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giovedì 15 novembre 2018

Recensione: Favole fuorilegge di Nicolai Lilin


favole fuorilegge einaudi



SINOSSI:

Le favole sono sempre fuorilegge: basta dire «c'era una volta» per capovolgere la realtà con tutte le sue regole. Queste però lo sono davvero. Dopo averle ascoltate dalla bocca di suo nonno e averle custodite nella memoria, Lilin ce le regala accompagnate dai suoi disegni-tatuaggi, qui piú poetici e potenti che mai. Fiabe spiazzanti, dove i cattivi sono i servitori dello Stato e i lupi hanno molto da insegnare agli uomini. Negli spazi sconfinati di una Siberia mitica e selvaggia, non c'è albero, fiume, animale, che non prenda corpo e voce. L'universo può popolarsi di Madonne armate, sciabole che si fanno giustizia da sole, briganti che rubano l'oro per restituirlo al grande spirito della taiga. È la forza sovversiva della natura che permea ogni cosa e prende il sopravvento sull'ottusità e la prepotenza degli uomini.
Da sempre in Siberia i destini dei grandi imperi si sono intrecciati a quelli degli uomini, componendo un unico tessuto narrativo alla base di molte leggende. Ma la Siberia, nei racconti dei vecchi, è soprattutto un luogo mitico: terra di liberi cacciatori, allevatori e nomadi, fuorilegge e briganti, anarchici per eccellenza, che ripudiano qualsiasi forma di potere che tenda a incatenare l'uomo. Dalle fiabe di Nicolai Lilin emerge un mondo tutto al contrario, dove i concetti di bene e male perdono le loro connotazioni abituali per acquistarne di nuove. Dove un vecchio lupo può insegnare agli uomini il senso del concetto di dignità. Dove l'icona di una Madonna siberiana può animarsi e tirare fuori due pistole per uccidere gli oppressori. Dove i gatti sono gli unici esseri viventi in grado di riconoscere il demonio. Il potere è un sistema corrotto che impone leggi vessatorie. Ricchi mercanti e i loro eserciti privati, emissari dello zar, nobili con vizi inimmaginabili si scontrano con le persone semplici che vivono in armonia con la natura, lottando contro la prepotenza dei tiranni. Sullo sfondo di questa variopinta processione umana si stende un luogo immenso, sconfinato e selvaggio, che lascia nelle anime un segno profondo, indelebile come un tatuaggio, o una ferita.



RECENSIONE:

In recensione quest’oggi l’agile antologia di Nicolai Lilin, Favole Fuorilegge, targata Einaudi. Si tratta di una raccolta di racconti in versione tascabile, 130 pagine in tutto, da leggere tutta d’un fiato, in un paio d’orette. 
A prescindere dal contenuto, che andremo ad analizzare, posso sin da subito affermare che i 13 Euro di prezzo di copertina mi risultino del tutto indigesti e ingiustificati, ma questo riguarda l’editore e non il buon Lilin. 
A parte questo le favole narrateci dall’autore sono apprezzabili, sia per la forma che per i contenuti. Soprattutto questi ultimi risultano sempre pregevoli, andando dalla salvaguardia dell’ambiente al giusto peso da dare alla propria reputazione, senza che questa sfoci nell’alterigia. 
Come in ogni favola che si rispetti, sono spesso gli animali a essere i veri protagonisti, coloro che hanno qualcosa da insegnarci. In questo caso però, data la particolare ambientazione delle stesse, nella tundra siberiana, avremo a che fare anche con spiriti e divinità che immagino possano risultare bizzarre e originali ai più, me in primis. 
Perché fuorilegge vi starete chiedendo? Semplice, la giustizia e la morale che sottostanno ad ogni racconto vengono dispensate non solo con le buone, come si suol dire, ma anche con le cattive. Un certo retrogusto da “dente per dente, occhio per occhio” permea l’intera antologia, per cui ci troviamo innanzi a uno scritto che potrebbe spiazzare qualcuno. Chi ad esempio non ama trovarsi a leggere di una Madonna Siberiana che impartisce la giustizia divina armata di pistole, giusto quella che troviamo in copertina. 
Bandendo i facili moralismi, ho trovato lo scritto piacevole e sicuramente capace di far riflettere e non certo particolarmente estremo. Della ventina di racconti contenuti alcuni mi rimarranno di certo impressi, e fra tutti non posso non menzionarne almeno uno e scelgo “La dignità dei lupi”. Mi spiace per il migliore amico dell’uomo, che visto il cane, dalla prospettiva del Lilin, non ci fa una gran figura. 
Per finire, ultima annotazione: ogni racconto è corredato da un’illustrazione in b/n ispirata al mondo dei tatoo, ad opera dell’autore stesso.

