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lunedì 29 gennaio 2018

Disfida nr. 54: Ipnagogica di Christian Sartirana


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Compralo da La bancarella di scrittorindipendenti



Titolo: Ipnagogica

Editore: Acheron Books

Genere: Horror

Prezzo: 3,20 edizione Kindle, 10,00 paperback

Pagine: 89

Trama:
 Cinque racconti horror che vi  condurranno lungo le strade perdute del Piemonte da incubo di Christian Sartirana, dove si incrociano fantasmi di vecchi carri funebri, bambini con gli occhi cuciti, porte che si aprono su luoghi sbagliati, e mani deformi dotate di vita propria...

"Creare incubi, distillare i succhi acidi delle nostre cattiverie, cercare il fascino freddo delle ombre più scure e malate, indagare la metà oscura di luoghi e anime, vedere la realtà (e in particolare quella della provincia italiana) con gli occhi acuti di chi, con la fantasia e le parole, sa comporre mosaici d'inquietudine e percorsi nella follia, nella fobia e nel terrore. Questo fa Christian Sartirana, e lo fa bene."
Eraldo Baldini 


Note/commenti/finalità dell'Autore: 
5 storie del terrore ambientate in Piemonte, improntate sull’atmosfera e sull’inquietudine. Gli argomenti sui quali si sviluppano i racconti sono i seguenti: deformazioni fisiche e mentali, gusto per il male e stregonerie moderne, fanatismi religiosi e ossessione per la purezza, l’incontro con un dipinto molto particolare e, per concludere, una ghost story nostrana dall’effetto claustrofobico, con tanto di carro funebre fantasma. 
Le mie storie si pongono come obiettivo quello di rielaborare in modo più inquietante e originale le strutture classiche del racconto del terrore. Mi piace lavorare sulle ossessioni umane, e porre la percezione del lettore in un punto imprecisato tra incubo e realtà. Non amo né il sangue, né la violenza gratuiti. Punto tutto sull’atmosfera e sull’effetto perturbante di piccole leve invisibili. Uso un linguaggio asciutto e molto diretto per scelta. E naturalmente ambiento tutto nei luoghi in cui sono cresciuto. 


Big da sfidare:



La faccia che deve morire di Ramsey Campbell



domenica 21 gennaio 2018

Recensione: Lo Spirito e l’Isola di Simone Giudici


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Titolo: Lo Spirito e l'Isola

Autore: Simone Giudici

Genere: Thriller

Prezzo: Ebook 0,99 - Cartaceo 11,90

Rating: 7,5

Sinossi: Chestertown, Maryland, 1889. Ernest Christian Reiche, bizzarro inventore di origini tedesche, costruisce la prima tavola Ouija della storia, allo scopo di dare il via ad una lucrosa attività commerciale. Quando però la proverà per la prima volta, ne verrà lui stesso terrorizzato. 


Isola di Marettimo, estate 1989. La giovane Annele Morris manda avanti da sola la pensione “Stella Marina”, aperta anni prima dalla mamma e dal nonno, morti misteriosamente quindici anni prima. La notte di San Lorenzo Annele acquista da un misterioso individuo una vecchia tavola Ouija e grazie al fortuito ritrovamento del prezioso diario di guerra del nonno Alfred , riuscirà finalmente a svelare il mistero che avvolge da tempo la sua famiglia e liberare la magia che si cela da più di un secolo nella tavola Ouija. 


Da Monterey a Baltimora, attraverso l’infernale deserto del Marocco, fino alla magica Isola di Marettimo: questo libro vi terrà incollati alle sue pagine fino all’imprevedibile e sconvolgente rivelazione finale.

