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sabato 3 marzo 2012

"Prometeo e la Guerra 1935" di Alessandro Girola [Rating A-]


Titolo: Prometeo e la guerra 1935
Autore: Alessandro Girola
Genere: Thriller/ucronico
Pag: 171
Rating: A-










Breve digressione fuori luogo…
Una cosa che tengo a precisare sin da subito è la mia difficoltà ad accettare giudizi assoluti che tanto spesso si sentono decantare dai tromboni più o meno affermati soprattutto nel campo delle arti e della letteratura in particolare.
Nel recensire gli ebook che vi presento spero vivamente di non passare per un supponente bacchettone del cazzo!
Gusti personali, pareri personali. Tutto qui. 

Diritto di replica garantito (e gradito), e valutazione del recensore, fanno si che chiunque possa essere detronizzato dalla sua carica di certificatore, sicchè patti chiari amicizia lunga.
Comunque, ritengo che le arti siano tali solo nel momento in cui riescano a trasmettere qualcosa. Qualsiasi cosa, purché smuova le aride coscienze della gente del 21° secolo.
A mio avviso, non esiste l’opera d’arte assoluta, eletta tale dagli esperti e che quindi debba essere riconosciuta e venerata da chiunque pena la scomunica e/o il rogo.
Troppo spesso si fa confusione fra tecnica e estrosità, possibile non accorgersene?
Per la prima esistono dei parametri univoci, uguali per tutti, oggettivi, e possono esserci quindi i fantomatici esperti a saper meglio valutare se misure/regole/procedure siano rispettate alla perfezione. Mi pare ovvio che per le opere della creatività questo non possa valere, se non per garantire l’esistenza dei vari critici/esperti/cialtroniboriosi…
Non si può imbrigliare in schemi e canoni qualcosa che nasce dall’immaginazione!
Se a me il tal capolavoro non dice nulla, non c’è nulla che gli esperti possano dire per farmi il lavaggio del cervello. Semplice.
Megalomania? Delirio di onniscienza? Desiderio di ribellione? Forse.
La cosa bella è che non sarà certo l’autore ad aversene a male, ma i critici stessi che l’hanno definito un capolavoro. L’artista ben sa che i sentimenti e le sensibilità sono diversi; grazie al cielo, per quanto la globalizzazione ci voglia far intendere il contrario, non a tutti piacciono le stesse cose.
Se I Pilastri della Terra non mi ha smosso, bene, non ho problemi a difendere il mio convincimento, non perché non ritenga Ken Follet un grande scrittore (l’ho apprezzato moltissimo ad esempio nel meno blasonato Alta Finanza), ma non sopporto che mi si voglia costringere a mutare la mia opinione sull’onda dell’entusiasmo generale. Dirò di più, se alla fine della lettura de Il Teutone di Giudo Cervo da 18,50 Euro (ebook a 9,9 Euro!!!) mi sono sentito letteralmente derubato, sono pronto a respingere le ovazioni che ne sono state fatte in mille recensioni.
Sensibilità diverse. Tutto qui.
De gustibus non disputandum e soprattutto IL LETTORE HA SEMPRE RAGIONE! Questo è lo spirito che vorrei permeasse questo sito.
Lettori in grado di giudicare da se i testi, perché sono convinto che chi si avvicina a scrittorindipendenti.com appartenga a questa casta di personaggi: maturi, senza paraocchi e dogmi di sorta.
Mi presto a “recensire” le opere altrui e a condividerle con voi, conscio che ognuno ha una percezione diversa e parimenti valida.
Perché mi sono perso in questi vaniloqui quando dovevo recensire l’opera di Alessandro Girola? Ebbene vi stupirò dicendo che un nesso c’è…
Prometeo e la Guerra 1935 non è forse un capolavoro letterario, non ha uno stile impeccabile, né dialoghi al vetriolo, ma a me ha trasmesso molto, facendomi viaggiare parecchio di fantasia e questo è (a mio parere) un pregio che va oltre ogni cavillo dettato dalla dottrina sacra e immutabile della scrittura creativa.
La trilogia completa è disponibile gratuitamente sul (bel) sito dell’autore:
Girola con il suo ebook ci catapulta in un lasso temporale a cavallo delle due grandi guerre, solo che gli esiti della prima sono stati diversi da quelli che tutti noi conosciamo. Da qui nasce l’ucronia, ossia l’allontanamento dalla realtà in direzione di una differente, un universo parallelo in cui prende vita ciò che sarebbe potuto accadere se…
La guerra è stata vinta dall’Impero d’Austria e Ungheria, grazie all’utilizzo di assemblati, un esercito di Frankenstain resistentissimi e dotati di forza sovraumana.
E’ proprio la gestione di questi esseri, chiamati in modo quanto mai azzeccato Prometei, a costituire il pretesto per far sorgere intrighi internazionali e cospirazioni politiche mirabolanti.
Già perché queste creature, pensate in origine solo per la guerra, per quanto siano un accozzaglia di membra di uomini defunti rimesse assieme alla meno peggio, hanno dei sentimenti propri, delle aspirazioni e in più di una circostanza si rivelano “più umani” degli umani veri… ciò non toglie che ci sia più di una potenza a ritenerli degli abomini da eliminare innalzando nuovi roghi, su tutti lo Stato Pontificio e il Papa.
A trovarsi al centro di questi avvenimenti, è come spesso accade, un perfetto estraneo al mondo delle congiure di alto livello: il professor Raddavero, antropologo di media fama, si troverà così coinvolto in vicende decisamente fuori dalla sua portata.
Eppure sarà questa disparità di forze a far trovare all’uomo Raddavero risorse insperate, costringendolo a sfruttare appieno al sua intelligenza e perspicacia, calandosi nei panni del detective più scafato.
Il tema dell’integrazione razziale fa capolino qua e la, senza comunque ammantansi di stucchevole buonismo e questo è un bene per l’intero romanzo, lasciando il lettore a sua volta sospeso e incentro su ciò che sia giusto e su chi o meno abbia ragione.
Ho trovato la partenza della vicenda un po’ lenta, ma superato questa fase iniziale, (in cui anche i dialoghi mi paiono leggermente ingessati) lo stile migliora e la narrazione delle indagini poliziesche scorre via rapida e fluida, senza particolari effetti speciali, ma con il pregio di farci esplorare il mondo ritratto da Girola.
E’ proprio l’accuratezza e l’enfasi poste nella ricostruzione di questo periodo storico, la cosa più pregevole e che maggiormente ho apprezzato.
E’ difficile da spiegare, ma le pagine di questo romanzo trasudano del sentore di un epoca passata, mostrando l’amore che l’autore (probabilmente) riserva per questo periodo storico.



