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mercoledì 28 marzo 2018

Disfida nr. 58: Squadra Demolizioni: Side A di Enrico Lanzalone


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    • Titolo opera: Squadra Demolizioni

    • Autore: Enrico Lanzalone

    • Formato: ebook

    • Genere: fantasy-comico

    • Prezzo: 1,99€

    • Sinossi: 

Su Aend l'epopea fantasy è morta da un pezzo.
      A Bluren, poi, è in avanzato stato di decomposizione. Un coacervo di razze diverse si ammassa entro i confini mutevoli della metropoli, dove tecnologia e arcano si mescolano insieme. La mafia delle fatine klix domina i bassifondi, i demoni gestiscono le assicurazioni, i nonmorti sintetizzano nuovi tipi di stupefacenti, mentre la nobiltà degli orecchie a punta vive nel lusso della città alta. Ma questo fragile equilibrio sta per spezzarsi. Un misterioso terrorista, armato di ferrei ideali e esplosivi ad alto potenziale, sta seminando il caos nella città. Mentre l'altaguardia brancola nel buio, l'ispettrice Rethién si trova davanti un'unica alternativa: se gli eroi preferiscono firmare gli autografi a ragazzine urlanti, solo il peggio offerto da Bluren può affrontare la nuova minaccia. Una squadra di folli; una squadra capace di far tremare le fondamenta della metropoli; in poche parole: "La Squadra Demolizioni".

    • Note/commenti/finalità dell'Autore: 

A nome dell'autore, Enrico Lanzalone, io dico: abbiate pietà.

    • BIG da sfidare:


 Terry Pratchett


domenica 25 marzo 2018

Recensione: Frontiera di Isa Thid [Rating 7]


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Titolo: Frontiera

Autore: Isa Thid

Editore: Catnip Edizioni

Genere: avventura

Prezzo: Ebook 2,99 euro 

Rating: 7


Sinossi: 
Quando fugge dal centro di detenzione con un pugno di compagni, esiste solo un obiettivo nella mente di Azura: recuperare Massimino, suo fratello, e portarlo in salvo oltre la frontiera con la Francia per raggiungere la Svezia. Lì, si dice, offrono asilo politico ai moderni clandestini: omosessuali, immigrati, mezzosangue.

Comincia così la storia di Azura, giovane italo-siriana intrappolata in un mondo che non la accetta, combattente impreparata ma caparbia, che ha nel cuore una chiara lista di priorità assolute. Insieme a lei Maslov, rivoluzionario russo e omosessuale dalle tendenze terroristiche, e Dalmasso, ricco pacifista a capo di un collettivo antagonista con sede a Torino.

Attorno a loro il nuovo mondo, fatto di innesti cerebrali e connessioni perenni, corruzione e oppressione, centri di identificazione, violazione della privacy, razzismo e omofobia.

E in mezzo al caos della rivoluzione solo una ragazza e il suo fratellino, e quella frontiera tra loro e la libertà.


