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domenica 27 agosto 2017

L’ ultimo Paleologo di Emanuele Rizzardi [Rating 7,5]


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Titolo: L'Ultimo Paleologo



Genere: Storico

Prezzo: Euro 3,99 Ebook, 18,00 Euro Cartaceo

Rating: 7,5

Sinossi: “L’ ultimo Paleologo” di Emanuele Rizzardi, scrittore legnanese che propone un romanzo storico ambientato durante l’assedio di Costantinopoli.
1453, Ancona. Quattro galee italiche prendono il mare per soccorrere Costantinopoli, assediata dal geniale e terribile sultano Maometto II.
Chi le comanda è Alessio, bastardo della casata dei Paleologi, di ritorno a casa dopo un lungo esilio a causa di un turpe delitto.
Dopo aver umiliato le navi dell’ammiraglio turco Baltoglu, Alessio sperimenta la durezza dell’assedio e gli attriti fra occidentali e bizantini in una città agonizzante e prossima alla capitolazione.
Nella disperata ricerca di alleati, il basileus Costantino XI lo invierà nel Caucaso, presso il regno di Georgia, per portare a compimento una promessa matrimoniale rimandata troppo a lungo. Inseguito da vecchi nemici in cerca di vendetta, giungerà alla corte del duca di Kutaisi dove prenderà parte alla lunga e intricata guerra civile per conquistare il trono di “Re dei Re”, signore di tutta la Georgia.


 Recensione: 
Oggi vi presento un romanzo storico edito da Cavinato Editore: L’ ultimo Paleologo di Emanuele Rizzardi. Si tratta di un testo di piacevole lettura, corposo e dalle solide basi storiche. Visto che Emanuele è diventato un membro dello staff di scrittorindipendenti, mi trovo costretto ad essere più severo del solito, per fugare ogni dubbio di “essere di parte”, anche se confido oramai i lettori mi conoscano ed abbiano capito che difficilmente mi astengo dal dire ciò che penso. 
A parte tutto, il romanzo merita davvero, quindi non ho dubbi in proposito al voto che intendo attribuirgli, né in merito alla soddisfazione che darà a tutti quelli che vorranno concedergli una chance.
E’ il primo romanzo dell’autore e questo giustifica alcuni aspetti a mio avviso un po’ acerbi e che avrebbero dovuto essere smussati in sede di editing da parte della casa editrice, ma di questo avrò modo di parlarvi, e lamentarmi,  più avanti. Si tratta di peccati veniali, intendiamoci, e non certo capaci di inficiare la portata di un romanzo che rimane sicuramente da leggere, non fosse altro per l’originalità dell’ambientazione trattata, che dopo la prima parte dedicata all’assedio della maestosa Costantinopoli, assolutamente affascinante, ci trasporta nelle regioni “inesplorate” (dalla letteratura d’evasione, almeno da parte mia) del Caucaso, presso il regno di Georgia.
Togliamoci quindi subito i sassolini dalla scarpa. Mi riferisco principalmente ai dialoghi che, soprattutto, nella prima parte del testo, appaiono a mio parere, un po’ ingessati ed innaturali e che a mio avviso avrebbero dovuto essere resi più fluidi. Altro elemento che mi pare abbia stonato è l’incontro “casuale” dell’ex ammiraglio del Sultano con Alessio, all’inizio della missione di questo verso il Regno di Georgia. Una forzatura difficile da far digerire agli esigenti lettori dei romanzi storici. Ecco, tutto qui, perché per il resto il romanzo è molto ben orchestrato e per questo il voto finale è quello che vedrete ed il consiglio è quello di seguire attentamente questo giovane autore. Già perché le descrizioni che riesce a fornirci nel corso degli eventi sono molto ben fatte ed evocative, l’azione ed i combattimenti sono resi splendidamente e sembrerà effettivamente di partecipare alle mischie furibonde che si verranno a creare, con l’aggiunta di trovate strategiche ottimamente rese. 
Credibili, ben descritte, storicamente ineccepibili e che dire dei personaggi? Anche questi sono ben fatti, profondi, caratterizzati in modo da rimanere nell’immaginario del lettore, sia i principali che quelli secondari, alcuni dei quali è veramente riduttivo definire tali in quanto meritano di essere elevati ad una categoria superiore. 
I giochi di potere, i sotterfugi, i tradimenti e le vicissitudini dei Regni coinvolti vengono allestiti dal Rizzardi in modo magistrale, riuscendo nel non facile intento di ottenere il giusto equilibrio fra i capitoli dedicati all’azione e quelli volti alla costruzione della sua opera, facendoci scoprire peraltro quanto accaduto in quegli anni nel Caucaso in modo avvincente e mai pedante.
Anche l’evoluzione dei personaggi è svolta in modo credibile e con la giusta dose di sorprese, capaci di tenere il lettore sempre avvinghiato al testo nonostante la sua corposità, cosa che personalmente ho apprezzato, in quanto agevola la naturale empatia che viene a crearsi con i protagonisti. Un autore che sa gestire con egual bravura gli aspetti più crudi della guerra e quelli più sublimi dell’amore fraterno fra camerati e quello che sorprendentemente può sbocciare anche a seguito di matrimoni dinastici pianificati a tavolino.
Insomma una lettura consigliata, anche se l’ultimo appunto lo voglio riservare all’editore: l’editing di un testo non è un optional e ritengo intollerabile trovare così tanti refusi (frutto dell’utilizzo di correttori automatici, a giudicare dalla tipologia di errori) in un testo che dovrebbe essere stato passato al vaglio dagli addetti di una casa editrice seria. Non conosco le sbalorditive strategie promozionali che possa mettere in campo l’editore, per compensare al mediocre lavoro di editing svolto, ma se così non fosse, a mio parere, è preferibile rimanere indipendenti, anche perché così facendo si avrebbe maggiore libertà per impostare un prezzo inferiore e rendere il romanzo ancor più appetibile per il vasto pubblico che merita.  
Voto 7,5


Nota della redazione: aggiornamento di Novembre. Il romanzo è ora disponibile in versione autoprodotta dopo la rescissione del contratto da parte dell'autore verso l'editore. Per maggiori info date un'occhiata a questo post. Al testo, ora, sono state apportate tutte le migliorie in fase di editing che non erano state fatte dall'editore. 

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