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mercoledì 15 maggio 2019

Recensione: La biblioteca dei morti di Glenn Cooper


la biblioteca dei morti
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Sinossi:
Questo romanzo comincia nel dicembre 782 in un’abbazia sull’isola di Vectis (Inghilterra), quando il piccolo Octavus, accolto dai monaci per pietà, prende una pergamena e inizia a scrivere un’interminabile serie di nomi affiancati da numeri. Un elenco enigmatico e inquietante. Questo romanzo comincia il 12 febbraio 1947, a Londra, quando Winston Churchill prende una decisione che peserà sulla sua coscienza sino alla fine dei suoi giorni. Una decisione atroce ma necessaria. Questo romanzo comincia il 10 luglio 1947, a Washington, quando Harry Truman, il presidente della prima bomba atomica, scopre un segreto che, se divulgato, scatenerebbe il panico nel mondo intero. Un segreto lontano e vicinissimo. Questo romanzo comincia il 21 maggio 2009, a New York, quando il giovane banchiere David Swisher riceve una cartolina su cui ci sono una bara e la data di quel giorno. Poco dopo, muore. E la stessa cosa succede ad altre cinque persone. Un destino crudele e imprevedibile. Questo romanzo è cominciato e forse tutti noi ci siamo dentro, anche se non lo sappiamo. Perché non esiste nulla di casuale. Perché la nostra strada è segnata. Perché il destino è scritto. Nella Biblioteca dei Morti.


Recensione:
Ammetto che non mi capita spesso di essere attratto dai best seller. Lo so, sono strano io. Non è una regola fissa. In effetti “La Biblioteca dei morti” mi attirò parecchio a suo tempo e finalmente sono riuscito a infilarla nella mia infinita coda lettura. 
Nonostante i pareri discordi dei lettori a riguardo della bontà di quest’opera, posso affermare che a me sia piaciuto parecchio. Di sicuro mi sono divorato le 400 paginette in un lampo. 
La storia scorre bene, intervallata da sfiziosi salti indietro nel tempo che donano all’opera la giusta varietà di scenari, portandoci all’interno di polverose abazie zeppe di segreti e mistero. 
Certo il protagonista non ha alcun tratto di originalità, essendo il classico detective borderline, mezzo alcolizzato e dal fascino irresistibile. Digerito questo stereotipo piuttosto abusato, possiamo però concentrarci sull’aspetto migliore del romanzo: l’originalità dell’elemento sovrannaturale che in questo caso viene collegato alla fantomatica area 51. Non sono un grande appassionato di alieni e teorie legate a questa zona off limits, però devo dire che all’interno dell’opera di Cooper funziona molto bene. 
Difficile proporre una recensione più dettagliata senza il rischio di finire con lo svelarvi qualche elemento di troppo. Non voglio certo rovinarvi la sorpresa. Posso dire però che le trovate dell’autore mi abbiano conquistato, così come lo stimolo al ragionamento che ne fa da corollario. 
Argomenti affascinanti quelli della morte e della predestinazione, che vengono solo accennati dall’autore e lasciti ad un'analisi più approfondita come compito a casa per i lettori. 
Il testo si mantiene sempre su ritmi alti, con azione e colpi di scena ben calibrati e mai eccessivi. Come detto avremo modo di risalire in più occasioni il corso dei secoli, per comprendere qualche particolare in più sulla biblioteca che da titolo all’opera. 
Insomma, che dire, dell’ottimo intrattenimento che consiglio a tutti.


domenica 12 maggio 2019

Recensione: Sottopelle di Matthias Graziani [Rating 7]


romanzo thriller
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Titolo: Sottopelle


Editore: La Corte Editore 

Genere: Thriller

Prezzo: Ebook Euro 4,99 - Cartaceo Euro 13,99 

Sinossi: MIAMI,1995: Sotto il sole della Florida viene fatto un ritrovamento quanto mai terribile e grottesco: una marionetta umana penzola da un palo in un groviglio di carne morta e filo spinato. Ciò che il tenente Roy Akerman intuirà è che qualcuno sta giocando a fare Dio, quello che scoprirà invece è che i resti umani provengono tutti da vittime differenti. NEW YORK, 2006: Nella Grande Mela stanno avvenendo misteriose e cruente morti. Sembrano tutti casi separati e si stanno accumulando tutti sulla scrivania di Adam Strandberg, detective dai vizi cronici che sembra già arrivato al capolinea della sua carriera. Ma forse, finalmente, ha l’occasione per riscattarsi. Le vite dei due poliziotti s’intrecceranno nella caccia al killer delle marionette - durata diciannove anni - e porteranno il lettore in questo thriller cruento e intenso che è una vera e propria folle corsa contro il tempo per fermare il mostro prima che torni a colpire.Un romanzo pieno di sorprese e colpi di scena, che inchioderà il lettore fino all’ultima pagina.