Da provare!

martedì 13 novembre 2018

Disfida nr. 82: L'Ascensore di Erik Sancin




    • Titolo opera: L'Ascensore

    • Editore: Pubblicazione indipendente
  
    • Autore: Erik Sancin
      
  • Biografia: Erik Sancin, nato nel 1981 in Slovenia, è cresciuto a Trieste, dove ha frequentato le scuole statali slovene. Attualmente vive a Isola d’Istria e lavora nel campo dell’istruzione. Nel 2003 ha pubblicato un romanzo giovanile in lingua slovena “Nekje sredi vročine” (Da qualche parte nella calura) con la casa editrice CZ e ad aprile 2018 è uscito in self-publishing il suo secondo romanzo, “L’Ascensore”, tradotto dall’autore stesso in lingua italiana.
      
    • Formato: ebook e cartaceo
      
    • Genere: fantascienza/azione/avventura
      
    • Prezzo: 3,60/13,89

    
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      • Sinossi: La Terra è stata devastata dall'uomo e dai cataclismi che hanno lasciato dietro di sé uno scenario apocalittico. L'umanità decimata è riuscita nel corso dei millenni a ricostituire una nuova società, vivendo pacificamente in piccoli insediamenti agricoli. Ma un pericolo minaccia l'esistenza dei sopravvissuti. Grossi e letali robot, comandati da un nemico sconosciuto, piombano sulle comunità umane portando distruzione e morte. Il loro passaggio lascia l’aria irrespirabile e i fiumi neri e viscosi di petrolio grezzo. Le fabbriche che costruiscono in poche ore inquinano la Terra, e la gente viene sfruttata e uccisa senza alcuna pietà. Emper e i suoi compagni non si danno per vinti e organizzano la resistenza: ma chi sono questi nemici? Alieni? Uomini mutanti? E come fare a difendersi quando la tecnologia degli avversari è immensamente più evoluta e i loro carri armati distruggono tutto quello che trovano davanti? Un romanzo di fantascienza e di azione che cela un messaggio molto attuale.

      
    • Note/commenti/finalità dell'Autore: Come chicca vi segnalo in fatto che il romanzo l'ho scritto (e pubblicato, sempre in self) in sloveno e poi, essendo bilingue, ho pensato di offrirlo anche ai lettori italiani. 

    • BIG da sfidare:

miniere di re salomone



Henry Rider Haggard













domenica 11 novembre 2018

Recensione: La Strega delle Nebbie. Lullabies from Darkness #1 di Isabel Giustiniani


ebook free romanzo fantasy
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Titolo: La Strega delle Nebbie


Saga: Lullabies from Darkness

Editore: pubblicazione indipendente

Genere: Fantasy, sci-fi

Prezzo: ebook FREE

Sinossi: Sei disposto a morire per salvare chi ami?
RACCONTO - Tutti sanno dove si trova il Lago delle Nebbie, ma nessuno desidera raggiungerlo. Non c’è pesce in quelle acque morte coperte da vapori che nemmeno il sole più vivido riesce a penetrare. Niente selvaggina nei boschi circostanti, solo alberi scuri che si diradano fino a pochi stentati arbusti lungo le rive dall’acqua immobile. 
Eppure al villaggio giurano che lì viva una vecchia. Una vecchia pazza che imbroglia i viandanti, scherzano alla taverna davanti a un boccale di birra. Una vecchia strega dagli oscuri poteri, sussurrano invece al riverbero dei focolari nelle notti più buie.
Melany, Robert, Jason. Tre vite unite da un anello di nebbia e sangue, amore e disperazione. E un antico segreto custodito nelle spire di bruma di un lago maledetto.

