descriverci l’arco evolutivo della vita del Gracis. Una vita di certo interessante, impregnata dalla voglia di fare, e del coraggio per farlo, seguendo sentieri non battuti dalle masse. 
Vengono trattati diversi argomenti, mosse diverse critiche alla società occidentale, insomma il classico insieme di invettive contro il modello produci-consuma-crepa che molti condividono, ma poi seguono in modo pedante. 
Tutto condivisibile ed esposto con grande enfasi e passione dall’autore, il quale però, almeno nel mio caso, non è riuscito a trasmettermi l’empatia che cercava di far nascere. Troppo intransigente sulle proprie posizioni, troppo monolitico nella propria autocelebrazione. Parere personale, pur condividendo appieno la sua visione, il suo desiderio di un ritorno ragionato a un passato più sostenibile, grazie a una decrescita ragionata e a stili di vita alternativi, non sono riuscito a entrare perfettamente in sintonia con il suo "personaggio". Ma questo non conta, ciò che conta sono i contenuti e su quelli non posso che concordare appieno, sposandoli e soprattutto tentando di trasporli in atti concreti, nel quotidiano. Io ci provo tutti i giorni.
Il libro è ben scritto, privo di refusi e si legge in un baleno. L'autore scrive bene, e la sua lunga carriera come direttore della rivista Dolce Vita (vi raccomando di darci un'occhiatina, ne vale veramente la pena) ha forgiato un'ottima penna dalla prosa semplice e diretta.
Il bagaglio di contenuti interessanti che ci rimarranno dopo la lettura va ben oltre quello che ci si potrebbe attendere da un libro di 160 paginette. 
Un libro che consiglio per l’importanza dei temi trattati, capace di far luce su trame e cospirazioni a scapito della Natura stessa e che stimola a ragionare su argomenti che vanno affrontati oggi stesso, senza più attendere.  
Rating 7.

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