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domenica 29 aprile 2018

Recensione: Carthago. Annibale contro Scipione l'Africano di Franco Forte


romanzo storico; mondadori; franco forte;
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Sinossi:
Nel 218 a.C. Cartagine non è più la potenza che ha regnato incontrastata per cinquecento anni sul Mediterraneo: la disfatta patita nella Prima guerra punica ha fatto di Roma la nuova signora dei mari e delle terre conosciute fino a Oriente. L'orgoglio dei cartaginesi, però, reclama vendetta. Il giovane Annibale, cresciuto nell'odio per i romani, decide di sfidare apertamente l'Urbe e attacca la città di Sagunto, violando la tregua. Dopo avere approntato un esercito formidabile, che si avvale del supporto degli elefanti, parte per una marcia impossibile che lo porterà a varcare i Pirenei e le Alpi, per scendere nella Gallia Cisalpina e affrontare Roma sul suo territorio. Il piano di Annibale appare folle e senza speranza. Solo un uomo fra i romani sa di trovarsi di fronte al più temibile avversario che la Repubblica abbia mai conosciuto: è Publio Cornelio Scipione, figlio del console Scipione, affascinato dall'abilità e dall'intelligenza dimostrate da Annibale. Quando gli eserciti di Cartagine e di Roma si affrontano nella battaglia del Ticino, il giovane condottiero romano capisce che per poterlo sconfiggere occorre studiare tutto di lui e della sua tattica di guerra.
Inizia così un confronto a distanza destinato a durare quindici anni, fino alla resa dei conti a Zama, sulle coste dell'Africa, quando Annibale e Scipione si sfidano in campo aperto, decisi a dimostrare il loro valore in uno scontro che segnerà il destino dei loro popoli. Annibale ha dalla sua la forza, il coraggio e l'intelligenza che gli hanno sempre consentito di prevalere sulle legioni romane; Scipione può contare sulla determinazione che non l'ha mai fatto arretrare davanti al pericolo cartaginese, e soprattutto su un'intelligenza tattica fuori del comune.
Franco Forte si addentra in questa logorante guerra per il dominio sul Mediterraneo per ritrarre con occhio lucido e stile deciso gli opposti demoni che agitano i due eterni rivali, le loro aspirazioni, i desideri e le passioni, spingendoci a parteggiare di volta in volta per l'uno o per l'altro. Mentre sopra tutto e tutti campeggia Roma, capace, dopo ogni sconfitta, di risorgere dalle proprie ceneri.


Recensione:
Da qualche tempo mi mancava un bel romanzo storico, così ho optato per uno dei miei periodi prediletti e, volendo andare sul sicuro, ho pescato nella vasta serie di romanzi di Franco Forte
Carthago, ci narra le vicende della seconda guerra punica. Sedici lunghi anni durante i quali il sommo stratega Annibale ha messo letteralmente a ferro e fuoco l’Italia, senza tuttavia mai riuscire a scoccare il colpo ferale all’Urbe. 
Come detto il periodo storico è uno dei miei preferiti, tuttavia Forte è riuscito a stupirmi, originando un romanzo capace di sviscerare aspetti spesso trascurati della storia. Il risultato finale è ottimo, riuscendo l’autore a trovare il giusto equilibrio fra la mole di informazioni necessarie a ricostruire nei particolari e in modo credibile lo scenario, e la parte più romanzata, relativa al carattere ed ai pensieri degli attori in campo. 
Quello che ne scaturisce è un quadro piuttosto approfondito, e di certo godibilissimo, sia per quanto riguarda il condottiero punico che per quanto concerne il suo avversario, Publio Cornelio Scipione. 
Nel corso dell’arco narrativo seguiremo le vicende dei due sin dal principio, con le prime mosse scaturite dalla mente geniale del cartaginese, quando Scipione era ancora un giovinetto, per poi osservarne l’intera parabola ascendente. Bello, molto bello, nulla da dire. Ho apprezzato grandemente il susseguirsi delle vicende prettamente politiche che hanno invischiato Roma, le diatribe fra i consoli in carica ed i pretendenti, nonché la volubilità di un Senato sempre pronto a pensare a interessi di parrocchia piuttosto che al bene dell’Urbe stessa. 
Anche le azioni militari, le descrizioni delle diverse battaglie, il caos degli scontri fra armate immense e la loro preparazione a tavolino sono gestiti ottimamente, ben approfonditi senza tuttavia mai travalicare nella pesantezza tipica di alcuni testi che prendono la forma di trattati militari per soli fanatici. 
C’è spazio anche per i sentimenti, con la comparsa delle compagne dei due condottieri, anche loro molto diverse fra loro ed i cui legami con i rispettivi partner sono dettati da esigenze altrettanto differenti. Giochi di potere, alleanze politiche piuttosto che amore passionale, senza secondi fini, capacità di ascolto e di consiglio, insomma ci sono tutti gli ingredienti per non annoiarsi. 
Un testo che consiglio a tutti senza riserva alcuna.

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