Recensione: Oggi vi presento la novella gratuita “La Strega delle Nebbie: Lullabies from Darkness #1” di Isabel Giustiniani che potete scaricare online gratuitamente. Un racconto di una trentina di pagine che ho apprezzato particolarmente. Si tratta peraltro di una sorta di prequel che ci introdurrà nell’universo generato dalla fantasia dell’autrice e che prenderà il nome appunto di Lullabies from Darkness. Un ciclo composto da questo primo racconto e dai successivi tre romanzi, il primo dei quali, La Tessitrice di Sogni, è già bello che finito e disponibile, e presto verrà recensito su queste pagine.
Il racconto, pur non presentando elementi di particolare originalità, mi ha colpito molto, per le indubbie doti e l'eleganza della prosa dell’autrice. Le scene ricreate riescono ad essere realmente palpitanti, le emozioni dei personaggi chiaramente percepibili e nessun lettore può rimanerne indifferente. Alle volte si usano queste definizioni con leggerezza, ma vi assicuro che non è il mio caso. Leggendo la vicenda, ripeto, che non presenta elementi di originalità tali da poter smuovere un veterano incallito come me, ho però realmente provato angoscia e partecipazione. Questo è un risultato già difficile in se da raggiungere, ma lo diviene ancor più se pensiamo che ci troviamo alle prese con un racconto e con il breve lasso spaziale concesso da questa tipologia di componimento all’autore. 
Beh, la Giustiniani ci riesce, e lo fa in grande stile, con un linguaggio capace di tenerci per mano mentre ci addentriamo nei boschi ammantati di bruma che circondano il lago dove dimora La Strega delle Nebbie. Complimenti!
Un racconto che vi consiglio vivamente di provare, oltretutto trattandosi pure di un’opera che ci viene regalata, mi sembra veramente folle non approfittarne. 
Una saga che personalmente intendo proseguire, lasciandomi trasportare in un mondo che si preannuncia del tutto particolare, visto che nell’ambientazione prettamente fantasy si verranno ad affiancare elementi sci-fi. Mi piacciono le contaminazioni fra generi e sono certo che l’autrice abbia le doti per riuscire ad amalgamare per bene i vari elementi. 
Infine, per quanto riguarda la realizzazione del prodotto, nulla da eccepire. I refusi si contano sulle dita di una mano, mentre per il resto tutto è reso con la solita professionalità e cura che contraddistinguono un’autrice che abbiamo già conosciuto nelle precedenti recensioni e che contribuisce a dare lustro all’editoria indipendente. 
Voto 7,5. 

giovedì 8 novembre 2018

Recensione: L'ultimo dei guardiani di David Gemmell





Sinossi:

Da tempo immemorabile il corso delle umane cose è determinato dalla lotta fra i membri di una razza eterna, una casta di immortali che ha incarnato gli dei delle più diverse mitologie e influenzato le vite dei più leggendari eroi. La Terra è ormai sconvolta da guerre e pestilenze e vive l'esistenza selvaggia di un medioevo post-atomico, fra superstizione e violenza. In questo mondo duro e affascinante cavalca un giustiziere silenzioso e implacabile. Il suo nome è Jon Shannow, ma tutti lo chiamano l'Uomo di Gerusalemme perché da anni è alla ricerca di una città mitica: un sogno che porta quel nome.


Recensione:

Come promesso eccoci con il secondo episodio della saga delle Sipstrassi di David Gemmell: L’ultimo dei guardiani, seguito de Un Lupo nell'Ombra. Se possibile, in questo seguito il già ottimo protagonista Jon Shannow prende ancor maggiore spessore, costruendo attorno alla propria persona un epopea da non perdere per nessuna ragione. 
In questo romanzo l’autore ci cala maggiormente nell’ambientazione che ha in mente, il fantastico prende piede in misura maggiore, ma questo non lede la credibilità del costrutto, anzi, grazie ad un gran finale ad effetto, contribuisce a rendere il tomo veramente succulento. 
Lo confesso, era dai tempo del mio idolo Steven Erikson, che una saga non mi prendeva così tanto. Questa di Gemmell è sicuramente diversa, non così complessa come quella del Maestro succitato, ma di certo capace di stupire con un intreccio interessante e una molteplicità di personaggi di alto spessore, indecifrabili solo negli atteggiamenti, nel senso che sarà molto difficile prevederne le mosse. Su tutti il nostro Uomo di Gerusalemme, con i suoi tormenti interiori e la sua determinazione cieca e inflessibile. 
Come si può non adorarlo? Certo anche lui evolve al pari del mondo cupo che lo circonda, e non rientra decisamente nei cavalieri senza macchia, ma per tutti gli Dei, quanto mi piacerebbe creare personaggi dotati anche della metà del suo carisma! 
Bello, niente da dire, e come accennato pocanzi, il finale è di quelli memorabili. O mi sto rincitrullendo io, cosa peraltro plausibile, o l’autore è proprio riuscito a celare la verità sino al crescendo finale, quando tutto si spiega, lasciando a bocca aperta. 

