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domenica 21 ottobre 2012

"Rootworld" di Alessio Gallerani [Rating: 6+]

Titolo:    Rootworld - "La Radice Oscura"
Autore:  Alessio Gallerani
Genere: Weird Fantasy
Pagine:  330
Editore: Domino
Rating:  6+
Link acquisto  




Il romanzo in una riga:  "Un immaginifica gita scolastica in un mondo radicalmente diverso."

Opera sicuramente "weird", un po' meno "fantasy". Lo stesso autore la definisce "fantascienza travestita da fantasy", in quanto non è ambientata in un mondo "altro" governato dalla magia, ma in una dimensione parallela alla nostra, dove gli elementi fantastici sono descritti come fenomeni naturali (sebbene obbediscano a leggi non sempre chiare, che paiono a loro volta una "magia travestita" ).


Alessio Gallerani è un autore poliedrico con uno spiccato gusto per la contaminazione letteraria, nella cui bibliografia troviamo un po' di tutto: fantascienza umoristica, paranormal thriller, urban fantasy-horror, new weird e perfino romance-horror. Potete conoscere meglio Alessio Gallerani ascoltando la sua intervista per Narrativa Digitale , il podcast di Rosario Maria Oliveri, che sta anche collaborando con InfinitiMondi per produrre delle audiorecensioni.

 Purtroppo "La Radice Oscura" non è esattamente autoconclusivo e questo rappresenta un grave difetto; il libro infatti è il primo capitolo della trilogia di Rootworld, evidentemente concepito come un unico gigantesco romanzo; è possibile acquistare l'ebook di ogni tomo a 1,99 €, ma dal momento che l'intera trilogia è venduta a 2,99 €, comprare le sue singole parti sarebbe uno sperpero. Vediamo se vale davvero la pena di spendere denaro e tempo per questo libro.

In Rootworld, ci viene svelato poco alla volta un universo davvero originale e coinvolgente, che incuriosisce ed appassiona da subito, come se le pagine del libro fossero in grado di farci momentaneamente  riprovare l'emozione di un bambino alla scoperta del mondo. Senza spoilerarvi troppo, questo mondo è costituito da un albero dalle dimensioni planetarie, circondato da spazio transdimensionale e attraversato al suo interno da cavità dove risiedono i suoi abitanti e scorrono "fiumi" linfatici. Ad ogni libro corrisponde una diversa sezione dell' "Albero del Mondo" (radici, fusto e chioma), secondo una tricotomia vagamente ispirata alla Divina Commedia, a cui rendono omaggio anche altri particolari del testo. Il primo volume (l'unico che ho letto per ora) è ambientato in parte sulla Terra e in parte nel "Mondo delle Radici", che è stato magistralmente congeniato da Gallerani fin nei suoi più reconditi particolari; luoghi e creature vengono qui rivestiti con un tema silvestre generando una sofisticata ecotopia fatta di funghi senzienti, proiettili-insetto, lumaconi giganti e molto altro.

Come sapete non amo rivelare la trama nel dettaglio, ma posso dirvi che l'ho trovata buona. "La Radice Oscura" è l'avventura di sei bambini di una stessa classe che inseguendosi a vicenda, finiscono uno dopo l'altro nel Mondo delle Radici, dove incontrano altri personaggi che li aiutano a ricongiungersi e li coinvolgono in una vicenda più grande.


Un "malfunzionamento" di Rootworld riguarda proprio i personaggi. Con questo non voglio dire che la caratterizzazzione sia banale o poco curata, anzi; semplicemente il gran numero di attanti e la natura non lineare del romanzo rendono disagevole per il lettore immedesimaresi in un personaggio : i bambini sono ben sei e a questi si aggiungono le accattivanti figure che fanno loro da nocchieri in questo bizzarro mondo. Bene o male è reso artificiosamente noto che il titolo di protagonista spetta ad Alida, ma questa non è sempre presente nella narrazione, lasciando acquisire spessore agli altri personaggi durante le varie sottotrame. Non viene fornita una figura chiara in cui identificarsi. Un semplice ed arcinoto principio narrativo (specie per le storie di viaggio) che, da quando leggo indiebooks, ho visto sistematicamente violato; è certamente apprezzabile il tentativo di intessere una trama più fitta frammentando le vicende e mescolando i ruoli, ma è un lavoro da grandi scrittori e difficilmente un dilettante può riuscire ad orchestrare bene il tutto.