Recensione:
Oggi recensiamo un romanzo thriller edito da La Corte Editore, e nota di colore, scritto dal mio concittadino bolzanino Matthias Graziani. Non è il primo romanzo che leggo di questo autore, anche se nel primo caso si trattava del fantasy, La Stirpe del Vento edito da Armenia. Devo dire che il Graziani mi ha convinto maggiormente in questa veste. Il suo è un romanzo che si lascia leggere con grande piacere. Scorre veloce fra i tortuosi meandri delle macabre scene del delitto partorite dalla mente dell’autore, lasciando segno indelebile. Immagini cruente che si sposano bene con il carattere duro, marcatamente borderline, dei protagonisti stessi dello scritto, buoni compresi. 
La narrazione non è un mero susseguirsi di eventi, ma comprende diverse linee narrative ambientate in decenni diversi, accomunate dalla presenza del serial killer delle marionette umane. Gran brutta persona peraltro, un maniaco degno di questo nome, la cui mentalità viene ben abbozzata ed esplicitata con l’azione cruda e delirante. 
Tralasciando alcune scene che non mi sono parse del tutto credibili (una su tutte quella che ha visto il detectiv incastrare il proprio capo in modo piuttosto puerile), ritengo che lasciandosi coinvolgere dalla vicenda senza perdersi in troppe elucubrazioni, si possa goderne appieno. 
I detective sono tutt’altro che cavalieri senza macchia, e questo può piacere o meno, di certo risultano originali e più credibili. Dovranno faticare parecchio per conquistarsi la simpatia del lettore, ma alla fine ci riusciranno, se non altro per le vicissitudini drammatiche cui saranno sottoposti. 
Il ritmo si mantiene serrato per tutto l’arco della narrazione, cosa indispensabile per un romanzo del genere e l’autore è abilissimo a non inciampare in lungaggini descrittive o tempi morti. 
Molto bella la cover e ben curato il “prodotto” libro, altrettanto non posso dire per quanto concerne la caccia al refuso. Ne ho trovati diversi lungo il cammino e mi sarei attesi di più da un editore blasonato come La Corte. 
Un romanzo che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati del genere e a tutti coloro che abbiano un buono strato di pelo sullo stomaco data la presenza di alcune scene decisamente macabre.
Voto 7. 

mercoledì 8 maggio 2019

Disfida nr. 97: La grande casa bianca di Maurizio Gramolini VS Stephen King


pet cemetary



Titolo opera: La grande casa bianca



Formato: ebook + cartaceo

Genere: paranormale

Prezzo: ebook € 5,99 - cartaceo € 15,30

Sinossi:

Il romanzo, ambientato in un lasso di tempo che va dall'epoca etrusca ai giorni nostri, racconta la storia di un luogo leggendario, in Toscana, che consente il passaggio delle anime dei morti. 
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Il flusso si blocca e la famiglia residente sul colle in questione rischia di subirne le conseguenze. Sarà necessario un viaggio in un'altra dimensione, coadiuvato dall'intervento di un potente medium e un estremo sacrificio per tentare di chiudere il varco tra la terra dei morti e quella dei vivi.

Una grande casa sulla sommità di un colle a picco sul mar Tirreno, teatro dell’epopea di una famiglia, custode inconsapevole dei segreti di un’antica leggenda, attraverso anni e generazioni, in una Toscana misteriosa e incantata.
Dall’Era degli Etruschi, un varco aperto per il passaggio delle anime dei morti…

Un potente medium che catalizzerà le forze nel tentativo di chiudere il varco.

Una lotta epica tra il Bene e il Male, al termine di un terribile viaggio in una dimensione parallela.

“…Colle Nitti, silenzioso custode di antichi segreti di vita e di morte.”

Note/commenti/finalità dell'Autore: 

questo è il mio terzo romanzo, i precedenti due erano comici/autobiografici, scritti in un soffio...ma far paura è difficile e infatti ho impiegato 4 anni a completare "La grande casa bianca"


BIG da sfidare: 

beh...il migliore del genere. 

romanzo horror



Stephen King, e in particolare al romanzo "Pet Sematary".











domenica 5 maggio 2019

Recensione: Millaria - Il Tempo dell'inganno di Dada Montarolo [Rating 8]


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Titolo: Millaria - Il Tempo dell'Inganno


Editore: Delos Digital 


Genere: Sci-Fantasy

Prezzo: Ebook Euro 3,49 

Sinossi: Raino è costretto da un ricatto a fingere di morire in un incidente di volo e restare in esilio, ma l’amore per una donna e per la sua terra lo spingono ad affrontare prove e mondi inquietanti pur di tornare indietro. Mentre il tempo si dilata e si contrae intorno a lui, la sfida con il destino inizia.

Una relazione clandestina e un enorme debito di gioco costringono Raino, pilota militare di Millaria, a cedere al ricatto di Wornat, potente consigliere del presidente, e accettare la farsa di una finta morte. Scampato a stento a quella vera, trova aiuto e rifugio nel mondo sotterraneo di Dulvana, affronta la misteriosa Foresta delle Domande, cerca e scopre nella Terra di Loro, nemica di Millaria, un’orribile verità: chi lo ha allontanato con l’inganno sta per rendere schiava la sua patria. Per difenderla e cercare Esan, la donna amata e perduta, dovrà tornare indietro e sfidare il destino.