La prosa si mantiene sempre fluida e piacevole, efficace la definirei, senza mai una parola sprecata e colpevole di appesantire una narrazione che procede spedita, invogliando a divorare pagina dopo pagina. E la cosa bella è che non siamo mica alla fine! Ci sono ancora tre volumi da godersi appieno. Semplicemente imperdibile.



martedì 6 novembre 2018

Disfida nr. 81: Yohnna e il Baluardo dei Deserti di Andreina Grieco



Titolo: Yohnna e il Baluardo dei Deserti 

Autore: Andreina Grieco

Editore: Edikit

Genere: Fantasy

Prezzo: ebook 2,99 euro/ cartaceo 14,00


Sinossi: 

Yohnna, giovane arrotino, sopravvive ad alterne fortune con il suo talento per i pugnali da lancio, la sua furbizia e una certa dose di sarcasmo. Smarrito nel deserto, in preda alla sete stappa una bottiglia trovata tra le sabbie e libera il malefico Jinn protettore del deserto.
Dovrà imparare a convivere con l’abominio che ha liberato perché lo spirito lo perseguiterà con la scusa di un terzo desiderio ancora da esprimere.
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Horèb, gigantesco Jinn dallo spiccato humor nero, svolge alla perfezione il compito di guardiano dei deserti, salvo fatto il vizio di divorare esseri umani. Liberato dopo secoli, deve fare i conti con una nuova vita in cui non può più uccidere, pena la dannazione eterna. Ma le tentazioni sono sempre in agguato.
Tra palazzi sontuosi, combattimenti a colpi di sciabola e duelli di magia, Yohnna trascina il Jinn in una partita d’astuzia dall’esito incerto. Ma non è importante sapere chi vince finchè si continua a giocare.



Note/commenti/finalità dell'Autore:

Dopo aver letto la vostra recensione di Squadra Demolizioni, voglio anche io giocare in casa con un recensore che apprezzi il taglio ironico e un'ambientazione molto caratterizzata. Jinn, palazzi con i tetti a cupola, duelli a colpi di sciabola, fughe tra i bazar, c'è tutto di un'ambientazione da "mille e una notte" tranne i tappeti volanti (Yohnna se la fa a piedi). Ma attenzione che i miei protagonisti giocano sporco e piazzano battute quando meno te l'aspetti.
Giusto per mettere le mani avanti, i primi capitoli sono un retelling della fiaba "Il pescatore e il genio" delle mille e una notte, ma è un punto di partenza per raccontare il rapporto tra Yohnna e il Jinn che cresce in surrealità di capitolo in capitolo. Il romanzo avrà un seguito ma la trama del primo romanzo è autoconclusiva.


BIG da sfidare: 







Jonathan Stroud e la sua Trilogia di Bartimeus. Il suo mix di avventura, ambientazione forte e protagonisti sarcastici è quello che mi sono prefissata di raggiungere. Se devo scegliere un libro, l'Anello di Salomone che si avvicina molto alla mia ambientazione.











domenica 4 novembre 2018

Recensione: Azheran. Le cronache degli Ejyn di Maria Luisa Conforti [Rating 7,5]


recensione romanzo fantasy
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Compralo da La Bancarella di Scrittorindipendenti

