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martedì 2 agosto 2016

I Segugi dell'Ombra di Steven Erikson

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Sinossi:
Hood ha fama di saper sfruttare ogni complotto, ogni cospirazione, nonché la sfrenata ambizione di chiunque per i suoi fini personali. Ma stavolta, il Signore della Morte si muove in anticipo… Darujhistan brulica di portenti, voci incontrollate e sussurri. In città sono giunti degli stranieri, un omicida è all’opera e altri assassini stanno prendendo di mira gli abituali avventori della Taverna di K’rul. Ma tutti questi eventi sono destinati a passare in secondo piano rispetto a ciò che sta per accadere: in lontananza riecheggiano i latrati dei Segugi… Nella lontana Corallo Nera la calma apparente cela l’inquietudine del sovrano Anomander Rake, Figlio dell’Oscurità. Una minaccia incombe sulla città, mentre si diffonde il culto del Redentore, un uomo onorevole, un tempo mortale, ora un dio un afflitto dalla solitudine, apparentemente impotente di fronte alla visione contorta maturata dai suoi seguaci...

Recensione:
Oggi vi presento un nuovo tomo della saga dell’Impero Malazan di Steven Erikson: I Segugi dell’Ombra. Questo è il primo volume che compro nella nuova edizione, monolitica, della nuova Armenia.
Che dire, il tomo da 1200 e passa pagine, si presenta come un solido blocco di basalto, e direi che si presta bene a contenere l’opera del mio autore prediletto. Anche la qualità dell’immagine di copertina per fortuna è decisamente migliorata rispetto ai precedenti… non che ci volesse molto in effetti.
Come sapete questa Saga costituisce per il sottoscritto il miglior ciclo fantasy mai partorito. Ne ho decantato le doti nelle precedenti recensioni alle quali vi rimando, se non conosceste l’autore, inutile quindi dilungarmi col rischio di ripetermi. Questa volta voglio tentare un’analisi diversa, nella speranza di ottenere qualche vostro riscontro.
Una confessione: mi basta leggere qualche pagina dei romanzi di Erikson per essere trasportato in un regno lontano, incantevole e vivido all’inverosimile.
E’ quasi magia.
Ora molti di voi penseranno che queste siano frasi fatte, quasi stucchevoli nella loro banalità, ma per me la cosa è inquietante: Erikson parla al subconscio e lo fa in modo potente.
La storia, il suo intreccio, le singole vicende, i mille protagonisti, così come i singoli capoversi sono complessi, stordiscono quasi e giunti al nono volume non tutte le posizioni possono restare a mente al lettore medio (e privo di memoria come il sottoscritto), eppure la cosa passa in secondo piano. Quello che conta è di assistere a qualcosa di maestoso, qualcosa di divino e in quanto tale non completamente comprensibile al singolo uomo, ma non per questo meno affascinante.
E’ una sensazione particolare, ma che dopo nove episodi posso confermare sia il vero marchio di fabbrica di questo autore.
Anche personaggi che fanno la loro comparsa per la prima volta sono dotati sin da subito di un’anima, hanno potere evocativo straordinario pur senza fare nulla di particolare: è l’abilità di Erikson a donare loro tridimensionalità sin da subito, calandoli in un contesto iper reale e dal fascino indiscutibile. Che si tratti di semplici “plebei” o di Divinità dalle più svariate forme, è la classe dell’autore a farli pulsare di vita propria indiscutibile.
Altra cosa indubbia è che i romanzi di Erikson mi mettono addosso una gran voglia di scrivere, infondendo dosi massicce d’ispirazione ad ogni pagina letta. E’ una costante anche questa.
Ma torniamo a questo “I Segugi dell’Ombra”, che, vi stupirete a sentirmelo dire, presenta invero alcune ombre.
Ad Erikson piace far filosofeggiare i propri personaggi, mettendo loro in bocca pensieri profondi, anche se spesso ammantati di ironia e in questo romanzo questa sua peculiarità, a mio avviso, travalica i confini, rendendo alcuni tratti dell’opera un po’ pesanti.
In alcuni casi anche personaggi che in precedenza si erano mostrati dall’indole ben più superficiale, iniziano a spacciarsi per “maestri di vita”. Forse la mia è una sensazione, forse invece è una scelta voluta e ricercata dall’autore, che avvicinandosi alla conclusione della sua maestosa epopea si è sentito ispirato a darle questo taglio. Come dicevo prima, sono un semplice uomo per cui non sono in grado di comprendere appieno il disegno complessivo che rimane pur sempre eccellente e che solo nei prossimi volumi si presume ci verrà svelato nella sua complessità.
Ne “I Segugi dell’Ombra” I diversi personaggi confluiscono in una sorta di gran finale che invece di sorprendere, mi è parso un gradino sotto rispetto alle solite invenzioni di Erikson, capaci di sbalordire per visionarietà, ma a parte questo tutto il testo rimane decisamente ben fatto e con spezzoni di grande fascino.
Ora non mi resta che procurarmi il nuovo uscito:





La polvere dei sogni


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