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domenica 17 dicembre 2017

Recensione: Le Cronache di Ràvanphis: L'isola nera di Alessandro Bugliazzini [Rating 6]


Link Download Gratuito

Titolo: Le Cronache di Ràvanphis: L'isola nera


Genere: Fantasy

Prezzo: FREE

Rating: 6

Sinossi: Le vicende di un mondo immaginario, il disegno di un grande inganno e il viaggio di molti ingannatori. Alla ricerca dell’arma più potente del loro mondo.


Il mondo di Ràvanphis è profondamente diviso dal mare e da insormontabili montagne.

Pharados, un uomo dai poteri quasi divini e mosso dal rancore più profondo, viene cacciato dal luogo in cui è nato fino ad arrivare ad una terra lontana, dove non può essere ostacolato e sulla quale costituisce il proprio impero. La crudeltà e il potere dei suoi discendenti si affievolisce con il passare dei secoli, fino al giorno in cui uno di questi, l'imperatore Tusna, inizia a comprendere quanto gli è stato segretamente tramandato e il desiderio di vendetta all'interno della propria essenza.
Un uomo coraggioso, Farthan, accompagnato da Kalatur, uno strano e misterioso criminale che lui considera come la propria nemesi, partiranno per volere di Tusna alla volta di Tyrnémos, le terre ad ovest dell'impero oltre un grande mare. Tanto lontane da essere sconosciute agli abitanti dell'impero e cariche di una magia che tutti credono inesistente.
Ma Tyrnémos si rivelerà il luogo peggiore nel quale potessero capitare; l'influenza degli antichi poteri di quelle terre, le maledizioni e un terribile esercito nero, si riveleranno tanto forti da rendere la sorte di ogni abitante o viaggiatore, una continua sfida contro la mortale natura di quei luoghi.


Recensione:  Le Cronache di Ràvanphis - 01: L'isola nera di Alessandro Bugliazzini è un romanzo fantasy offerto dall’autore in download gratuito. E’ il primo volume di una trilogia, già ultimata e disponibile sui diversi store.
Il punto di forza di questo romanzo risiede nella storia imbastita dall'autore: il binomio avventure di mare e misteri soprannaturali riesce, almeno in parte, a distogliere l'attenzione del lettore dalla prosa troppo carica dell’autore.
Non sono certo un amante dello scriver semplice a tutti i costi, anzi credo che in alcuni casi offrire descrizioni ben fatte e corpose possa essere addirittura indispensabile, ma in questo caso ci troviamo innanzi a un eccesso oggettivo. Troppi aggettivi e avverbi inutili che appesantiscono un testo la cui narrazione procede lenta, per scelta legittima dell’autore. Bugliazzini però aggiunge a questo stile barocco troppe spiegazioni alle scene narrate, sottovalutando a mio avviso il lettore. Credo sia l'inesperienza, ci siamo passati tutti, e credo possa essere utile segnalarlo. Lo dico avendo avuto lo stesso problema nel mio primo romanzo, Forze Ancestrali, che soffriva della stessa mole di fardelli ad appesantirlo, quindi non certo per spocchia, ma per aver vissuto in prima persona lo stesso problema.
Insomma un romanzo da scartare, quindi, verrebbe da pensare? E invece no, perché la storia prende, istiga la curiosità ed i personaggi sono ben costruiti. I "cattivi" sono effettivamente insopportabili e capaci di far salire la pressione dalla rabbia, quindi l'autore da questo punto di vista è molto abile e riesce bene nel suo intento. Ho apprezzato molto il capitano dei mercenari, la sua imprevedibilità e la sua forza e determinazione, un personaggio capace di rimanere nell'immaginario del lettore in modo indelebile, quindi altro punto a favore dell'autore. Così come la vicenda del totem e della perla, oltre ai misteri che attendono il lettore nel secondo volume.
Insomma pregi e difetti, per un testo che in ogni caso a mio avviso necessiterebbe di una cura dimagrante importante per renderlo più scorrevole, eliminando una miriade di aggettivi e avverbi che nulla forniscono in più alla storia, se non il fatto di appesantirla. Per poter rientrare nei gusti del grande pubblico un intervento in tal senso sarebbe necessario. Chi proprio non digerisce gli stili di scrittura un po’ densi ed i ritmi tendenti alla lentezza, è avvisato, farà bene a volgersi altrove.
Il mondo generato dall’autore è di sicuro reale e credibile, oltre ad essere avvincente e… spietato. Si perché del canonico buonismo serpeggiante nei classici del genere, non c’è proprio traccia e ve ne accorgerete sin dall’introduzione. Qui i protagonisti vanno dritti ai propri obbiettivi, forti del motto che il fine giustifichi i mezzi. Non ci sono espedienti bizzarri e calati dall’alto in grado di far trionfare in modo irrazionale i “buoni”. Sudore e sangue sono la loro unica possibilità insomma.
Il soprannaturale c’è, e nelle giuste dosi, ossia quel tanto che basta per calamitare l’attenzione del lettore, che giunto alla fine del lungo viaggio, si troverà a desiderare di esplorare il continente raggiungo dopo tanti sacrifici.
Per concludere, quindi, non posso andare oltre la sufficienza per un testo che al momento risulta di faticosa lettura. A mio avviso l’autore ha però le carte in regola per poter dispensare del piacevole intrattenimento, delle buone storie, che come avrete capito seguendo il blog, sono per me il fattore più importante, ma manca ancora di quella malizia necessaria a rendere un testo più appetibile, o perlomeno di un ottimo editor capace di smussarne gli eccessi. Rating 6.

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