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giovedì 13 gennaio 2022

Disfida nr. 151: Il Mesmerista di Andrea Zanotti VS Massimo Fini

 



Titolo opera: Il Mesmerista

Autore: Andrea Zanotti

Editore: Le Mezzelane Casa Editrice

Genere: Urban Fantasy, neo realismo magico, noir

Prezzo: cartaceo 15,00 € - ebook 3,37 €

Biografia autore:

Andrea Zanotti, classe 1977, vive a Bolzano. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per diversi anni presso un’azienda operante nel settore dell’energia elettrica, dal 2018 si occupa di investimenti di borsa. Papà di una gagliarda bimba si diletta a giocare con lei, persino a dar voce alle sue bambole, se necessario. Amante di wargames e di universi fantastici, adora leggere, oltre che scrivere. Dal fantasy al weird, passando per l’horror e la fantascienza, e ogni genere di contaminazione fra questi.

Fedele all’ammonimento dell’Apollo delfico “conosci te stesso”, si interessa di misticismo, meditazione e religioni antiche.

Oltre alle pubblicazioni indipendenti delle serie “Infiniti Mondi” (trilogia “Mondo Uno”, trilogia “Mondo Due” e il romanzo spin off “La Battaglia di Aquirama”) e la serie “I Profeti dell’Apocalisse”, per Delos Digital ha pubblicato le novelle “Progetto Elohim”, “Glagon in fiamme”, “La Valle della pace eterna” e la raccolta weird western “Winchester & Voodoo”.

Per il Club degli Audiolettori l’audiolibro fantasy “Forze Ancestrali”.

Per Plesio Editore ha pubblicato il romanzo fantasy “Dracophobia”.

Per DZ Edizioni ha pubblicato il romanzo weird “Voodoo” e ha partecipato all’antologia “L’ombra di Cthulhu”. A fine 2021 è prevista l’uscita del weird western “Black Mamba”.


Sinossi: 


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Chi è Anfitrione, detto il Mesmerista? Un pazzo a piede libero o uno stratega capace di pianificare una grande battaglia? Per scoprirlo, il professor Ettore Viviano dovrà andare dritto verso il Giudizio.

In città sono giunti i carri del Circo della Redenzione. Un circo bizzarro, ai cui spettacoli si può assistere solo su invito. 

Guitti, odalische e mangiafuoco portano giochi, bellezza e lazzi, ma anche sogni strani ed eventi luttuosi.

Il professor Ettore Viviano, padre separato di una bimba di quattro anni, è uno di coloro che ricevono l’invito a visitare il Circo, e lì si trova a confrontarsi con Anfitrione, il capocomico. Si tratta di un personaggio inquietante, magnetico, che lancia invettive contro il Dio Denaro, fonte di tutti i mali dell’umanità. Ma chi è realmente questo personaggio, che Ettore ribattezza il Mesmerista? 

Un semplice affabulatore o un truffatore capace di scaricare sugli altri le proprie malefatte? Un pazzo a piede libero o uno stratega capace di pianificare alla perfezione una grande battaglia?


Note/commenti/finalità dell'Autore: 

Essi (gli Arconti) hanno portato l'esistenza dell'oro e dell'argento, del denaro e delle monete, del ferro e degli altri metalli e tutte le cose di questo genere. Le persone, che ne furono attratte, furono fuorviate nei problemi e furono notevolmente ingannate. Invecchiavano vivendo nessun piacere, e morirono senza trovare la verità, senza mai sapere il vero Dio. Questa è la strada che schiavizzò tutta la creazione, dalla fondazione del mondo fino ad ora.” 

Apocrifo di Giovanni

Quali le mie finalità? Visto che dopo millenni dalle parole di Giovanni, ancora non abbiamo fatto passi avanti, sensibilizzare sulla crociata da intraprendere contro il Dio Denaro, e farlo nel modo meno lezioso possibile, imbastendo un noir con qualche tocco di paranormale e sfruttando il fascino intramontabile, e sempre un po’ inquietante, dei personaggi del circo. Un invito quindi a ciondolare su un filo teso a cavallo fra razionalità ed eventi inspiegabili, come imposto dalle teorie legate al mesmerismo, dove finzione e realtà si sovrappongono risultando indistinguibili.

