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sabato 27 aprile 2019

Recensione: Il viaggio degli eroi di Cristian Taiani [Rating 7] - recensione a cura di Dada Montarolo


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Titolo: Il Viaggio degli Eroi - Il Giuramento

Autore: Cristian Taiani

Editore: Pubblicazione indipendente (4 maggio 2018)

Collana: Il viaggio degli eroi

Formato: EPUB e cartaceo

Genere: Fantasy

Prezzo: Euro 2,00 ebook, Euro 12,00 copertina flessibile

Sinossi: 
Nel mondo di Inglor una apparente pace sta per essere minata da un antico e malvagio male, un’oscurità che già in passato aveva causato la più grande guerra che le Sette Terre avessero mai visto. Cantata e narrata dai bardi come la Guerra Sanguinosa, uomini ed elfi ne presero parte abbandonate invece dalle più antiche stirpi dei nani, gloriosa fu la battaglia dove venne cacciato il senza nome e il suo suddito Zetroc. Venti ere dopo il male ritorna, tra le strade di Radigast capitale delle Sette Terre, sul suo cammino incontrerà Rhevi una ragazza per metà umana per metà elfa cresciuta con l’amore di nonno Otan proprietario della locanda l’Orso Bianco, dopo l’abbandono della madre elfa il padre perso nel dolore si arruola nell'esercito dell’imperatore Adon Vesto, di lui la povera bambina perde ogni traccia, la ragazza che sogna di allontanarsi dalla realtà di quella città che non l'accetta avrà il modo di realizzare il suo desiderio ma a che prezzo? Talun un ragazzo pelle e ossa dall'animo nobile ma dall'indole spavalda è appena diventato mago dopo una vita da recluso nell'accademia di magia più ambita di Inglor, addestrato nella magia dai più preparati maestri insieme al loro preside Searmon, mentore e amico dell’orfano mago, unico ponte con il suo misterioso passato. I due ragazzi si incontreranno durante una festa alla locanda, ma il lieto incontro li metterà di fronte ad un uomo misterioso che gli farà intraprendere un lungo viaggio sotto un giuramento che sembrerà più una maledizione. Durante il loro viaggio faranno la conoscenza di Adalomonte il guerriero dagli occhi di rubino senza un apparente passato, marchiato dal simbolo del lupo e del leone, l’effige dei fratelli creduti divinità. In tre sfideranno il destino alla ricerca della libertà cominciando il viaggio, scoprendo misteri più grandi di loro, tra magie, guerre, nani, draghi e viaggi nel tempo si ritroveranno a diventare gli eroi che Inglor aspettava. Conoscerete gli elfi di luce, gnomi a bordo di navi volanti, profezie leggendarie, eccentrici pirati e i perfidi elfi di tenebra. Attraverserete il caldo deserto di Azir fino a scoprire gli arcaici segreti celati dal tempo e dall'oscurità senza nome.


Recensione:
Non so se Cristian Taiani abbia mai letto “Storia Vera” di Luciano di Samosata. Mi auguro di sì perché l’eclettico retore greco, uno dei primi scrittori fantasy nella storia letteraria di tutti i tempi, sembra averlo davvero ispirato nel progettare questo romanzo. Primo, se non ho capito male, di una serie in futura pubblicazione, dove si narrano le vicende di un gruppetto eterogeneo di personaggi alle prese con un viaggio simile a una caccia al tesoro fra magie, maledizioni e incantesimi. 
L’autore laziale spiega nella presentazione di aver preso spunto da un gioco di ruolo ideato da lui stesso e la dinamicità del racconto lo conferma: un susseguirsi di eventi e repentini cambiamenti di scena e di situazioni, in un costante divenire. Le descrizioni sono vivide, colorate dalla mano felicemente coreografica dell’autore e i personaggi costretti a muoversi in questo abbagliante caleidoscopio con ritmo serrato, talvolta a discapito della gustosità: avete presente quando mangiate in fretta un gelato e vi sembra che una parte della testa bruci di freddo e vi dite da soli che siete proprio stupidini, visto che quel gelato era buono e valeva la pena gustarlo con calma? Ecco, è la stessa sensazione che si manifesta leggendo “Il Viaggio degli Eroi”, non c’è il tempo per soffermarsi sulle singole azioni perché sono subito incalzate e scalzate da altre vicende, da altri accadimenti e i protagonisti sembrano scivolare via, spinti dal vento impetuoso della narrazione. 
Verrebbe quasi voglia di suggerire a Taiani di prendersela con più calma e scomporre questo libro in tre, quattro parti per lasciare spazio alla lievitazione dei personaggi, un po’ compressi nelle sbrigatività evolutiva di emozioni e maturazioni che meriterebbero più spazio, più respiro. Senza voler insegnare niente a nessuno, forse una lettura o rilettura del bel saggio “Il viaggio dell’Eroe” di C. Vogler potrebbe fornire a Taiani gli spunti giusti per irrobustire le figure dei protagonisti. Del resto l’assonanza fra i due titoli è una sorta di viatico beneaugurale, varrebbe la pena approfittarne. 
Lo stile scelto dall’autore di Civitavecchia è interessante: alterna costruzioni linguistiche auliche, quasi ottocentesche – come l’anticipare l’aggettivo davanti al sostantivo – a frasi secche, quasi volesse giocare a rimpiattino con l’attenzione del lettore e per consolarlo di questo tiramolla gli regala un “Artefatto Vascello” (lo strano oggetto in grado di volare, navigare, rimpicciolirsi e trasformarsi su cui si imbarcano i protagonisti) che non può non strappare un sorriso di simpatia per la voluta ironia della scelta che rimanda subito alla nave di Odisseo, al Nautilus di Capitan Nemo o ai tanti marchingegni volanti raccontati in letteratura.
Qualche ripetizione, qualche refuso e un “… l’unico che sembrava tranquillo era il guerriero svenuto” – che non si capisce bene se è un inciampo involontario o una raffinata assurdità – segnano il testo come i nei sul volto di Cindy Crawford: amabili testimonianze di altrettanto amabili imperfezioni che rendono l’insieme molto piacevole.
Rating: 7.

       

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