  • Titolo opera: Azheran – Le Cronache degli Ejyn
  • Formato: ebook e cartaceo
  • Genere: fantasy-mitologico
  • Prezzo: ebook € 2,99– cartaceo € 14,00
  • Sinossi: Quando la Primordiale Esplosione spezzò il Grande Spazio Cosmico, vennero generati molteplici Universi che continuano tutt’ora a coesistere. Tra questi è presente il Mondo di Azheran, abitato dai Dieci Popoli degli Azharyn, ognuno in grado di manipolare una parte della realtà stessa.Nelle Mahnès Ejyn-Lha, le Isole dei Signori dello Spazio, il re Nokha governa dispoticamente e l’esercito è ormai a lui fedele. Il regno, tuttavia, è tenuto all’oscuro dell’effettiva situazione e ad opporsi al tiranno restano soltanto i suoi quattro figli. Eppure un terribile destino sembra incombere su di loro.“La morte sarà solamente l’inizio di una nuova vita…”
  • Recensione: 
Questa storia è un’invenzione originale dal punto di vista cosmologico. Lo definirei un fantasy cosmico/mitologico perché i fatti narrati sono ambientati in grandi spazi in cui il mito sembra avere grande rilievo. Infatti le divinità svolgono un grosso ruolo nel racconto. Vaticini di sacerdotesse e profezie varie punteggiano gli avvenimenti e ne scandiscono il ritmo. 
    Questo testo mi ha davvero affascinata e lo consiglio a tutti quelli che, come me, hanno nel cuore “Il Silmarillion”. Come accade in quello, neppure nell'opera della Conforti il tempo scorre linearmente, in modo univoco, passato e presente spesso si fondono nel racconto e nella mente degli attori che lo creano. Ma questo non è il solo richiamo al mondo di Tolkien. Proprio all’inizio del libro si legge una citazione testuale dal film “Il ritorno del re” che resta, a mio avviso basilare per comprendere tutto ciò che verrà narrato in seguito: 
      “Il viaggio non finisce qui. La morte è solo un’altra via. Dovremo prenderla tutti. La grande cortina di pioggia di questo mondo si apre e tutto si trasforma in vetro argentato. E poi lo vedi… Bianche sponde e, al di là di queste, un verde paesaggio sotto una lesta aurora”.     
        Questa citazione è la prima cosa che il lettore si trova innanzi e lo proietta in una dimensione totalmente inattesa ed inaspettata: quella della certezza di una reale vita oltre la Morte! 
          Del resto, l’imminenza della fine permea ogni pagina del libro, a cominciare dalla dolorosa perdita della dolce regina Try Lyan, morta da tre anni. Ma soltanto i quattro figli sembrano sentire la sua mancanza, il re, infatti, l’ha subito sostituita con una donna più bella e giovane che, da poco, gli ha dato due gemelli. La nuova regina conosce bene sia le arti magiche che la diplomazia e trama, senza neppure nasconderlo troppo, perché il trono resti ad uno dei suoi bambini. Questo film mi sembra proprio di averlo già visto! Ma il finale non è affatto scontato, come saremmo portati a credere…   
            Ogni personaggio ha un proprio ruolo, anche se esso può non esser chiaro fin da subito. In certi momenti la narrazione troppo lenta e paludosa, mentre, in altri è troppo affrettata. 
              Il mondo di Azheran ad ogni modo è ben costruito ed ha una propria coerenza interna. È pieno di meraviglie e di colori che lasciano a bocca aperta e sarebbe stato bello poter vedere alcune illustrazioni. 
                Le dieci tipologie di Azharin che lo abitano, possiedono degli speciali poteri che li distinguono da tutte le altre. Esistono dei portali che rendono possibili comunicazioni e spostamenti pressoché immediati tra i vari mondi. 
                Insomma, consigliato, voto finale 7,5.

                    Carla Ioppolo              

                    giovedì 1 novembre 2018

                    Presentazione: Byzantium di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini



                    Compralo da La Bancarella di scrittorindipendenti



                    Titolo: Byzantium

                    Autore: Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini

                    Copertina: Andrea Piparo

                    Curatore: Francesco La Manno

                    Editing: Francesco La Manno e Annarita Guarnieri

                    Grafica e impaginazione: Mala Spina

                    Editore: Italian Sword&Sorcery Books

                    Collana: Polifemo 4

                    Formato: digitale

                    Genere: sword and sorcery / fantasy storico / fantasia eroica mediterranea

                    Data di pubblicazione: 1 novembre 2018

                    Pagine: 164 circa

                    Prezzo: 4,99 euro

                    Prezzo Amazon: 3,63 euro (in promozione)