BIG da sfidare: 




Ho deciso di sfidare un grande del giornalismo, Massimo Fini, autore con il quale sento di avere una profonda affinità. Ho scelto il suo lavoro “Denaro sterco del demonio” considerandolo un’opera fondamentale per capire il grande inganno costituito dal denaro e che andrebbe adottato in tutte le scuole superiori. 


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sabato 25 dicembre 2021

Buone feste e giorni lieti

 




«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.» (Gv 1,14)

Buone feste e giorni lieti a tutti i nostri lettori. Possano Grazia e Verità divenire le nostre guide in questo periodo complesso.


domenica 19 dicembre 2021

Recensione: Tra Le Fauci Dell'Inferno di Riccardo Giacchi [Rating 7] - recensione a cura di Peg Fly

 


Link Prodotto


Titolo: Tra le fauci dell’Inferno

Autore: Riccardo Giacchi

Illustratore: Lenny Luca Canova

Editore: Infinity Mundi

Genere: Libro Game, Fantasy, Eroico, Apocalittico

Caratteristiche: Scelte Multiple, Punti Esperienza, Indovinelli, Scelte a Tempo, Inventario, Paragrafi Flashback, Finali Multipli, Galleria Immagini

Descrizione prodotto:

Tra le fauci dell’Inferno di Riccardo Giacchi è il nuovo librogame horror disponibile per smartphone con app I-Phone e Android edito da Infinity Mundi. Scarica qui la tua app.

Sotto le spoglie del mondo moderno e di un’esistenza apparentemente normale, l’antico conflitto tra Decaduti delle Tenebre e Campioni della Luce sembra volgere al termine. Il genere umano, a sua insaputa, sta per naufragare in un’era di caos.

Solo un manufatto divino può ribaltare una sorte così avversa e solo un prescelto può osare dove altri fallirebbero, ovvero tu, Babel, nella carica di Gran Maestro.

Armato del tuo lanciafiamme sacro, di un insano coraggio e con addosso nient’altro che i tuoi vestiti da metallaro, dovrai farti strada negli abissi dell’inferno per recuperare ciò che è stato perduto… e riuscire a tornare indietro.

In questa storia interattiva il protagonista sei TU!

Accendi la tua immaginazione, fatti trasportare dalla trama coinvolgente e dalle splendide illustrazioni.


Sinossi:

Questo è un libro interattivo, genere horror- fantasy, composto da 264 paragrafi, di cui ognuno può essere un’azione, un bivio, un combattimento, il tutto determinato dalla strada che il lettore deciderà di seguire impersonando Babel, colui che è chiamato a districarsi nel calderone infuocato comunemente chiamato Inferno. Lo scopo della missione è ritrovare lo Specchio, il manufatto divino capace di sconfiggere i Decaduti grazie alle sue visioni profetiche. Già... perché il mondo è dilaniato da un’antica lotta tra due fazioni, la Confraternita della Luce e i Decaduti delle Tenebre, e la perdita dell’antica reliquia da parte dei Campioni della Luce verte il conflitto a favore dei loro secolari nemici. Dopo il tradimento di Apellos, e dopo aver affrontato un terribile passato e nemici di ogni sorta, ora è Babel a capeggiare la Confraternita nella guisa di Gran Maestro, e come tale è esposto ai pericoli maggiori. Il tutto comincia quando il protagonista si lancia dalla finestra del suo ufficio, portale che conduce al regno dei morti, armato col suo solo coraggio e un lanciafiamme benedetto. 

Nel corso dell’avventura ci si imbatte in innumerevoli nemici mostruosi e, talvolta, anche in enigmi atti a sbarrare il passo, la cui risoluzione è fondamentale per proseguire. Il finale porta il protagonista sulla cima di un cratere dal quale si libra lo spettro di Apellos, custode di quel reame dannato. All’interno del cratere il protagonista vede fluttuare lo Specchio, ma c’è un solo modo per poter raggiungerlo e quindi agguantarlo. Un modo che richiede un prezzo salato: stringere un’alleanza diabolica con il nemico giurato.

Recuperata la sacra reliquia, Babel si risveglia nel suo ufficio brandendo la fidata arma e la reliquia appena conquistata, ma si accorgerà che parte dei suoi connotati sono mutati, e che Apellos ora vive dentro di lui.