Recensione: 
Oggi vi presento una novella edita da Catnip Edizioni  che ho trovato piuttosto particolare e originale. Si tratta di “Frontiere” di Isa Thid. 
L’argomento, come da sinossi, è del tutto attuale, e la collocazione temporale potrebbe essere un futuro oramai dietro l’angolo. In realtà la storia potrebbe tranquillamente essere ambientata oggigiorno, senza doverne cambiare sostanzialmente gli esiti. 
Parto subito dicendo che il romanzo breve, o novella come dir si voglia, scorre rapido nelle sue poco meno di 100 pagine, mantenendo sempre alto il ritmo. 
A far da padrone in questo lavoro è la protagonista Azura e il suo temperamento capace di rubare la scena a qualsiasi altro personaggio tenti di affacciarsi sul palcoscenico. 
Tutto ruota attorno a questa ragazza “difficile”, che riesce a condensare in se luci ed ombre, percorrendo l’intero spettro dell’arcobaleno emozionale. Non la si può certo definire un’eroina, (Immigrata, lesbica, evasa. Assassina…), come alle volte lei stessa ambirebbe a divenire, e dal mio punto di vista spesso l’ho trovata realmente intollerabile nei suoi sbalzi umorali. Dico questo per farvi capire quanto l’autrice sia stata abile a dar corpo e spessore a un personaggio capace di emozionare il lettore, nel bene e nel male. Il suo innegabile coraggio, la sua abnegazione per la vera causa, la custodia e la salvezza del fratello, e il suo sapersi sacrificare, stridono con quelle che sarebbero le possibilità razionali per cambiare strada, per percorrere un sentiero più sicuro e di buon senso. 
Coraggio, follia, testardaggine, ottusità, idealismo, irrazionalità? Poco conta, il mondo stesso ne è afflitto come è più della protagonista, ma lei almeno ha un faro a guidarla, sempre e comunque, l’amore per il suo fratellino. 
Bello anche il personaggio del terrorista russo gay, non particolarmente originale nella mentalità, ma decisamente calzante e funzionale a far esprimere al meglio Azura. 
Cosa aggiungere? 
La prosa dell’autrice è matura, senza sbavature o cali di qualità, piacevole da leggersi dal principio alla conclusione. Ambientazione particolare quindi per un romanzo che non fa dell’azione il suo cuore pulsante, concentrandosi piuttosto sulla battaglia interiore e sul conflitto di sentimenti, relegando i grandi temi del “mondo esterno” ad un ruolo da comprimari.
In merito al prodotto e all’opera della Catnip Edizioni, mi pare sia tutto in regola. Il testo è ben curato, l’editing ineccepibile, così come impaginazione e cover. 
Rating 7, da leggere!   