                    Con i saggi di Adriano Monti Buzzetti e Francesco La Manno



                    Sinossi:
                    Byzantium è un compendio di racconti in sei parti, scritto da Lorenzo Camerini e Andrea Gualchierotti.
                    L’opera, a cavallo tra novella storica di cappa e spada e avventura Sword&Sorcery, rivisita in chiave fantastica gli scenari dell’impero bizantino, a partire dai fasti di Costantinopoli fino alle metropoli del vicino Oriente, e unisce ad essi l’accuratezza della ricostruzione storica assieme al gusto per l’esotismo.
                    I primi tre racconti (I Sette Dormienti – Il trionfo del Magister Militum – Le folgori della vendetta) costituiscono un trittico ambientato nel VI secolo, durante il regno di Giustiniano.
                    Protagonista di queste avventure è Costante, una guardia imperiale (excubitor) caduta in disgrazia a causa di un intrigo architettato da astuti rivali; ramingo per le varie province dell’impero, ha come unici compagni il desiderio di vendetta e il silenzioso unno Taluk, che lo segue nella via dell’esilio. Lungo la via del suo sanguinoso riscatto, Costante incapperà più volte nel meraviglioso e nel terribile: affronterà una stirpe mostruosa che dorme sotto le dolci colline di Efeso, scoprirà i segreti della Menorah ebraica, e assisterà al ritorno dal passato di divinità dimenticate. E la sua vicenda, che si conclude alle soglie della guerra greco-gotica che investirà l’Italia di lì a poco, rimane aperta, quasi a prefigurare un ritorno del personaggio.
                    I due racconti successivi (La dèa di carne – I leopardi del deserto) cambiano radicalmente scenario, e hanno per sfondo l’epoca gloriosa di Basilio II, intorno all’anno 1000, in cui dopo secoli di difficoltà l’impero ha messo argine alle invasioni, e recuperato parte delle province orientali, tra cui la Siria. Proprio qui, in una Damasco cosmopolita e caotica, si aggira la coppia di gemelli Gordias e Cosma, ladri persiani avvezzi all’avventura e al raggiro.
                    Ricercati a causa dell’ennesimo reato, i due fratelli sono costretti a dividersi: un errore fatale, che finisce per invischiare i due nella trama di misteriosi omicidi rituali che insanguina Damasco, e che ha le sue radici addirittura nell’avvento in Siria della sanguinaria dèa Khalì. Solo uno dei due fratelli – Gordias – sopravviverà all’incontro terribile con la divinità indù, senza sapere di stare così compiendo il primo passo sulla via che nel racconto seguente (I leopardi del deserto) lo vedrà combattere per le strade di Antiochia e sui monti sperduti dell’Armenia per il titolo di Maestro degli Assassini.
                    Il finale dell’opera (Il Palladio di Costantinopoli) è dedicato alla caduta della gloriosa capitale bizantina.
                    Nel maggio del 1453 le armate turche, spropositatamente grandi, sono sul punto di prendere la città, difesa ormai da milizie sempre più evanescenti e solo pochi sognano ancora una improbabile vittoria. Fra questi, il nobile veneziano Gualtiero Camerari, che riceve dallo stesso imperatore Costantino XI Paleologo il compito di recuperare l’unico oggetto che incarna l’ultima speranza di Bisanzio: il Palladio, la mitica statua di Atena. Sepolta ai tempi della fondazione di Costantinopoli proprio al centro dell’antico foro cittadino, la reliquia pagana ha garantito per secoli la salvezza della città, proprio come aveva fatto per Roma prima della sua caduta. Così, mentre tutto intorno la guerra divampa e i nemici sono prossimi a penetrare le difese bizantine, Gualtiero viene impegnato in una corsa folle per raggiungere il nascondiglio dove giace la statua della dèa, ed evitare l’incombente rovina. Ma un traditore è nascosto fra gli ultimi servi dell’imperatore, e come la storia insegna, il valore di Gualtiero non sarà sufficiente a salvare Costantinopoli dai Turchi; cosciente di non poter piegare il destino, il veneziano si unirà così all’imperatore in un ultimo combattimento che li consegnerà alla leggenda.
                    Il volume presenta anche i saggi di Adriano Monti Buzzetti e Francesco La Manno.


