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sabato 13 febbraio 2016

Arma Infero: Il Mastro di Forgia di Fabio Carta [Rating 6,5]

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Titolo: Arma Infero


Autore:  Fabio Carta

Genere: Fantascienza

Prezzo: Euro 1,99

Rating: 6,5

Sinossi:  "E ora, fratelli, lasciate che vi narri di quei tempi, in cui le nuvole correvano rapide sopra gli aspri calanchi e di quando Lakon combatté per noi".


Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall'uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra questi v'è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon. 
Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia "mastro di forgia", e infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l'ascesa di Lakon è il prodromo proprio di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l'inevitabile distruzione che su tutto incombe.

Recensione:
A.I. è un romanzo di fantascienza che ricalca i passi dei grandi autori del genere, riportando alla mente gli scritti di maestri quali Asimov e Herbert.
Il progetto dell’autore è decisamente ambizioso, lo si capisce chiaramente dall’imponenza del tomo che ci troviamo a dare in pasto al nostro ereader e sin dalla lettura delle prime pagine. Personalmente amo il coraggio di chi ambisce a lasciare il segno e indubbiamente Carta col suo Arma Infero ci prova, e alla lunga ci riesce pure. Dico questo perché la prima parte del romanzo non è affatto facile da affrontare.
Il tono è da subito barocco, il linguaggio aulico, la descrizione degli eventi piuttosto lenta e l’azione non è certo adrenalinica. A questo si aggiungano i discorsi diretti forbiti, che in alcuni casi non si adattano alla mutevolezza delle situazioni, finendo con l’apparire bizzarri in contesti nei quali anche il più nobile dei letterati si sarebbe lasciato scappare qualche bestemmia tonante…
Insomma, il rischio, a mio parere, è che non tutti i lettori siano disposti a dare fiducia al testo, e si allontanino anzitempo da un romanzo che invece, con lo scorrere delle pagine, ci conquista sempre più.
Una revisione, diciamo delle prime 200 pagine, volta a snellire l’ambientamento del lettore a questo mondo fantastico, contribuirebbe a scongiurare questo pericolo e agevolerebbe il successo che invece quest’opera meriterebbe. Sì perché il mondo che si disvela mano a mano è effettivamente molto ben realizzato e originale.
La mescolanza fra ideali cavallereschi in un contesto futuristico è riuscita meravigliosamente. Il mistero che avvolge Lakon e la sua cerca del Pagan, aggiungono fascino e incognite a uno scenario di guerre, politiche e combattute a suon di atomiche, che già di per se risulta interessante, ben architettato e soprattutto molto ben descritto.
Carta è abilissimo nelle scene di combattimento e si nota tutta la sua preparazione in campo bellico e tecnologico.
Il rischio, che puntualmente si concretizza, è che tale preparazione sfoci in lunghe descrizioni minuziose di componenti e situazioni, che il lettore medio ho il sospetto non apprezzi più di tanto.
Ad ogni modo questi eccessi sono solo sporadici e d’altra parte contribuiscono a creare quell’aurea di credibilità e complessità a tutto il costrutto. Purtroppo gli scontri ed i conflitti appaiono con il contagocce, rimandando il tutto ai capitoli successivi della saga.
Ad ogni modo de gustibus non est disputandum, come dicevano i saggi, quindi mi limito al mio dovere di cronaca, avvisandovi a cosa andrete incontro: un testo che richiede un certo impegno, ma che sarà anche capace di fornire un’esperienza di lettura profonda e appagante, mai banale e/o superficiale.  
Mi è piaciuta molto la personalità sfaccettata del narratore, capace di rappresentare in modo veritiero e credibile i molteplici aspetti dell’animo umano, alternando umori, affetto e invidie, che si disvelano nel complesso rapporto che ha con il Martire Tiranno, il salvatore e suo grande amico Lakon. Un rapporto che evolve in modo inaspettato e capace di incuriosire in quanto sempre teso e strutturato.
Il narratore ha vizi e debolezze, nonostante ambisca a seguire i dettami della cavalleria non è certo senza macchia, contribuendo a farlo apparire più vicino al lettore e consentendo a quest’ultimo di immedesimarsi maggiormente in quanto narrato.
Niente eroi senza macchia e questa è già un’ottima base di partenza.
Il mondo di Arma Infero è vasto, i regni che impariamo a conoscere sono ben rappresentati e complessi, i giochi di potere, gli intrallazzi ed i sotterfugi dei regnanti si disvelano pian piano contribuendo al patos della narrazione con colpi di scena e pugnalate alle spalle, insomma non c’è da annoiarsi, anche se pure in questo caso molto è demandato agli episodi futuri.
I paesaggi e gli ambienti mi sono piaciuti, molto evocativi i calanchi, e le relative descrizioni non sono mai ridondanti.
I cooprotagonisti sono ben delineati e ben riusciti, sempre in tema e dall’evoluzione imprevedibile ma credibile e razionale, anche se alla fine i veri protagonisti sono gli Zodion stessi, macchine (?) da guerra frutto dell’ingegno degli antichi saggi/scienziati e portatori di un linguaggio di programmazione andato perduto nel corso dei secoli.
Il mistero che li avvolge e che solo grazie alle doti del Martire Tiranno verrà passo passo indagato, è il vero cuore di questo romanzo capace di approfondire la follia del genere umano e della guerra in modo originale.
Dopo tutta questa sviolinata vi attenderete un voto d’eccellenza per questo romanzo… invece mi spiace deludervi.
Il testo è difficile da valutare e costituisce fondamentalmente un lungo preludio agli eventi “maggiori” che dovrebbero svolgersi nel proseguo.
Gli ingredienti ci sono tutti come ho avuto modo di narrarvi, quello che manca sono le spezie che diano quel gusto in più. Certo, è ben scritto, ho notato solo qualche errorino di battitura nella parte finale, forse causa di un editing andato scemando nel corso della rilettura, ma il dubbio che il rapporto fra mole di pagine ed eventi cardine narrati sia squilibrato, mi impedisce di andare oltre un 6,5, in attesa del seguito sul quale nutro elevate aspettative.
E’ il dipanarsi della trama troppo lento a costituire il fardello che impedisce al testo di ottenere il giudizio lusinghiero che si meriterebbe. La sensazione che qualcosa “di grosso” sia sempre lì lì per avvenire, ed invece l’innesco finisca sempre con lo spegnersi sul più bello. Ad ogni modo un autore da monitorare con attenzione in attesa che il prossimo episodio ci fornisca quanto promesso da Arma Infero. Gli elementi ci sono tutti.

2 commenti:

Fabio CARTA ha detto...

Grazie infinite per la bella e onesta recensione.
Posso solo aggiungere che il manoscritto del Vol.2 è al momento all'esame della CE. Attendiamo fiduciosi. Ciao e ancora grazie

Andrea Zanotti ha detto...

Ottima notizia, Fabio. Intanto allora in bocca al lupo e tienici aggiornati!

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