mercoledì 21 marzo 2018

Recensione:  Il Piave Mormorava - AA. VV. [Rating 8]


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Titolo: Il Piave Mormorava – Racconti della Grande Guerra

Autore: Vari 


Genere: raccolta di racconti storici

Prezzo: cartaceo 10 euro 

Rating: 8

Recensione:
Lo confesso, non ho letto spesso libri ambientati durante la Grande Guerra e solitamente anche con le raccolte di racconti non vado molto d’accordo, perché sono fisiologicamente fatte per spezzare il ritmo di lettura ogni manciata di pagine, cosa che non apprezzo.
Eppure, devo confessare che “Il Piave Mormorava – Racconti della Grande Guerra” si è rivelato una sorpresa del tutto positiva, gli stessi racconti sono autoconclusivi e della durata giusta, tanto che hanno il merito di invogliarti a continuare a sfogliare il libro per sapere di che cosa parlerà il prossimo.
Trattandosi di una raccolta, le tematiche sono affrontate in modo molto diverso e alcuni racconti sono decisamente più riusciti di altri, ma nel complesso non ci si può lamentare. Spaziamo quindi da una narrazione comica, a una cruda e realistica, drammatica, ucronica o surreale, tutte unite da un paio di punti fermi: l’orrore della guerra che colpisce e distrugge ogni cosa, e il dramma umano della perdita di qualcosa di caro.
I personaggi dei racconti (tranne in uno solo ndr) sono persone comuni che empatizzano facilmente con il lettore e vengono, loro malgrado, gettati in pasto a tutte le atrocità della Grande Guerra. 
Scordiamoci quindi il racconto incentrato sull’eroe romantico che combatte per un ideale o che ha una visione ampia e armonica della Nazione. Viaggeremo insieme a contadini analfabeti, bambini rimasti orfani, civili prestati al mestiere del soldato, uomini che hanno perso la famiglia, donne vittime del nemico, menti allucinate e sconvolte e così via.
Se devo spiegare che cosa mi ha lasciato questa raccolta, è che in guerra non tutti sono soldati come troppo spesso ce li immaginiamo e che chi la fa da padrona è l’ingiustizia, oltre che la morte.
Alla fine di ogni racconto troviamo una pagina che spiega nel dettaglio il contesto storico più ampio di quello particolare che abbiamo appena letto (l’uso del gas, le esecuzioni sommarie, le staffette ecc.) e questo mi è molto piaciuto per dare un senso di completezza e aiutarmi a riflettere su quanto appena vissuto fra le righe.
Insomma, una raccolta di racconti solida, testi sensati e ben strutturati e una morale di fondo che ci fa riflettere.