Recensione:

Oggi ho il piacere di parlarvi di un libro/game interessante e, per molti aspetti, di new generation, tuttavia che ancora non ha preso piede nel nostro Bel paese.

Devo dire che il nuovo modo di narrare e immaginare nuovi mondi dell’autore mi ha molto colpito. Sto parlando di un librogame horror le cui ambientazioni riprendono in parte quelle della Divina Commedia. Ardue, direi, ma ben costruite e in cui non c’è spazio per le incongruenze, di qualsiasi genere, da quelle spazio/temporali ad altre che un libro/game richiede.

L’intreccio si focalizza principalmente sul conflitto di due schieramenti: La Confraternita della Luce che opera per il bene della comunità e i Decaduti, che al contrario vorrebbero che il Caos

tornasse a sconvolgere l’intera umanità.

La storia si svolge ai giorni nostri ma in un tempo indefinito. 

Abbiamo poi molti personaggi ben delineati, i cui Pov sono ben descritti; tra questi abbiamo Apellos, in passato Gran maestro e traditore della Confraternita, alla quale un altro personaggio, che nel frattempo è stato nominato Gran maestro della Confraternita, deve porre rimedio. 

Quello che suscita gran parte di interesse oltre la storia in sé, sono i numerosi riferimenti ai gironi danteschi, al fatto che Apellos sia il padre adottivo di Babel.

La missione del gioco consiste nel recuperare tra le fiamme dell’inferno lo Specchio di Dio: un manufatto divino capace di prevedere ciò che potrebbe accadere in futuro.

Suggestive le descrizioni delle armi di cui sono dotati i personaggi: lanciafiamme di fuoco sacro adoperati dai mostri infernali che cercano di contrastare l’avanzata di livello del giocatore, e al potere di immunità alle fiamme dello stesso giocatore. 

Tuttavia, capirete ben presto che niente può prepararvi davvero ad affrontare il terrore delle creature infernali che cercheranno di ostacolare il vostro cammino.

Le meccaniche di gioco sono molto semplici, in quanto consistono soprattutto nel lasciar scegliere al lettore il modo di agire del protagonista al termine dei paragrafi, infatti anche gli stessi combattimenti si svolgeranno solo nella sfera narrativa. Ma ciò che mi ha colpito oltre all’ambientazione dantesca, alle tecniche dei libro/game magistralmente organizzato, è stata la struttura narrativa con la quale si narra il game stesso. Una capacità che pochi autori riescono a mettere in atto come ideatori di romanzi di tale genere.

Ora passiamo allo stile: l’autore, Riccardo Giacchi, descrive senza risparmiarsi, a sprazzi anche troppo, ma questo non guasta, soprattutto se si tratta di un libro/game horror/fantasy, nel quale tutto è possibile e tutto può essere inserito se si dosa con sapienza all’interno di scene horror a volte Splatter in cui è costretto a sguazzare il nostro personaggio principale.

Per concludere, questo libro ha molti punti positivi che entrano in conflitto con altri negativi, ma che non inficiano assolutamente all’interno di una narrazione fluida non scontata e consapevole dell’autore, il quale avendo scelto di scrivere una cosa del genere a dir poco futuristica, sa bene dove andare a parare.

Complimenti davvero all’autore e un plauso al bravissimo illustratore, Lenny Luca Canova, che ha saputo trasformare in immagini la narrazione.

Consigliato agli amanti dei video giochi dove si affronta un genere “Splatter” di cui poco si prende in considerazione in narrativa fantasy.

Voto: sette.

Peg Fly


mercoledì 15 dicembre 2021

Recensione: PICATRIX, la scala per l' inferno di Valerio Evangelisti

 


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Sinossi:

Nel quarto episodio della saga dell'inquisitore Eymerich, pubblicato originariamente nella collana "Urania" nel 1998, il frate domenicano viene inviato in missione nel regno arabo di Granada e, accompagnato dal marrano Alatzar, deve giungere fino alle misteriose Isole Felici, al largo della costa africana oltre le Colonne d'Ercole, per sciogliere l'enigma dell'oscura profezia secondo cui il regno dei cristiani finirà "tra teste di cane e alberi di sangue". 