                    Presentazione:
                    Cos’è Byzantium?
                    Sei racconti di grande avventura, una manciata di polvere d’oro sparsa su un mantello porpora, e il ricettacolo di antiche magie.
                    Nato con lo scopo di ridare vita ai fasti della città di Costantino, il ciclo di Bisanzio scritto da Lorenzo Camerini e Andrea Gualchierotti per Italian Sword&Sorcery Books snoda le sue avventure su un sentiero lungo oltre mille anni.
                    Su questa strada, come in una girandola, si alternano i protagonisti tipici del Fantastico vecchia scuola: rinnegati in cerca di vendetta, ladri bramosi di bottino, ma anche eroi dai nobili ideali; sono Costante, guardia imperiale costretta all’esilio; Gordias di Damasco, avventuriero vagabondo, e infine Gualtiero, ultimo difensore delle mura assediate di Costantinopoli.
                    Ispirati al lavoro di autori storici come R.E. Howard e H.R. Haggard, i racconti di Byzantium sono veloci e sanguinose short stories dal sapore vintage, dove esotismo e mistero si uniscono allo sfondo storico della Seconda Roma, componendo un mosaico in cui spiccano spadaccini e demoni, nobili avvolti nel bisso e predoni orientali.
                    Ad aprire il volume, ambientati durante il regno di Giustianiano, sono i racconti dedicati alle traversie dell’excubitor Costante.
                    Soldato scelto dell’imperatore in perduti giorni di gloria, è ora un esiliato che vaga per regioni lontane, vittima dell’intrigo di ambiziosi colleghi. Nel corso delle sue avventure, che si intrecciano con gli avvenimenti storici della restaurazione imperiale giustinianea, trovano spazio le dimenticate leggende dell’antica Bisanzio, e lungo la strada dell’ambito riscatto Costante si troverà a fronteggiare stirpi infernali, creature angeliche e persino antichi dèi riemersi dal passato.
                    Ben diverso è lo scenario delle avventure di Gordias e di suo fratello Cosma, coppia di ladri persiani che si aggira per i vicoli ombrosi della Damasco a cavallo dell’anno 1000.
                    Qui ad avere spazio è il confine dell’impero, dove il nome di Bisanzio fronteggia quello dei grandi regni orientali, e sette e congreghe arcane spadroneggiano in scenari rubati a Le Mille e una Notte. Un mondo misterioso e cosmopolita, dove etnie e culti si fondono oltre l’inaspettato, e in cui anche la mano astuta di un ladro può rimanere impigliata in una trappola mortale.
                    A concludere l’opera, un racconto dedicato al grandioso e terribile assedio di Costantinopoli.
                    Nel 1453 la capitale dell’impero sta per cadere in mano alle armate turche, eppure un’ultima speranza brilla nel buio, affidata alle mani del nobile veneziano Gualtiero Camerari dallo stesso imperatore Costantino XI. Un segreto incredibile rimasto sepolto fin dalla fondazione della città, e che pure sembra riemergere proprio nella sua ultima ora…
                    Sei storie diverse quindi, e tanti protagonisti, dai giorni gloriosi di Giustiniano fino al tramonto finale di Costantinopoli, avventure unite da fil rouge che è l’appartenenza a un impero perduto in cui dominano l’arcano e la magia: quella remota degli antichi dèi, quella oscura degli inferi, e quella senza nome delle terre dell’Est.


                    Indice:
                    FANTASIA, AVVENTURA E ORRORE NELL’IMPERO BIZANTINO DI ANDREA GUALCHIEROTTI E LORENZO CAMERINI
                    di Francesco La Manno
                    ***
                    BYZANTIUM di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini
                    1 – I sette dormienti
                    2 – Il trionfo del Magister Militum
                    3 – Le folgori della vendetta
                    4 – La dea di carne
                    5 – I leopardi del deserto
                    6 – ll palladio di Costantinopoli
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                    BISANZIO, “POLMONE” ORIENTALE DELL’IMMAGINARIO MEDITERRANEO
                    di Adriano Monti Buzzetti