domenica 18 marzo 2018

Recensione: Q502. 300 anni dopo il grande esodo di Sylvie Freddi [Rating 7]


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Titolo: Q502. 300 anni dopo il grande esodo  

Autore: Sylvie Freddi


Genere: Fantascienza

Prezzo: Cartaceo Euro 11,90

Rating: 7

Sinossi: Pianeta Marte, 300 anni dopo il Grande Esodo. Un detective viene incaricato di cercare una ragazza scomparsa alla nascita. L'indagine lo porta nei profondi meandri della città di Agra, nelle desertiche terre del pianeta rosso e nello spazio buio. "Q502" è una coinvolgente avventura marziana tra scienza e fantascienza. Veloce, divertente, terribile, leggera e nel contempo profonda.

Recensione: Mentre mi accingo a recensire il romanzo di Sylvie Freddi, “Q502 – 300 anni dopo il grande esodo”, già so che non sarà per nulla facile. 
Perché dico questo? Semplice, il romanzo della Freddi è molto particolare. Ma andiamo con ordine e iniziamo con il “prodotto libro”. Il romanzo, edito da Stampa Alternativa, si presenta come un volumetto in formato particolare, 17cm x 12 cm, per un totale di 200 pagine. 
A dispetto delle dimensioni e dell’esiguo numero di pagine, in relazione alla tipologia di opera, che ricordo essere un romanzo fantascientifico, devo ammettere che la vicenda è densa e tutt’altro che superficiale. Il prezzo di copertina di 14 Euro per un tascabile mi pare eccessivo, ma tantè, ognuno deve fare i conti con i propri costi di produzione ed i margini desiderati, giusto? 
A parte questo però non posso esimermi dal sottolineare la bizzarria dell’impaginazione, con frasi brevi che vanno spesso a capo, quando proprio non dovrebbero, spezzettando i paragrafi in modo arbitrario. Ho trovato alcuni refusi, anche se nulla che compromettesse la lettura del romanzo. Segnalo un fastidioso alternarsi di “Maia” e “Maya”, riferiti ad uno dei personaggi, che andrebbe corretto nelle eventuali ristampe. Non è un buon biglietto da visita per un editore, diciamolo, ma ai fini della godibilità della storia non è così grave. Passiamo quindi al contenuto del libretto, che è la parte che maggiormente mi interessa. 
Che dire, la storia è avvincente e mi ha catturato, questo nonostante a mio parere la Freddi abbia messo troppa “carne al fuoco”. 
L’universo da lei costruito è vasto, le razze, mutanti in primis, sono molte, e le stesse tecnologie sono futuristiche, appunto, e quindi sconosciute al lettore. Una società complessa e dalla struttura articolata, che avrebbe meritato un maggiore approfondimento. Spesso si ha l’impressione di perdersi nell’immaginario dell’autrice, e si finisce col ritenere che avrebbe potuto soffermarsi su qualche spiegazione in più, per agevolarci il compito. 
Molto del mondo ricreato viene descritto solo attraverso brevi spunti, che lasciano ben sperare, ma che non vengono affrontati, ma lasciati in sospeso. E’ un peccato, visto che spazio ce ne sarebbe stato e visto che lo stile e la prosa della Freddi sono sempre piacevoli, sia per quanto concerne le descrizioni, che in merito ai dialoghi fra i protagonisti, a loro volta sempre calzanti e mai artificiosi. 
Il lungo viaggio del protagonista è ricco di avventure e colpi di scena e ci mette a confronto con scenari molto vari, garantendoci dell’ottimo intrattenimento. Alcune scene sono realmente evocative e capaci di far risaltare le doti dell’autrice e di far dimenticare la carenza di caratterizzazione sulle motivazioni che muovono alcuni dei personaggi secondari. 
Ho apprezzato molto l’entrata in scena di Hana, che a mio avviso ha dato ulteriore slancio e vigore alla prosa della Freddi, mostrandone gli aspetti migliori. 
Il protagonista, il detective Dylan, è un bel personaggio, capace di attirarsi l’empatia del lettore. Il romanzo mi ha ricordato la serie tv “The Expanse”, che peraltro a me piace molto. Potrei sbilanciarmi ritenendo che l’autrice abbia preso qualche spunto per confezionare il suo lavoro. 
Dicevamo quindi di questo senso di smarrimento legato alla velocità degli eventi. Se questo è il lato negativo di questo romanzo, dobbiamo anche riconoscere che il ritmo incalzante stuzzica la curiosità del lettore, invogliando ad andare avanti. Ho divorato il romanzo in effetti e non mi sarebbe dispiaciuto esplorare maggiormente questo universo. Forse ne avremo l’occasione con un seguito, chissà! Ecco quindi perché fornire un voto finale e sintetico non è affatto facile. Direi che siamo sul 7, sempre che voi siate più propensi all’avventura che all’approfondimento delle vicende sottostanti gli eventi. Valutazione soggettiva quindi, ma sento di poterne consigliare la lettura, sperando che ci sia l’occasione per scoprire ulteriori particolari di questo universo. All’editore consiglierei invece una maggior cura per il prodotto offerto, peraltro ad un prezzo piuttosto elevato, che presupporrebbe perlomeno una cura maniacale per lo stesso, che evidentemente invece non c’è stata.    