Recensione: 
Oggi vi presentiamo un romanzo molto particolare. Si tratta di un sci-fantasy edito da Delos Digital, intitolato Millaria e scritto dall’autrice Dada Montarolo. Già, proprio la Dada entrata da qualche tempo nello staff del blog e che ci ha già deliziato con tutta la propria abilità nelle recensioni offerteci.  Per l’occasione Dada indossa le vesti di scrittrice, sottoposta a valutazione. A me spetta l'onere/onore. Già, perché come immaginerete potrebbe non risultare semplice per me dover “giudicare” in un caso simile, per evidente conflitto d’interessi, invece l'autrice mi ha semplificato molto le cose. Il fatto che scriva molto bene non potrebbe essere messo in discussione da nessuno, per cui è a cuor leggero che mi appresto a partire con la recensione. 
Iniziamo con il dire cosa Millaria non è. 
Millaria non è certamente un romanzo carico di battaglie e scontri violenti, per cui chi fosse più interessato a questi aspetti può indirizzare altrove le prossime letture. 
Il corposo romanzo di Dada è qualcosa di ben diverso. Si tratta di un testo raffinato, un romanzo capace di condurci a braccetto alla scoperta di un mondo che è al contempo fisico ed etereo. 
Cosa intendo dire? Beh, che il viaggio del nostro eroe, bandito dalla propria patria, è un sentiero che lo porterà a scoprire realtà differenti, più evolute e che rispecchiano il cammino di ogni viandante sulla via della crescita spirituale.
Credo di poter affermare che l’autrice abbia inteso offrire spunti di riflessione tipici di diverse dottrine che si occupano di tale argomento, facendolo nel modo migliore possibile, ossia ammantandole con le vesti  cariche di appeal del romanzo d’avventura. 
Un viaggio che si dipana sia in luoghi geografici dall’infinita armonia e splendore, che all’interno del sé più intimo del protagonista.  
Non c’è pagina nel volume di Millaria che vi lascerà annoiati, questo è bene specificarlo sin da ora, nonostante non ci siano zuffe, scontri con arti che volano per aria, e la violenza e i pericoli siano più percepiti che effettivi. 
Le ronde dei guardiani di Millaria mi hanno riportato alla mente Il Deserto dei Tartari che lessi oramai non so più quanti anni addietro, ma capace di lasciarmi indelebile quel senso di inquietudine trasmessomi all’epoca dal Buzzati.
Una cosa emerge con grande potenza dallo scritto della Montarolo: l’eleganza della sua prosa. Non saprei come altro definirla. Pulita e ineccepibile non eccede mai in descrizioni inutili, pur riuscendo a creare un mondo tridimensionale, credibile e affascinante capace di saziare appieno la curiosità del lettore. Mai una svista, mai un calo nella qualità di uno scritto da prendere a esempio e far proprio nel tentativo di automigliorarsi.
Eleganza, sensibilità e delicatezza che traspare ancor più da ogni capoverso dedicato ai sentimenti dei protagonisti. Forse pregio e difetto visto che in alcuni tratti, quando dovrebbe irrompere la brutalità degli antagonisti, questi permangono fin troppo “educati”, almeno nelle prime fasi del romanzo. 
I personaggi sono molto curati e approfonditi psicologicamente e l’amore è un cardine attorno al quale ruota tutta la vicenda. Un romanzo sci-fantasy che strizza l’occhio anche alle amanti del romance, credo, non essendone io per nulla avvezzo, ma che troverebbero pane per i loro denti nelle struggenti vicende del protagonista e potrebbero scoprire ambientazioni fantastiche e scenari cupi capaci di acuire i sentimenti di queste traversie amorose. 

Un buon romanzo di letteratura d’evasione a mio avviso non può mirare unicamente all’intrattenimento, ma deve offrire spunti di riflessione, ovviamente senza annoiare il lettore, anzi stimolandone proattivamente l’analisi. 
Beh, la scrittrice a mio avviso fa centro. E' abile nel delineare un futuro distopico per Millaria che somiglia tanto all’epoca priva di valori nella quale viviamo oggigiorno, un'epoca di decadenza nella quale l’interesse personale prevarica sempre e comunque quello della collettività, favorendo una deriva irreversibile.
Gli spunti sono molti, dalla realtà utopica celata dalla nebbia, alla rettitudine mostrata da alcuni personaggi a scapito di sacrifici eroici quasi sovrumani. Il materiale è tanto. La trama è ben orchestrata e il finale molto coinvolgente con il convergere delle diverse linee narrative verso un comune obiettivo. Tutto molto bello e ben fatto… peccato che la conclusione sia rimandata al prossimo volume! Un taglio netto che fa ribollire il sangue visto l’elevato pathos sapientemente generato dall’autrice. Poco male, vorrà dire che avremo molto altro tempo da trascorrere in compagnia del mondo di Millaria!
Voto 8 e un consiglio di lettura non solo per gli amanti del genere, oltre che naturalmente per tutti gli aspiranti autori in cerca di ispirazione e di una lezione di ottima scrittura.


martedì 30 aprile 2019

Disfida nr. 96: REBOOT 8092 di Daniele Salvato VS Isaac Asimov




Titolo dell’opera: REBOOT 8092 

Autore: Daniele Salvato

Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: Fantascienza

Prezzo: 12 € cartaceo  o 1€ ebook


Sinossi: 
REBOOT 8092 è un viaggio negli abissi della coscienza, una odissea attraverso le immense distanze dello spazio-tempo. Un’audace esplorazione nel buio e freddo universo, in un percorso fatto di ostacoli, scoperte, suggestioni e conflitti interiori. 
Chi ci parla è una sonda automatica di cui non sappiamo il nome, lanciata nelle profondità interstellari da una civiltà sconosciuta alla ricerca della conoscenza. 
E’ sola, distante da casa 4.000 anni luce, e in lotta per la sopravvivenza da 10 milioni di anni.



Note/commenti/finalità dell'Autore: 
Fantascienza che diventa introspezione psicologica.

