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martedì 4 settembre 2018

Recensione: “IL DONO DEL REIETTO” di MARIO MICOLUCCI [Rating 6,5]


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TITOLO OPERA: Il Dono del Reietto

SAGA: I Registri dell'Arena


FORMATO: Ebook e Cartaceo

EDITORE: Indipendente

GENERE: Fantasy umoristico

PREZZO:  Euro 2,99 - 13,90 €


SINOSSI: Chi è il Reietto? Si dice che il valore di un eroe si misuri attraverso gli encomi ricevuti da chi ha avuto l'onore di incrociarlo sul proprio cammino. Eccone alcuni esempi: 
«Solo un babbeo può farsi cogliere di sorpresa da una tartaruga. Scommetto che era troppo veloce per te!» 
Griz, aiuto-fattucchiera a Bocca del Verme 
«Che sapore hanno i vermi della latrina? Dicono che tu li abbia degustati.» 
Kitzo, giovane goblin 
«Muoviti, imbecille! Che fai lì impalato!» 
Hork, guardiano del Vivaio 
«Il tanfo che sprigioni dalla tue mefitiche viscere è alquanto insopportabile! Se non cambi alimentazione, ci intossicherai tutti!» 
Giro, Pellegrino di Givedon 
«A quanto pare, non sei solo un reietto del tuo Dio, tuo malgrado, sei anche il suo flagello, stolto imbranato!» 
Aliah, cignano decaduto. 
«Puoi anche non legarlo, quel cretino l'ha fatto da solo!» 
Marbel, capitano della guardia cittadina di Forte di Legno. 
«Ehi cavian! Hai usato più di tre parole con quell'acefalo e lo sforzo per capirti gli hai mandato in pappa il cervello. Incredibile!» 
Fagorn, elementalista del fuoco. 
«Questo qui è idiota sul serio!» 
Duko, Condottiero della Legione. 
«Lo so, sei un allocco: sei addirittura riuscito a ingannarti da solo!» 
Strub, accalappialupi. 
«Cafone!» 
Stevania Dhavor, cantastorie. 


RECENSIONE:
Prima di leggere quest’opera non sapevo quasi nulla dei Goblin, adesso potrei tenere un corso universitario sull'argomento. Pensavo che fossero dei tipi trucidi ma, a dire il vero, sono solo dei gran rozzi. 
Nel vivaio, dove vengono educati i cuccioli, non è permesso mostrare emozioni o sentimenti; soltanto la crudeltà è premiata come pure la furbizia. Chi sa, forse la società dei Goblin non è poi tanto lontana da noi! 
Djeek, il protagonista è descritto davvero bene nella sua evoluzione. Anche a chi legge sembra di vivere le sue amarezze, le forti umiliazioni a cui presto si era dovuto abituare. Tra le file dei suoi simili la sua brillante intelligenza non è una dote ma qualcosa da estirpare con violenza. 
Visto cosi, il libro può essere letto come un percorso ascetico in cui Djeek, lentamente, riesce a scoprire quali siano le sue qualità imparando ad avere stima di sé ed apprezzare ciò che stava diventando. Ma la storia non appare affatto compiuta.
Le descrizioni sono il punto forte di questo libro. Il mondo che l'autore sa creare è maestoso e complesso e meriterebbe ulteriore sviluppo. Ogni personaggio è esponente di una diversa cultura e ne porta in sé gli stereotipi. 
Vi sono tanti Dei che usano quel mondo soltanto per divertirsi. Non hanno certo a cuore la sorte della gente che lo abita. Una folla di personaggi danza per le sue vie, le loro personalità e le storie che li riguardano sono ben scritte e si intrecciano in modo magistrale. Tuttavia, questa storia è troppo grande per il suo troppo piccolo protagonista che ne rappresenta soltanto un minuscolo tassellino. Forse un giorno ciò che Djeek scopre di poter fare avrà una maggiore influenza su tutto il suo mondo? Il tutto meriterebbe un seguito! 
Questo romanzo è scritto come supporto per un gioco di ruolo, che porta lo stesso nome, del quale non sono riuscita a sapere altro. Non sono in grado di dire se ciò richieda delle speciali accortezze. 
La struttura del racconto è assai particolare: in cima ad ogni capitolo vengono date delle informazioni che sono difficilmente inseribili nella trama del racconto stesso. Una  vena di comicità si snoda attraverso i dialoghi che contribuiscono a creare un'atmosfera surreale che rende tutto tra il serio e il faceto.
Voto finale 6,5


Carla Ioppolo

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