Recensione: Lo Spirito e l’Isola di Simone Giudici è un romanzo particolare, sin dal principio. Dopo una ventina di pagine avevo già valutato l’autore degno del massimo rispetto. Sono sorpreso al pensiero che questo possa essere il suo primo romanzo, sia per quanto riguarda la fluidità della prosa, che per l’abilità con la quale riesce a gestire gli intrecci assunti dalla trama nel corso della narrazione. Ammetto che, a mio parere, in alcuni tratti l’amore per l’isola di Marettimo, che traspare chiara e forte nel testo, abbia preso un po’ la mano all’autore, facendolo dilungare in narrazioni che rallentano il ritmo del romanzo. In compenso credo nessuna agenzia viaggi possa vantare un lavoro altrettanto capace di invogliare una visita a questa piccola realtà siciliana. Io vivo in mezzo ai monti, ma amo il mare, e a quanto pare Marettimo rappresenta il paradiso terrestre per quelli che sono i miei personali gusti.
Tornando a noi, e alla storia narrataci dal Giudici, possiamo dire che per gran parte del romanzo, il soprannaturale rimane ai margini della narrazione. Ogni tanto viene richiamato qualche evento particolare, ma rimane confinato (sapientemente) a distanza da quelli che sono gli avvenimenti narrati.
Ci troveremo catapultati al seguito dei parà americani durante la seconda guerra mondiale, grazie alla lettura delle pagine del diario del nonno della protagonista, così come in posti remoti per assimilare la peculiarità delle origini della tavola Ouija, di cui alla sinossi, ma la gran parte degli eventi avviene nei ristretti confini dell’isola di Marettimo. 
Avremo così modo di assistere alla storia della giovane Annele che ci verrà narrata con una sensibilità straordinaria da parte del Giudici. Confesso che ero certo di trovarmi al cospetto di un’autrice donna, data la marcata delicatezza e raffinatezza estetica di alcune scene, e all’analisi dei sentimenti della fanciulla. Invece ho scoperto trattarsi di un Simone, quindi complimenti doppi a lui, non perché gli autori maschi siano tutti rozzi barbari, ma non è certo da tutti una tale acutezza di sguardo sulle vicende del mondo e la capacità di trasporla su pagina con tale eleganza e finezza.
Nel testo sono presenti alcuni refusi, ma nulla in grado di inficiare la bontà di un romanzo che si mantiene interessante dall’inizio all'epilogo. La versione dell’ebook che ho letto non presenta problemi, impaginazione a regola d’arte, cover a tema e prezzo simbolico di 0,99 Euro.
Non sono un grande esperto di gialli e thriller, non sono quindi in grado di affermare con certezza che gli indizi sparsi nel testo e la costruzione della trama siano del tutto originali, ma posso garantire che la storia appare razionale nella sua peculiarità e invoglia ad andare avanti senza soste.
Buon esordio quindi per Simone Giudici e un bel rating di 7,5. 
Complimenti!





mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione: Autoiniziazione alla Vecchia Religione di Dragon Rouge


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Sinossi: 


La presente opera contiene un vero e proprio percorso iniziatico basato sulla trasformazione interiore e nasce con il preciso scopo di permettere a chiunque sia interessato a sperimentare e ad apprendere gli insegnamenti della Vecchia Religione, di poterlo fare in maniera del tutto solitaria e autonoma.


Recensione:


Autoiniziazione alla Vecchia Religione edito da Aradia Edizioni, è il secondo volume della Trilogia che Dragon Rouge ha dedicato a tutti i viandanti interessati a perseguire un percorso di crescita spirituale legato a quelle che sono le Credenze ancestrali della nostra terra. Si tratta quindi di un saggio religioso/esoterico di un centinaio di paginette ben scritte. Se con il primo volume, La Vecchia Religione, l’autore si è concentrato sulle argomentazioni storico/teorico/filosofiche che stanno alla base di queste Tradizioni, in questo capitolo passa decisamente alla parte pratica, illustrando quelli che sono i pilastri veri e propri di un Culto che non concede spazio alla fede cieca, ma che si propone come finalità quella di mostrare all’adepto risultati concreti. 
Certo, non aspettatevi che quelli offerti da Dragon Rouge siano dei trucchetti per compiere magie e sbalordire il prossimo con effetti speciali: si tratta “semplicemente” di una serie di lezioni che implicano una costanza e un’assiduità nella propria ricerca che non fanno sconti. Dalla meditazione allo sviluppo dell’intuito, dall’incubazione dei sogni all’allestimento di vere e proprie cerimonie per ingraziarsi gli Antichi.
Queste sono le tappe che un cercatore dovrà raggiungere se vorrà arrivare alla vera e propria cerimonia di auto-iniziazione, così come ci viene proposta nei capitoli finali dall’autore.
Chi si approccia a questi testi lo fa spesso per curiosità, chi per un desiderio di ampliare la propria cultura, ma in questo caso il testo è esplicitamente rivolto a chi sente realmente il desiderio di compiere un percorso volto alla conoscenza di sé, al miglioramento, e devo dire che mi ha molto colpito l’approccio pragmatico offertoci dall’autore ed i risvolti pratici e “documentabili” che egli ci promette. 

"Ogni persona ha la sua simbologia personale ed è unica, in quanto non esistono esperienze perfettamente identiche, al massimo possono esistere esperienze analoghe o similari, ma non saranno mai uguali. Ad ognuno di noi quindi l'arduo compito di scoprire, nel tempo, il significato dei suoi simboli."

L’influsso di testi “classici” come quello di Franz Bardon, Introduzione alle Dottrine Ermetiche, sono spesso presenti, ma l’autore effettua una rielaborazione (ed una semplificazione) originale di quelli che sono gli esercizi proposti nei diversi livelli del Bardon, tali per cui credo sia interessante dargli una letta, soprattutto per comprendere quella che può essere l’elaborazione di una propria “dottrina”, partendo dagli elementi comuni, e basilari, per ogni novizio. Credo possa essere un testo interessante anche per tutti quegli autori interessati ad approfondire un minimo questi argomenti, in vista di una possibile trattazione in un loro romanzo.