BIG da sfidare:




Isaac Asimov

Il Ciclo delle Fondazioni







sabato 27 aprile 2019

Recensione: Il viaggio degli eroi di Cristian Taiani [Rating 7] - recensione a cura di Dada Montarolo


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Titolo: Il Viaggio degli Eroi - Il Giuramento

Autore: Cristian Taiani

Editore: Pubblicazione indipendente (4 maggio 2018)

Collana: Il viaggio degli eroi

Formato: EPUB e cartaceo

Genere: Fantasy

Prezzo: Euro 2,00 ebook, Euro 12,00 copertina flessibile

Sinossi: 
Nel mondo di Inglor una apparente pace sta per essere minata da un antico e malvagio male, un’oscurità che già in passato aveva causato la più grande guerra che le Sette Terre avessero mai visto. Cantata e narrata dai bardi come la Guerra Sanguinosa, uomini ed elfi ne presero parte abbandonate invece dalle più antiche stirpi dei nani, gloriosa fu la battaglia dove venne cacciato il senza nome e il suo suddito Zetroc. Venti ere dopo il male ritorna, tra le strade di Radigast capitale delle Sette Terre, sul suo cammino incontrerà Rhevi una ragazza per metà umana per metà elfa cresciuta con l’amore di nonno Otan proprietario della locanda l’Orso Bianco, dopo l’abbandono della madre elfa il padre perso nel dolore si arruola nell'esercito dell’imperatore Adon Vesto, di lui la povera bambina perde ogni traccia, la ragazza che sogna di allontanarsi dalla realtà di quella città che non l'accetta avrà il modo di realizzare il suo desiderio ma a che prezzo? Talun un ragazzo pelle e ossa dall'animo nobile ma dall'indole spavalda è appena diventato mago dopo una vita da recluso nell'accademia di magia più ambita di Inglor, addestrato nella magia dai più preparati maestri insieme al loro preside Searmon, mentore e amico dell’orfano mago, unico ponte con il suo misterioso passato. I due ragazzi si incontreranno durante una festa alla locanda, ma il lieto incontro li metterà di fronte ad un uomo misterioso che gli farà intraprendere un lungo viaggio sotto un giuramento che sembrerà più una maledizione. Durante il loro viaggio faranno la conoscenza di Adalomonte il guerriero dagli occhi di rubino senza un apparente passato, marchiato dal simbolo del lupo e del leone, l’effige dei fratelli creduti divinità. In tre sfideranno il destino alla ricerca della libertà cominciando il viaggio, scoprendo misteri più grandi di loro, tra magie, guerre, nani, draghi e viaggi nel tempo si ritroveranno a diventare gli eroi che Inglor aspettava. Conoscerete gli elfi di luce, gnomi a bordo di navi volanti, profezie leggendarie, eccentrici pirati e i perfidi elfi di tenebra. Attraverserete il caldo deserto di Azir fino a scoprire gli arcaici segreti celati dal tempo e dall'oscurità senza nome.


Recensione:
Non so se Cristian Taiani abbia mai letto “Storia Vera” di Luciano di Samosata. Mi auguro di sì perché l’eclettico retore greco, uno dei primi scrittori fantasy nella storia letteraria di tutti i tempi, sembra averlo davvero ispirato nel progettare questo romanzo. Primo, se non ho capito male, di una serie in futura pubblicazione, dove si narrano le vicende di un gruppetto eterogeneo di personaggi alle prese con un viaggio simile a una caccia al tesoro fra magie, maledizioni e incantesimi. 
L’autore laziale spiega nella presentazione di aver preso spunto da un gioco di ruolo ideato da lui stesso e la dinamicità del racconto lo conferma: un susseguirsi di eventi e repentini cambiamenti di scena e di situazioni, in un costante divenire. Le descrizioni sono vivide, colorate dalla mano felicemente coreografica dell’autore e i personaggi costretti a muoversi in questo abbagliante caleidoscopio con ritmo serrato, talvolta a discapito della gustosità: avete presente quando mangiate in fretta un gelato e vi sembra che una parte della testa bruci di freddo e vi dite da soli che siete proprio stupidini, visto che quel gelato era buono e valeva la pena gustarlo con calma? Ecco, è la stessa sensazione che si manifesta leggendo “Il Viaggio degli Eroi”, non c’è il tempo per soffermarsi sulle singole azioni perché sono subito incalzate e scalzate da altre vicende, da altri accadimenti e i protagonisti sembrano scivolare via, spinti dal vento impetuoso della narrazione. 
Verrebbe quasi voglia di suggerire a Taiani di prendersela con più calma e scomporre questo libro in tre, quattro parti per lasciare spazio alla lievitazione dei personaggi, un po’ compressi nelle sbrigatività evolutiva di emozioni e maturazioni che meriterebbero più spazio, più respiro. Senza voler insegnare niente a nessuno, forse una lettura o rilettura del bel saggio “Il viaggio dell’Eroe” di C. Vogler potrebbe fornire a Taiani gli spunti giusti per irrobustire le figure dei protagonisti. Del resto l’assonanza fra i due titoli è una sorta di viatico beneaugurale, varrebbe la pena approfittarne. 
Lo stile scelto dall’autore di Civitavecchia è interessante: alterna costruzioni linguistiche auliche, quasi ottocentesche – come l’anticipare l’aggettivo davanti al sostantivo – a frasi secche, quasi volesse giocare a rimpiattino con l’attenzione del lettore e per consolarlo di questo tiramolla gli regala un “Artefatto Vascello” (lo strano oggetto in grado di volare, navigare, rimpicciolirsi e trasformarsi su cui si imbarcano i protagonisti) che non può non strappare un sorriso di simpatia per la voluta ironia della scelta che rimanda subito alla nave di Odisseo, al Nautilus di Capitan Nemo o ai tanti marchingegni volanti raccontati in letteratura.
Qualche ripetizione, qualche refuso e un “… l’unico che sembrava tranquillo era il guerriero svenuto” – che non si capisce bene se è un inciampo involontario o una raffinata assurdità – segnano il testo come i nei sul volto di Cindy Crawford: amabili testimonianze di altrettanto amabili imperfezioni che rendono l’insieme molto piacevole.
Rating: 7.