Tutto inizia quando, nel 1361, a Saragozza si scopre che orrendi mostri dalla testa di cane uccidono chiunque entri in possesso di un misterioso libro di magia, il Picatrix, mentre in cielo appaiono giganteschi dischi luminosi. Gli stessi che, secoli dopo, brillano sull'Africa mentre sta avvenendo un esodo di bambini di dimensioni apocalittiche. E mentre il professor Frullifer, in un manicomio delle Canarie, assiste allo strano comportamento di alcuni internati che, una volta l'anno, latrano come cani. E smettono solo quando l'effigie del Diavolo viene arsa sul rogo...


Recensione:

Valerio Evangelisti è uno dei miei autori italiani preferiti. I suoi romanzi sono capaci di unire scenari e situazioni delle più svariate, mischiando generi differenti in modo magistrale. Il tutto mantenendo una ricostruzione storica ineccepibile, capace di dare spessore alle vicende narrate e rendere verosimili anche gli eventi più bizzarri. 

Per queste ragioni sono solito centellinare i suoi lavori, non vorrei mai che la sua vena creativa dovesse inaridirsi all’improvviso, lasciandomi privo di nuovi materiali.

Come detto in altre occasioni, prediligo le serie minori, rispetto a quella principale dell’Inquisitore Eymerich, ma non nego che alcuni episodi di quest’ultima epopea abbiano saputo entusiasmarmi. Tra questi, Picatrix, la scala per l’inferno, non mi ha certo deluso. 

Belle le linee narrative che fanno da spalla alla principale dedicata al nostro Inquisitore preferito, e piacevole l’intero corso della narrazione. Il modello rimane quello consolidatosi negli episodi precedenti, con le varie storie che fanno convergere passato, presente e futuro in un finale ricco di fuochi d’artificio. 

Sempre sugli scudi Eymerich, capace di rimanere fedele a se stesso, mai domo e mai prono al politicamente corretto, una figura granitica nelle proprie convinzioni, spietata, ma quanto mai coriacea nel conquistarsi i lettori, senza cedere alla tentazione di smussare le proprie spigolosità pur di farli propri. Bello, bello.

Decisamente molto evocativa l’esodo biblico dei bambini di sabbia, la linea narrativa che più ha colpito la mia immaginazione. Carneficina, stregoneria, superstizione e milizie deliranti. Un mix avvincente e riuscitissimo, in un ambientazione africana che fa da sfondo perfetto alla follia degli eventi sfuggiti di mano alle varie operazioni di "peacekeeping".

Che dire, soliti complimenti di rito a Evangelisti, e un consiglio di cuore ai lettori di non perdersi neppure questo suo romanzo. 

Andrea Zanotti


domenica 12 dicembre 2021

Recensione: Il 71esimo senso: La Torre di Hagar Lane [Rating 8] - recensione a cura di Andrea Zanotti

 


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Titolo opera: Il 71esimo senso: La Torre

Autore: Hagar Lane

Editore: Pubblicazione indipendente

Genere: saggio, misticismo, Tarot, Kabbalah

Prezzo: ebook 4,99, cartaceo 19 €

Sinossi: 

L’idea di scrivere questo libro è nata dopo anni di studio del Tarot e della Kabbalah. I grandi maestri di Kabbalah dicevano che il Tarot aveva tratto ispirazione dalla Kabbalah e i grandi tarologi dicevano, invece, che era la Kabbalah ad aver tratto ispirazione dal Tarot. Notavo anche che ogni autore mappava i 22 Arcani maggiori del Tarot e le 22 lettere dell’Alfabeto Ebraico sui 22 sentieri dell’Albero della Vita un po' come voleva, e spesso ricorreva l’affermazione che l’Albero della Vita fosse un frattale, ma nessuno lo dimostrava con riferimento al Tarot e all'Alfabeto Ebraico. Notavo anche che molti tarologi avevano creato un binomio fra il Tarot e le religioni cristiana ed ebraica, ma io vedevo delle chiare corrispondenze anche col buddismo tibetano. Insomma, un giorno è sorto in me il desiderio di capire come stessero le cose fra Tarot, Gioco degli Scacchi, Albero della Vita, Alfabeto Ebraico e Buddismo, certa in cuor mio che l’Albero della Vita fosse un frattale, come anche il Tarot e l’Alfabeto Ebraico, e che il Tarot avesse un forte legame col Gioco degli Scacchi e con tutte le antiche tradizioni sapienziali. Così ho lentamente dimostrato tutto ciò che sentivo, dando forma a quest'opera.