mercoledì 14 marzo 2018

Recensione: La guerra degli dei. Il ritorno del serpente di Graham Hancock




Sinossi:
L'epico scontro di due civiltà per la conquista della città d'oro
Una città d’oro. Un imperatore da sconfiggere. Un’impresa senza tempo
Hernán Cortés è deciso a conquistare tutto il Messico e l’oro degli Aztechi. Dopo aver sconfitto i Maya a Potonchan, marcia su Tenochtitlan, la città d’oro. Con un esercito di sole cinquecento unità è chiamato a fronteggiare il folle imperatore Montezuma e le centinaia di migliaia di uomini ai suoi comandi. Cortés si aspetta che i Tlascaliani, nemici da sempre degli Aztechi, si alleino con lui. Purtroppo si sbaglia di grosso. E così un assalto improvviso mette a rischio la sua stessa vita. Il destino sembra segnato, ma la sfida non è solo a colpi di armi, perché il ritorno del “serpente piumato” è vicino come quello delle forze più potenti mai viste sulla terra.


Recensione:
Nel tentativo di colmare una lacuna che mi porto dietro da anni, e di farlo in modo divertente, ho letto il romanzo storico “La guerra degli dei” di Graham Hancock. Mi sono sempre chiesto come diavolo abbia fatto il capo dei conquistadores, Hernan Cortes, con i suoi cinquecento uomini, ad avere la meglio sull’impero Azteco governato da Montezuma ed i suoi eserciti da centinaia di migliaia di uomini. Ok la superiorità dell’armamento e la superstizione ad handicap degli indigeni, ma stiamo parlando di una disparità di forze in campo mostruosa. Alla faccia delle guerre asimmetriche insomma. 
Non che la lettura del romanzo mi abbia dato elementi maggiori e risolutivi per risolvere il mio quesito, ma a parte questo posso dire si sia rivelato un romanzo di piacevole lettura. Certo quando si ha fra le mani un romanzo, che come cita la copertina, ha venduto più di 5.000.000 di copie ed è stato tradotto in 27 paesi, ci si potrebbe anche attendere qualcosa di più. La prosa di Hancock non si caratterizza in qualcosa di speciale a mio avviso, né la trama del romanzo si presta a particolari slanci di originalità, ma tant’è, pur nella sua normalità, il libro si lascia leggere con piacere, spalancandoci le porte a questo Nuovo Mondo. Mi piace ricordare che gli eventi narrati risalgono al XVI° secolo, e non alla notte dei tempi, e questo è un aspetto che mi colpisce profondamente. Credo si tratti di uno degli snodi fondamentali della storia umana e stranamente “il caso” ci ha voluto mettere lo zampino, facendo sbarcare gli spagnoli proprio nell’anno in cui la profezia di Quetzacotal aveva previsto lo spodestamento dal trono di Montezuma, portando quest’ultimo a ritenere che Cortes e compagni fossero Dei scesi in terra.
L’importanza rivestita della “folle” religione di Montezuma, con le migliaia di sacrifici rituali richiesti dal suo sanguinario dio della guerra, è certo uno degli elementi fondamentali per spiegare il successo dei conquistadores. Hancock è abile nel calarci in questa realtà fatta di un credo religioso pervadente e capace di plasmare l’intera esistenza di un impero. Quelle che ad oggi possono apparire come superstizioni, erano all’epoca degli Aztechi verità inconfutabili, capaci di prevaricare le scelte dettate dal raziocinio. L’autore riesce a far emergere questo aspetto in modo naturale e ad aggiungerci qualche elemento maggiormente “fantasy”, lasciando all’animo dei diversi lettori stabilire quanta plausibilità attribuire alle parti dedicate a streghe e negromanti. 
Cortes e Malinal, la giovane che lo accompagna nell’avventura, fungendo da interprete e consigliera, sono personaggi ben costruiti, così come approfondita è l’analisi su Montezuma e affascinante è lo stregone al suo servizio. Insomma c'è spazio non solo per gli aspetti maggiormente tecnici della guerra di espansione, ma per retroscena sentimentali e aspetti diplomatici oltre che religiosi.
Una storia ben allestita e originale, sia per il periodo trattato, sia per gli interpreti utilizzati per affrontarla. Consigliato a tutti!  

domenica 11 marzo 2018

Recensione: L'orologio a pendolo di Luca Franceschini [Rating 6,5]


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Titolo: L'orologio a pendolo


Editore: Delos Digital

Genere: Horror

Prezzo: Ebook 2,49

Rating: 6,5

Sinossi: 
Alfredo, agente bancario oggi, e Girolamo, orologiaio a metà del 1800. Due vite parallele, lontane nel tempo, vicine nel destino. 
Messe in contatto dai rintocchi di un misterioso orologio, costruito secondo le indicazioni di un blasfemo testo di magia nera.