Lo scorcio su questa realtà, a cavallo fra le luci della ribalta di eclatanti prime cinematografiche a stelle e strisce, e le ombre di scienze e parascienze più o meno reali come la scuola lombrosiana e quella frankenstainiana, è veramente d’impatto. Fabbriche e capannoni industriali sbuffanti fumo denso e acre, in cui i lavoratori si trovano a vivere in condizioni disumane, si mescolano ai ricevimenti chic e elitari nei salotti bene, dei quali solo pochi possono godere.
In conclusione mi sento di affibbiare una bella A a questo ebook, con un – al fianco per il problema che ora vi espongo: il clima così sapientemente creato dall’autore, con le sue ombre e nebbie da occulte cospirazioni d’altri tempi, viene in alcune (rare per fortuna) circostanze guastato dall’uso di modi di dire contemporanei e del gergo parlato che si intrufolano subdoli nel testo dissolvendone la pregevole ambientazione! Esempi? “era ora di sbaraccare”, “un bel casino”, “giusto per non finire ammazzati al volo”…)
Nulla di grave si intende, nulla che non sarebbe potuto essere corretto da un attento beta reader… gia, avevo promesso di parlarne in un post specifico e ora me lo segno…
Il beta reader, quale prezioso compagno!
Per tornare a noi, una lettura piacevole, con un colpo di scena gagliardo sul finale, capace da solo di aumentare il rating di una tacca, ma non voglio certo rovinarvi la sorpresa.
Leggerò sicuramente il seguito!

P.S.: Da appassionato boardgamer non posso che aggiungere che il mondo ricreato da Girola sarebbe lo scenario perfetto per un bel risikone alternativo con tanto di Prometei inarrestabili e generali con basettoni e baffoni imperiali!

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