Connesso al problema dei personaggi è quello del "target" di Rootworld. Fatico veramente molto a trovare un pubblico al quale il libro possa rivolgersi, nonostante l'autore lo presenti come "un libro per tutti, dagli 11 anni in su", indicazione comunque molto vaga e discutibile. Come già detto, "La radice Oscura" parla di un esperienza vissuta da sei bambini, ed infatti più che le icone della narrativa weird, nel libro riecheggiano i grandi autori della "favola moderna", come Dahl, Ende, Blyton, Paterson ecc.... si potrebbe dunque pensare che Rootworld sia un libro per bambini. Sì e No. Sicuramente leggendolo si ha la sensazione della narrativa per ragazzi, cosa che francamente dopo le prime cento pagine, non è molto gradevole per un adulto, però ci sono molti elementi che lo rendono inadatto ad un bambino: primo fra tutti, l'utilizzo di un linguaggio adulto (per intenderci, ci sono parole come "stronzo", e parole come "dendrovettore"). Parole volgari sono rare nel testo, ma ci sono. Propio perchè rare, forse sarebbe stato opportuno non usarle affatto: non aggiungono niente, anzi stridono con dialoghi che ne sono privi per la quasi totalità del testo, sembrano quasi messe lì apposta per rendere tutta l'opera non adatta a un bambino (non che io trovi il fatto scandaloso o altro, gli undicenni usano un linguaggio anche ben più volgare, solo capisco che molti genitori non comprerebbero Rootworld a loro figlio per questo fatto).Considerazioni analoghe per l'uso di nomi "fantascientifici" anzichè infantili.
Inoltre le vicende e il mondo costruiti da Gallerani sono decisamente troppo complessi per la mente di un normale preadolescente, e richiedono una conoscenza e  una capacità di concentrazione che probabilmente ancora non possiede; anche la prosa pur essendo semplice ed asciutta, potrebbe mettere in difficoltà un bambino in più punti. Senza contare il fatto che il libro è parte di un opera che consta di circa mille pagine... un po' pesantuccio per un ragazzino.
D'altra parte, per il lettore maturo è tedioso doversi portare appresso fino alla fine tutta la ciurma di marmocchi. Vedo una ristrettissima fascia di età in cui Rootworld può essere apprezzato, qualcosa come dai 13 ai 16 anni.
 Il libro è ben scritto, lo stile di Gallerani è piacevole e privo di sbavature, sia nella prosa che nei dialoghi; anche l'editing è molto curato, cosa nient'affatto scontata per un ebook, si vede che è passato dalle mani di professionisti (ricordiamo che il libro è stato pubblicato nel 2008 da Domino Editore); l'unica pecca è il massiccio infodump, anche se, dato che il principale motivo di interesse sono le curiosità e le stramberie del Mondo delle Radici, è un difetto perdonabile. I problemi del testo infatti non risiedono nella tecnica scrittoria, ma nella struttura narrativa.

Il ritmo del libro è molto lento, con lunghe sequenze soporifere e tempi morti tra un azione e l'altra. Gli avvenimenti non sono disposti ad arte e il risultato è un intreccio cacofonico che non riesce a valorizzare una buona trama di base. La pesantezza è accentuata anche da una certa ricorsività delle situazioni e ci si ritrova, per fare un esempio, a rivivere più volte un viaggio verso una meta ignota a bordo di una lumaca gigante, immancabilmente interrotto dall'arrivo dei "cattivi". I vari viaggi della compagnia procedono placidi e pigri, contornati da infodump e dialoghi tra alunni delle elementari, tanto che a volte si ha davvero la sensazione di "gita scolastica". Sul finale si fa veramente fatica a procedere con la storia, finendo con il macinare pagine solo per terminare il romanzo, e va da sè che la consapevolezza di concludere solo il primo di tre libri è un pesante convitato di pietra durante tutta la lettura.
Una nota positiva sono sicuramente le battaglie nel finale, descritte utilizzando coerenza, fantasia ed amore per  i particolari, seppur la presenza stessa di tali battaglie faccia ricadere la storia nello schema dello scontro su più livelli, che è forse il più abusato della letteratura fantasy.

In definitiva, vi consiglio o no di comprare questo libro? No. E mi duole dirlo, perchè considero Alessio Gallerani una buona penna, e sicuramente seguirò i suoi successivi lavori, ma devo essere prima di tutto onesto coi nostri lettori. La trilogia ha un prezzo onestissimo, ma non è gratis. I difetti sono maggiori dei pregi, i quali si riducono sostanzialmente al world building. Non consiglierei Rootworld a un bambino, non lo consiglierei ad un adulto qualunque e nemmeno ad un appassionato di weird fantasy (tantomeno ad un appassionato di high fantasy). Insomma faccio veramente fatica a trovare qualcuno a cui consigliarlo; forse dovrei aspettare di finire la trilogia (cosa che intendo fare) per dare un giudizio più completo, ma essendo uno dei difetti principali la pesantezza, non credo che considerarlo come un unico mostro letterario di mille pagine migliorerebbe la mia opinione, anzi.


Jacopo Giunchi

Versione audio della recensione 

Recensione del secondo libro: Rootworld - "L'altro gemello"

1 commenti:

Jack DiSpade ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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