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sabato 21 aprile 2018

Recensione: Ultima. La città delle contrade di Carlo Vicenzi [Rating 7,5]


romanzo stemapunk, fantastico, postapocalisse
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TITOLO: Ultima. La città delle contrade

AUTORE: Carlo Vicenzi

CASA EDITRICE: Dunwich Edizioni

PREZZO: cartaceo 8,41, ebook 3,99

PAGINE: 342

GENERE: fantastico, steampunk

SINOSSO: La guerra ha lasciato il mondo in ginocchio. L'umanità, divisa e in perenne conflitto, affida il potere alla fazione che si dimostra superiore alle altre. La vittoria è decretata nei giochi annuali che prendono un nome vecchio di secoli: il Palio delle Contrade. Demetrio Deisanti, Campione dell'Occidente, viene gettato nel fango per qualcosa che non ha commesso, perdendo titolo e appartenenza. Chi sta uccidendo i Campioni delle Contrade? E che ruolo ha la donna dai capelli rossi incontrata da Demetrio il giorno in cui la sua vita è stata distrutta? Inizia così il viaggio in un'Italia fatta di ingranaggi, tubi e vapore, dove l'incontro tra steampunk e tradizione si tinge di sangue, intrighi e competizione sfrenata.


RECENSIONE: 
“Ultima, la città delle contrade” di Carlo Vicenzi, è il secondo romanzo della casa editrice Dunwitch Edizioni che testo e posso confermare che anche in questo caso, dopo quello relativo ad Uberto Ceretoli (Codex Gilgamesh), l’impressione è del tutto positiva.
Cominciamo con il “prodotto libro”. Che dire, la copertina mi pare di tutto rispetto, a me piace moltissimo invero e soprattutto è relativa al romanzo trattato e non una semplice bella immagine buttata lì a casaccio come sempre più spesso capita di trovare. Il formato, pur non essendo standard (15*23cm), stampato via Amazon in UK, permette alla casa editrice di mantenersi sotto i 10 Euro, quindi un ottimo compromesso. Impaginazione ed editing sono ben fatti. Il carattere prescelto è un po’ piccolo per i miei personali gusti da “mezzo ciecato”, ma anche questa scelta permette di contenere il prezzo finale, quindi ci sta.
Sbrigata questa prima panoramica relativa alla casa editrice, passiamo alla “ciccia” vera e propria, la storia narrataci da Carlo Vicenzi. Tanto per cambiare un po’ l’iter della recensione, inizio questa volta dal voto finale, un bel 7,5. Che dire, il romanzo mi è piaciuto molto. Originale ed avvincente, ci conduce in una città post apocalittica che ripropone una sorta di rinascimento steampunk, assolutamente piacevole. 
Ogni anno i campioni delle diverse Contrade si sfidano per stabilire quale di esse otterrà il governo della città per quel periodo. Attraverso gli occhi dei personaggi ci verranno presentate le  caratteristiche delle Contrade/Cerchie, molto diverse fra loro e funzionali allo sviluppo della vicenda. L’autore è abile a farci arrivare le informazioni a piccole dosi, senza sovraccaricarci inutilmente e mantenendo alto l’interesse, riuscendo al contempo a originare un’ambientazione di spessore e una trama stimolante.
I protagonisti sono ben delineati, riuscendo ad essere credibili anche nelle difficili condizioni nelle quali la vicenda li catapulterà. Personalmente ho apprezzato molto il carattere rude e impulsivo del Deisanti, un eroe in chiaroscuro, dal difficile passato e dall’indole non propriamente pacifica. 
Decisamente più interessante e credibile dei soliti stucchevoli paladini senza macchia. Si sente forse una certa mancanza di caratterizzazione nella cattiva di turno, che rimane un po’ defilata, ma poco male. 
La prosa dell’autore è sempre piacevole, mantenendo una qualità costante nel corso della narrazione e garantendoci un ritmo consono alle vicende narrate. L’espediente di farci vivere i diversi capitoli con gli occhi del singolo protagonista mi pare ben gestito e altrettanto ben riuscito. 
Il pregio maggiore a mio avviso rimane l’ambientazione e confido che il Vicenzi voglia tornare a riproporcela con qualche altra avventura ambientata ad Ultima.
Infine, un’annotazione finale per segnalarvi la presenza di un racconto presente a fine romanzo. Un prequel dello stesso in realtà, che coinvolge ed approfondisce la storia di uno dei protagonisti. Piacevole anche questo.
Per concludere un’opera assolutamente consigliata e sinceri complimenti all’autore! Voto 7,5   


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