Gran parte del
materiale di questo articolo - esempi esclusi - è tratto e/o riadattato dal
manuale “Writing Tools” dell’insegnante di scrittura Roy Peter Clark, che
ringrazio immensamente!
Immagina
di dare il là a un racconto con la seguente descrizione:
L’erba di Kirkshire era
ogni anno la più verde del contado, un verde grasso e lucido che dava invidia a
tutti.
Niente di strano, vero?
E se più avanti nel racconto compare questa
scena?
Il detective Rijkaard
arretrò con una mano sulla bocca, cercando di resistere ai conati di vomito.
Inciampò sui talloni e cadde di schiena tra quell’erba morbida, accogliente, lanosa
come il vello di un tappeto. Scattò in piedi con un moto di ribrezzo. Ormai sapeva
perché l’erba di Kirkshire fosse di un verde così osceno.
Quante fosse comuni si
aprivano sotto i suoi piedi, uguali a quella che la sua pala aveva appena messo
a nudo?
È una bella sorpresa per il lettore - si fa
per dire - ma il punto interessante è che la rivelazione sia già stata
adombrata nelle primissime righe del testo, a sua insaputa.
Gli indizi seminati tra le righe di un
racconto, soprattutto verso l’inizio, offrono una vaga, subliminale indicazione
di ciò che accadrà in futuro, e trasmettono a chi legge quell'ineffabile
sensazione di: “Uhm... Possibile che sia proprio così? O me lo sto sognando?
Devo continuare a leggere, devo sapere!”
Questa è la prima di quattro tecniche di
stretta parentela, o quantomeno collegate, che considereremo una per una nel
corso delle prossime settimane, e che ci aiuteranno a “spingere” il lettore con
entusiasmo attraverso il testo.
È una strategia di uso comune anche nel
cinema, che non di rado convince lo spettatore, una volta terminata la
pellicola, a pigiare sul tasto rewind. Chi di noi non è tornato a guardarsi le
scene con Bruce Willis e il bambino, dopo aver visto “Il Sesto Senso”? O chi ha
resistito alla tentazione di un fermo immagine nel corridoio della vittima di “Profondo
Rosso”?
Un altro esempio pratico:
Tutti gli ripetevano che
il volo era la forma più sicura di viaggiare. Sua sorella volava due volte a
settimana. Suo zio tutte le estati, quand'era tempo di vacanze. Diamine,
persino sua zia Patty sonnecchiava il volo intero da New York a LA, senza
sprecare una goccia di sudore.
“Basta, ci vado anch'io”
annunciò Ben a sua moglie con aria trionfale.
Piuttosto palese, neh? Sappiamo tutti che
succede dopo. O forse no.
Nulla ci impedisce di cambiare un po’ le
carte in tavola, per spiazzare e divertire il nostro lettore.
Il Boeing 747 atterrò a
Miami senza neanche uno scossone. Poco dopo, mentre era in fila ad attendere i
bagagli con un sorriso ebete stampato in volto, Ben si sentì un perfetto
idiota. Gli era persino piaciuto, ammirare i castelli di nuvole bianche da
lassù.
Pensava già con allegria al
viaggio di ritorno, quando sui monitor comparvero le prime scene del disastro.
Un Boeing in fiamme,
uguale al suo. Riconobbe il numero del volo sul trafiletto di notizie che scorreva
in fondo al video: giusto quello che non era riuscito a prenotare, a causa
della sua lentissima connessione web.
L’anticipazione è utile anche a scopo persuasivo.
Se voglio convincere qualcuno di qualcosa, posso aprir le danze con un’affermazione:
“Il potere logora chi non
ce l’ha” diceva un saggio, e l’esperienza mi ha insegnato a crederlo.
Da qui in avanti - anche mooolto più avanti,
se voglio tenerlo sulle spine - posso mostrare al lettore il perché di questa
amara conclusione. Evvai di intrighi di stato, mafiosi, polizieschi,
cospirazioni aliene e così via.
Dobbiamo però stare attenti a non provocare
un effetto opposto a quello sperato, per via di anticipazioni “dimenticate” o
mai concretizzate. È quella che chiamano “la Pistola di Chekhov”, o in due parole: “Non piazzare un
fucile carico sul palco se nessuno ha intenzione di far fuoco”.
Inutile, anzi dannoso e frustrante, inserire nel
testo elementi che ammiccano al lettore, per poi rivelarsi del tutto superflui
o semplicemente dissolversi nel nulla. È un problema spinoso soprattutto nel
caso di romanzi lunghi o saghe... chiedete a me, ne so qualcosa. :)) Niente di
meglio di un team di volenterosi editor, per aiutare lo scrittore a non
spararsi in testa con l’odiosissima Pistola.
Image courtesy of digitalart / FreeDigitalPhotos.net



0 commenti:
Posta un commento