       

venerdì 19 aprile 2019

Recensione: Lesione Straniera di Stefania Vairelli [Rating 8] - recensione a cura di Gianfranco Pereno


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Titolo: Lesione straniera


Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: narrativa

Prezzo: Ebook Euro 3,99 

Sinossi: 
Sandro Ferri è uno scrittore. Alle spalle: un matrimonio fallito. Nel presente: una figlia piccola, che fa
domande esistenziali, ed un equilibrio precario riconquistato con fatica. 
Ma la vita è pronta ad offrirgli una seconda possibilità, per riscattarsi dalla banalità del quotidiano in cui ormai nuota senza stimoli. Una sera, Sandro, conosce una giovane donna di colore, che lo travolgerà con
la sua storia, trasportandolo in acque molto profonde. E qui o si nuota con vigore per raggiungere la riva, o ci si lascia affondare.
Per Sandro è l’occasione per continuare quel viaggio interiore già intrapreso da tempo, ma che ancora non aveva raggiunto la meta finale.
Altri personaggi, con le loro vicende private, partecipano al coro della storia, dando vita ad una particolare famiglia allargata: una sorella che vive a Londra e che potrà finalmente mostrare a tutti la sua diversità, un
vecchio critico culinario dal carattere burbero ma dal cuore generoso, un oste dal senso pratico, una ex moglie ed un ex migliore amico con cui Sandro deve ancora fare i conti, una madre dall’affetto travolgente ma dalle idee antiquate, ed un padre che ha ritrovato il valore della vita portando il suo sostegno in Africa.
Lesione Straniera è un’esplorazione di mondi diversi, dove i sentimenti sono messi a nudo, dove non c’è più bisogno di nascondersi, né di fuggire. Un romanzo introspettivo ed estroverso nello stesso tempo. Un romanzo che ci mette dinnanzi ad un tempo presente: il nostro tempo.

Recensione: 
Avevo aperto il file per iniziare la recensione e avevo anche incominciato a leggiucchiare le prime righe con una mela in mano… tre ore dopo l’avevo terminato.
E’ vero che dovevo solo fare una recensione, ma sarebbe successo ugualmente anche se il romanzo lo avessi acquistato in libreria, visto che è uno di quei libri che, a meno di catastrofi improvvise, chiudi solo quando lo hai letto tutto.
Premettendo che pur non essendo esattamente il mio genere, dal momento che leggendo e scrivendo prevalentemente thrillers, se non c’è almeno un morto ammazzato non mi diverto, devo però ammettere che con “Lesione Straniera”, l’Autrice mi ha subdolamente accalappiato, trascinandomi in una storia romantica da cui istintivamente, più tentavo di allontanarmi, più ne ero incuriosito.
I pezzi sulla scacchiera ci sono tutti: Lui figo, problemi economici zero, scrive il primo romanzo e diventa famoso, poi eccede nell’inevitabile ego e la moglie si consola tra le lenzuola del suo migliore amico, ma mica perché disinvoltamente fedifraga, no! Ambedue sinceramente innamorati da sempre! Poi l’inevitabile crisi del protagonista che si risolve con il volontariato in Africa con un padre altrettanto figo e quindi l’incontro guarda caso, inaspettato, con un nuovo amore, nero, illegale, con un passato tragico alle spalle e un futuro altrettanto tragico nel sottobosco dell’immigrazione clandestina, dove però il culmine della tensione non avviene sui marciapiedi tra schiavitù, prostituzione e siringhe ma nel dialogo stupido e scontato di una coppia qualunque e nella crisi ancora più scontata di una madre altrettanto borghese. 
In più, improvvisamente tutti fanno a gara a chi è più altruista e così assistiamo addirittura a lasciti milionari completamente disinteressati e quindi bisogna per forza mettere in campo la paura della felicità per gettare giustamente in crisi i protagonisti a cui si aggiungono pure omosessualità femminili, adozioni internazionali, uteri in affitto…
Non c’è che dire, i presupposti per un polpettone rosa ci sono tutti… solo che l’Autrice è brava, tanto brava e sa scrivere!
E da quello che inevitabilmente aveva tutte le qualità per essere l’ennesimo mattone, ne viene invece fuori un racconto gradevolissimo, dove l’Autrice con abilità non alza mai il piede dall’acceleratore, non perde mai il ritmo e mantiene costantemente l’attenzione del lettore sul protagonista e sul mondo che lo circonda.
Quindi, per una volta, suggerisco di dimenticarci disinvoltamente del colesterolo e di lanciarci in una abbuffata rigenerante di dolcezza, dove tutto, come dovrebbe sempre essere, va giustamente a finire bene, compreso il finale da fiaba.
Devo ammettere che mi  rendo conto solo ora, di aver letto l’intero romanzo non con l’ottica del protagonista, ma con gli occhi di Ada, la figlioletta, l’unica che nella sua innocenza trova tutto normale, compresi i visi dai colori differenti di chi le sta attorno e dove realtà, sogno e fantasia sono una cosa unica nella quotidianità della sua vita. E questo è un bene!
Pro: Editing perfetto, notevolissima padronanza dello stile.
Contro: A volte si ha l’impressione che non padroneggi sempre a fondo gli argomenti e che si rifugi in “Un sentito dire comune”.
Voto: otto

martedì 16 aprile 2019

Nuove uscite: True Legends. Reclutamento di C. Gaita – S. Mastrillo – R. Vezza – S. Vita

