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mercoledì 6 gennaio 2016

L'ombra del Serpente di Isabel Giustiniani [Rating 7,5]

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Titolo: 

 L'ombra del Serpente (File JE60754 saga Vol. 1)


Autore: Isabel Giustiniani

Genere: Thriller storico

Prezzo: Euro 2,99

Rating: 7,5


Sinossi:  Cairo, Gennaio 2011. L’egittologa inglese Amberlee Braxton, nel corso del progetto The Global Egyptian Museum, si imbatte in una vecchia scatola sulla quale riconosce la calligrafia del celebre archeologo Howard Carter. Lo splendido serpente in oro e gemme preziose, celato in seguito a uno scandalo insabbiato durante la scoperta della tomba di Tutankhamon e che Amberlee cataloga come reperto JE 60754, si rivela essere un individuo dotato di coscienza.

Inizia così il racconto del più insospettabile testimone degli eventi della Storia, viaggiatore millenario accanto ai protagonisti del passato, ora al seguito dei crociati di re Sigismondo d’Ungheria, ora al polso della giovane Salomè. Pugnale tra le mani di santi e peccatori - vittima e carnefice egli stesso - passa da mercanti di schiavi, cavalieri e spie, fino a guardare negli occhi il basileus Manuele II, imperatore di Costantinopoli. Un viaggio nei secoli il cui unico scopo è ritrovare il Dio Che Cammina Tra Gli Uomini, quel Gesù di Nazareth incontrato tanto tempo prima sulle rive del Mare di Galilea.

Ma i moti di insurrezione in Egitto, a lungo sopiti, arrivano a travolgere le vite di tutti, esplodendo nelle manifestazioni in Piazza Tahrir e portando alla deposizione del presidente Hosni Mubarak. Il Museo Archeologico del Cairo è vittima di un clamoroso furto durante il quale vengono trafugati vari oggetti appartenuti al più famoso dei faraoni. Nella stessa notte il Serpente scompare e il file JE60754 viene cancellato. Amberlee ne possiede però l’unica copia completa e, sullo sfondo della primavera araba, inizierà una fuga sulla scia insanguinata di omicidi e manovre di poteri occulti disposti a tutto pur di entrare in possesso del segreto del Serpente.


Recensione:

Eccoci alla prima recensione di questo 2016. Niente di meglio quindi di un bel thriller storico che lascia il lettore con un solo rimpianto: dover attendere che l’autrice scriva il seguito.
L’idea di attribuire il ruolo di  voce narrante per ampi spezzoni del romanzo al braccialetto/pugnale serpente è, oltre a una trovata originale, magnificamente trasposta, con la staticità che questo assume in determinate circostanze e la neutralità della sua visione in altre. Un narratore anomalo, capace di offrire punti di vista inusuali e sempre diversi. Ho trovato questo espediente molto ben gestito e affascinante, a maggior ragione visto che il lavoro per la Giustiniani non deve essere stato per nulla semplice. Complimenti all’autrice quindi.
L’evoluzione stessa nella percezione degli eventi circostanti e il progressivo nascere di nuovi sentimenti nell’animo del serpente, sono l’aspetto del romanzo che più colpisce, secondo solo alla potenza della storia che attraverso gli occhi di metallo di questo ci giunge con grande realismo.
Ottima ed elegante la trasposizione dei sentimenti della creatura che ci sorprende con la propria sensibilità e ci lascia ancor più sbalorditi quando le scene descritte invece virano verso la violenza più selvaggia e senza censure. Anche in questi frangenti l’autrice non mostra imbarazzi, esplorando senza remore la brutalità che ha permeato alcuni degli scenari descritti.
Lascia indubbiamente colpiti la capacità della Giustiniani di mostrare bravura equivalente sia nella descrizione delle efferatezze più spietate, che nella sensibilità tenera e struggente dell’amore che risiede nel cuore del reperto JE 60754.
Battaglie a fil di spada e sentimenti profondi trovano il giusto equilibrio in questo romanzo, offrendo un ampio raggio emozionale che piacerà sicuramente al vasto pubblico.
La moltitudine di vicende in contesti diversi, accomunati solo dalla vivida passione dell’autrice per la storia, sarebbe un motivo sufficiente per leggersi questo romanzo. E’ proprio l’amore viscerale che la Giustiniani (che non a caso gestisce un sito di storia: http://www.isabelgiustiniani.com/) deve avere per le vicende narrate, traspare in modo imponente nelle descrizioni dei luoghi e dei costumi, donando spessore all’opera.
L’abbondanza delle descrizioni è giustificata dalla loro forza evocativa e contribuisce a calarci alla perfezione nell’ambientazione storica trattata. La varietà delle epoche invece, oltre a sottolineare la preparazione dell’autrice, rende ancor più appagante il nostro viaggio.
La Giustiniani scrive bene, la sua prosa è fluida nonostante la ricercatezza delle descrizioni e dei termini.  D’altro canto questa porta a farci rivivere i tempi andati in modo quantomai realistico e coinvolgente. L’altra faccia della medaglia ci mostra che questo amore ha forse forzato la mano alla scrittrice, il cui lavoro è maggiormente sbilanciato sugli aspetti narrativi del passato, piuttosto che sul descrivere la vicenda attuale della ricercatrice, Amberlee Braxton, relegandola in secondo piano.
Forse questa è l’unico appunto che si possa muovere al testo.
Ricordiamo ad ogni modo che questo è solo il primo volume della serie e riteniamo che nei prossimi lo scettro da protagonista dovrà passare indubbiamente alla professoressa, aumentando l’appeal per gli amanti del thriller vero e proprio. 
Un ottimo romanzo quindi, che in questo primo episodio soddisferà ancor più gli amanti della storia. Rating 7,5 in attesa, spasmodica, possiamo dirlo data la chiusura un po’ brusca del finale, del seguito che speriamo possa uscire quanto prima. La curiosità è tanta.

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