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domenica 10 marzo 2019

Recensione: Le gocce di Lazhull. La rosa dei venti di Mirko Hilbrat [Rating 6]


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Titolo opera: Le gocce di Lazhull

Saga: La rosa dei venti

Autore: Mirko Hilbrat

Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: Fantasy

Prezzo: cartaceo Euro 22

Sinossi: La Legione dell'Ovest si muove alla continua ricerca delle Gocce di Lazhull, lasciando dietro di sé una sanguinosa scia di morte. Kruna, il Regno della Notte Eterna, viene assediato con l'intento di recuperare una delle magiche pietre. Intanto nel Reame d'Ametista si svolge il Cerberus, un triennale evento atto a celebrare l'alleanza dei regni più importanti delle terre del Grimorio: Alexandria, Nazela e Reghanor. Rion viene scelto come candidato per l'imminente sfida e, mentre resta coinvolto nel vortice degli eventi che lo circonda, nel cuore del ragazzo s'insinuano una dopo l'altra innumerevoli domande prive di risposta: chi era prima di arrivare ad Alexandria? Chi tentò di ucciderlo lasciandogli un'indelebile cicatrice sulla schiena? Chi è la misteriosa figura in nero che incontra nei suoi sogni? L'intricato mosaico che compone La Rosa dei Venti si plasma in un antico e misterioso passato, attraverso lo Stigma di un mondo, Zaurel, e di tutti coloro che vi sono legati.


Recensione:  
Questo lungo romanzo è davvero molto, molto, complicato. La storia è bella ma non sempre facile da seguire, perché il materiale messo in gioco è troppo. Esistono orchi, elfi scuri, vampiri, umani, mostri vari ed anche antichissime divinità che vengono evocati con rituali pieni di sangue. Le atmosfere imbastite hanno qualcosa di maestoso ed epico ma anche oscuramente inquietante, come se tutto fosse sull’orlo di un baratro senza fine. La narrazione si snoda a spirale, tramite anelli concentrici. L’ambizione di voler dare una descrizione esauriente del mondo di Zaurel e tutte le dinamiche che lo agitano, costringe l’autore ad ampliare in modo smisurato il suo racconto. Anche i personaggi sembrano risentire della generale confusione presente nel libro, infatti, anche se vengono approfonditi in maniera interessante restano poi nel dimenticatoio per lunghi momenti. Ciò comporta che, per comprendere realmente la storia narrata, sia necessario leggerla più volte, mentre i vari temi e momenti si accavallano e si rincorrono, fino a perdersi del tutto. Quindi il lettore resterà spesso bloccato, costretto a tornare indietro, per riprendere il filo principale del discorso. 
Mi sono decisa ad iniziare a buttar giù queste mie righe solo dopo la terza lettura. Quella che proporrò qui sarà soltanto una delle possibili interpretazioni: la più lineare. Ho la sensazione, infatti, che questo lungo romanzo (546 pagine) possa essere letto seguendo più di un filo. Forse le diverse prospettive del testo meriterebbero di essere svolte in romanzi autonomi, seppur facenti parte dello stesso ciclo. 
Già prima dell’inizio della storia raccontata, il mondo di Zaurel è stato soggetto a diverse invasioni da parte di popoli provenienti da altre dimensioni spaziali e ne sono seguite guerra e morte. Ora la pace è stata raggiunta e viene mantenuta, tramite una salda alleanza tra i popoli dell’est. Il protagonista, di questo pezzo della storia di Zaurel, è Rion, un ragazzo umano d’età imprecisata, che ha perso la memoria e, con essa, ogni consapevolezza di sé e del proprio passato. Il suo nome di battesimo è la sola certezza che gli rimane. La sua vita sembra fluttuare tra sogno e realtà mentre sprazzi di ricordi lo vengono a turbare nei momenti più impensati. Lo seguiamo nel suo percorso di ricerca di una sua ˝nuova˝ identità personale e della conseguente funzione sociale. Si scopre molto abile nel combattimento e viene nominato cavaliere… Il suo percorso si intreccia con il grande gioco di potere che riguarda tutto il pianeta e la sua conquista. L’invasore, infatti, non sembra essere il solo interessato ed il grande conflitto misura e consuma le forze in campo ma diventa anche un ottimo terreno per le vendette personali ma anche per chi cerca un’occasione di riscatto da i propri errori.             
Un fantasy epico con sfumature horror. Voto 6.

Carla Ioppolo

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