Recensione:
Oggi ci dedichiamo all’horror con la novella “L’orologio a pendolo” di Luca Franceschini. Il racconto, lungo poco meno di un centinaio di pagine, si lascia leggere con piacere, rievocando alla memoria Il cuore rivelatore di Edgar Allan Poe. Fluido e senza particolari fronzoli, il testo ha il pregio di tenere un ritmo serrato lungo l’intero arco narrativo. 
Anche i due personaggi principali che ci accompagneranno nella vicenda parallela che li vede protagonisti in due secoli differenti, sono ben delineati. Un consulente bancario contemporaneo e un orologiaio del XIX° secolo, con il solo orologio a pendolo in comune, daranno origine al dramma oggetto della narrazione del Franceschini. La parabola discendente dei personaggi è credibile, anche se un po’ troppo rapida, come avrò modo di dire più avanti. 
Anche i dialoghi non hanno nulla di artefatto e non danno problemi, eppure qualcosa nel tutto non mi fa andare oltre alla sufficienza piena per questo lavoro. Un 6,5 diciamo, dovendo quantificare in  un voto sintetico l’esperienza di lettura. 
Cos’è quindi a non avermi convinto appieno? 
Forse la forma stessa della novella, o racconto lungo, che non ha dato la possibilità all’autore di approfondire la trama, oppure di avere il coraggio di renderla più originale.  
Come accennavo prima, la parabola discendente dei protagonisti è più che altro una vera picchiata nei meandri della follia. 
Forse è solo la mia scarsa predisposizione per tale tipologia di lavori brevi,  che mi portano a preferire romanzi più corposi ed articolati, mentre dovendo attenersi a dei limiti “spaziali” diversi è indubbio che sia difficile, se non impossibile, dilungarsi in percorsi evolutivi dei personaggi più complessi. Fatta questa doverosa considerazione, posso dire che il testo rimane valido, la vicenda vi terrà incollati alle pagine e non sono presenti fastidiosi refusi. La lettura procede spedita e incuriosisce sino al finale, quindi per gli amanti del genere è sicuramente da provare. 

mercoledì 7 marzo 2018

Disfida nr. 57: Come un dio immortale di Maria Teresa Steri


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    • Titolo opera: Come un dio immortale

    • Autore: Maria Teresa Steri

    • Formato: Ebook e cartaceo.

    • Genere: Thriller soprannaturale.

    • Prezzo: 2,99 € (ebook); 15 € (cartaceo).

    • Sinossi: 
Aggredito in un parco cittadino, Flavio si risveglia nella baracca di una giovane senzatetto, Lyra. Dopo essersi presa cura di lui per tre giorni, la donna lo manda via in modo brusco.
Tornato a casa, per Flavio nulla è più come prima. Il rapporto con la fidanzata va a rotoli, mentre crescono la passione e l'ossessione per la misteriosa Lyra. Indagando, Flavio apprende che a sei anni è scomparsa da casa senza lasciare tracce. Il suo caso però non è l’unico in città. Negli ultimi vent’anni, altre sei persone sono sparite nel nulla, e tutte erano collegate a un noto scrittore dell’occulto.
Convinto che Lyra sia scappata da una setta, Flavio è deciso a liberarla dal suo oscuro passato. Ma quando scopre che dietro la sua storia si cela una verità del tutto diversa, comincia a capire di essere anche lui una pedina di un gioco più grande, iniziato cinquant’anni prima. Un gioco che si fa sempre più pericoloso e che lo costringerà a mettere in dubbio tutto ciò che sa della sua vita e della realtà che lo circonda.

    • Note/commenti/finalità dell'Autore:
“Come un dio immortale” è un romanzo che abbina elementi di diversi generi. È prima di tutto una storia di suspense psicologico, ma molti sono i riferimenti al soprannaturale e al mondo dell’occulto. 
La trama vede al centro un trentenne insoddisfatto della sua vita ordinaria e tranquilla, che si imbatte in una giovane senzatetto dal passato misterioso, rapita da piccola e presumibilmente vittima di una setta esoterica. Oltre a raccontare le vicende del protagonista, però, mi è sembrato importante anche accompagnare il lettore lungo il tempo con frequenti salti all’indietro, per far conoscere anche i retroscena del presente e per gettare uno sguardo su altri personaggi altrettanto importanti per comprendere l’intera storia.
Mi piace pensare a “Come un dio immortale” come un romanzo sfaccettato, ma non fantasy. Tutti i riferimenti a una realtà che sta oltre quella ordinaria e a esseri spirituali, infatti, non sono frutto di fantasia, ma attingono ai miei studi esoterici, con qualche piccola licenza.
Completamente di fantasia invece sono i luoghi dove si svolgono i fatti. La città che non viene mai nominata fa da contraltare a un luogo misterioso chiamato Valdiluna, dove si sono susseguite delle comunità segrete impegnate in progetti di sviluppo spirituali. Anche se questa località in particolare non esiste, Valdiluna vuole comunque alludere ai gruppi esoterici che in un passato lontano sceglievano una vita ritirata e lontana dal mondo ordinario.

