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domenica 20 gennaio 2019

Recensione: Assalto alla fortezza - Le avventure di Richard Sharpe di Bernard Cornwell


richard sharp giubbe rosse
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Sinossi: 
Nel 1803, in India, le continue vittorie dell’esercito britannico agli ordini di Sir Arthur Wellesley provocano sfiducia e numerose defezioni nella Confederazione degli Stati maratti. Ma il rajah di Berar, tutt’altro che rassegnato, continua a opporre una strenua resistenza arroccato nell’imponente fortezza di Gawilghur, che domina, inespugnata, la pianura del Deccan. Mentre lo stato maggiore inglese pianifica un assedio che pare destinato all’insuccesso, Richard Sharpe rimpiange il periodo in cui era sergente, perché ora, promosso tenente sul campo, si ritrova evitato dai superiori, snobbato dagli altri ufficiali e ignorato dai sottoposti del battaglione scozzese cui è stato assegnato. Per sfuggire alla solitudine e alla noia accetta con entusiasmo l’umile incarico di addetto alle salmerie e, tenace com’è, porta alla luce una rete di corruzioni e ruberie ai danni dell’esercito. Tale scoperta non lo rende certo più simpatico ai colleghi, soprattutto al colonnello Torrance, il quale, organizzatore e principale responsabile della frode, si serve per i lavori più sporchi del sergente Obadiah Hakeswill, l’acerrimo avversario di Sharpe. Tra nemici vecchi e nuovi, la vendetta che sta per abbattersi su Sharpe ha il volto minaccioso di due jetti assetati di sangue. Ma la vera resa dei conti avverrà a Gawilghur, dove a tramare contro gli inglesi c’è il rinnegato William Dodd, al comando del temibile esercito dei Cobra. Basteranno l’abilità strategica di Sir Arthur Wellesley, il coraggio indomito delle giubbe rosse e l’astuzia degli Highlander scozzesi per espugnare finalmente l’imprendibile «fortezza nel cielo»?


Recensione:
Non so se capiti anche a voi, ma ogni tanto io mi scordo di autori già letti, e molto apprezzati, e dei quali mi ero ripromesso di approfondire altre opere. Il problema è che ne avrei a dozzine… forse centinaia, da voler testare, ma il tempo è una gran canaglia. Ad ogni modo, questo è il caso dell’autore che tratto quest’oggi, rimasto troppo a lungo nel mio personale dimenticatoio delle grandi penne. 
Di Bernard Cornwell avevo letto Waterloo, e ne ero rimasto talmente entusiasta che mi ero lanciato nella scrittura de La Battaglia di Aquirama, sperando di riuscire a seguire gli insegnamenti appresi nello scritto dell’autore britannico. 
Waterloo non è un romanzo storico, ma una ricostruzione degli eventi di quella fatidica giornata, un saggio in sostanza, nel quale lo scrittore ha lasciato molto spazio agli scritti e alle epistole che molti soldati si sono lasciati dietro come testimonianze dirette di quanto provato sulla propria pelle. 
Beh, si è rivelato un lavoro eccellente, coinvolgente e di certo molto istruttivo. Così andrebbe studiata la storia a scuola, senza ammorbare i poveri alunni con testi asettici e di certo ben poco stimolanti. Fatta questa premessa arriviamo al romanzo di oggi: Assalto alla Fortezza. Non è il primo della serie dedicata al personaggio di Richard Sharpe, ma per chi non avesse letto i precedenti, come me peraltro, posso assicurare non ci siano particolari problemi. 
Vado dritto al punto quindi, per non annoiare chi dovesse trovarsi su questa pagina in cerca d’altro. Si tratta di un romanzo di guerra, nel quale le battaglie fanno decisamente la parte del leone. Vi dico subito che verrete accolti da una prima sessantina di pagine riportanti un primo scontro fra le giubbe rosse e le truppe dei Maratti, una delle principali minoranze etniche dell'India, e relativi cannoneggiamenti. Se pensate che questo scenario non faccia per voi, beh, fuori è una bella giornata, per cui meglio andare a fare una passeggiatina. Per tutti quelli invece che gradiscono l’epica di uno scontro fra schiere di coraggiosi pronti a marciare con in faccia le bocche ruggenti di cannoni da 12 libbre, beh, penso che non ci sia nulla di meglio di un romanzo di Cornwell. 
Le vicende del nostro burbero eroe Sharpe sono funzionali a condurci attraverso la lenta, ma inesorabile, avanzata dell’esercito britannico in territori dal clima ostile, sino a giungere ai piedi dell’immane fortezza del cielo, l’invitta rocca di Gawilghur. Personaggio principale e i figuranti che gli ruotano attorno sono certamente ben fatti, ma da soli non sarebbero certo sufficienti a giustificare l’entusiasmo, tendente alla frenesia, che mi ha visto divorare le 400 e rotte pagine in brevissimo. Sono le azioni di guerra, le manovre dei ranghi, i gesti isolati dei singoli, l’accuratezza e la profondità delle conoscenze storiche e tecniche dell’autore a donare al romanzo spessore e un’unicità tali da renderlo veramente un testo imperdibile per gli amanti del genere, e più in generale per chi ama l’azione. Il finale e poi un GRAN finale. Scene descritte in modo incalzante, sfruttando uno scenario perfetto come solo quello di un assedio impossibile può esserlo, e che difficilmente riusciranno ad essere dilavate dalla mia pur labile memoria. Intrattenimento di altissimo livello. Imperdibile! Peraltro su amazon in questo momento è disponibile a 0,99 cents... 

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