Oggi vi segnalo una nuova uscita targata Robin Edizioni che mi ha particolarmente colpito per l'originalità dell'argomento trattato. 
Ecco a voi Ture Legends - Reclutamento:

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“Master Bomber, a pochi minuti dal termine,
spinto dalla disperazione si era lanciato in un’accelerazione delle sue,
bruciando tutti e ricevendo il pallone sul piede.
Aveva messo a sedere mezza difesa avversaria
e si era ritrovato tutto solo davanti alla porta.
La cannonata che sferrò avrebbe bucato un muro vero.”


Il libro. È il primo atto di una storia basata sul gioco del calcioIn un futuro distopico nel quale i terrestri dominano buona parte della Via Lattea e hanno colonizzato decine di pianeti, le dispute per l’accaparramento delle risorse non sono più risolte tramite le armi, bensì per mezzo di un torneo interplanetario denominato True Legends, che si tiene ogni quattro anni su un satellite artificiale detto “Cittadella”. A capo di questa società interplanetaria è posta un’organizzazione monopolistica che dispone della tecnologia più avanzata, capace di orientare le masse attraverso l’informazione mediatica, detta Network, la cui filiale terrestre è la FIFA. Il romanzo è ambientato sul pianeta Terra, profondamente mutato a seguito di sconvolgimenti naturali indotti per cause tutt’ora ignote ai più. Il nostro pianeta è ormai relegato in una posizione secondaria e provinciale, del tutto subordinata ai dettami del Network e nessuna selezione terrestre è mai riuscita a vincere i True Legends, né ad aggiudicarsi le risorse necessarie per risorgere. In questo contesto l’ambiguo Johnny Fresco, ex stella calcistica terrestre, e diventato quasi per caso un magnate dell’industria itticoalimentare, decide, in una sorta di sfida al Network e alla FIFA, di fondare un proprio club con cui tentare la sorte nel torneo. Inizia così il reclutamento: ogni capitolo del romanzo è dedicato a un componente della squadra e alla sua storia, dallo 0 che parla dell’allenatore al 23, che chiude con la prima seduta di allenamento con la squadra al completo.

Gli autori. Cristian Gaito nato a Formia nel 1981, laureato in lettere e filosofia, ha lavorato come archivista presso enti e fondazioni culturali. Appassionato di fantasy e fantascienza, ha pubblicato diversi racconti per riviste e piccole case editrici nazionali.

Sergio Mastrillo nato a Minturno nel 1976. Per anni è stato lavapiatti all’estero e manovale al suo ritorno in patria. Passando da un lavoro all’altro, ha sempre preferito la letteratura, la montagna e il calcio a qualsiasi altra distrazione. Attualmente lavora come guardia giurata presso un istituto di vigilanza. Fin da ragazzo adorava le poesie di Jim Morrison e ne scriveva di proprie. Immerso tra le letture di William Blake, John Milton e Baudelaire, attraversò il mondo fantastico di Tolkien e della Le Guin, passando ai romanzi di Gary Jennings e Umberto Eco, fino allo studio del sincretismo religioso e della filosofia.

Riccardo Vezza nato a Formia nel 1974, laureato in giurisprudenza, attualmente lavora come guardia giurata in un istituto di vigilanza e in uno studio legale. Folgorato da R.E. Howard e dal suo Conan, nel tempo ha ampliato il panorama delle proprie letture includendo le opere di Tolkien, Martin, Moorcock, Herbert, Asimov, Dumas, Hugo. Ha iniziato a scrivere all’età di ventidue anni.

Salvatore Vita nato a Formia nel 1980, laureato in lettere e filosofia, lavora come insegnante di italiano e storia. Appassionato di letteratura fantasy, fumetti e manga, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla filmografia degli anni ’80.


In libreria
Collana i Robin&sons - Euro € 18,00 - Pagg. 496 - ISBN 978-88-7274-405-5



domenica 14 aprile 2019

Recensione: L'occhio e la spada di Marco Dollera [Rating 6,5]


recensione romanzo fantasy
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Titolo: L'occhio e la spada

Autore: Marco Dollera

Editore: Plesio Editore

Genere: Fantasy

Prezzo: Ebook Euro 3,49 - Cartaceo Euro 10,20

Sinossi: 
Zei ed Arlei sono amici dalla più tenera età. Riflessivo uno, più passionale l'altro, nessuno dei due avrebbe immaginato di dover lasciare le Terre Verdi. Ma i soldati del re elimineranno tutti i loro affetti, costringendoli alla fuga. Inizia così un duro viaggio, una folle caccia che li trascinerà in un vortice di dolore, speranza e vendetta. Ma avranno bisogno di aiuto, perché il nemico è più forte di loro. Lui impugna un Dono degli Dei.