    • Big da sfidare:


 Ho pensato a "Il gioco dell'angelo" di Carlos Ruiz Zafón.  


domenica 4 marzo 2018

Recensione: Moralis di Manuel Spano' [Rating 7]


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Titolo: Moralis (Le Cronache di Garia Vol. 1)

Autore: Manuel Spano' 

Genere: Fantasy

Prezzo: Ebook 0,99 

Rating: 7

Sinossi: Nel mondo di Garia un antico Male si è destato, e vuole portare la sua vendetta verso i popoli innocenti. 
Un pugno di eletti dovrà far fronte alla grave minaccia e salvare il futuro di Garia.
Riuscirà Gayron a divenire un cavaliere wandaghi e porsi a difesa del mondo grazie al potere degli Spiriti Ancestrali?
Riuscirà Kraal Thur a combattere la maledizione che lo affligge e salvare il proprio popolo?
Riuscirà Erdenin a sconfiggere la creatura delle Tenebre che sta cacciando?
Riuscirà la piccola e misteriosa Alba a ritrovare i propri genitori?
Uno di loro nasconde un terribile segreto.
I loro destini e i destini di molti altri sono intrecciati in modi impensabili, e solo alla fine della strenua lotta contro il Caos, solo alla fine della ricerca di Moralis, l'Ordine potrà forse essere ripristinato in un mondo devastato dalla guerra.

Nota dell'autore: se non leggete bene la mappa all'interno del libro, vi invito a scaricarla gratuitamente da questo link.

Recensione: Caldamente consigliato ai fanatici de Il Signore degli anelli. 
Gli appassionati del Fantasy di impianto novecentesco, e soprattutto i fan di Tolkien di tutto il globo terracqueo, tra le primissime pagine del romanzo non tardano a sentirsi a casa propria, complice anche la mappa delle terre che introduce la narrazione vera e propria.
L’autore trae dal proprio cilindro una vasta gamma di creature, che fa muovere nel suo teatro immaginifico come su un caleidoscopio policromo, ma il lettore vi coglie tutta una serie di elementi noti che contribuiscono a orientarlo persino nella velocità vorticante delle azioni di guerra: elfi, mostri, cacciatori, demoni, fanciulle da salvare, unicorni, lupi… e molto altro giostrano insieme nell’agone della lotta per la sopravvivenza, che si dipana in una miriade di episodi e di leggende al loro interno, con effetto di scatole cinesi. 
L’universo di Moralis è arricchito da un linguaggio proprio, che seppur a tratti richiede uno sforzo di memoria, finisce poi con l’aumentare l’atmosfera noir di un’ambientazione gotico-medievale piuttosto suggestiva.
La scelta di mantenere alta l’adrenalina, tuttavia, va a discapito di una costruzione dei personaggi a tuttotondo. E lo stesso dicasi per lo scavo psicologico, che non è certo tra gli interessi principali dell’autore. Roba da femminucce, forse. Non si tratta comunque neanche di uno scontro pacchiano tra il bene e il male – non fraintendete il titolo del capitolo 47 Luce e Tenebre – se è vero che il salvatore alla fine è ammantato d’ombra. Insomma l’opera presenta un tentativo di innovare la tradizione del Fantasy senza grossi sconvolgimenti nella concezione del genere.
Per qualcuno questo può sembrare una mancanza di coraggio, per altri forse una garanzia. Dipende dai gusti.
Tirando le somme – sono un’insegnante dovrei cavarmela coi voti, invece è sempre il punto che mi blocca, poiché penso che i numeri facciano a pugni col concetto di creatività, comunque – la trama in generale merita un otto secco, mentre ambientazione, coesione e originalità fanno slittare il giudizio verso un sette.