L'intento di quest'opera è restituire dignità e onore al Tarot, inoltre si apprende un metodo di studio da autodidatti del Tarot e s'imparano i fondamenti della Kabbalah, per vedere la vita con occhi nuovi.


Recensione:

Oggi voglio parlarvi di un testo del tutto particolare, Il 71esimo senso: La Torre di Hagar Lane. Vi avviso subito, non si tratta di un romanzo, anche se all’interno di quest’opera troverete ugualmente avventura, storia e mistero, e sarete condotti in un viaggio incredibile. Già perché l’autrice è stata abile a edificare una costruzione sorretta da pilastri assai differenti, ma capaci di donare al tutto un equilibrio a dir poco invidiabile. 

L’analisi di Hagar Lane all’Arcano Maggiore XVI spalanca un vero e proprio universo, che lei riesce a plasmare e racchiudere nelle quasi cinquecento pagine di questo prezioso volume, donandogli massima coerenza nonostante la vastità degli argomenti affrontati. 

Ammetto di non possedere la preparazione necessaria a comprendere appieno tutti i passaggi, ma il mix di studio del Tarot, della Kabbalah, degli scacchi, dell’alfabeto ebraico, con i rispettivi rimandi simbolici, e il parallelo costante con il vangelo gnostico di Tommaso è riuscito a tenermi incollato alle pagine dall’inizio alla fine. Ricordo per chi non l’avesse letto, che l’autrice è già stata ospite di queste pagine con la recensione al suo romanzo Cavalier Hak

Già all’epoca mi era parso evidente il bagaglio di conoscenze possedute dall’autrice, cosa di certo confermata in questo saggio. Ciò che però importa è che questa ingente dose di nozioni venga estrapolata e sfruttata nel migliore dei modi per offrire un lavoro capace di coinvolgere e di stimolare il lettore alla riflessione. Gli sterili concetti vengono dispiegati in modo coinvolgente, creando connessioni e associazioni originali, tutti da scoprire in una caccia al tesoro entusiasmante. 

In questi ambiti di rado ci troviamo innanzi a certezze assolute, ognuno deve scoprire la propria versione di Via, ma per farlo necessita di comprendere i rudimenti di come applicarsi in questa “cerca”. Ecco, nel mio caso ad esempio questo lavoro è stato a dir poco utilissimo, fornendomi una mappa mentale di come l’autrice ha affrontato il Tarot. Un lavoro che mai avrei potuto neppure immaginare, nonostante i numerosi volumi letti in precedenza, anche se non specifici ai tarocchi. Posso assicurarvi che vedrete quella semplice carta spalancarsi come un portale su mille mondi, mille versioni differenti, eppure tutte plausibili, è stata una vera scoperta. Un condensato di simboli si dispiegherà innanzi a voi, lasciandovi la facoltà di percepire quello che più si addice alla vostra sensibilità. 

Bello, e ben fatto. 

Non è facile condurre in porto un lavoro del genere. Anche la struttura stessa dell’opera è studiata e realizzata in modo ottimale. La ragione e la pianificazione riescono a prevalere sul sentimento nelle parti in cui questo è necessario, e a lasciar briglia sciolta all'immaginazione creativa e ultrasensibile per trasporre in scritto quanto percepito dall'autrice grazie all'intuito, nelle altre. E questo traspare in modo evidente, offrendoci una lettura ricca, ma sempre ordinata e agile da seguire. Il materiale è veramente tanto, eppure Hagar Lane non si smarrisce nel labirinto, mantenendo sempre salda la rotta e ispirata la prosa. 

Grande cura all’editing, al comparto grafico, con immagini e schemi sempre evocativi, e tendenza dei refusi allo zero, completano un romanzo che da lustro all'intera categoria degli autori autoprodotti. Massima professionalità e profondità delle tematiche trattate ne fanno un piccolo gioiello che mi sento di consigliare vivamente a tutti gli amanti delle belle letture e non solo agli appassionati di misticismo e ricerca spirituale.

Complimenti di cuore alla scrittrice!

Andrea Zanotti