Recensione:
Ad esclusione dei grandi autori che hanno fatto la storia della letteratura, ritengo che tutti gli altri comuni mortali con la passione per la scritture debbano trovare la giusta nicchia per far apprezzare i propri lavori. Non si può pensare ci piacere a tutti, così come non si può evitare di concentrarsi sul veicolare le giuste informazioni attraverso cover, sinossi, quarta di copertina, per facilitare il proprio pubblico nel  trovare la “preda” giusta. Faccio questo preambolo poiché nel mio caso, occupandomi per passione di recensire opere di autori esordienti/emergenti/non ancora famosi che spaziano nell’intero arco della letteratura d’evasione, alle volte capita di trovarsi fra le mani un testo “non nelle proprie corde”. A questo punto cercherò di mantenermi il più oggettivo possibile, sperando di fornire il miglior servizio possibile ai nostri lettori. 
Il testo odierno è L’occhio e la spada di Marco Dollera, edito da Plesio Editore. Si tratta di un romanzo fantasy. Adottando l’ottica del target specifico del pubblico, lo ritengo un buon romanzo, un lavoro capace di far avvicinare nuovi lettori al genere, in modo graduale, senza traumatizzarli con dozzine di strane razze o centinaia di fazioni e linee narrative diverse. Sempre rifacendosi al target, va da se che non mi sentirei di consigliarlo invece a vecchi marpioni del genere, che ne rimarrebbero probabilmente delusi. 
Il punto è che Dollera scrive bene, ha nella prosa il suo punto di maggior forza: semplice, diretta e pulita conduce il lettore nel viaggio dei suoi giovani eroi senza tentennamenti, mantenendo una qualità costante. Data questa ottima dote del giovane autore viene naturale per i più esigenti e smaliziati attendersi qualcosa di più a livello di trama. Intendiamoci, ci sono colpi di scena e tradimenti, doppi e tripli giochi, ma è l’originalità a latitare. La storia è sicuramente adatta ad un pubblico giovane e a chi non ha già battuto in lungo e in largo il genere, che potrà godere appieno delle avventure dei protagonisti. 
Un romanzo per chi cerca un’avventura ben scritta, senza farsi troppi pensieri su quello che sta dietro ai personaggi, sulle loro motivazioni profonde, e che non ha interesse per l’approfondimento e la scoperta di un mondo fantastico che in questo caso fa da mero scenario, senza pretesa di rubare spazi e far perdere tempo all’evolversi della vicenda, guastandone il ritmo.      
Le ultime considerazioni prima di passare al voto finale, sono dedicate al “prodotto fisico libro”. 
La cover, che peraltro mi pare decisamente sotto gli standard cui Plesio ci ha abituati, non credo contribuisca a veicolare il giusto messaggio per il potenziale lettore, messaggio che ritengo fondamentale in un testo dal target specifico come questo. Nulla da eccepire invece in merito a editing e assenza quasi totale di refusi.
Voto 6,5 

martedì 9 aprile 2019

Nuove pubblicazioni: Millaria - Il tempo dell'inganno di Dada Montarolo

E' sempre un grande piacere per noi di scrittorindipendenti poter annunciare una nuova uscita frutto della fantasia di un membro del nostro staff. Oggi è il turno di Millaria - Il tempo dell'inganno di Dada Montarolo, romanzo sci-fantasy edito da Delos Digital nella collana Odissea Wonderland:

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Sinossi: 

Raino è costretto da un ricatto a fingere di morire in un incidente di volo e restare in esilio, ma l’amore per una donna e per la sua terra lo spingono ad affrontare prove e mondi inquietanti pur di tornare indietro. Mentre il tempo si dilata e si contrae intorno a lui, la sfida con il destino inizia.

Una relazione clandestina e un enorme debito di gioco costringono Raino, pilota militare di Millaria, a cedere al ricatto di Wornat, potente consigliere del presidente, e accettare la farsa di una finta morte. Scampato a stento a quella vera, trova aiuto e rifugio nel mondo sotterraneo di Dulvana, affronta la misteriosa Foresta delle Domande, cerca e scopre nella Terra di Loro, nemica di Millaria, un’orribile verità: chi lo ha allontanato con l’inganno sta per rendere schiava la sua patria. Per difenderla e cercare Esan, la donna amata e perduta, dovrà tornare indietro e sfidare il destino.




L'autrice: 
Dada Montarolo è stata giornalista, caporedattore e corrispondente dall’estero (Australia, Stati Uniti, Oriente) per alcuni quotidiani nazionali (Corriere dello Sport, Avvenire, La Nazione), ghostwriter e copywriter. Affianca all’attività di scrittore quella di editor e curatore di traduzioni di romanzi in lingua straniera. Ha pubblicato il romanzo storico Le battaglie di Giulio Cesare (1981), ed. Varesina; il romanzo Alter (2003), ed. Campanella; i romanzi Golfavolando – storie vere di un circolo immaginario (2008) e Golfavolando – le nuove storie (2012), ed. Mursia; la raccolta di racconti Mixing – dodici storie dentro un bicchiere, i racconti Pensione Paradiso, Il figlio del Re, Le continuità della morte in ebook, ed. Pelide; il romanzo Nessun Messaggio Nuovo (2017), ed. Gabriele Capelli, che ha vinto la targa speciale della critica al concorso letterario Città di Stresa 2017. Ha scritto per il teatro le commedie Il Moglio e Il Maliardo, e per il teatro canzone La Valigia.


domenica 7 aprile 2019

Recensione: La tomba del canarino di Isabel Giustiniani [Rating 8]


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Titolo: La tomba del canarino


Editore: Pubblicazione indipendente 

Genere: Romanzo storico

Prezzo: Ebook Euro 1,99 - Cartaceo Euro 8,99

Sinossi: Il sepolcro di Tutankhamon ha ancora un segreto.

Nell’ottobre 1922 Howard Carter fa ritorno a Luxor dall’Inghilterra recando con sé un canarino affinché il canto della bestiola possa allietare le sue giornate. Il cuore dell’uomo, infatti, è colmo di preoccupazione: ad Highclere il suo magnate e finanziatore lord Carnarvon gli ha comunicato l’intenzione di terminare gli scavi in Egitto dopo quell’ultima stagione. 

L’uccellino giallo, novità in quella terra, riscuote la meraviglia degli operai egiziani tanto da meritarsi l’appellativo di “uccello d’oro” e venire considerato foriero di grandi ricchezze. Quando, solo qualche giorno più tardi, uno scavatore si imbatte nel primo gradino che porterà al sepolcro di Tutankhamon con i suoi immensi tesori, per gli operai il ritrovamento non potrà essere altro che “la tomba del canarino”. 

Ben presto la felicità per tale scoperta si trasforma in un incubo quando un serpente si insinua nella gabbia del piccolo pennuto, divorandolo. L’azione del cobra, simbolo per eccellenza dei faraoni, è per i nativi il chiaro messaggio dell’ira del defunto il cui sonno è stato turbato. 

Da quel momento Carter si troverà a combattere contro la superstizione del popolo, le accuse di furto e l’ingerenza del governo egiziano che vede nella sensazionale scoperta un motivo per alimentare il nazionalismo. L’assillo dei giornalisti dopo la morte di Carnarvon - sempre alla ricerca di scoop per accrescere le dicerie sulla maledizione del faraone - le battaglie legali e il disperato amore per lady Evelyn, travolgeranno l’archeologo portandolo a ignorare le parole del suo fedele assistente Na’im. Quella ormai lontana notte di novembre in cui, assieme a Carnarvon e alla figlia, sono entrati per primi di nascosto nella tomba, il giovane egiziano ha visto qualcosa alla quale l’archeologo non crede. Oppure finge di non credere. 

Recensione: 
Aperto, letto d’un fiato e chiuso a malincuore.
Come lettore non posso che essere soddisfatto, come scrittore invece, una punta d’invidia mi serpeggia lungo la schiena, quasi che quel serpentello che si cela costantemente tra le pagine del libro sia veramente un qualcosa di più di uno splendido monile.
Il constatare, una volta di più, che si può essere scrittori indipendenti senza minimamente scadere nel dilettantismo, non può che far bene sia agli amanti della lettura che a quelli che osano prendere una penna in mano, e non mi rimane che far tanto di cappello alla bravura dell’Autrice.
Affrontare un romanzo storico è qualcosa di veramente difficile, non solo ci vuole una grande passione personale, cosa relativamente facile da riscontrare in molti Autori, ma soprattutto la capacità di gestire la montagna di dati e informazioni che vengono raccolti sul tema trattato, cosa che in genere si tramuta il più delle volte in un penoso elenco di date e citazioni, intervallate da tentativi più o meno riusciti di imbastire il tutto con trame e dialoghi che dovrebbero apparire appropriati.
Per essere credibili la regola principale è scrivere di cose che si conoscono e a meno che uno non sia un valente archeologo di professione, raccontare da vicino, come in questo caso, una delle più grandi scoperte del ‘900 non è cosa da poco.
Ma qui l’Autrice  ha quel tocco di genio che ha dato vitalità al famoso serpentello dell’invidia di poco prima.
La trovata di un narratore non solo è vincente, ma preclude anche la banalità del sotterfugio utilizzato con la scelta del personaggio di Na’im. In un colpo solo l’Autrice non solo si mette al riparo dall’inevitabile inadeguatezza professionale e tecnica verso il mondo dell’archeologia, ma grazie proprio al ruolo di semplice inserviente ricoperto dal narratore, si tutela anche dall’affrontare troppo da vicino le implicazioni sociali, politiche e religiose che hanno condizionato pesantemente l’intera vicenda.
Libera da quei lacci, l’Autrice può solo dedicarsi a narrare con passione una storia che chiaramente l’affascina, trascinando il lettore nella sua visione di un’avventura emozionante, dove la sua preparazione e la cura dei particolari storici si adatta perfettamente alla trama, regalandoci una visione di personaggi e di luoghi accattivante, dove i dialoghi sono naturali e ben congegnati, sempre perfettamente credibili.
Affrontare inoltre la cultura egizia, pregna di misteri e di anacronismi, senza pesare eccessivamente sul racconto, ma affidando a un semplice monile il compito di diffondere mistero e magia è un’altra piccola perla di questo bel libro, che ha una sola pecca, quello di essere troppo breve.
Da leggere! 
Pro:  ottimo editing  e perfetta scelta dei dialoghi.
Contro: forse troppa lentezza nelle prime 50 pagine, ma poi il ritmo prende vigore e si arriva alla fine d’un balzo.
Il racconto meriterebbe più spazio, la personalità dei personaggi principali potrebbe essere più approfondita, nonostante sia indubbiamente accurata, o forse è solo che sono così bene presentati che uno vorrebbe conoscerli meglio.
Voto: Otto pieno!